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Vittorio Mangano  in sella

 (anni 1973-1976)

Spunti sulla filosofia della storia dell'Italia (dagli anni '70)

BS=Silvio Berlusconi    VM = Vittorio Mangano    MU=Marcello dell'Utri

ASSUNZIONE AD ARCORE 

PREMESSA: tenere presente che in una confidenza occasionale (colloquio con i periti medici 27.7.96) VM dichiara di essere ad Arcore - e comunque di essere pagato da BS - già dal '72, mentre in precedenza MU aveva dichiarato d'averlo chiamato ad Arcore nel 1975. "Nel 1975 ... chiamai Mangano. ... Mangano rimase ad Arcore due anni. E si comportò benissimo. Trattava con i contadini, si occupava di cavalli. "(interv. MU al Corriere della Sera 21/3/94). Le datazioni tra parentesi sono quindi riferite ad ipotesi che traggo in base alla documentazione di cui alle referenze

(anni 72-73) Colpito dal suo curriculum, dall'intelligenza pronta, dall'eleganza e raffinatezza dei modi, Stefano Bontate spedisce VM a Milano come rappresentante degli interessi mafiosi per tenere i rapporti con gli industriali del Nord (VELTRI-TRAVAGLIO 200 1, 26).  ---VM dice a Salvatore Cocuzza di essere andato a Milano nel 72-73 al seguito di Gaetano e Nino Grado e di Totuccio Contorno guardia del corpo di Bontate. VM compie a Milano varie estorsioni, anche ai danni di BS, il quale ultimo lo assunse attraverso Cinà "per garantirsi da ulteriori attentati"  (confessione di Salvatore Cocuzza - successore di VM alla guida della  famiglia di Porta Nuova - 23/10/96, cfr. SITI-GOMEZ 1997, 19-20). 

"Ad Arcore avevo bisogno di uno stalliere, uno che si occupasse dei terreni e degli animali, dei cavalli. Chiesi a MU, che mi presentò VM: assumerlo fu una mia scelta, su una rosa di nomi che mi vennero prospettati. No, non feci indagini preventive su VM, perché mi diede l'idea di una persona a posto e competente" (dich. BS 1987). ---VM e Pippo Bono (correntisti della Banca Rasini) raccontano a Mutolo che BS era entrato in contatto con Cosa Nostra tramite Luigi Monti, il quale usava come guardaspalle i fratelli Alfredo e Pippo Bono e come consulente fiscale Michele Sindona (dich. Mutolo, cfr. SISTI-GOMEZ 1997,30).

(anni 73-74-75-ndr)  Secondo il pentito Salvatore Cancemi, già amico di VM, quest'ultimo gli spiegò che nascondeva in villa ad Arcore anche latitanti, fra i quali i fratelli Grado, Giuseppe Contorno (soltanto omonimo di Totuccio) e Francesco Mafara (VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 37).  Lì venivano ospitati tutti i latitanti della famiglia di Santa Maria del Gesù e forse di altre. A un certo punto però BS aveva interrotto questa consuetudine perché qualcuno di questi ospiti aveva trafugato dalla villa oggetti di valore. Ricordo che commentando queste vicende lo Zarcone diceva: 'Come al solito, ni facimmu canusciri e schifari'...". (VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 3). ---L'avv. Gaetano Zarcone - intimo di Stefano Bontate e affiliato alla famiglia S.Maria del Gesù - confida al medico palermitano Gioacchino Pennino (affiliato a Cosa Nostra) che VM teneva i rapporti con BS visto che faceva fittizziamente il guardiano in una sua villa vicino a Monza" (dichiar. del pentito Pennino 10.11.94, cfr. SISIT-GOMEZ 1997, 54) 

VM è spesso all'ippodromo S.Siro, ove si recava anche Alfredo Bono, della famiglia di S. Giuseppe Jato. (dichiaraz. Gasparre Mutolo 30/3/94). --VM "era una testa di ponte dell'organizzazione mafiosa nel nord Italia. Era una delle persone, delle poche persone di Cosa Nostra in grado di gestire questi rapporti" (BORSELLINO 1992). 

