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Vittorio Mangano al galoppo (anni 1977-1980)Spunti sulla filosofia della
storia dell'Italia (dagli anni '70) BS=Silvio Berlusconi
VM = Vittorio Mangano MU=Marcello dell'Utri |
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| BS con Indro Montanelli nel 1977 |
| VM | MU e fratello Alberto | BS e avvenimenti nazionali |
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fine anni '70: VM si mette in proprio, sempre in contatto con MU. Camera al Gran Duca di York
(di Milano). (Deaglio 2000?). Per un po' fa l'autista di Pippo Bono
VM confida a Giuseppe Mutolo (boss Partanna Mondello) che somme
provenienti dai boss Pippo Calò, Salvatore Riina, Ugo Martello e Pippo Bono
(di quest'ultimo fa per un po' l'autista) erano state investite a Milano da parte di
MU, che veniva
considerato persona seria, cioè affidabile per i fini della nostra
organizzazione.. »[circostanze mrAg VM] (PROCURA PA-MU 1996,47). |
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| 1977:
MU lascia BS - che a suo dire lo paga troppo poco - e va ad abitare
insieme al fratello gemello Alberto in via Chiaravalle 7, sede della holding dei Rapisarda Inim,
"società commerciale - insieme alla consorella Raca - gestita dalla mafia e di cui la mafia si serve per riciclare il denaro sporco
provento di illeciti" (CRIMINALPOL 1981); soci occulti ne sarebbero Vito
Ciancimino e il socio-amico Francesco Paolo Alamia. Le società di Rapisarda per
cui i due lavorano, la Bresciano costruzioni diretta da MU, la Nuova Venchi
Unica diretta da Alberto Dell'Utri, falliranno in modo fraudolento. Quando
Rapisarda fugge a Parigi ha un passaporto intestato a MU. Alberto Dell'Utri,
Rapisarda e Alamia finiranno in carcere, MU indagato a piede libero finché
nell'80 verrà anch'egli assunto
in Publitalia 80, come dirigente. Rapisarda dichiarerà che "MU mi era
stato imposto da Cinà (facente capo a Bontate-Teresi-Marchese" e dunque
"era difficilissimo potergli dire di no" e aggiunge che Stefano
Bontate (boss dei boss negli anni '70) ha fornito a BS i miliardi
per l'acquisto dei film americani. Sono 17 i pentiti palermitani che parlano di
legami tra BS e la mafia. (VELTRI-TRAVAGLIO 2001 39). 1977, primavera : MU a cena con Francesco di Carlo, Mimmo Teresi e altri (dich. del pentito Di Carlo, cfr. GOMEZ-SISTI 1997, 66). |
1977, novembre BS (che ha acquistato una quota de "Il Giornale" di Montanelli - PANSA 1977) incontra a MI Fanfani - per il tramite di Gian Paolo Cresci (iscritto P2) | |
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1978, marzo: MU lavora come dirigente presso il gruppo societario Bresciano Costruzioni di Rapisarda, in quanto quest'ultimo gli offriva un ruolo di dirigente e una paga molto più alta. [testimonianza di BS al g.i. Giorgio Della Lucia 26 giugno 1987]. La testimonianza Rapisarda è che egli stesso fu costretto ad assumere MU in seguito a "sollecitazioni" del boss Gaetano Cinà, rappresentante del clan Stefano Bontate (GUARINO 2001, 223n49). La Bresciano Costruzioni e tutta la holding fallisce: MU va ad abitare nell'ufficio milanese di Rapisarda, fino al 1983 (TRAVAGLIO 2004).
