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Vittorio Mangano in campo 

(anni 1992 - 1994)

Spunti sulla filosofia della storia dell'Italia (dagli anni '70)

BS=Silvio Berlusconi    VM = Vittorio Mangano    MU=Marcello dell'Utri

BS e Occhetto al match elettorale 1994 su Canale5 

VM MU e fratello Alberto BS e avvenimenti nazionali

1992 VM non ha pendenze giudiziarie (DEAGLIO, Diario 2001?);  prende il posto di Pippo Calò e assume la reggenza della famiglia di Porta Nuova (famiglia che secondo Borsellino era arrivata a contare fino a 200 uomini d'onore). 

1992, maggio 21: ultima intervista di Borsellino, procuratore aggiunto a PA dalla primavera (BORSELLINO 1992), in cui definisce VM testa di ponte dei traffici mafiosi a Milano. Il filmato è andato disperso. Ne residuava una traccia scritta pubblicata dall'Espresso l'8 aprile 1994; nella primavera 2000 Fiammetta Borsellino, figlia del giudice, che ha conservato copia della cassetta dell'intervista, la consegna alla Rai, ma né i Tg né le normali trasmissioni lo pubblicano. Va in onda in terza serata il 19 settembre 2000, ma le uniche reazioni -  tese a bloccarne la diffusione -  sono quelle dell'avv. Enzo Trantino (di AN), uno dei difensori di MU, e del "Giornale" di Berlusoni che accusa la Rai di avere "rnanipolato" le parole di Borsellino. Il testo dell'intervista è agli atti della magistratura di Caltanissetta che indaga sulle stragi Capaci-via D'Amelio. Nello stesso periodo (maggio) un caro amico di VM, l'imprenditore Salvatore Sbeglia, mette a punto il telecomando con il quale sarebbe stato fatto saltare Giovanni Falcone.   Riina viene immediatamente a sapere dell'intervista, teme per i progetti su Milano (dove aveva chiesto a Mangano di farsi da parte, per gestire personalmente i rapporti con il gruppo milanese) e per la possibilità che Borsellino venga nominato Procuratore nazionale Antimafia, e decide per l'eliminazione del giudice (processo Borsellino BIS, Corte Assise d'Appello di Caltanissetta, cap. V (pp.818-21). 

1992, maggio-giugno: MU coinvolge Enzo Cartotto in un progetto di formazione d'una nuova organizzazione che, di fronte al crollo dei precedenti referenti politici del,gruppo Fininvest, consenta al gruppo stesso di "entrare in politica" (dichiaraz. Ezio Cartotto 20/6/97 Procura di Palermo, sost. proc. Domenico Gozzo, sta in VELTRI-TRAVAGLIO 2001, 71-72).  

 

1992, 27 febbraio: da questa data fino al 20.6.93 iniziano accertamenti (25) della Procura MI su false fatturazioni, tangenti (All Iberian) relative alla Fininvet (dich. Antonio Di Pietro, l'Unità 7.1.2002)

1992, fine marzo: iniziano ogni ultimo sabato del mese le riunioni dei direttori testate di BS ad Arcore. Giuliano Ferrara pone il problema di ricomporre il quadro politico italiano attraverso un'azione di coordinamento del gruppo Fininvest. Contrariamente a Montanelli e a Confalonieri, BS voleva coinvolgere subito anche MSI e Lega (ORLANDO 1995). Due anni dopo (25-2-94) Ferrara pubblicamente dirà che "BS è sceso in politica per impedire che gli portassero via la roba") (TRAVAGLIO 2003)

1992, aprile 5, crolla il CAF (Craxi-Andreotti-Forlani), sponda politica di BS

1992, maggio 3? (20 gg prima della strage di Capaci" avvenuta il 23 maggio 1992): presso l'abitazione di Girolamo Guddo, alla presenza di Raffaele Ganci e Salvatore Biondino, Riina - nel contesto della preparazione dell'attentato - tranquillizza i mafiosi per quanto riguarda la protezione per le conseguenze derivanti dall'esecuzione della strage: "... possiamo dormire tranquilli, ho Dell'Utri e Berlusconi nelle mani, che questo è un bene per tutta Cosa nostra"  (deposiz. Cancemi al pm Tescaroli 29/1/98).   