Il collocamento ad Arcore di VM fu deciso in un incontro a Milano tra BS, il boss Stefano Bontade, MU e lo stesso Di Carlo (il tutto si evince dalle dich. di Francesco Di Carlo  -boss di Altofonte negli anni 1974-76, cfr. Procura PA-MU 1996)

VM MU BS e vita nazionale
 

1973 viene a trovarlo in via Perpignano, luogo d'incontro dei sensali di Palermo (secondo DELL'UTRI 1996 l'incontro ebbe luogo invece a casa di VM) l'amico comune Cinà, accompagnato da MU,  per chiedergli di prendere servizio a villa Berlusconi: "io accettai e dopo un paio di settimane mi trasferii ad Arcore" (dich. VM ai giudici PA 26/6/96). 

fine 1973 BS gli offre  "l'opportunità di ritornare a Milano per lavorare con lui come suo assistente." (Focus 2001,36; TRAVAGLIO 2004). Più precisamente MU racconta che BS, in crociera per Lampedusa, lo invitò a lasciare la banca di Belmonte Mezzagno ed a seguirlo a MI, dove venne ufficialmente riassunto come suo assistente e dove faceva anche l'allenatore di una squadra di calcio berlusconiana (dich. MU ai giudici PA 26/6/96) 

Affitta un appartamentino in centro (v. Ottoboni), ma non di rado pernotta da BS in via S. Giminiano 12 (SISTI-GOMEZ 1997, 25 n18)

 Secondo la Procura di Palermo MU conosceva i trascorsi criminali di VM fin dal 1973: risulta infatti da un rapporto della stazione CC di Arcore che MU "ha lasciato un impiego in banca per seguire Berlusconi ed una volta qui ha chiamato Mangano, pur essendo perfettamente a conoscenza - è risultato dalle informazioni giunte dal Nucleo investigativo del gruppo di Palermo - del suo poco corretto passato" (VELTRI-TRAVAGLIO 2001 27-28). 

1974 prima parte  "tre o quattro anni dopo" il momento in cui lo aveva conosciuto VM riceve una telefonata da MU che gli propone di dirigere la azienda agricola e la società ippica di cui BS era titolare (dich. VM ai giudici di PA 4/4/95).

1974, primavera (SISTI-GOMEZ 1997,7) VM, trasferitosi da Palermo a Milano, divide un piccolo appartamento con la suocera e il cognato, operaio all'Ansaldo (VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 25).  MU (per contestare le dichiarazioni del pentito Nino Giuffrè - v. Unità 21.01.03- dichiara che VM si è trasferito ad Arcore nel giugno 1974.

(primavera 1974-ndr) "Il Mangano si era sistemato con la sua famiglia ad Arcore" (dich. BS 1987) Racconta VM: "Quando arrivai, la villa (147 stanze) era ancora in fase di ristrutturazione ed era pertanto abitata solo dalla mia famiglia e da parte della servitù. Dopo qualche tempo arrivò il dottor Berlusconi"  (VELTRI-TRAVAGLIO 2001 29-30). 

VM "era una testa di ponte dell'organizzazione mafiosa nel nord Italia. Era una delle persone, delle poche persone di Cosa Nostra in grado di gestire questi rapporti (BORSELLINO 1992).   

inizio 1974 va a trovare VM a Palermo e - presente l'amico comune Cinà - gli propone di seguirlo ad Arcore (TRAVAGLIO 2004). BS gli chiede "di interessarsi anch'egli di trovare una persona adatta" per aver cura di terreni e cavalli ad Arcore;  MU gli "aveva appunto presentato il signor VM come persona da lui conosciuta [a Palermo]". (BS 1987). 

Poi anche MU trova alloggio nella villa di Arcore: "(MU) che abitava nella villa di Berlusconi, mi veniva a trovare spesso nelle scuderie e a poco a poco gli ho insegnato a montare." (dich. VM ai giudici di PA 4/4/95).

 MU, interrogato circa la presenza di latitanti ad Arcore, dichiara che " in quel periodo trascorrevo molto tempo in villa, visto che BS mi aveva incaricato di seguirne la ristrutturazione. VM a volte mi presentava delle persone dicendo che erano dei suoi amici, ma non mi faceva nessun nome. Non si fanno mai nomi quando si presenta una persona nel modo di Mangano... Effettivamente nel 1974, quando VM stava già ad Arcore, furono rubati quadri ed altri oggetti. L'episodio venne regolarmente denunciato"(VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 38).