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1978 BS
nominato cavaliere
del lavoro;
primi
mesi (dich. BS davanti ai giudici di Milano): su invito di Licio Gelli - al
quale viene presentato da Roberto Gervaso - si
iscrive alla P2 loggia massonica segreta (la commissione
parlamentare Anselmi definirà la P2 associazione a delinquere e presenta l'iscritto
BS come colui che "trova appoggi e finanziamenti al di là di ogni
merito creditizio"). BS faceva risalire a fine 1980 la sua definitiva iscrizione alla P2, senza pagamento di quote. Ma la Corte non riconosce queste circostanze e gli contesta l'esistenza di un versamento P2 a suo nome in contanti di 100mila lire il 5 maggio 1978 (Corte d'Appello di Verona, 1990). : BS cura l'introduzione ad una edizione dell'Utopia di Tommaso Moro: "Ancora universitario ... ho incominciato a sognare di costruire un giorno una città perfetta che si chiamasse così" (ediz.Neri Pozza 1978, in 500 copie numerate ad personam) Costituzione holding >Olbia2 (specualzione ediliza) con partecipazione paritaria BS-Pippo Calò (Riina)- Flavio Carboni Logia P"Gelli) (TRAVAGLIO 2004) Costituzione delle holding proprietarie del gruppo Fininvest `per mezzo di assegni circolari e di conto corrente"(Focus 2001, 47). Fatturato di Publitalia (il collettore di pubblicità per la Fininvest) il primo anno 12 mld, il secondo 76 il terzo 200. Nasce Telemilano. la tv via cavo di Milano2 |
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1979
Secondo il pentito Pietro Cozzolino (che aveva conosciuto VM presso la cava di
Franco Mafara a Palermo) il frutto del narcotraffico Sicilia-Usa su morfina base
spettante al pentito stesso ed al fratello Riccardo - 70 miliardi - fu investito attraverso
quest'ultimo affidandolo a VM e MU (PROCURA PA-MU 1996, 99-100; GOMEZ-SISTI
1997, 69-70). Mentre erano in carcere, VM dichiara a Gaspare Mutolo che MU aveva investito somme provenienti da Pippo Calò, Savatore Rijna, Ugo Martello - forse lasciate da Stefano Bontate al momento della sua morte - (dich. Pennino cfr GOMEZ-SISTI 1997,70-71) dati tramite l'avv. Gaetano Zarcone a BS e MU per investimenti |
1979
MU rompe per i successivi 7 anni con
Rapisarda, per il quale è stato emesso mandato di cattura (bancarotta
fraudolenta).
1979 primavera Luciano Liggio in concorso con Carmelo Commendatore esegue il rapimento per riscatto dell'industriale Lino Fava -trasportato con un camion della ditta di Commendatore "Centroflex" (ditta che utilizzava come commercialista Giacomo Riina, zio del Boss Totò Riina, e commercialista anche di Liggio). La "Centroflex" diventerà poi "Eminflex" e acquisirà anche la "Permaflex" precedentemente del piduista Licio Gelli. MU come responsabile Publitalia darà credito alla ditta che attraverso le reti Fininvest (testimonial i vip Mediaset Iva Zanicchi, Mike Buongiorno, Natalia Estrada, Claudio Lippi) farà massiccio uso di televendite (sulla famiglia Commendatore presente con attività economiche nell'Emilia Romagna cfr, Deaglio 2001 e CICONTE 1998). Il "re del materasso Emiflex", Giacomo Commendatore [nipote di Carmelo, cioè figlio del fratello di quest'ultimo - Francesco (assolto dal rapimento Fava per insufficienza di prove)] entrerà tramite partecipazioni nel 2003 in una società, la TvSET, che ha accettato il prezzo di vendita fissato dalla "Rai Way" in 3,5 milioni di Euro per l'acquisto di frequenze digitali TV (CICCOTTI 2003). |
1979 estate: nella villa della famiglia mafiosa Spatola viene ospitato Michele Sindona durante il suo falso rapimento; nella stessa estate è ospite della villa anche il cantante Tony Renis (amico di BS che nel 2003 sarà veicolato alla direzione del festival di Sanremo) (Nando Dalla Chiesa in l'Unità 23.10.03) |