1992 giugno: Secondo il pentito Cancerni, in riunioni precedenti l'attentato a Borsellino Riina assicura i suoi che ha ottenuto da "persone importanti ("che a noi ci devono portare del bene") l'impegno ad apportare modifiche legislative alla legge sui pentiti, l'annullamento del regime di carcerazione speciale per i boss ("annullare `stu 41 bis"). Riina aveva una certa premura nell'eliminare Borsellino (`sta cosa si deve fare subito). Cancemi precisa che la Fininvest versava periodicamente 200 milioni a titolo di contributo, "soldi che Riina usava per alimentare Cosa nostra": le dichiarazioni Cancemi sugli esborsi in denaro sono confermate da riscontri obiettivi e dai pentiti Francesco Paolo Anzelmo, Calogero Ganci, Aurelio Neri, Antonino Galliani e Giovan Battista Ferrante. Sempre secondo Cancemi, nella riunione di valutazione dei buon esito della strage Capaci e di programmazione di quella di via D'Amelio, Riina aveva detto d'aver ricevuto precise garanzie da "persone importanti" cioè MU e BS (deposiz. Cancemi al processo per la strage via D'Amelio, seduta 22/10/99).

1992, ultimi mesi: Riína riunisce a Palermo tutti i rappresentanti dei mandamenti siciliani ed espone il piano di attacco allo stato per"togliere il vecchio" sistema politico e creare un clima favorevole per l'affermazione di un nuovo soggetto politico (dichiar. pentito Maurizio Avola riportate dal PM Tescaroli v. VELTRI-TRAVAGLIO 2001,66-67) Secondo Saverio Lodato (Unità 20.4.03) c'è chi sostiene che risalgono all'autunno '92 le indicazioni per la discesa in politica di Berlusconi. 

1993 "dopo le stragi del '93" racconta il pentito Giuffrè, vi erano tre linee di raccordo tra mafia ed Arcore: "da un lato c'è il discorso dell'avv. Berruti, dall'altro c'è il discorso Mangano con Dell'Utri e Berlusconi, dall'altro il discorso di Graviano con il costruttore Jenna" (interrogatorio 8 nov. 2002 v. LODATO 2002)   

1993, giugno: il fido geometra di BS Edoardo Teruzzi predispone ad uffici lo stabile di v. Isonzo 25 a MI (proprietà di Paolo Berlusconi) che sarà poi sede di Forza Italia: ivi confluiscono MU, Del Debbio e altri manager prestati dalla Fininvest e il  sondaggista Pilo. Teruzzi apre il primo club Forza Italia (ad Arcore). 

fine giugno BS in una cena ad Arcore annuncia a Confalonieri Montanelli e Federico Orlando che intende essere il leader di un "rassemblement" di centro-destra "contro i comunisti" e chiede l'appoggio editoriale di media. Contemporaneamente incarica MU di lavorare sull'ipotesi di un "nuovo partito" con elementi che gli uomini di Publitalia avrebbero dovuto trovare. A settembre prevale del tutto questa seconda ipotesi (Orlando in l'Unità 22.7.03)

 

estate 1993 MU e BS scelgono insieme 27 persone Publitalia e le destinano a fondare club nelle varie regioni (la prima riunione avviene al Jolly Hotel di Milano 2 v. testimonianza di MU, su "Repubblica" 1 febbraio 2002)

1993 "dopo le stragi del '93" racconta il pentito Giuffrè, MU teneva i rapporti con VM e Arcore (v. a lato colonna VM) 

1993, settembre: MU convocato ad Arcore si sente dire da BS: "Dobbiamo fare un partito pronto a scendere in campo per le prossime elezioni..." (interv. MU in GALDO 2003). 

1993, 24 settembre: MU per la prima volta lancia pubblicamente il nome di Forza Italia, in un'intervista a Repubblica  (Orlando in l'Unità 22.7.03)

1993, novembre 2: sull'agenda in tale data, mentre lavora al 98% per organizzare Forza Italia (il 2% residuo riguarda il lavoro con Publitalia, che fa da copertura), MU scrive: "Mangano Vittorio sarà a Milano per parlare problema personale" e sul foglio seguente: "Mangano verso il 30/11". Interrogato MU spiega: "Mangano era solito venirmi ogni tanto a trovare, prospettandomi questioni di carattere personale, spesso attinenti a motivi di salute".  