1974 seconda parte VM ad Arcore dall'estate 74 per 2 anni (TRAVAGLIO 2004). Dichiara di essersi effettivamente occupato di cavalli, come responsabile della "società ippica di cui Berlusconi era titolare" (dich. VM 1995 alla Procura PA, cfr. GUARINO 2001,224n52). 

 1974 VM fa copia fissa con Francesco Mafara, già contrabbandiere di sigarette. "Prima del '75" Totò Cancemi ebbe occasione di incontrarli entrambi in un bar a Palermo e di apprendere da VM che  Mafara frequentava la villa di Arcore  (dich. Totò Cancemi cfr. GOMEZ-SISTI 1997, 68), nella quale. VM nascondeva anche latitanti, fra i quali i fratelli Grado, Giuseppe Contorno (soltanto omonimo di Totuccio) e Francesco Mafara stesso (VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 37).

-Falcone, negli anni immediatamente precedenti il maxiprocesso, aveva istruito un "procedimento Spatola" nel quale risultava (da contatti telefonici) che VM risiedeva abitualmente a Milano dove costituiva un terminale del traffico di droga che conducevano le famiglie palermitane. VM fu condannato al dibattimento del maxiprocesso per traffico di droga (BORSELLINO 1992, 47). Secondo il pentito Pennino VM agiva per conto diPpippo Calò, anche  se alcuni mafiosi lo ritenevano - sbagliando - uomo di Stefano Bontate (dich. 5.5.95, in GOMEZ-SISTI 1997, 62).

1974, 7 dicembre (notte di S.Ambrogio) Dopo una cena ad Arcore con BS, MU, Confalonieri, viene rapito l'ultrasettantenne Luigi D'Angerio (primo sequestro di persona in Brianza). Il sequestro fallisce a Monza per un incidente di macchina dei rapitori, che consente al D'Angerio di allontanarsi. Interrogato dal sost. procuratore di Monza Giusepe La Mattina, dichiara che alla cena era presente "un altro giovanotto che faceva il fattore". Risulta che l'unico che sapesse con anticipo dell'identità degli invitati alla cena era MU. (SISTI-GOMEZ 1997,36-39)1975 Per TRAVAGLIO (2001, 32-35) sussistono 5 versioni del rapimento. Alcune spostano la data di UN ANNO.  Non risulta alcuna incriminazione a carico di VM (FIORI 1995). Le versioni nebbia 74 e nebbia 75 possono coincidere con la testimonianza 1996 del pentito Salvatore Cucuzza, il quale indica come menti del sequestro Nino e Gaetano Grado, amici di VM e legati al clan Teresi-Bontate, assieme a Totuccio Contorno (guardaspalle di Bontate e poi secondo grande pentito di mafia) e al boss Pietro Vernengo . L'obiettivo era Luigi Berlusconi il padre di BS e direttore generale della banca Rasini. VM doveva fare il basista. Contorno, che guidava l'auto, a causa della nebbia andò a sbattere. "Il padre di BS non venne rapito, ma fu sequestrato un altro ospite" (il D'Angerio),  che riuscì a fuggire dopo pochi minuti, proprio grazie all'improvviso incidente. (VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 36). 

