Spira
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Edith Stein e il problema della filosofia cristiana
di Mario Filippa

Biografia di Edith Stein

5. Spira (1923-1932)

I coniugi Conrad vivevano ritirati nella loro casa di campagna, presso Bergzabern, dividendo i loro interessi fra filosofia e lavori agricoli. Per i loro amici avevano istituito quello che oggi chiameremmo un servizio di agriturismo: tutti sapevano di poter trascorrere da loro un periodo di tempo, ripagando l’ospitalit� con l’aiuto nei lavori stagionali. Era una possibilit� di cui si avvalevano in molti, dato che era un ottimo modo per riposare dal lavoro intellettuale ed anche una buona occasione per mantenere i contatti con i vari amici che di volta in volta si trovavano a trascorrere l� qualche giorno.

Rimasta sola, una sera, in casa Conrad, Edith Stein cerc� nella biblioteca dell’amica qualcosa da leggere e scelse la Vita di santa Teresa di Ges�. Quella notte lesse il libro tutto d’un fiato, e alla fine della lettura, emozionata, diceva a se stessa “Questa � la verit�!”[1]. Il giorno dopo compr� un messale e un Catechismo romano, e dopo averli studiati si rec� alla locale parrocchia cattolica dove chiese di essere battezzata. Venne accolta nella Chiesa il 1 gennaio 1922; l’amica Hedwig, bench� protestante, ottenne il permesso per farle da madrina[2].

Il suo principale desiderio era quello di entrare immediatamente in convento, seguendo l’insegnamen�to di santa Teresa, ma le venne sconsigliato in considerazione della grande influenza che avrebbe potuto esercitare dalla sua posizione di filosofa gi� conosciuta. Nel 1923 accett� pertanto di insegnare lingua e letteratura tedesca all’istituto magistrale S. Maria Mad�dalena di Spira, tenuto dalle suore do�menicane, presso le quali and� ad abitare, dedicandosi al lavoro, allo studio e alla preghiera.

Oltre a continuare ad occuparsi dei precedenti interessi filosofici, le esigenze del nuovo lavoro la portarono ad affrontare anche questioni di pedagogia, con particolare attenzione ai temi relativi all’educazione della donna. Entr� in contatto con vari intellettuali cattolici, e in particolare con il circolo animato da Dietrich von Hildebrand. Inizi� anche a ricevere gli inviti di varie associazioni cattoliche femminili a tenere conferenze in cui contribuiva alle discussioni, allora particolarmente vive, sulla condizione della donna e la sua emancipazione[3].

La svolta nella sua attivit� intellettuale si produsse per� in seguito al suo incontro con il padre Erich Przywara. Questi era in cerca della persona giusta per tradurre in tedesco alcune opere del cardinale Newman, e Dietrich von Hildebrand gli consigli� di parlarne ad Edith Stein, che accett� l’incarico[4]. Con l’occasione di questo lavoro ebbero modo di conoscersi meglio, e quando Przywara si rese conto della statura intellettuale della Stein, la incoraggi� a continuare lo studio di san Tommaso, iniziato gi� poco dopo la conversione, su consiglio di G�nther Schulemann, vicario del Duomo di Breslavia[5], suggerendole in particolare di tradurre le Qu�stiones disputat� de veritate. Edith Stein accolse prontamente il consiglio, poich� comprendeva l’importanza di impossessarsi delle radici filosofiche della sua nuova fede[6].

Fin dall’inizio di questo nuovo studio sent� il bisogno di confrontare la dottrina del Dottore Angelico con la fenomenologia. La sua conversione, infatti, non comport� un rifiuto della filosofia precedentemente appresa, anzi, ella pens� sempre di poter trovare una conciliazione fra feno�me�no�logia e tomismo. La prima espressione di questo confronto apparve nel numero speciale dello Jahrbuch per il settantesimo compleanno di Husserl[7], mentre si pu� dire che Essere finito ed essere eterno ne fu l’ultima, dato che fin dalle prime pagine si presenta come un tentativo di realizzare una sintesi tra san Tommaso e la fenomenologia[8].

