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Introduzione
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Edith Stein e il problema della filosofia cristiana Introduzione
La
figura di Edith Stein ha suscitato sempre un certo interesse fra gli intellettuali
cattolici. La storia insolita della sua vita - da stimata discepola di Husserl a studiosa
di san Tommaso, poi suora di clausura esperta dei grandi mistici e infine martire ad
Auschwitz - probabilmente spiega in gran parte la sua attrattiva. Solo lentamente, per�,
si � iniziato a produrre un vero impegno nello studio di questo personaggio da parte del
mondo accademico. Ancor pi� lento, poi, � stato l'emergere di un'attenzione filosofica,
in mezzo alla mole crescente di studi biografici e di spiritualit�. Ci� � forse dovuto
alla duplice competenza che si richiede allo studioso che voglia cimentarsi con la
filosofia di Edith Stein: in essa, infatti, si trova un continuo dialogo tra filosofia
moderna e filosofia medievale, ed � difficile trovare persone che conoscano bene entrambi
i periodi1. Le
cose, per�, stanno cambiando: la beatificazione nel 1987, la canonizzazione nel 1998 e la
recente proclamazione a co-patrona d'Europa sono stati altrettanti stimoli che hanno
promosso gli studi di questa santa filosofa, e credo che sia stata gi� raggiunta una
"massa critica" di ricercatori interessati, tale da far aspettare per i prossimi
anni un'abbondante messe di studi e approfondimenti. Tra i
fattori che alimentano l'interesse per la fenomenologa tedesca, c'� da considerare anche
la recente pubblicazione dell'enciclica Fides et ratio. Le relazioni di questo documento
con Edith Stein sono pi� di una: innanzitutto, come � noto, la Stein � una dei pochi
personaggi menzionati espressamente dal Papa; inoltre l'enciclica invita a ricucire lo
strappo che si � prodotto negli ultimi secoli tra mondo filosofico e cristianesimo, e
questo � quanto Edith Stein ha fatto in tutta la sua vita, per cui pu� essere proposta
come valido modello degli auspici del Papa. In
terzo luogo, la Fides et ratio invita la filosofia a ritrovare l'audacia di aspirare alla
verit� tutta intera, abbandonando il vicolo cieco della sfiducia nella ragione e della
relativizzazione della verit� in cui sembra essersi immesso il pensiero contemporaneo.
Anche in questo senso la Stein � particolarmente in sintonia con il documento pontificio:
la ricerca della verit� fu, infatti, un aspetto dominante della sua vita, che la port�
dapprima a farsi discepola dell'unico filosofo che ai suoi tempi parlava di verit�
assoluta, per proseguire poi con la conversione e la scoperta della philosophia perennis. Un
quarto aspetto, che � pi� che altro una previsione, tocca la questione della filosofia
cristiana: sia per il suo stesso tema che per il riferimento esplicito che ne fa al numero
76, � prevedibile che la Fides et ratio riaccender� un dibattito che gi� da vari
decenni aveva smesso di stimolare gli ambienti accademici cattolici. Edith Stein ha
dedicato delle pagine molto interessanti alla questione dei rapporti tra la fede e la
filosofia, oltre ad aver formulato espressamente la sua opinione riguardo al dibattito
sulla filosofia cristiana che animava gli ambienti tomistici negli anni Trenta. La sua
posizione era particolarmente interessante, perch� entr� nel dibattito dal di fuori, con
opinioni personali gi� maturate da tempo, e non si lasci� coinvolgere nella polemica,
proponendo in tal modo delle idee molto pi� serene e approfondite degli altri. Inoltre
parlava da una posizione filosofica che non aveva rinunciato al contatto con la filosofia
moderna, mentre i principali protagonisti del dibattito o erano tomisti da sempre, o
avevano comunque abbandonato, dopo una conversione, i loro rapporti con la filosofia non
ispirata al cristianesimo. Ora che il problema della filosofia cristiana ritorna in
discussione, e meno disturbato dalla polemica di un tempo, si pu� trovare in Edith Stein
un contributo teoretico pi� profondo e forse pi� vicino alla cultura contemporanea,
rispetto alle prese di posizione dei tomisti francesi di allora. Alla
luce di queste considerazioni si � vista l'opportunit� di studiare il pensiero di Edith
Stein dal punto di vista della filosofia cristiana. Gli studi su questo aspetto sono quasi
inesistenti. Le opere che esaminano tutta la produzione filosofica della Stein non possono
evitare l'argomento, dato che viene trattato ampiamente in due scritti steiniani, e
generalmente a questi viene dedicato un certo spazio. Se per� si leggono queste
trattazioni avendo in mente i termini del problema, e soprattutto come veniva impostato
all'epoca in cui scriveva la Stein, si rimane profondamente insoddisfatti, e si nota che i
loro autori non possono o non vogliono valutare la portata delle affermazioni steiniane,
n� confrontarne l'originalit� rispetto agli altri filosofi dello stesso periodo. Diversi
articoli, poi, i cui titoli fanno riferimento alla "filosofia cristiana" di
Edith Stein, omettono di esplicitare a quale concetto di filosofia cristiana i loro autori
facciano riferimento; in questo modo, anche nel caso di studi di grande interesse per
approfondire la riflessione sul pensiero steiniano, finiscono per dare un contributo
piuttosto povero al tema specifico della filosofia cristiana in Edith Stein. L'unico
studio che affronta la questione con la dovuta profondit� � quello di Marco Paolinelli2.