1974, 10 dicembre: Berlusconi ricostruisce il rapimento del 7 dicembre '74 di fronte al sost. procuratore di Monza. Dichiara che per raggiungere Monza aveva usato "l'auto del fattore" ma NON nomina VM. --Viene trovata a pochi metri dal luogo dell'incidente dei rapitori D'Angerio la patente di Pietro Vernengo, mafioso della famiglia S.Maria del Gesù (nell'82 alleato col vincente Riina - nel '92 il giovane figlio Jacopo Vernengo sarà uno dei partecipanti alla strage Borsellino): durante una successiva perquisizione presso la casa del  suocero (Giorgio Aglieri) viene trovato presente ed identificato Pino MANDALARI, massone, commercialista di Toto Riina e  amministratore della Agrosicula spa coinvolta nel flusso droga e denaro di Cosa Nostra verso il Nord.  e sostenitore di Forza Italia nelle elezioni del marzo '94. La Cassazione confermerà la responsabilità di Vernengo nel rapimento che - secondo il pentito  Salvatore Cocuzza (dichiaraz. 23/10/96) era stato ideato da Vernengo con  i fratelli Grado e Contorno, utilizzando VM come basista. L'obiettivo del rapimento doveva però essere il padre di BS, Luigi. (SISTI-GOMEZ 1997, 44-49). Secondo Cocuzza BS scagionò VM, ma "avendone intuito il suo ruolo reale ne pretese l'allontanamento" (SISTI-GOMEZ 1997, 51  n.23) .

1974, 27 dicembre :  i CC si accorgono che nella villa di Arcore c'è VM, e ne attuano il primo arresto  sotto gli occhi della moglie e delle due figlie, in esecuzione di mandato di cattura per truffa - condanna  a 10 mesi e 15 gg. - emesso dal pretore di S. Caterina Villermosa (CL). Nella agendina di VM compare il riferimento al "dottor Dell'Utri". Da questa data BS sa quindi che ha in casa un pregiudicato.

"Effettivamente nel 1974, quando VM stava già ad Arcore, furono rubati quadri ed altri oggetti. L'episodio venne regolarmente denunciato" (dich. MU cfr. VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 38)

1974, 16 settembre: atto fondativo della San Martino spa (Roma): MU ne assume la carica di amministratore unico, funzione che ricopre anche nell'altra società berlusconiana, la Immobiliare Romano Paltano spa (Ciriè) (GUARINO 2001, 223n51); BS dichiarerà che "non gli risulta" che MU avesse esperienze e capacità di amministratore" [testimonianza di BS al g.i. Giorgio Della Lucia 26 giugno 1987].  

 Collocato al 7 dicembre 1974 dal PM Ingroia (processo di Palermo per contiguità mafiosa, 5 aprile 2004), il tentato rapimento D'Angerio  è variamente descritto - in 5 versioni che qui sintetizzo:

1) versione nebbia 75:  Dopo una cena in villa D'Angerio fu sequestrato, nella notte di S. Ambrogio, ma la nebbia favorì il sequestrato: l'auto dei rapitori andò a sbattere e D'Angerio riuscì a fuggire. "Le indagini lanciarono sospetti su Mangano, svelarono che non aveva un passato immacolato. Fu allontanato..." (interv. MU al Corriere della Sera 21/3/94, l'episodio è collocato nel '75, ma VELTRI-TRAVAGLIO (2001, 33) rilevano una contraddizione: MU prima parla di due anni tranquilli di servizio di VM ad Arcore a partire dal 1975, mentre qui fa presumere una permanenza per il solo 1975 bruscamente interrotta)

(2) versione casuale pattuglia: "Poco tempo dopo l'assunzione di VM", dopo un pranzo in villa, D'Angerio, uno degli invitati, venne fatto oggetto di sequestro di persona, "casualmente sventato dall'arrivo di una pattuglia dei CC. ... Seguirono delle indagini. Ed emerse che VM era pregiudicato... " (BS 1987).

3) versione rapimento Pier Silvio 73 (interv. BS al Corriere della Sera 20/3/94). "Rapporti con la mafia ne ho avuti una volta sola, quando tentarono di rapire mio figlio Pier Silvio, che allora aveva cinque anni (essendo nato il 28 aprile 1968, siamo dunque nel 1973-ndr). Portammo la mia famiglia in Spagna e lì vissero molti mesi". (Prima dunque dell'acquisto villa e della venuta ad Arcore di VM-ndr). Quest'ultimo "Lo licenziammo non appena scoprimmo che si stava adoperando per organizzare il rapimento di un mio ospite, il principe di Sant'Agata (Luigi D'Angerio-ndr). E poco dopo venne scoperto anche il tentativo di rapire mio figlio." (otto anni prima BS non aveva parlato di licenziamento ma di allontanamento spontaneo di VM oppure di un suo arresto da parte dei CC: v. BS 1986). 