1993-94 Rapisarda apre un club di Forza Italia in un suo edificio, e frequenta Cesare Previti, Domenico Lo Iucco (di Forza Italia) e Vittorio Sgarbi 

1993: parte la strategia di BS per la costituzione di una nuova forza politica (CORRIAS 1994, 47)
1993, 15
gennaio: indetta riunione della commissione di Cosa nostra (c.d. cupola) per affrontare il tema della nuova forza politica da favorire (dichiaraz. Brusca riportate dal PM Tescaroli v. VELTRI-TRAVAGLIO 2001,66-67)  

1993, aprile: avviso di garanzia al ministro Salvo Andò per voto di scambio; Craxi si appella a BS:"Qui non regge più nulla, devi fondare un partito nuovo"(sen. CARLOTTO cit. da Orlando ne l'Unità 22.7.03)

1993, 12 maggio  nascita del nuovo governo guidato dall'on. Ciampi; il giorno dopo il Senato concede l'autorizzazione a procedere nei confronti dell'on. Andreotti.  
1993, 14 maggio: fallito attento a Maurizio Costanzo (che con Santoro aveva trasmesso una "staffetta antimafia" fra Rai e Canale 5)
1993, 27 maggio  grave attentato (4 morti 37 feriti) presso gli Uffizi a Firenze  

1993, 27/28 luglio autobombe a Roma basiliche S.Giovanni e S.Giorgio al Velabro: 22 feriti e gravi danni. 

1993, 27 luglio  bomba al padiglione Arte Moderna a Milano (5 morti).

1993, 31 luglio: per la prima volta appare il nome di Forza Italia, in un appunto di Giuliano Urbani riferito ad una riunione ad Arcore (Orlando in l'Unità 22.7.0393)

Racconta il pentito Giuffrè (interrogatorio 8 nov. 2002 v. LODATO 2002) che si vedeva "dopo  le stragi del '93" con Pietro Aglieri, Bernardo Provenzano, Carlo Greco: da quest'ultimo (latitante protetto da Giuffrè - che dice "ce l'ho in casa") apprende che il costruttore Jenna di Brancaccio e i fratelli Graviano "avevano la situazione sotto controllo, nella mani, ma non erano i soli ad avere contatti ...con persone serie ... che fanno quello che gli diciamo". Il riferimento esplicito è all'avv. Nino Mormino all'epoca socialista (nel 2002 vicepresid. Commiss. Giustizia per FI) e al geometra Pino Lipari, consulente di Provenzano. Giovanni Brusca dice a Giuffrè che MU si è interessato alla formazione del movimento politico nuovo di cui il vertice mafioso delineava la necessità. Giuffrè parla di "trattative un pochino sommerse da parte delle persone che avevano i contatti con queste persone della Fininvest, con Berlusconi". Giuffrè indica tre linee di raccordo tra mafia ed Arcore (v. colonna VM a lato).

Per Gianni Letta è nell'agosto 1993 che - insieme a Confalonieri - sente parlare, in Sardegna della decisione di BS di scendere in politica;  Costanzo ne sente parlare nel periodo maggio-luglio 1993 (l'Unità 20.4.03)

1993 settembre  Per MU c'era "la situazione Fininvest con 5 mila mld di debiti" "...Senza la decisione di scendere in campo con un suo partito, BS non avrebbe salvato la pelle e sarebbe finito come Angelo Rizzoli che - con l'inchiesta P2 - andò in carcere e perse l'azienda" (interv. MU in GALDO 2003). 
1993, fine settembre: Bs va da Agnelli: gli presenta il suo progetto ed il "kit del Presidente": "Ho un magazzino pieno di queste valigie. Ho gli uomini pronti a fondare club: 3 mila venditori del Programma Italia, altrettanti di Publitalia, gli uffici della Fininvest, i Milan Club, aspettano tutti il mio via" (CORRIAS 1994).

