LA COSMOLOGIA DANTESCA

La visione cosmologica che Dante Alighieri, vissuto a cavallo tra il 1200 e 1300, è quella tipica del suo tempo: un universo di tipo aristotelico-tomista.

Il viaggio di Dante attraverso l'antico universo a due sfere: Terra (Inferno) e cieli (9 e non 8). Oltre al suo significato letterale, ne ha uno simbolico: l'uomo posto al centro dell'universo vicino all'infero ma anche al cielo; egli può seguire la sua natura materiale e perdersi, ma può salvarsi ascendendo al cielo, attraverso sfere sempre più spirituali, fino a raggiungere Dio che dimora nell'Empireo, che è il Primo Mobile; tutti i cieli si muovono per il primo, governati dall'Intelligenza. E' un universo gerarchico. In questo universo l'uomo. microcosmo nel macrocosmo, ha una collocazione e un destino precisi.

L'astronomia è ormai strettamente collegata alla teologia: muovendo la terra sarà necessario muovere anche il trono di Dio.

                 PARADISO (I vv.1-12)



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La gloria di colui che tutto muove
per l'universo penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove.
Nel cielo che più de la sua luce prende
fu'io, e vidi cose che ridire
né sa né può chi di là su discende;
perché appressado sé al suo disire,
nostro intelletto si profonda tanto,
che dietro la memoria non può ire.
Veramente quant'io del regno santo
ne la mia mente potei far tesoro,
sarà ora materia del mio canto.


Liceo Scientifico Statale A.Sabin, Bologna
                       Marco Fabbri
                          Classe VB
                    Esame di stato 2000 

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