(4) versione intervento Mangano di sicurezza (1974?) Secondo un'altra testimonianza (FRACASSI-GAMBINO 1994,21), all'epoca del tentato rapimento D'Angerio VM non era ancora ad Arcore. BS, chiamò a sovrintendere alle misure di sicurezza il maresciallo in pensione Nino Quartarone (che aveva lavorato insieme al questore Allegra al tempo del commissario Calabresi). Qualche settimana dopo arrivò VM, presentato da MU su segnalazione di Gaetano Cinà, boss del clan Mimmo Teresi-Stefano Bontade. Il nuovo arrivo tranquillizzò BS, tanto che, di lì a poco, fece rientrare moglie, figli e governante dalla Svizzera (dove BS li aveva fatti spedire di fretta, accompagnati dell'amico e collaboratore Romano Comincioli, dopo il tentato sequestro D'Angerio). Riflette tale testimonianza anche la dichiarazione a verbale di Filippo Alberto Rapisarda  (dich.al sost. procuratore Della Lucia, maggio 1987) al quale MU avrebbe dichiarato di conoscere Cinà, Bontade, Teresi e Filippo Marchese perché s'era dovuto interessare per mediare tra coloro che avevano fatto minacce ed estorsioni a BS e BS stesso. "A seguito di queste minacce BS aveva fatto andare all'estero moglie e figli. E mi disse [MU -ndr] che la sua attività di mediazione era servita a ridurre le pretese dei mafiosi." 

(5) versione nebbia 74 (GOMEZ-SISTI 1997). Il tentato rapimento risalirebbe alla notte di S.Ambrogio 1974.VM era già da tempo alloggiato in villa. Quella sera  probabilmente era a cena con BS, MU, Fedele Confalonieri e con il D'Angerio. Le indagini non dettero esito, non si arrivò nemmeno a definire il numero dei commensali, BS "dimenticò" di indicare la presenza di VM e dichiarò di non aver sospettato, allora, chi veramente si era messo in casa.(VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 35). 

Una conferma della versione "intervento Mangano di sicurezza" (conferma smentita da BS e da MU)  viene dal pentito - boss di Altofonte 1974-76 - Francesco Di Carlo che conosceva da anni Cinà (Procura PA-MU 1996): il collocamento ad Arcore di VM fu deciso in un incontro a Milano tra BS, il boss Stefano Bontade, MU e lo stesso Di Carlo: "...Al BS Bontade replicò che non avrebbe avuto più nulla da temere, che già c'era vicino a lui MU e che - comunque - gli avrebbe mandato qualcuno dei suoi in modo da non fargli  più aver alcun problema con i 'siciliani' ... Successivamente Gaetano Cinà mi disse che era stato inviato presso il BS VM, allora appartenente al mandamento di Stefano Bontade, e che per qualsiasi contatto con lo stesso BS si sarebbe dovuti passare attraverso VM.". Solo che l'insediamento di VM ad Arcore viene collocato nel 1974: "Poche settimane dopo essersi insediato nella villa di Arcore insieme a BS e al boss VM, il palermitano MU si recò a Roma. E in data 16 settembre 1974 presenziò all'atto fondativo della società Immobiliare San Martino spa, della quale venne nominato amministratore unico. ... BS sminuirà (BS 1987) il ruolo societario di MU: "[Svolgeva per me] esclusivamente attività di segretario personale e di assistente a tutto quello che atteneva Arcore. Non mi risulta che MU avesse esperienza e capacità [di amministratore]".  (GUARINO 2001, 53-54). 

CONDIZIONI della PERMANENZA ad ARCORE

"...mi diede l'impressione di una persona a posto e competente" (dich. BS 1987).

  " Mangano rimase ad Arcore due anni. E si comportò benissimo. Trattava con i contadini, si occupava di cavalli." (dichiaraz. di MU al Corriere della Sera 21/3/94 in FRACASSI-GAMBINO 1994,20). 

