Bioastronomia SETI religioni antropocentrismo
di Bruno Moretti Turri IK2WQA

"Non è il concetto di intelligenza extraterrestre a essere difficile da afferrare.
È il concetto opposto che incontra resistenze." Isaac Asimov



Ho iniziato a occuparmi di astronomia nel 1965 quando, dodicenne, non sono riuscito a vedere la cometa
Ikeya-Seki. Sedicenne, ho tenuto da docente la mia prima lezione di astronomia (sulla composizione
chimica delle comete) nel 1969 all’Osservatorio Astronomico di Campo dei Fiori di Varese ove ho
contemporaneamente iniziato ricerche astrofotografiche asteroidali e cometarie con un astrografo
Zeiss D. 102 mm, f/1,5 in parallelo a un rifrattore equatoriale Merz-Cooke da 200 mm, f/13,5.
 

Da allora il mio amore per Aphrodìte Urania, musa dell’astronomia, e per la divulgazione scientifica non si
è più affievolito, avendo come “stella polare” lo splendido insegnamento di Mohandas Karamchand Gandhi:
"Live as if you were to die tomorrow, learn as if you were to live forever" cioè "Vivi come se tu
dovessi morire domani, impara come se tu dovessi vivere per sempre"
. In tutti questi anni mi è
capitato d’incontrare, da parte di alcuni, forti opposizioni pregiudiziali ogni volta che ho affrontato
l’argomento bioastronomia (o esobiologia o astrobiologia che dir si voglia) cioè l’ipotesi della possibile
esistenza della vita al di fuori della biosfera terrestre. Se poi accenno all’ipotesi dell’esistenza di vita
intelligente su altri mondi (SETI, acronimo di Search for Extra Terrestrial Intelligence, trad. it.: ricerca di
intelligenza extraterrestre), l’opposizione pregiudiziale rischia talvolta di diventare isterica.
La mia tendenza
al dialogo e al ragionamento mi ha portato a confrontarmi con i miei oppositori per cercare di capirne le
motivazioni profonde di avversione a quelle che, in fin dei conti, sono per ora solo delle semplici ipotesi.

Molte volte mi è capitato di trovarmi di fronte a motivazioni dettate da vera (o presunta?) incompatibilità
dell’ipotesi dell’esistenza della vita al di fuori della Terra con i dogmi teologici e le sacre scritture di svariate
religioni.

Il mio rispetto laico e democratico per le opinioni altrui mi porta a comprendere (non certo a condividere!)
l’opposizione a ricerche bioastronomiche e SETI espresse da un islamico ultraconservatore.
Comprendo molto meno tali posizioni quando sono espresse da seguaci o ecclesiastici (i famosi
“più papisti del papa”) di religioni che ufficialmente non hanno mai “scomunicato” per pregiudizio dogmatico
tali ipotesi e tali ricerche. Mi è venuto allora il sospetto che spesso le motivazioni religiose fossero solo un
pretesto per nascondere altro, magari molto meno nobile. Al fine di scoprire questo “altro” mi sono posto
il problema di individuare quali sono le religioni compatibili e quali quelle dogmaticamente incompatibili con
la bioastronomia e il SETI, facendo riferimento, ovviamente, alle posizioni religiose ufficiali,
non alle individuali elucubrazioni del singolo “parrocchetto del quartierino”.

Sul nostro pianeta esistono migliaia di religioni (TUTTE che sostengono di essere “l’unica vera”...)
che possono essere grosso modo suddivise in due grandi gruppi: le religioni politeiste e quelle monoteiste.


