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Itinerarium mentis in Deum

di Bonaventura 

Scritto in Alvernia nel 1259, è una  riflessione profonda sulla razionalità per arrivare a dimostrare che la dottrina, la scienza, sono fragili costruzioni che non reggono rispetto al senso inesprimibile dell'assoluto presente in ogni uomo attraverso la fede, unico strumento che assume in sé la totalità delle condizioni dell'essere. E' un documento basilare del misticismo medievale di matrice francescana.

L'anima percorre l'itinerario in tre gradi: 

Analogamente, anche il nostro metodo conoscitivo passa per gradi: dall'astrazione dell'intelletto individuata da Aristotele alla illuminazione dell'intelletto sperimentata da Agostino (l'intelletto riceve da Dio una luce che gli chiarisce la visione). 

E' sufficiente l'idea di Dio in noi per essere sicuri dell'esistenza di una realtà diversa dalla nostra (come già in Anselmo). La vera saggezza è quella che coincide con il rifiuto della sicurezza-certezza umana, ed essa appare nella natura e nell'uomo (con con il dolore e la fede).

Ausili per l'itinerario: 

Unico mezzo di ascesa: l'amore per il prossimo.

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