VM si trasferisce con la moglie e la figlia piccola negli alloggi un tempo riservati alla servitù, a destra della villa. Si occupava dei cavalli. Fra tutti i dipendenti della villa era l'unico a cui BS desse del lei (FRACASSI-GAMBINO 1994,20). "Ero totalmente libero nel mio lavoro perché sia Berlusconi che Dell'Utri non s'intendevano di cavalli" (dich. VM ai giudici di PA 4/4/95). "Vedevo Berlusconi ogni giorno e avevo con lui gli ordinari rapporti tra titolare e impiegato" (dich. VM ai giudici di PA 4/4/95). Il comportamento di VM è rassicurante per l'ambiente della villa: egli si aggira per il parco con "sei mastini napoletani al guinzaglio" (SISTI-GOMEZ 1997). "Guadagnavo 500 mila lire, che poi divennero addirittura un milione, in un periodo in cui la paga di un magistrato era 100 mila lire". [I periti legali Pietro di Pasquale e Francesco Traina  - che compilano un referto dopo un colloquio con VM del 27.7.96, dichiarano che VM riferiva i suoi guadagni al 1972].  I figli di BS diventano amici stretti delle figlie di VM. "Quasi sempre" Pier Silvio (familiarmente chiamato "Dudu" da VM) viene accompagnato da VM all'asilo (fino a metà '74, dato che per questione di età il bambino doveva passare in I elementare a settembre '74-ndr) , e Marina  - con la compagna di classe Loredana - alle elementari   (dich. VM ai giudici di PA 26/6/96, cfr. VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 26-27).

 Secondo il collaboratore di giustizia, già esponente politico-mafioso, Gioacchino Pennino "Gaetano Zarcone (avvocato amico di Bontate) mi spiegò che VM teneva i rapporti con BS, visto che faceva fittiziamente il guardiano in una sua villa vicino a Monza. Lì venivano ospitati tutti i latitanti della famiglia di Santa Maria del Gesù e forse di altre. A un certo punto però BS aveva interrotto questa consuetudine perché qualcuno di questi ospiti aveva trafugato dalla villa oggetti di valore. Ricordo che commentando queste vicende lo Zarcone diceva'Come al solito, nífacimmu canusciri e schifari' ' .. " ' (VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 37). MU, interrogato, conferma il viavai "perché in quel periodo trascorrevo molto tempo in villa, visto che BS mi aveva incaricato di seguirne la ristrutturazione. VM a volte mi presentava delle persone dicendo che erano dei suoi amici, ma non mi faceva nessun nome. Non si fanno mai nomi quando si presenta una persona nel modo di Mangano"  (VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 38). 

1975  prima parte nasce la terzogenita di VM cui viene dato il nome di Marina in omaggio alla figlia di BS.

1975, gennaio 22: dopo tre settimane di reclusione, torna in villa, e vi rimane per un mese (GOMEZ-SISTI 1997,51). Nei primi mesi dello stesso anno -secondo  una nuova dichiarazione MU al "Corriere della Sera" 21 marzo 1994 (che  però contraddice la dichiarazione MU riportata da Veltri-Travaglio che indica VM presente ad Arcore nel 74) -  VM viene chiamato ad Arcore: "Me ne ricordai nel 1975. BS mi aveva incaricato di cercare una persona esperta di conduzione agricola. Così chiamai Mangano. Rimase ad Arcore due anni. E si comportò benissimo. Trattava con i contadini, si occupava di cavalli." (dichiaraz. di MU  il tutto in FRACASSI-GAMBINO 1994,20).  

 

 

 1975: attentato alle sede delle società berlusconiane in via Rovani a MI (processo di Palermo per contiguità mafiosa, PM Ingroia 5 aprile 2004)

1975, gennaio: una lettera anonima a BS minaccia il rapimento del figlio Piersilvio. IL fatto non fu denunciaato (dich. MU  alla Porcura PA v. SISTI-GOMEZ 1997, 56)

Nino Grado (famiglia S. Maria del Gesù - con il fratello era coinvolto nel traffico eroina di Cosa Nostra (cfr. GOMEZ-SISTI 1997, 60)) aveva predisposto pedinamenti su BS in vista di un rapimento, ma Gaetano Findanzati e Giuseppe BONO - il quale faceva parte del triumvirato di Cosa Nostra e "garantiva per Berlusconi" - intervennero con un "BS è persona intoccabile" (dich. Mutolo cfr. GOMEZ-SISTI 1997, 55).

