La Volkswagen Maggiolino � un mito e raccontare la storia di un mito � difficile. E' quasi impossibile riuscire a non varcare il confine dove finisce la realt� ed inizia la leggenda. Nell'automobilismo moderno poche auto hanno raggiunto lo status di mito, le Ferrari, sogno di ogni automobilista, le Rolls Royce, l'eleganza per antonomasia, le Bugatti, ovvero la tecnica sopraffina.
A queste, che sono il sogno di ogni appassionato, dobbiamo aggiungere una piccola auto, non bellissima, tecnicamente molto semplice e spartana fino all'inverosimile, ma che ha saputo conquistarsi un posto fisso nel cuore degli appassionati e quell'aurea di mito che ne fa ancora oggi, a diversi anni dalla cessata produzione, una pietra miliare dell'automobilismo: il Maggiolino.
Che l'unione tra la fantasia di un grande tecnico e il sogno di un uomo con manie di grandezza potesse portare alla realizzazione di un evento di tale portata non era facile pronosticarlo, ma conoscendo la tenacia dei tedeschi e l'esperienza dell'ingegnere chiamato a sviluppare il progetto di sicuro poteva far supporre la nascita di un qualcosa di valido.
Io di Maggiolini ne ho avuti due, uno azzurrino a met� degli anni 60, l'altro, un Maggiolone color sabbia, sul finire degli anni settanta.