Religioni politeiste (o non-monoteiste, dette anche "pagane")

Spesso i provincialotti occidentocentrici si dimenticano (o fanno finta di dimenticarsi) che queste religioni
sono seguite da ben più della metà dell’umanità. Induisti, buddhisti, giainisti, taoisti e tutti gli appartenenti
alla vastissima galassia delle religioni animiste hanno in comune una weltanschauung
(trad. it.: visione del mondo) in cui ci sono cose meno sacre e più sacre, ma tutto è sacro perchè “tutto è
parte del Tutto”. Per queste religioni l’anima immortale non è un’esclusiva umana, ma ce l’hanno anche
animali e piante e, per alcune di esse, anche pietre, fiumi, montagne e stelle. Molte di queste religioni
sono basate sulla credenza nella reincarnazione: quando il corpo muore l’anima si reincarna in un altro
essere vivente, uomo, animale o pianta.
Pertanto queste religioni
sono esenti dal principio antropocentrico dell’uomo
“über alles in der Welt”
(trad. it.: sopra tutto nel mondo. Allusione voluta all’inno nazista
“Deutschland Deutschland über alles in der Welt”)
e dal conseguente disprezzo
nei confronti degli esseri viventi non umani considerati “inferiori” e “senz’anima” in certo occidente.
Tutte o quasi tutte le religioni politeiste (o non-monoteiste) considerano quasi ovvio che la vita
(magari
intelligente) esista in tutto l’universo.


Un piccolo episodio che merita di essere conosciuto perché assai emblematico ai fini del discorso
che stiamo facendo: nel 1998 a Trento, con altri colleghi alpinisti d’alta quota, ho avuto l’onore
di incontrare brevemente il Dr. Tenzin Gyatso, meglio conosciuto come il Dalai Lama in esilio
del Tibet martoriato dai cinesi e Premio Nobel per la Pace 1989.
Con mia ENORME sorpresa il Dalai Lama ha riconosciuto subito, sul rosso del mio giaccone,
la “patacca” del SETI Institute (raffigurante il radiotelescopio Tatel del progetto Ozma di F. Drake,
argento su fondo blu con scritta SETI)
e, indicandola, mi ha detto con un gran sorriso:

“I hope that soon you find the signal of ET!”
cioè
“Spero che presto voi troviate il segnale di ET!”


Come potete ben immaginare sono rimasto basito e incapace di rispondere per la sorpresa e
l’emozione nello scoprire che il Dalai Lama è un fautore del SETI!

Posso assicurarvi che un’emozione paragonabile l’avevo avuta solo nel 1990 quando casualmente,
in un ristorante di Pasadena in California, ho conosciuto Carl Sagan, mio Maestro epistemologico.

Il monaco Tae Hye del Tempio Musang Am di Lerici (SP) su Quark N. 41, giugno 2004, pag. 14,
ha dichiarato:
"I buddhisti hanno sempre pensato che ci sono numerosi sistemi di mondi
dove vivono
esseri senzienti, e già 2500 anni fa hanno avuto conoscenze che somigliano
alle scoperte scientifiche
degli ultimi secoli, con testi che parlano di ere cosmiche,
di particelle subatomiche, dei microbi,
dell'inconscio, della relatività e dell'interdipendenza
di tutti i fenomeni. Il buddhismo insegna che
i diversi mondi e universi nascono, si sviluppano
e spariscono secondo le leggi naturali, senza nessun
dio creatore."

Conclusione: tutte o quasi tutte le religioni politeiste (o non-monoteiste) sono compatibili
con la bioastronomia e il SETI.


Religioni monoteiste

Le religioni monoteiste sono fondate sulla comune credenza “in un solo dio, padre onnipotente, creatore
del cielo e della terra”. Logica vorrebbe che il monoteismo fosse una sola religione, ma per svariati motivi
è estremamente frammentato e non solo nelle sue tre principali correnti di pensiero.
Giudaismo, cristianesimo e islàm si dividono a loro volta in innumerevoli fiumi e ruscelli, con dottrine
e weltanschauung talvolta enormemente differenti. L’islàm, che può apparire monolitico a chi non lo
conosce, è diviso in almeno una quindicina di scuole dottrinali differenti, pesantemente nemiche fra loro
(es. sunniti-sciiti) e quasi ogni “maestro di preghiera” interpreta alQuràn (trad. it.: il Corano) alla sua
maniera. Quanto al cristianesimo nei soli Stati Uniti ci sono oltre 150 (centocinquanta!) diverse chiese
ufficialmente registrate (una media di tre chiese per ogni stato USA!). Anche il giudaismo può apparire
monolitico a chi non lo conosce, ma è diviso in almeno una dozzina di “confessioni”. Ci sarebbe poi da
dire che, contrariamente a quanto molti pensano, il “popolo eletto del dio di Abramo” non è tutto
circonciso e credente.
Gli ebrei nel mondo vantano il primato della più alta percentuale (circa il 40%)
di persone che, magari per tradizione onorano le festività ebraiche, ma sono atee o agnostiche.
Spesso famosissime: da Karl Marx a Sigmund Freud, da Albert Einstein a Rita Levi Montalcini.