Durante gli anni di Spira tent� anche l’abilitazione all’in�segnamento universitario, ma si scontr� con una mentalit� che ancora non concedeva spazio alle donne per certe professioni. L’unico risultato del suo primo tentativo fu che a Gottinga l’inse�gnamento universitario per le donne smise di essere legalmente impossibile, rimanendo impossibile soltanto di fatto. Intanto la pressione delle sue varie attivit� cresceva: conferenze sempre pi� frequenti, il De veritate che non finiva mai, impegni sempre pi� coinvolgenti all’interno dell’istituto. Nel 1931 decise di lasciare l’insegnamento e di tornare a Breslavia, per dedicarsi interamente a terminare la traduzione del De veritate e poi decidere cosa fare per il futuro.

Nel 1932 venne invitata alla prima giornata di studi della “Soci�t� Thomiste” a Juvisy, vicino Parigi, e ne approfitt� per fare visita all’amico Alexander Koyr�, che insegnava a Parigi[9]. Dell’intervento alla giornata di studi, dedicata a “Fenomenologia e tomismo”, di cui abbiamo gli atti[10], uno dei partecipanti fa questa ricostruzione:

�Si voleva scambiare le proprie idee sulla fenomenologia, sull’indirizzo filosofico che partiva da Husserl, prima a G�ttingen, poi a Friburgo i. Br. Il congresso era presieduto da No�l di Lovanio. Erano presenti i primi filosofi cattolici francesi e belgi, fra gli altri Maritain e Berdjaev. Dalla Germania c’erano padre Mager OSB, Daniel Feuling OSB, von Rintelen, di Monaco, il prof. S�lingen di Bonn (poi Braunsberg, ora di nuovo Bonn), Edith Stein e io. Padre Feuling tenne la sua conferenza. La discussione fu dominata del tutto da Edith Stein. Certamente lei conosceva meglio di tutti la concezione di Husserl, perch� era stata per anni sua assistente a Friburgo i.Br., ma ella svilupp� i propri pensieri in modo cos� chiaro, se necessario anche in francese, che l’impres�sione generale fu straordinariamente forte in questa societ� di dotti�[11].

Fra gli stimoli intellettuali che Edith Stein si aspettava dalla sua visita in Francia, ebbe sicuramente un peso importante l’incontro con Jacques Maritain e sua moglie, con i quali rimase in contatto epistolare negli anni successivi[12].

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NOTE


    [1]    Cfr. Resi Posselt (Teresia Renata de Spiritu Sancto), Edith Stein. Lebensbild einer Philosophin und Karmelitin, Glock und Lutz, N�rnberg 1952 (1a ed. 1948), 28. Non si conosce il giorno esatto in cui avvenne questa lettura. Si sa invece che la permanenza a Bergzabern si prolung� dal 27 maggio al 3 agosto del 1921 (cfr. A. U. M�ller — Maria Amata NeyerEdith Stein: das Leben einer ungew�hnlicher Frau. Biographie, Benzinger, D�sseldorf 1998, 142 nota 12).

Mi sembra opportuno aggiungere alcuni chiarimenti su questa “con�ver�sio�ne”. Edith Stein mantenne sempre il massimo riserbo — anche con i suoi amici pi� intimi — su questo argomento; si pu� vedere, ad esempio, la dichiarazione di Hedwig Conrad Martius (Waltraud HerbstrithEdith Stein. Vita e testi�mo�nianze, Citt� Nuova, Roma 19973, 78-89), la quale, pur condividendo con l’amica un momento di profonda revisione interiore, tuttavia non riusc� ad ottenere le confidenze di lei che alle sue domande non rispondeva altro che un laconico �secretum meum mihi� (ibidem, 78). Dalle notizie relative agli anni precedenti la conversione si pu� comunque dedurre che, al momento della lettura di santa Teresa, il problema per lei non era gi� pi� quello del passaggio dall’ateismo alla fede, quanto piuttosto quello di decidersi a tradurre nella pratica della sua vita ci� che gi� vedeva chiaro razionalmente, e di fare la difficile scelta fra la confessione protestante e la cattolica.

Javier Ses� pensa che in questo momento Edith abbia fatto la scoperta che la verit� non � un qualcosa da ricercare, ma un Qualcuno da amare (cfr. Javier Ses�, Sabidur�a y santidad: Teresa del Ni�o Jes�s y Edith Stein, “Scripta Theologica”, 29 (1997)/3, 771-802, alla pagina 797): l’idea � suggestiva, per� mi sembra che, considerati i fatti, vada annoverata fra le ipotesi personali. Analoga idea in Ciro Garc�aEdith Stein o la b�squeda de la Verdad, Monte Carmelo, Burgos 1998, 91: la “verit� dell’amore” non � conoscenza intellettuale, ma relazione personale.

