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Riflessioni su un granello di polvere
di Carl Sagan
Titolo originale: "Reflections on a Mote of Dust"
Dal libro "Pale Blue Dot: A Vision of the Human Future in Space"
Traduzione in italiano di
Bruno Moretti Turri IK2WQA
Pubblicazione a cura di SETI ITALIA G. Cocconi
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Immagini della Terra riprese da circa 6 miliardi di Km di distanza
(oltre l'orbita di Nettuno) dal Voyager 1 nel 1990. Photo NASA courtesy.

Noi riuscimmo a fare questa fotografia, e, se tu la guardi, tu vedi un puntino.
Quello è quì! Quella è la nostra casa! Quello è noi!
Su di esso, tutti quelli di cui sei venuto a sapere, ogni essere umano che ci sia mai stato,
tutti hanno vissuto là. L’insieme di tutte le nostre gioie e sofferenze, migliaia di religioni,
ideologie e dottrine economiche, ogni cacciatore e allevatore, ogni eroe e codardo,
ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e contadino, ogni giovane coppia innamorata,
ogni bambino pieno di speranza, ogni madre e padre, ogni inventore ed esploratore,
ogni moralista, ogni politico corrotto, ogni divo, ogni duce supremo,
ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie vissero là,
su un granello di polvere sospeso in un raggio di Sole.

La Terra è un palcoscenico molto piccolo in un’enorme arena cosmica.
Pensa ai fiumi di sangue versati da tutti i generali ed imperatori affinchè in gloria e trionfo
loro potessero divenire i padroni momentanei di una frazione di un puntino.
Pensa alle crudeltà senza fine degli abitanti di un angolo del puntino
sugli abitanti di un altro angolo appena distinguibile del puntino.
Così  frequenti i loro malintesi, così ansiosi sono di uccidersi l'un l'altro,
così fervente il loro odio.
La nostra presunzione, la nostra immaginata auto-importanza,
la nostra illusione di avere una posizione privilegiata nell'Universo,
sono sfidate da questo puntino di luce pallida.

Il nostro pianeta è una macchiolina solitaria avvolta nel grande buio cosmico.
Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è suggerimento d’aiuto
che verrà da altrove a salvare noi da noi stessi.
Si dice che l'astronomia insegna la modestia
e io aggiungo che è un’esperienza che costruisce il carattere.
Io penso che non c’è forse nessuna migliore dimostrazione
della follia della presunzione umana che questa immagine da lontano
del nostro piccolo mondo.
Secondo me, essa sottolinea la nostra responsabilità
di avere più gentilezza e compassione l'un con l'altro
e di preservare e curare teneramente quel pallido puntino blu,
l'unica casa che noi abbiamo mai conosciuto.


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