In un simile guazzabuglio di dottrine monoteiste con weltanschauung differenti è molto difficile districarsi,
ma ai fini del nostro discorso, che è quello di individuare quali sono le religioni dogmaticamente
compatibili o incompatibili con la bioastronomia e il SETI, abbiamo fortunatamente un modo abbastanza
semplice: il metodo di interpretazione delle sacre scritture, soprattutto dell’antico testamento, la Bibbia,
da parte delle religioni.
Alcune religioni monoteiste danno una interpretazione brutalmente letterale dei sacri testi.
Per queste religioni le sacre scritture sono “vere” al cento per cento.

Ne consegue che l’universo intero è stato creato in sei giorni circa 6.000 anni fa, che i fossili dei dinosauri
sono la prova del diluvio universale, che l’evoluzione darwiniana e le radiodatazioni con il carbonio 14 e
il potassio-argon sono frutti del demonio così come i red-shift delle galassie, che la vita
esiste solo sul nostro pianeta e che gli umani sono l’unica specie intelligente esistente nell’universo e,
ovviamente, bioastronomia e SETI sono idee di satanasso per dannare le anime.

Queste posizioni, pur con accenti differenti, sono sostenute da molte chiese e sette cristiane
fondamentaliste soprattutto USA (troppe per elencarle tutte) tra le quali segnaliamo la chiesa protestante
episcopale americana perchè è quella alla quale appartiene il signor Giorgio Cespuglio, meglio conosciuto
come George Bush che è (purtroppo) l’attuale presidente degli U$A. Occorre poi aggiungere le correnti del
giudaismo più ortodosso (50% del totale) e l’islam conservatore (95 e passa % del totale).

Del resto non dimentichiamoci che nel 1993 d.C. (Nota Bene: 1993 DOPO Cristo!)
lo sceicco Abdel-Aziz Ibn Baaz, autorità religiosa suprema islamico-sunnita dell’Arabia Saudita
(il “Vaticano” dell’islàm)
, ha emesso una fatwa, editto religioso dogmaticamente vincolante, in cui si afferma:
"La terra è piatta e
chi discute questa verità del Santo Corano
è un ateo che merita solo di essere punito."

(No comment!)

E, su pressione di chiese cristiano protestanti integraliste, alcuni stati del profondo sud degli USA, il paese
presunto “più avanzato del mondo”, hanno vietato l’insegnamento dell’evoluzione darwiniana nelle scuole.
(“Tantum malorum potuit suadere religio!” Titus Lucretius Carus, De rerum natura).
Per contro ci sono religioni monoteiste (esempi: chiese cattolica, anglicana, evangelica, luterana e
ortodossa, nonché le frange più progressiste del giudaismo e dell’islam) che da tempo interpretano le sacre
scritture come testi spirituali e metaforici e non certo come trattati di astrofisica, geologia o matematica.
Settanta volte sette non vuol dire 490, ma “infinite volte”. C’è poi da aggiungere che tra la seconda metà
del XIX° secolo e la prima metà del XX°, anche a causa della famosa questione dei “canali di Marte” di
Giovanni Schiaparelli e Percival Lowell, presunti artificiali, si dava per certa o quasi l’esistenza dei marziani
e si elucubrava su venusiani e mercuriani e, almeno a livello ufficiale, nessuna delle religioni prima nominate
ha scomunicato tali idee. Anzi, c’erano alcuni missionari cattolici e protestanti che si ponevano il problema
di come andare a convertire i... marziani!

Conclusione: le religioni monoteiste che interpretano le sacre scritture come testi spirituali, morali e religiosi
spesso allegorici, sono dogmaticamente compatibili con la bioastronomia e il SETI.


