Per quanto riguarda la
produzione d’idrogeno da fonti rinnovabili, modo
sostanzialmente pulito e per questo ben più interessante, i
processi possono essere sommariamente distinti in:
• produzione da biomasse
• produzione dall’acqua.
Nella produzione di idrogeno a partire da biomasse nessuno dei processi
proposti ha ancora raggiunto la maturità industriale. Le
diverse alternative (gassificazione; pirolisi e successivo reforming
della frazione liquida prodotta; produzione di etanolo e reforming
dello stesso; produzione biologica attraverso processi basati su
fenomeni di fotosintesi o di fermentazione) richiedono tutte un impegno
notevole di ricerca, sviluppo e dimostrazione, anche se a livelli
diversi. Le premesse sono comunque buone, tenuto anche conto dei
diversi materiali utilizzabili.
L’idrogeno può anche essere prodotto
dall’acqua scindendo la stessa nei suoi componenti (idrogeno
e ossigeno) attraverso diversi processi, tra i quali quello
più consolidato è l’elettrolisi.
Schematicamente questa è rappresentata dalla seguente
reazione:
H2O +
elettricità -> H2 + 1/2 O2
(1.9)
Si può notare subito che la
reazione di elettrolisi risulta esattamente inversa a quella che
avviene nelle celle a combustibile. Pertanto, l’intero
processo di produzione e consumo è ambientalmente
sostenibile purché, come si è già
detto, sia disponibile una corrispondente quantità di
energia elettrica pulita in grado di alimentare il processo di
elettrolisi. È immediato pensare al sole come sorgente di
questa energia, sfruttabile attraverso l’utilizzo di impianti
di conversione fotovoltaica, la cui tecnologia già oggi
può essere considerata tecnicamente affidabile e adeguata,
anche se non ancora competitiva. Infatti, mediante l’uso di
energia solare fotovoltaica si può produrre idrogeno
elettrolitico e ossigeno. Come prodotto finale di scarto della
ricombinazione di idrogeno e ossigeno si genera una quantità
di acqua pura pressappoco uguale a quella di partenza, chiudendo in tal
modo il ciclo senza emissioni inquinanti. In linea di principio,
pertanto, sarebbe possibile estrarre dall’acqua tutto
l’idrogeno necessario a soddisfare in modo pulito le esigenze
energetiche dell’umanità.
Il problema attualmente è il costo. Con
l’elettrolisi dell’acqua, infatti, è
vero che si può ottenere idrogeno praticamente puro, ma solo
a un prezzo che può diventare economicamente accettabile in
una prospettiva ancora lontana, allorquando le innovazioni tecnologiche
potrebbero consentire un costo estremamente basso
dell’energia elettrica, prodotta da fonti rinnovabili (o da
nucleare).
La dissociazione dell’acqua può essere effettuata
anche facendo uso di processi termochimici che utilizzano calore ad
alta temperatura (800-1000 °C) ottenuto da fonti diverse (prima
fra tutte l’energia solare termica); sono in corso, anche in
Italia, attività di ricerca e sviluppo tese a dimostrare la
fattibilità industriale di tali processi ed il potenziale
nel lungo termine sembra essere molto interessante.
Sono stati già citati altri processi, ancora allo stato di
laboratorio, come la fotoconversione, che scinde l’acqua
usando organismi biologici o materiali sintetici, e i processi
fotoelettrochimici, che usano per lo stesso scopo una corrente
elettrica generata da semiconduttori.