Questi, per�, limita espressamente le sue analisi alle soluzioni teoriche formulate dalla
Stein, mentre uno studio completo richiederebbe un'esame di come queste idee si siano
tradotte nella pratica. Il dibattito francese, infatti, si potrebbe anche interpretare
come una disputa essenzialmente teorica, perch� i suoi protagonisti - tutti di ambito
tomista - nella pratica dimostravano le stesse convinzioni di fondo3. La posizione della
Stein � ben diversa, perch� ella non si interrogava sulla natura e possibilit� della
filosofia cristiana come problema astratto, per cos� dire "di laboratorio": per
lei si era trattato di decidere il corso da dare alla propria attivit� filosofica dopo la
conversione. Era un problema che nasceva dalla sua stessa vita, che non richiedeva
soltanto risposte teoriche, ma risposte che fossero capaci di orientare la sua produzione
filosofica successiva. In altri termini, quando la Stein parla della filosofia cristiana,
non sta teorizzando come dovrebbe essere, ma piuttosto sta descrivendo com'� nella
realt� della sua personale esperienza. Questo vuol dire che, mentre per gli studiosi
della "Soci�t� Thomiste" pu� essere ragionevole limitarsi a studiare le
opinioni che formularono sulla filosofia cristiana, nel caso di Edith Stein � pi�
importante che lo studio si estenda anche all'esame delle sue manifestazioni pratiche. Il
presente studio si propone, pertanto, di esaminare la teoria e la pratica della filosofia
cristiana in Edith Stein. Si � ritenuto, per�, necessario premettere alcune informazioni
di contesto, sia per tenere in conto l'osservazione della Ales Bello sulla duplice
specializzazione richiesta agli studiosi della Stein, sia per conoscere gli aspetti
principali del problema della filosofia cristiana in generale, al di l� delle soluzioni
particolari del pensiero steiniano. Il primo capitolo di questa tesi � pertanto dedicato
a riassumere la questione della filosofia cristiana, concedendo uno spazio particolare a
ricostruire i termini del dibattito che si svolgeva ai tempi della Stein. Nel secondo
capitolo viene poi esaminata la formazione filosofica di Edith Stein, con l'intento di
comprendere meglio il suo peculiare equilibrio tra fenomenologia e tomismo, e la misura
della sua adesione (e del suo dissenso) rispetto alle due correnti di pensiero.
L'argomento di questo capitolo dar� anche occasione di interrogarsi sul modo in cui
l'attivit� filosofica, concepita sempre come ricerca della verit�, abbia potuto influire
sulla conversione della Stein, questione non indifferente rispetto alla domanda, per certi
versi complementare, di come la fede abbia successivamente influito sulla sua filosofia.
Con la premessa di questo studio previo, diventa possibile entrare con una certa
profondit� nella questione della filosofia cristiana in Edith Stein, che verr� esaminata
sia nella sua formulazione teorica (terzo capitolo), sia nelle sue manifestazioni pratiche
(quarto capitolo) come si possono osservare in vari testi della sua produzione
scientifica. A
conclusione di questa introduzione mi sento in obbligo di ringraziare i professori don
Miguel P�rez de Laborda e don Francesco Russo, relatore e correlatore di questa tesi, per
l'attenzione, disponibilit� ed incoraggiamento che mi hanno sempre offerto. Un
ringraziamento va inoltre alla dottoressa Sarah Borden, per il servizio che offre a tutti
gli studiosi di Edith Stein con la sua accuratissima bibliografia, e per la prontezza e
disponibilit� con cui ha risposto alle mie domande. |