Religione cattolica romana

Dedico un capitolo particolare alla religione cattolica perché, essendo italiano, i miei scontri dialettici sulla
bioastronomia e il SETI sono avvenuti e avvengono soprattutto con alcuni (fortunatamente pochissimi)
credenti ed ecclesiastici cattolici (i famosi “più papisti del papa”, come vedremo).

In un lontano passato che si spera non ritorni mai più, la chiesa cattolica è stata una di quelle
che più pervicacemente dava una interpretazione brutalmente letterale delle sacre scritture,
rendendosi colpevole della tortura e dell’assassinio di un numero imprecisabile, comunque enorme,
di persone accusate di eresia.
Il furbo ecclesiastico cattolico (diciamo che conosceva bene i suoi polli!) Niccolò Copernico
ha volutamente ritardato la pubblicazione del suo “De revolutionibus orbium coelestium”
a quando stava per tirare le cuoia, evitando così di finire grigliato vivo.

Uno dei primi sostenitori dell’ipotesi dell’esistenza di vita intelligente extraterrestre,
il copernicano Giordano Bruno, è stato torturato e poi assassinato sul rogo su disposizione
del santo Roberto Bellarmino (N.B.: ancora oggi agli onori degli altari assieme a un numero
notevole
di altri criminali accertati). Soltanto per l’età veneranda e la quasi cecità Galileo Galilei
non ha fatto la stessa fine di Giordano Bruno, ma è stato costretto ad abiurare sè stesso
e ha trascorso gli ultimi anni all'ergastolo in isolamento agli arresti domiciliari in Arcetri.

Fortunatamente di acqua ne è passata tanta anche sotto i ponti del Tevere e, come abbiamo visto,
ora le cose sono molto mutate. Giovanni Paolo II ha presentato le sue scuse e chiesto perdono
per gli errori ed orrori del passato, dando vita a un processo autocritico che è solo ai suoi timidi inizi,
ma che è importantissimo perché quasi nessun’altra religione al mondo ha fatto ciò.

Io sono stato fortunato perchè da ragazzo ho avuto ottimi sacerdoti insegnanti di religione cattolica, dotati di
grande apertura mentale e culturale. Il mio prof. di religione delle medie un giorno, a me che gli rivolgevo
domande assai maliziosette sul diluvio e la creazione, ha detto più o meno: “La Bibbia è un testo molto
antico e rivolto a un popolo di pastori composto da oltre il 95% di analfabeti, un testo che
insegna valori etici, morali, spirituali e religiosi. Al di fuori di questi aspetti non deve essere
preso alla lettera. La moderna geologia ci insegna che nel passato ci sono state molte grandi
alluvioni, ma nessun diluvio universale. Mai c’è stata acqua a sufficienza per coprire totalmente
la terraferma. La storia dell’arca di Noè è una parabola allegorica, così come la storia della
creazione in 6 giorni con la barzelletta finale di un Domineiddio che il settimo giorno ha bisogno
di riposare perchè “a l’era strac”
(milanese: era stanco)
Mica poteva il Signore andare a parlare
di espansione o non espansione dell’universo a dei pecorai!”


Come abbiamo visto, in tempi recenti la chiesa cattolica non ha mai condannato bioastronomia e SETI.
Illustrissimi scienziati cattolici partecipano da protagonisti in tali ricerche, spesso in qualità dirigente

(per correttezza non faccio nomi, ma ne conosco personalmente parecchi).

C’è di più.
L’autorevole teologo, da me assai stimato anche per alcuni suoi interventi televisivi,
Giuseppe Tanzella-Nitti (N.B.: dottore in teologia e in astronomia) della facoltà di teologia
del Pontificio Ateneo della S.Croce di Roma, precedentemente scienziato presso l’IRA-CNR di Bologna,
al SETI Day organizzato dall’Accademia delle Scienze di Torino nel 1998 ha dato
un suo interessantissimo contributo su “SETI e teologia” che merita di essere letto anche
dai non credenti o dai credenti in altre religioni. Nel suo articolo Giuseppe Tanzella-Nitti ricorda
Angelo Secchi, sacerdote cattolico e astronomo, pioniere della classificazione spettrale delle stelle,
il quale affermava nel 1879: “La vita riempie l’universo e con la vita va associata l’intelligenza.
Come abbondano gli esseri a noi inferiori, così possono in altre condizioni esisterne altri
immensamente più capaci di noi.”