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1980 febbraio 5-15: indagati per associazione mafiosa dal giudice Della Lucia, VM e MU hanno i telefoni sotto controllo. Nelle cordiali telefonate si parla spesso dì traffici e affari. VM chiama MU dall'hotel Duca di York di via Moneta a MI: "Caro Marcello, ho un affare da proporti e ho anche il cavallo che fa per te ... I soldi fatteli dare dal tuo amico Silvio". MU: 'Ti dico che sono nei guai, ho bisogno di soldi per quel pazzo di mio fratello. E Silvio non sura (non scuce -ndr)".. VM chiede a MU se suo fratello Alberto si trovi sempre in carcere a Torino. MU conferma e i due fissano un appuntamento in albergo da Mangano per "sbrogliare" una situazione. (GOMEZ-SISTI 1997, 77; BORSELLINO 1992). VM, messo al corrente nel '96 delle "paure" nei suoi confronti manifestate da MU (v. a fianco deposiz. del 26 giugno 1996) , dichiarerà ai giudici:"Sono amareggiato da queste affermazioni .... Se avesse avuto timore di me avrebbe dovuto dirmelo" (GOMEZ-SISTI 1997, 79-80). 1980,
6 maggio: VM è considerato dalla
Polizia di MI "pericolosissimo
pregiudicato, schedato mafioso coinvolto, interessato o cointeressato in imprese
commerciali e finanziarie con vorticosi volumi d'affari tratto in arresto ad
Arcore per associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico
internazionale di stupefacenti. (indagine sul clan Spatola-Gambino-Inzerillo). [Criminalpol
1981]. |
Interrogato sulle telefonate di VM del febbraio '80 dal pool di PA , MU dichiara che quest'ultimo "mi telefonava di tanto in tanto e io - data la sua personalità - non potevo non rispondergli"; ma non erano proposte fatte "a me che ero senza lavoro". ", MU sostiene che VM voleva vendere il "cavallo" a BS, e che gli chiedeva di fare da intermediario. "Avevo tono amichevole perché VM mi faceva paura, ero cosciente della sua pericolosità criminale" (deposizione del 26 giugno 1996, ma 5 giorni dopo, il 1 luglio 1996 MU dichiara in TV: "VM lo frequenterei ancora adesso.. .Se fosse fuori lo inviterei a gradire un caffè;" cfr.GOMEZ-SISTI 1997, 79-80). Il fratello di
MU, Alberto, amministratore delegato della Inim,
(un'immobiliare milanese il cui presidente era Francesco Paolo Alamia,
fedelissimo di Vito Ciancimino legato alla mafia corleonese) era all'epoca
incarcerato per traffico di droga. Successivamente liberato, nel '94 era
dirigente di Publitalia a Roma. Nel 1980 BS dice a MU di
ritornare, dopo la sua esperienza "negativa" col gruppo Rapisarda e
gli affida "un incarico all'interno di Publitalia 80, la concessionaria i
pubblicità del nostro gruppo" [BS 1987] |
1980
Giancarlo Foscale, cugino di BS, fonda Publitalia (non
potrebbe essere stato
MU visto che fo al'83 era dipendente
Rapisarda - TRAVAGLIO 2004)
1980 febbraio: "Nasce Canale 5 la prima rete televisiva privata nazionale cui si aggiungono Italia 1 nel 1982 e Rete 4 nel 1984"(da "Una storia Italiana", alleg. a Focus, marzo 2001, 46). Ma per la legge (confermata poi da sentenza della Corte Costituzionale 17 luglio 1981), solo la Rai ha il diritto di trasmettere su tutto il territorio nazionale (art. 215 Codice postale). Cancemi (amico d'infanzia di VM) e Vincenzo Scarantino (implicato poi nell'assassinio Borsellino) dichiareranno di aver saputo da confidenze di Ignazio Pullarà (boss di S.Maria del Gesù, a MI dai primi anni '70) che Canale5 fu acquistato attraverso la mafia (GOMEZ-SISTI 1997, 73). |
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A
partire da anni 80: VM, su cui Falcone indaga al maxiprocesso (per mafia e
droga), passa dai legami con Salvatore Inzerillo e i collegati a Milano fratelli
Findanzati, Giorgio Bono, Gerlando Alberti, Tommaso Buscetta e Ugo Martello
detto Tanino, ai nuovi vincitori della guerra di mafia, i corleonesi di Riina.
Fino a dopo il 92 (Capaci): Cinà, titolare a Palermo di una lavanderia e di un
negozio di articoli sportivi - quest'ultimo insieme al socio Salvatore Sbeglia -,
attraverso il gruppo BS versa periodicamente alla mafia grosse somme di denaro,
secondo tutti i principali pentiti. Cinà nega ma Sbeglia secondo i giudici
faceva da prestanome al fido di Riina Raffaele Ganci, accusato di aver fornito il
telecomando per la strage Capaci 1992) (GOMEZ-SISTI 1997, VELTRI-TRAVAGLIO 2001,
28-29). |
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