1993, 23 novembre A Bologna BS "sdogana" l'MSI dichiarando di appoggiare Fini nel ballottaggio con Rutelli al comune di Roma (Orlando in l'Unità 22.7.0393)

 1994, novembre 11: VM viene messo a confronto con il pentito Salvatore Cancemi. Dichiara di avere avuto l'incarico da parte della famiglia (cosca) palermitana di Porta Nuova di consegnare ad un avvocato romano (Giovanni Aricò) 200 milioni, ma era stato messo alla porta dal legale e i soldi se li era tenuti (Repubblica, 26/11/94; per l'Espresso 14/4/95, p.63 i mIn sarebbero 50). VM viene indagato dalla Procura di PA per corruzione, insieme all'avv. Giovanni Aricò: sulla base delle dichiarazioni di Cancemi avrebbe ricevuto, dallo stesso Cancemi che agiva per conto di Cosa Nostra, i 200 milioni per corrompere i magistrati della Cassazione che dovevano analizzare la sentenza del maxiprocesso ter (che condannava molti boss mafiosi). E in effetti la sentenza sul ter fu annullata dalla Cassazione (1 sez. penale, presieduta da Corrado Carnevale). Secondo Cancerni, VM riceveva da emissari di MU (Publitalia) 200 milioni all'anno perché non succedesse nulla agli impianti di trasmissione della Fininvest in Sicilia  

1994 MU deputato di Forza Italia in Parlamento vota contro il suo arresto, richiesto dalla Procura di PA per mafia (aveva tentato di "comprare" pentiti per affondare l'inchiesta sulle relazioni con Cosa Nostra). La richiesta di arresto era stata resa nota in anticipo dal TG5 il 9 marzo.

1994, estate: Vittorio Sgarbi e Cesare Previti ospiti di Rapisarda nella sua villa di Panarea

1994gennaio: il 2 incontro BS-Bossi ("La Lega ci mette i voti, io le TV"); il 12 cacciato Montanelli dalla direzione del "Giornale" berlusconiano; il 13 dimissioni del governo Ciampi; il 16 sciolte le camere; il 18 Martinazzoli scioglie la DC,nasce il PP, e nasce dal notaio il Movimento politico Forza Italia fondato da BS, Antonio Tajani, Luigi Caligaris, Antonio Martino, Mario Valducci; il 26  BS  con una videocassetta  "scende in campo" (ore 17.30 sul TG4) sul TG4; nasce AN. Secondo Giuliano Ferrara BS dopo la condanna di Craxi entra in politica anche "per salvare la sua vita" (CAPA PRESS TV  2003).   

Racconta il pentito Giuffrè (interrogatorio 8 nov. 2002 v. LODATO 2002) di aver ottenuto (da Fi:"ci siamo ufficialmente imbarcati sulla barca di FI") la presenza di candidati "puliti", perché "non potessero venire condizionati da nessuno". Secondo Giuffrè da Milano veniva la disponibilità all'intesa (comprese le modifiche  legislative sul potere dei magistrati) accompagnata dall'invito a non continuare le stragi. 

1994, febbraio: Paolo Berlusconi agli arresti domiciliari per tangenti: prima nega poi ammette; il 18 in un'aggressione di stampo mafioso seviziato Gianfranco Mascia, fondatore dei club Bo.Bi (boicottiamo il biscione).

 1994, marzo: il 23 il sostituto procuratore di Palmi chiede l'elenco dei presidenti di tutti i club di Forza Italia;  il 28 prime elezioni politiche dopo tangentopoli vinte da FI (21% nel proporzionale, PDS 20,4%). Finisce la strategia mafiosa stragistica. BS appena nominato primo ministro telefona dal Quirinale al giudice Di Pietro offrendogli un posto al governo: secondo il magistrato - che rifiuta - l'obiettivo di BS era duplice: togliere dalle indagini su tangentopoli Di Pietro e dare lustro di moralità al nuovo governo Berlusconi (CAPA PRESS TV  2003).    

1994, novembre: distaccato dall'ufficio marketing della Finivest, Pilo si installa in viale Isonzo 25 a MI, e dirige la Diacron, società di ricerche di FI, mentre Angelo Codignani viene chiamato ad organizzare i club di FI. 

1994, 23 dicembre: sulla fiducia posta da Lega e Buttiglione cade il primo governo "che, come fosse un suo feudo personale, l'on. Berlusconi ha presieduto dal 16 maggio ad oggi" (BOSSI 1995)

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