Al termine della sua chiarissima prolusione Giuseppe Tanzella-Nitti afferma:
“La teologia non può non vedere con interesse un programma SETI.”

e conclude:
 “L’ultima parola sulla questione SETI non spetta alla teologia, ma alla scienza.
L’esistenza di vita intelligente in pianeti diversi dalla Terra non viene né richiesta,
né esclusa da alcun argomento teologico:
alla teologia, come a tutta quanta l’umanità, non resta che attendere.”


Io mi porto sempre dietro qualche stampa di “SETI e teologia” da regalare a coloro che condannano
bioastronomia e SETI perché “là fuori non c’è niente perché non può esserci niente e sono tutti soldi
buttati via” nascondendosi dietro la loro fede cattolica. Quando mostro loro l’articolo di Tanzella-Nitti le
reazioni sono diverse, ma quasi sempre negative, essendo l’ammissione di un errore sport assai poco
praticato. C’è chi ci rimane male e chi avanza l’ipotesi trattarsi di un falso. Dopo una discussione assai
accalorata (accalorata non da parte mia, ma quando si tratta di pacatamente rimbeccare non faccio
sconti a nessuna "autorità") con la faccia dalla rabbia divenuta color porpora come la sua papalina
un certo prelato ha tuonato: “Ma non sarà mica un protestante questo teologo qua!
Queste non sono cose da insegnare ai ragazzi!”

Poi ha stracciato l’articolo di Tanzella-Nitti e, angustiando parroco e suorine presenti,
se n’è andato sulla sua macchinona-con-autista senza salutare nessuno.
 
Il mio corso di astronomia nei locali della parrocchia è stato troncato.
(Battutaccia monella: notoriamente Gesù è venuto sulla Terra in limousine-avec-le-chauffeur…
e.. i Grandi Sacerdoti... vanno in giro in mangiatoia… a pedali!)

C’è poco da fare, i “più papisti del papa” sono lungi dal rischiare l’estinzione.

Un argomento correlato a SETI e bioastronomia è l’evoluzione darwiniana perché se è avvenuta sulla Terra
nulla osta a che possa essere avvenuta altrove. L’evoluzione darwiniana da molti anni è insegnata
non solo nelle scuole pubbliche, ma anche in molte scuole private cattoliche, dai salesiani, dai gesuiti e
dalle orsoline. Proprio quando, pur con tutta la prudenza e la delicatezza insite nel suo magistero,
Giovanni Paolo II rivalutava Darwin e l’evoluzionismo, morattiani, buttiglioniani e zikikkiani
del governo gabibbico tentavano di vietare l’insegnamento dell’evoluzione nelle scuole.
Ne è seguita la più grande levata di scudi del mondo scientifico (compresi ovviamente moltissimi scienziati
e intellettuali cattolici) che la storia d’Italia ricordi, alla quale abbiamo partecipato anche noi del

SETI ITALIA G. Cocconi raccogliendo le firme nel mondo del distributed computing e di SETI@home.

E i “più papisti del papa” del governo gabibbico hanno dovuto fare retromarcia tornando
a brachiare sui banani con le buttiglioniane “involuzioni darwiniane” delle vignette di Forattini.


Antropocentrismo

Qui sta il nucleo del problema. Come abbiamo visto, a parte alcuni casi (islàm conservatore,
giudaismo
ortodosso, chiese e sette cristiano-fondamentaliste), non esiste nessuna incompatibilità
tra fedi religiose e l’ipotesi della vita nell’universo. Ma gli oppositori di tale ipotesi si nascondono
dietro la religione come scusa per combattere bioastronomia e SETI.
Hermann Hesse diceva: "A winner always finds a road, a loser always finds an excuse."
cioè "Un vincente trova sempre una strada, un perdente trova sempre una scusa."
Dietro la religione nascondono il proprio antropocentrismo, cioè l’uomo “über alles in der Welt”
(sopra tutto nel mondo. Allusione all’inno nazista “Deutschland Deutschland über alles in der Welt”).
L’uomo al centro dell’universo. Un’idea potentemente autoconsolatoria che fa sentire importante e mette
su un piedistallo “napoleonico” qualunque imbecille, un’idea che fa credere pavone qualunque tacchino.

