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DAL LOGGIONE |
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Francesco De Gregori
Sono gli anni '70 e in una Italia divisa tra destra e sinistra, comincia la carriera di colui che nel giro di poco tempo diverrà uno dei cantautori più apprezzati nel panorama della musica leggera italiana. Dichiaratamente di sinistra è il poeta che forse più di ogni altro, in Italia, godrà della stima anche di coloro che ideologicamente sono schierati in senso opposto. Lo scorso 2 Giugno, in occasione della Festa della Repubblica è stato insignito del titolo di Ufficiale. In una scuola più moderna, forse, le canzoni di De Gregori sarebbero utilizzate a scopo didattico, cosa che già avviene in qualche Università, anche non italiana, ma molto sporadicamente nei Licei. Come abbiamo detto un cantautore di sinistra, ma comunque un uomo libero che non perde occasione, se lo ritiene, di essere critico anche nei confronti di quella parte politica alla quale sente di appartenere. È di qualche giorno fa, infatti, un'intervista rilasciata al giornalista Mario Luzzato Fegiz, per Il Corriere della sera, in cui dichiara di non trovare più stimoli nell'attuale politica della sinistra italiana. Una dichiarazione che senz'altro avrà irritato o quantomeno indispettito qualcuno, ma De Gregori, come ha già dimostrato in passato, è uno di quegli (ormai pochi) artisti che non barattano la libertà di esprimere il proprio pensiero con la necessità di vendere dischi. La sua carriera comincia verso la fine degli anni '60, in quello che era il luogo di ritrovo dei musicisti romani del periodo, ma anche meta degli artisti stranieri di passaggio a Roma; il Folkstudio. È ispirato da un altro grande cantautore italiano, Fabrizio De Andrè e da Bob Dylan. Al Folkstudio ha la possibilità di conoscere musicisti di diversi generi musicali.oltre a cantautori che come lui raggiungeranno il successo da li a poco. Tra questi Antonello Venditti al quale si legherà oltre che da amicizia anche dal punto di vista professionale. I due collaboreranno sino a quando i rapporti si incrineranno per via di una canzone, Roma Capoccia, scritta da entrambi, ma che Venditti inserirà in un suo album. Al Folkstudio conosce anche Caterina Bueno, interprete di canzoni popolari e con quest'ultima collaborerà in qualità di chitarrista. Sempre a lei, anni dopo dedicherà la canzone Caterina, inserita nell'album Titanic. L'esordio discografico avviene nel 1972 con Theorius Campus, in collaborazione con Antonello Venditti. L'album non ottiene grande successo, ma l'anno successivo esce sul mercato Alice non lo sa che partecipa anche alla manifestazione Un disco per l'estate, classificandosi ultima, ma fa si che De Gregori venga apprezzato da una parte di pubblico che da quel momento in poi lo seguirà con attenzione. Alice
L'orchestrazione, su cui si deve adeguare il testo della canzone sino a creare una fusione tra parole e musica e che spesso “costringe” l'autore a cercare un linguaggio che può apparire anche senza senso, è una regola che sembra non avere alcuna influenza sul modo di scrivere di De Gregori.. Egli compone i testi come fossero poesie e con la grande abilità del musicista e la proprietà di linguaggio del poeta, riesce a creare un'intesa perfetta tra la parte cantata e quella musicale. Il 1974 è l'anno in cui esce l'album che porta il suo stesso nome, ed è anche l'anno in cui comincia la collaborazione con l'indimenticabile Fabrizio De Andrè. Ma è nel 1975 che De Gregori si imporrà con il bellissimo Rimmel. In esso sono contenuti brani come Pezzi di vetro, Piano bar, Rimmel e Piccola mela |
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Piccola Mela Mi
metto in tasca una piccola mela, |
Pezzi
Di Vetro |
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Nel 1976 esce l'album Buffalo Bill, secondo lo stesso De Gregori il più riuscito. Ma è anche l'anno in cui l'artista subisce una violenta contestazione da parte di gruppi di sinistra, durante un concerto a Milano. Lo si accusa di usare la politica con l'unico scopo di vendere dischi. Lo stesso trattamento subiranno altri artisi, anche stranieri, venuti a esibirsi in Italia: Patty Smith, Santana e Lou Reed. Durante un'intervista De Gregori dirà: “Per come si erano messe le cose avrebbero anche potuto spararmi: è stato un piccolo momento della strategia della tensione”. Uscirà dalla scena per due anni, per poi farvi ritorno con un altro disco che riscuoterà grande successo: De Gregori. La canzone Generale che farà parte del disco, sarà tra le più trasmesse dalle emittenti radiofoniche. Verrà interpretata anche da altri artisti ed è ormai immancabile nei concerti di Vasco Rossi
Generale Generale,
dietro la collina
Con Banana Repubblic, un tour di grandissimo successo che farà insieme a Lucio Dalla e ad un ancora giovanissimo Ron, De Gregori torna a esibirsi in concerto. Ritornano così i grandi raduni sino allora sospesi dalle contestazioni e dalla violenza dei movimenti politici estremisti. Nel 1982 pubblica Titanic e nel 1983 arriva la canzone che forse ha riscosso più successo di pubblico tra tutte quelle scritte da De Gregori: La donna cannone. È ispirato da una notizia apparsa sui giornali che parla di un circo ormai in crisi dopo la fuga per amore dell'attrazione principale. Non mancheranno critiche negative alla canzone e allo stesso De Gregori. In Italia, non si capisce bene il motivo, ma se un disco riscuote consensi che va oltre il gusto di un limitato numero di persone, si ha la tendenza a giudicarlo “commerciale”, nel senso più negativo della parola. Certo è che anche questa canzone di De Gregori entrerà a far parte del meglio della produzione italiana di musica leggera. Da brividi è l'interpretazione della bravissima e indimenticabile Mia Martini. La
Donna Cannone
Tanti saranno i lavori che Francesco De Gregori realizzerà durante la sua carriera e che, pur essendo di grande interesse, siamo stati costretti a tralasciare. La rubrica Dal Loggione vuole solo puntare un piccolo faro su quei cantanti e musicisti italiani che secondo noi meritano di esssere citati. Francesco De Gregori è senz'altro uno di quelli. Un cantautore, un poeta, un uomo dotato di grande onestà intellettuale oltre che di talento artistico. Le sue canzoni, non molto tempo fa, in un periodo storico dove la politica monopolizzava tutto e divideva anziché unire, sono state tra quelle pochissime cose che hanno cancellato i confini tra una destra e una sinistra che nulla, ma proprio nulla avevano in comune. Un periodo segnato, forse, soprattutto dalla mancanza di intellettuali, di coloro che avrebbero dovuto illuminare le masse, anziché infuocarle. Anche per questo ti diciamo grazie, Francesco.
Il
Cuoco Di Salò |
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