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La coda nell'acqua

Il santo assassino

Le donne - controcanto

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di Silvano Zoi

Istituto Editoriale del Mezzogiorno,
Napoli 1971

Un brano dal primo racconto

29 NOVEMBRE

Su e gi�, gi� e su, lo spazzolino sulle gengive, secondo la linea verticale: il dentista dice che cos� si massaggiano le gengive e i denti restano sani; ricorda che il collega di matematica sa una filastrocca; comincia cos�: �denti forti denti sani...�. Gi�, anche il collega di matematica � sulla quarantina. La quarantina, perdio! sembra ieri che un trentenne gli pareva vecchio. Osvaldo Mariani leva un momento lo spazzolino, grida forte: �a prescindere dal fatto!�; e ricomincia a spazzolare in fretta: se lo sente quella l�, lo piglia per matto.

Persiste un vento feroce nella tromba delle scale: dura da tutta la notte e ha portato nella torre del castellaccio le anime dei morti; con lo scirocco, le pareti della citt� vecchia trasudano vizi remoti. � una stanza con macchie sui muri che ha inghiottito generazioni di pensionanti: impiegati a trenta al mese, a trecento, a tremila, a trentamila, a settantamila tutto compreso; Osvaldo Mariani paga settantamila: da poco ha vinto l’ultima battaglia contro l’aumento. Posa lo spazzolino da denti e grida ancora: �a prescindere dal fatto!�. Sussulta, e attacca subito una canzone inventata, perch� la signora Teresa pensi che stava cantando.

Sente che � una mattinata vigliacca. Si � svegliato dentro una melma intricata di sogni, incerto, come se dovesse capitargli qualcosa; ma mentre lentamente si scioglie la nebbia della notte, chiaro emerge il significato di certe parole che gli fanno ancora male, come spine nei polpastrelli. �A prescindere dal fatto che...� glielo disse il suo preside una mattina di ritardo: arriv� a scuola trafelato, e mentre saliva l’ultima rampa di scale, sentiva voci nasali di colleghe scandire l’appello, e la sua prima effe faceva bordello. Gi�; era l’anno scorso, secondo trimestre: il preside lo aspettava in cima alle scale, lo invit� in presidenza e gli disse �a prescindere dal fatto che...�.

Osvaldo Mariani sente che sarebbe una mattinata da raccontare una malattia, per giustificare la fiacca: ecco, vedete, che volete che faccia un uomo che ha la gola che brucia, che ha gli antenati in gola e la morte di tutti gli antenati; forse, un cancro, capite? qualcuno in famiglia � morto cos�. I colleghi lo accolgono in silenzio: ancora c’� tanto rispetto per la sciagura; gi� il cappello signori, e fate largo; con la morte si trasforma ogni cosa: dovete riconoscere che si tratta di un uomo che ha fatto sempre il suo dovere, un professore di valore. Gi�: bisogna star male perch� ti rispettino; dura qualche giorno, ma anche una malattia grave non basta pi�, come nella r�clame della televisione: oggi un bucato bianco non basta pi�; dura qualche giorno il rispetto; poi, se non prendi un lungo permesso, brontolano per la supplenza; bisogna crepare: che serraglio di bestie feroci, la scuola! �A prescindere dal fatto�; grida ancora; pensa con rabbia che il preside � uno sporco fascista: non si lascer� condizionare da lui.

Ha quasi un’ora di tempo, potrebbe radersi con cura, passare il fresco della lavanda: fa in fretta; non soffia via neanche i peli dal rasoio. Pensa che per non gridare ancora quelle assurde parole, reciter� una poesia. Gli � sempre piaciuto recitare versi con voce calda; a volte gli capita con le colleghe, loro dicono che recita bene. Gi�: reciter� una poesia per cancellare le parole del preside: sono parole di un fascista; sono concorsi per il water.

Osvaldo Mariani ride della sua battuta: concorsi per il water. La dir� al collega di matematica: lui ha fatto la lotta di resistenza.

Arriva in camera un’altra mattina di pane tostato e caff�-latte: l’odore non muta, il pendolo del corridoio scandisce il tempo. Osvaldo Mariani sente che � il ritmo di sempre: nella maniglia della porta, il giornale preme con una nuova giornata, e il tempo passa ancora, e un uomo a quarant’anni ha diritto alla propria dignit�. Gi�: a prescindere dal fatto! avrebbe dovuto rispondergli a tono; prenderlo in giro: la storia del ritardo poteva diventare il pretesto per una dissertazione sul tempo; tanto, quello non capisce niente di filosofia, non capisce niente di niente; gi�: ma intanto rende la vita difficile: � per colpa di tipi come quel fascistaccio che lui si sente agnus dei; come se avesse addosso tutti i peccati del mondo. Ecco: ora gli fa male anche il ricordo del manifesto che ha visto ieri sera sui muri del corso; c’era scritto �il maestro eseguir� il concerto senza spartito�; perdio! soffre per loro; possibile che non capiscano quanto sono ridicoli: tutti senza spartito, il teatro Dante infiorato, entrano dame come la signora Teresa e si affacciano ai palchi e fanno coccod�, e sul tetto del teatro defecano i colombi del comune; tutti senza spartito!

Il lavandino singhiozza come un tacchino: durer� a lungo perch� le acque, con gli anni, hanno strozzato i tubi: qui i tubi hanno secoli. Un ronzio elettrico fa rumore di sonno, da sempre le finestre si affacciano sui cortili e il poco cielo non dice che tempo far�: il tempo si indovina solo dall’odore dei muri.

Silvano Zoi, Date, Istituto Editoriale del Mezzogiorno, mar. 1971

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