Gli ultimi quattro secoli sono segnati dallo scontro tra antropocentrici e ricerca scientifica.
Hanno messo la Terra (cioè freudianamente loro stessi) al centro dell’universo, e gli è andata male.
Allora hanno posto al centro il Sole, e gli è andata male.
Quando è stata scoperta la Galassia hanno ri-posto il Sole nel centro, ma per nostra fortuna
la nostra piccola stellina si trova in periferia e non all’interno del mostruoso buco nero che occupa
il cuore della Via Lattea. Allora hanno posto la nostra Galassia al centro del tutto, salvo poi scoprire
che essa è solo una su 100 miliardi di galassie e che non c’è nessun centro nell’universo.
 
Ogni volta ci provano a salire sul piedistallo e ogni volta la realtà scientifica li tira giù a branzinate in faccia.

Gli antropocentrici odiano l’astronomia.
Un giorno, al termine di una mia lezione di astronomia, un antropocentrico frustratissimo mi ha detto:
“E così secondo Lei l’umanità intera sarebbe meno di 1/cinquantamillesimo
(in peso)
della biosfera terrestre, il pianeta Terra 1/unmilionetrecentomillesimo
(in volume) del Sole
il quale sarebbe meno di 1/duecentomiliardesimo
(in massa) della Via Lattea
la quale sarebbe meno di 1/centomiliardesimo dell’universo?
Ma Lei è matto! E l’uomo a immagine e somiglianza di Dio dove va a finire?”


Gli ho risposto:
«Io sono un libero pensatore, ma, visto che leggere il Vangelo può essere molto utile
e non ha mai fatto male a nessuno, la invito ad andare a leggersi
(prenda nota) il Vangelo di Luca,
capitolo 18, versetti da 9 a 14, e successivamente Matteo, capitolo 23, versetto 13 e seguenti.


Poi legga “Riflessioni su un granello di polvere sospeso in un raggio di Sole” di Carl Sagan»
.

Consiglio che estendo ai miei lettori.

“Historia magistra vitae” cioè “la storia è la maestra della vita”, ma solo se impariamo da essa
a non ripetere gli errori passati. Dal primo Homo erectus che circa 900.000 anni fa ha dominato il fuoco
alle Poleis greche, da Epicuro a Cristoforo Colombo, da Giordano Bruno a Charles Darwin e a
Carl Sagan, la storia ci insegna che i progressisti (nel senso più epistemologicamente evolutivo
del termine) hanno sempre fatto una fatica di Sisifo per riuscire a portare un po’ più avanti il mondo.

Trascinandosi dietro l’enorme peso di riottosa zavorra dell’ottusa mandria dei conservatori
che remano contro, appiccicati alla carta moschicida della loro grandeur e della tradizione
fine a sè stessa.

Bertolt Brecht fa dire al suo Galileo Galilei:
"Compito della Scienza non è aprire una porta all'infinito sapere,
ma porre una barriera all'infinita ignoranza"
.

La vittoria della bioastronomia attraverso la scoperta della vita al di fuori della biosfera terrestre
(anche “solo” al livello di batteri, magari fossili) nel permafrost di Marte, o su Europa o su Titano
o altrove, sarebbe uno shock solo per gli ignoranti pavoni-tacchini sè-stesso-centrici.

Il mio amico e sommo maestro Carl Sagan mi ha insegnato che:

“Porsi degli interrogativi occupa il posto dell’elemento più pesante nella Tavola Periodica”.
 

Un nostro successo in SETI sarebbe il definitivo “Requiem aeternam in saecula saeculorum”
della spocchiosa egoistica grandeur antropocentrica.

L’ultima branzinata in faccia ai tacchini.
Amen.
Così sia!



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