1975, maggio 18: prima bomba contro la sede Fininvest di via Rovani a MI (nell'87, all'epoca del secondo attentato, BS e MU si dicono convinti che la mano sia quella di VM (TRAVAGLIO 2004)

1975, seconda parte attorno alla metà del 75 VM decide di allontanarsi spontaneamente da Arcore (GOMEZ-SISTI 1997, 51) "per ragioni di sensibilità": "Un giornale locale pubblicò un articolo nel quale venivo descritto come un soggetto pericoloso collegato con ambienti di mafia. Mi preoccupai molto, soprattutto per l'immagine del dottor BS, che rischiava di uscirne offuscata. Ne parlai quindi con il dottor Dell'Utri, che mi fissò un appuntamento col dottor Confalonieri. Nel colloquio con lui io gli espressi la mia intenzione di lasciare la villa per lo stato di disagio che si era creato. Confalonieri mi lasciò libero di decidere e non mi chiese di andarmene." (VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 36-37). In un'intervista trasmessa da una rete francese nel 2003 Confalonieri sostiene di "avere llicenziato" VM. (Capa Press Tv, 2003)

1975, dicembre 1, secondo arresto di VM, per detenzione coltello e pregressa condanna per ricettazione, ad opera squadra mobile MI (TRAVAGLIO 2004)

dicembre 6: VM scarcerato dopo la breve detenzione elegge domicilio in Arcore, via Villa San Martino 42 (TRAVAGLIO 2004). MU non sa spiegare ai giudici questa circostanza: "Mangano continuò comunque a frequentare Arcore e più precisamente la scuderia, dove teneva a pensione il suo cavallo, di nome Epoca" (VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 37). 

  Fra il 75 e l'80 Borsellino istruisce un procedimento su VM per estorsioni fatte a carico di alcune cliniche palermitane, e lo inquadra nella famiglia di Porta Nuova : "VM fu indicato sia da Buscetta che da Contorno come 'uomo d'onore' appartenente a Cosa nostra"(BORSELLINO 1992, 47). 

(fra il '75 e il 77) MU emette qualche centinaio di milioni di  lire in assegni su cc BCI 8800545 a favore dei fratelli  Pietro e Girolamo Teresi (dichiaraz. del commercialista Pietro Di Miceli a Falcone ( GOMEZ-SISTI 1997, 58). Secondo F.A. Rapisarda MU fece da mediatore tra BS e la mafia per ridurre le pretese di quest'ultima ( GOMEZ-SISTI 1997, 58)

Per interessamento di Bontade, MU viene assunto presso azienda del Rapisarda trasferitosi a Milano (processo di Palermo per contiguità mafiosa, PM Ingroia, 5 aprile 2004) 

Allontanamento da Arcore

VM venne licenziato col consenso di Cosa Nostra, perché aveva finto un furto di quadri per potersi adoperare poi per ritrovarli, allo scopo di accrescere la propria credibilità agli occhi di BS (dich. pentito Antonino Galliano, del clan della Noce, impiegato di banca cfr GOMEZ-SISTI 1997).

"Non ricordo come il rapporto lavorativo del VM cessò, se cioè per prelevamento delle forze dell'ordine o per suo spontaneo allontanamento. Ricordo comunque che, dopo qualche tempo, VM fu incarcerato" (BS 1987, ma in un'intervista del 1/9/94 parla di licenziamento).  

Anche il pentito Antonino Galliano, del clan della Noce, impiegato di banca, conferma: "VM venne licenziato col consenso di Cosa Nostra, perché aveva finto un furto di quadri per potersi adoperare poi per ritrovarli, allo scopo di accrescere la propria credibilità agli occhi di BS..." (GOMEZ-SISTI 1997).  (Ma il furto quadri è collocato da MJU  nel '74 -ndr)

