FINO AL SECOLO XIII: DA ARISTOTELE AI COPERNICANI
L'opera di Aristotele e di Tolomeo (II sec.d.C.) dominarono la cultura
occidentale fin dopo la morte di Copernico (1543). Dal II sec. a.C. la cultura
fu sempre più dominata da Roma e decadde con essa. Le ultime due grandi figure
delle scienza antica, Tolomeo e Galeno, sono entrambe del II sec. d.C. Con le invasioni barbariche, tutta l'attività
culturale si ridusse alla compilazione di commentari ed enciclopedie.
L'invasione araba, nel VII sec. d.C.,
accelerò la decadenza della cultura occidentale che perse nozione anche della
tradizione classica (di Aristotele
si conosceva nosolo poche opere di logica, Tolomeo era del tutto sconosciuto). L'attività
culturale era scarsa e la scienza particolarmente trascurata per
l'ostilità iniziale della Chiesa.
Il problema consisteva nel ricostruire i testi classici: per gli uomini del
Medioevo, considerarono Aristotele e Tolomeo quasi contemporanei, in quanto
esponenti della stessa tradizione. Ma c'erano contraddizioni tra le due
posizioni:
Aristotele era supremo
rappresentante della tradizione ellenica,
caratterizzata da una visione del mondo qualitativa e cosmologica;
Tolomeo, invece, erede
della cultura ellenistica, era
portato ad una scienza meno filosofica e matematica. Gli astronomi ellenistici
trascurarono il problema delle sfere, si dedicarono all'elaborazione dei
sistemi matematici per la previsione delle posizione dei pianeti e di questa
tendenza matematica si servì molto Copernico.
Le contraddizioni interne al sistema aristotelico-tolemaico offrirono
l'incentivo alla rinata scienza medioevale, anche se questa dovette fare i
conti con un ambiente largamente dominato dalla teologia.
Per tutto il Medioevo e gran parte del Rinascimento, la cultura fu dominata dalla Chiesa: i maggiori studiosi dell'epoca erano membri del clero e le università erano gestite dalla Chiesa.
Nei primi secoli dell'era cristiana, i padri della Chiesa, lottando per la nuova fede, condannarono e ripudiarono tutta la cultura pagana. Anche nei confronti della scienza avevano un atteggiamento negativo, poichè ritenevano inutile studiare il mondo fisico: l'unica cosa che deve stare a cuore del cristiano è la salvezza dell'anima. Così in S.Agostino ed altri si evidenziò l'intenzione di svalutare e rifiutare la scienza pagana, anche avvalendosi delle sacre scritture.
Dopo il secolo X, la Chiesa raggiunta sufficiente autorità, non si preoccupò
più della minaccia della cultura pagana; riprese così ad interessarsi di
scienza e dal secolo XII in poi "la natura
delle cose", compresi i cieli e la Terra, tornarono ad essere
oggetto di studio.
Verso il scolo XIII la teoria dell'universo a due sfere fu di nuovo accettata.
Durante gli ultimi secoli del medioevo, dominò ampiamente la visione del mondo aristotelico, dopo non poche
resistenze da parte della chiese (era giunta attraverso la mediazione araba, e
quindi sospetta di eresia).
Grazie a S.Tommaso l'aristotelismo divenne la base sistematica e filosofica della fede cristiana. Naturalmente S.Tommaso non potè accettare, l'universo per eterno (la Bibbia parlava di creazione), né l'inesistenza del vuoto (avrebbe posto dei limiti all'onnipotenza di Dio).
La visione aristotelico-tomistica
dell'universo trova la sua massima espressione nella Divina Commedia.
Il Medioevo non fu sempre conservatore: attraverso lo studio dei testi si Aristotele emersero alcune incongruenze di cui in seguito si servirono Copernico e Galileo.
Nicola D'Oresme, nel XIV secolo, demolisce alcune tesi aristoteliche secondo cui la Terra è unica ed immobile.
Giovanni Buridano a sua volta maestro di Nicola D'Oresme, aveva confutato la teoria di Aristotele circa il moto dei proiettili, per cui è l'aria a propagare l'impulso del moto (ciò per dimostrare che il vuoto non può esistere). Per Buridano, viceversa, offre resistenza al moto e lo dimostra. Non solo, ma estende la sua teoria ai cieli, che per la prima volta furono soggetti alla stessa legge della terra, spezzando la netta separazione tra regione sublunare e sopralunare.
Sulla dinamica scolastica dell'impulso fanno perno successivamente gli studi di Copernico e la dinamica di Newton che rivoluzioneranno la concezione cosmologia dell'uomo.
Liceo Scientifico Statale A.Sabin, Bologna
Marco Fabbri
Classe VB
Esame di
stato 2000