Pi� interessante, dal punto di vista del presente studio, risulta l’interpretazione di Romaeus Leuven, Heil im Unheil: das Leben Edith Steins (Salvezza nella disgrazia: la vita di Edith Stein) (ESW 10), De Maas & Waler, Druten - Herder, Freiburg im Br. 1983, 44: l’esclamazione della Stein fu s� il risultato di un processo intellettuale (non per niente si riferisce alla verit�), ma non si spiega interamente se non si tiene in conto l’azione nascosta della grazia. Questo gioco di razionalit� e grazia � proprio uno degli aspetti che si propone di comprendere chi affronta il problema della filosofia cristiana.

    [2]    Tutto il processo della sua conversione viene ricostruito in Elio Costantini, La conversione della Stein, “Studium” 82 (1986), 467-476.

    [3]    Alcune di queste conferenze sono state raccolte in Die Frau, ihre Aufgabe nach Natur und Gnade (ESW 5), Nauwelaerts, Louvain — Herder, Freiburg 1959; tr. it.: La donna. Il suo compito secondo la natura e la grazia, Citt� Nuova, Roma 1968; quarta ed. riveduta 1995.

Frutto di � anche Das Ethos der Frauenberufe (Etica delle professioni femminili), Haas Grabherr, Ausburg 1931, ripreso in AA.VV., Frauenbildung und Frauenberufe (Formazione della donna e professioni femminili), Schnell Steiner, Munich 1949. Non esiste traduzione italiana.

    [4]    Cfr. GaboriauEdith Stein philosophe, 261. La stessa Edith Stein, parlando di s� in terza persona, riferisce: �[L’Autrice] ebbe, specialmente tra gli anni 1925-1931, un vivace scambio di idee con P. E. Przywara. Questo scambio ha influito in modo senz’altro determinante su entrambi i pensatori per quanto riguarda il modo d’impostare i problemi. (Per l’autrice signific� un forte incitamento alla ripresa del lavoro filosofico)� (Essere finito e Essere eterno, 33).

    [5]    Cfr. Angela Ales Bello, Introduzione, in RV, 12.

    [6]    La traduzione commentata del De veritate venne pubblicata in due volumi nel 1931 e 1935: Des hl. Thomas von Aquino Untersuchungen �ber die Wahrheit (Qu�stiones disputat� de veritate). �bersetzung, Borgmeyer, Breslau 1931 (vol. I), 1932 (vol. II), 1934 (glossario). Riedito in ESW, voll. 3 e 4, Nauwelaerts, Louvain — Herder, Freiburg 1952 e 1955. Non esiste traduzione italiana.

    [7]    Husserls Ph�nomenologie und die Philosophie des hl. Thomas von Aquin. Versuch einer Gegen�berstellung, in Festschrift E. Husserl, “Jahrbuch f�r Philosophie und ph�nomenologische Forschung”, numero speciale (Erg�nzungsband), Nyemeyer, Halle 1929, 315-338; tr. it. La fenomenologia di Husserl e la filosofia di san Tommaso d’Aquino. Tentativo di confronto, in RV, 61-90 (nel seguito citato come Husserl e san Tommaso).

    [8]    Cfr. Essere finito ed Essere Eterno, 32.

    [9]    Cfr. Lettera 28/8/1932, SB 120.

   [10]    Cfr. La Ph�nom�nologie, Giornata di studio della Soci�t� Thomiste, Juvisy (Parigi) 12/9/1932, Du Cerf, Paris 1932. Gli interventi di Edith Stein sono riportati in RV, 108-114.

   [11]      Testimonianza di Bernhard Rosenm�ller, citata da HerbstrithEdith Stein (1891-1942), 750.

   [12]    Cfr. Lettere 6/11/1932, SB 125 e 21/6/1933, SB 145. Philibert Secretan riporta una lettera di Maritain in cui dice: �Abbiamo conosciuto Edith Stein prima della sua entrata nel Carmelo e proviamo molta ammirazione per lei. Purtroppo non conosco le sue opere (...)� (Edith Stein, Ph�nom�nologie et philosophie chr�tienne, antologia di testi a cura di Philibert Secretan, Du Cerf, Paris 1987, alla pagina v: �Nous avons connu Edith Stein avant son entr�e au Carmel et avions beaucoup d’admiration pour elle. Je ne connais malheureusement pas ses œuvres (...)�). Si veda anche la lettera riportata in appendice.

 

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