1976 generale

Anche dopo il 1975 (allontanamento di VM dalla villa di Arcore),  telefonate registrate mostrano lo stretto contatto di VM con MU e - secondo la Procura Palermo - con il boss Bontade (PROCURA PA-MU 1996). 1976 = data presumibile in base a dichiaraz. MU secondo il quale VM "rimase ad Arcore due anni" (VELTRI-TRAVAGLIO 2001,32). Il pentito Salvatore Cucuzza (successore di VM alla guida del clan Porta Nuova) dichiara che BS si rivolse a Cinà per trattare direttamente con Bontate e Teresi e "raggiunse con loro un accordo per il versamento di una tangente di 50 milioni l'anno. La stessa cifra che veniva prima versata a VM. Si deduce da dichiarazioni concordi BS e MU che VM fu messo da parte dopo vari tentativi di sequestro di persona avvenuti alla villa (VELTRI-TRAVAGLIO 2001,32).   

sicuramente nel 1976: Confalonieri-Fininvest a VM mandatogli da MU: "Se lei ci lascia Silvio ci rimane male", ma VM ha deciso di andarsene (TRAVAGLIO 2004)

(Dopo il periodo in villa da Berlusconi?) A Milano VM occupa una camera fissa all' hotel Duca di York, cene al Toulà (conosciuto ristorante della città), frequenta esponenti in vista del mondo finanziario milanese, il duo Monti-Virgilio. Tiene continui contatti telefonici con Alfredo Bono e Salvatore Inzerillo (due tra i massimi esponenti di Cosa Nostra): "Li mette al corrente delle novità, prende istruzioni per l'indomani."(FRACASSI-GAMBINO 1994,20)

 1976 = data presumibile in base a dichiaraz. MU secondo il quale VM "rimase ad Arcore due anni" (VELTRI-TRAVAGLIO 2001,32). Il pentito Salvatore Cucuzza (poi successore di VM alla guida del clan Porta Nuova) dichiara che BS si rivolse a Cinà per trattare direttamente con Bontate e Teresi e "raggiunse con loro un accordo per il versamento di una tangente di 50 milioni l'anno. La stessa cifra che veniva prima versata a VW. Si deduce da dichiarazioni concordi BS e MU che VM fu messo da parte dopo vari tentativi di sequestro di persona avvenuti alla villa (VELTRI-TRAVAGLIO 2001,32).   

 

Elementi raccolti dal giudice Falcone: Gaetano Badalamenti controlla l'aeroparto di PA e il traffico di eroina con gli USA; nella società che è coinvolta nel traffico droga Nord-Sud ci sono i fratelli Vernengo e Giorgio Aglieri (SISTI-GOMEZ 1997, 66); in tale traffico i fratelli Grado fanno operazioni per 5 milioni di dollari a partita (SISTI-GOMEZ 1997, 65).

 

1976 VM secondo un rapporto Questura MI  "lascia la villa nell'ottobre 1976" (TRAVAGLIO 2004)

1976 24 ottobre: siamo a MI, nel locale "Le colline pistoiesi" (frequentato anche da Gaetano Cinà v. GOMEZ-SISTI 1997,65) dove si festeggia il compleanno di Calderone. A fare gli onori di casa c'è VM, che presenta MU come "suo principale" ai fratelli Nino e Tanino Grado (dich. del pentito Antonino Calderone). 

1976 MU - dopo aver dichiarato ai giudici di non aver più visto VM dopo il  suo allontanamento da Arcore, di fronte alla contestazione dei giudici relativa all'episodio "Le colline pistoiesi" ammette che in tale ristorante, da lui abitualmente frequentato, ha pranzato "qualche volta" con VM: "Mi intimoriva, per questo non lo respingevo" (GOMEZ-SISTI 1997,65). MU (intervista a "Panorama" 12.12.96) dirà che "era naturale che potesse pranzare con VM "perché VM era un dipendente di BS" (GOMEZ-SISTI 1995, 65 n5).

MU liquidato da BS: "Non sei in grado di dirigere un'azienda"; si prende un "anno sabbatico", poi andrà a lavorare per F.A:Rapisarda (TRAVAGLIO 2004)

1976 secondo il pentito Nino Giuffrè (udienza al processo MU, v. Unità 21.01.03) Bontade, aveva bisogno di reinvestire il denaro del traffico di droga, ed ebbe incontri "fra il 1976 e il 1977" con BS

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