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Ma se forse merito della traduzione di Guidi è quello di aver mantenuto inalterati attraverso il passaggio in una lingua straniera i concetti originari del testo in analisi, è un merito questo che si ha a discapito della struttura fonica e in particolare del parallelismo fonico-semantico di riconciliazione degli opposti che abbiamo visto nell�originale. Concludendo possiamo quindi dire che i due autori, Montale da una parte e Guidi dall�altra, usano il testo come uguale punto di partenza per giungere, però, a due punti d�arrivo distinti tra loro, due testi indipendenti e originali, ognuno dei quali è frutto del proprio sistema di significati. Concentrandoci in particolare sulla traduzione montaliana, oggetto unico in fondo di questo mio studio, possiamo dire che il risultato è come già detto prima un testo del tutto infarcito delle componenti dell�universo poetico montaliano, un testo in cui sicuramente il Montale-traduttore è costretto in secondo piano dal Montale-poeta, il quale riproduce e supera il testo di Hopkins che immerso in un contesto tutto montaliano diventa un testo �altro da se�. |
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