Formazione a distanza in azienda

Teorica

Pratica

Riflessioni Finali

Modello economico finanziario

Analisi della competitività dell'azienda nel business

Viene effettuata attraverso l'esame di una serie di aspetti che consentono di configurare l'effettiva competitività dell'azienda.

Caratterizzazione generale dell'azienda

Questa prima analisi viene, a sua volta, condotta attraverso una serie di riflessioni aggregate relative a:

  • Posizionamento sul mercato
  • Azienda sul mercato
  • Equilibrio interno
  • Equilibrio economico-finanziario

Potenziale di sviluppo della stessa

Si può precedre in due modi:

  • Procedendo, in modo quantificato, ad una valutazione di attività e competitività in " voti" da 1 a 10.
    Questo procedimento consente di utilizzare delle "matrici" di riferimento che forniscono suggerimenti su comportamenti corretti, essenzialmente in relazione a obiettivi di fondo del tipo sviluppare, mantenere, disinvestire.
    Vero è che questi suggerimenti vanno presi con una certa dose di distacco: una volta sembrava che l'unico business valido di un'azienda fosse un business che rappresentava il 10% dell'attività aziendale e tutto il resto da scartare! Mentre poi si salvò quasi tutto con risultati complessivi estremamente positivi! In queste valutazioni è molto importante l'intervento di un consulente esperto.
  • Compilando più semplicemente, una cosiddetta matrice "SWOT" (Forze/Debolezze/Opportunità/Minacce), che consente una visione complessiva qualitativa utile tuttavia sufficiente per capire quali siano le azioni più corrette che l'azienda dovrebbe porre in essere per migliorare il proprio posizionamento strategico. Uno dei numerosi vantaggi di questa modalità di organizzazione risiede nel fatto che la duttilità che la caratterizza rende possibile il raggiungimento di obiettivi anche molto complessi, attraverso la selezione delle risorse più adatte. Il Project management (gestione per progetti) è una vera e propria metodologia di lavoro, particolarmente diffusa in molti settori produttivi.
Può essere definito come: gestione sistematica di una attività complessa, unica, con un inizio e una fine predeterminate, che viene svolta con risorse organizzate, mediante un processo continuo di pianificazione e controllo, per raggiungere degli obiettivi predefiniti, rispettando vincoli interdipendenti di costo tempo e qualità. Il ciclo di vita di un progetto consiste generalmente delle seguenti quatro grandi fasi:
  1. Fase di impostazione - ideazione. -
  2. Fase di pianificazione
  3. fase di esecuzione
  4. fase di conclusione

Nelle fasi si determinano gli obiettivi, le strategie e le linee guida del progetto. Nell'ideazione di un evento si deve tener conto di esigenze diverse e potenzialmente conflittuali artistiche, produttive e di programmazione. In questa fase il gruppo deve, quindi, procedere ad una vera e propria valutazione di fattibilità.

La fattibilità di un progetto può essere valutata in due modi:

  1. una riflessione generale sulle reali possibilità di realizzare l'evento (valutazioni dei finanziamenti , delle risorse tecnico -artistiche);
  2. una analisi delle potenzialità del progetto.Quest'ultima può disporre di uno strumento valido, utilizzato nel marketing, chiamato SWOT, che serve a visualizzare i punti di forza e i punti di debolezza del progetto, le opportunità e le eventuali minacce. Uno schema grafico può essere utile per spiegare meglio questo test di analisi:
  • STRENGHT WEAKNESS OPPORTUNITIES THREATS
    FORZA DEBOLEZZA OPPORTUNITA' MINACCE

I punti di forza rappresentano i settori di successo dell'organizzazione e quindi anche quelli per cui l'evento può risultare preferibile rispetto ad un altro.
Questi indicano il percorso da seguire anche per eventuali edizioni future.Le debolezze, invece, evidenziano le carenze dell'organizzazione, ossia tutte quelle attività che si sarebbero potuto svolgere in maniera migliore e dovranno quindi essere affrontate diversamente in futuro. Le opportunità costituiscono le potenzialità da sfruttare, spesso emerse nel corso dell'evento stesso, sulle quali sarà necessario lavorare per apportare miglioramenti in futuro. Le minacce, infine, provengono non solo dall'ambiente esterno, ma anche dall'interno ( contrasti tra i membri del gruppo) per questo motivo occorrerà mantenere all'interno del gruppo di lavoro un ambiente il più possibile cooperativo, motivando e dando il giusto peso alle personalità di ciascuno Per questo bisogna pianificare una strategia per "chiarire come e perché si intende attuare una idea di business. Pianificare significa controllare il futuro, non solo pensare, ma anche agire: "pianificare è progettare un futuro desiderato e definire le modalità per la sua realizzazione". In questa direzione va la definizione di planning come sinonimo di decision making: la deliberata determinazione di un percorso di azioni progettate per raggiungere uno scopo nel futuro. Il processo di pianificazione va visto nella sua dimensione dinamica suscettibile di continui aggiustamenti e modificazioni in termini di contenuti.. Per mantenere alta l'efficacia del processo è allora necessario che esso sia progettato sulla base delle best practice ricavabili da esperienze di benchmarking.

Perché è necessario pianificare?

Una impresa deve pianificare per coordinare le proprie attività, per assicurarsi che il futuro sia stato considerato all'interno del processo decisionale, per fare scelte razionali e allo scopo di controllare le attività. Oggi dobbiamo fornire alle risorse umane opportunità di apprendimento, crescita e sviluppo, e contribuire alla loro piena valorizzazione.

Esse devono essere stimolate e incoraggiate a inventare un futuro migliore per essi stessi in primo luogo e quindi, di conseguenza , per l'intera organizzazione di cui fanno parte. Le best practice per il processo di sviluppo del potenziale delle risorse umane includono: favorire lo sviluppo di skill multifunzionali in modo da consentire l'attuazione di task multipli, dal supporto amministrativo alla manutenzione, dalle relazioni interpersonali alle dinamiche di gruppo; sviluppare la certificazioni dei processi onde assicurarsi che le risorse umane dimostrino esperienza nelle loro skill; fornire pianificazione delle performance e suggerimenti sullo sviluppo delle opportunità di crescita per tutte le risorse umane; eliminare i i lavori morti.

Lo sviluppo e la diffusione dell'Information & Comunication Technology stanno radicalmente modificando le modalità tradizionali di fare business. La progressiva alfabetizzazione informatica e la crescita esponenziale del fenomeno internet cambiano l'organizzazione e i processi aziendali e introducono nuove forme di transnazione di beni e servizi. Fra le potenzialità offerta dall'e-business, termine con cui si esprime la valorizzazione in chiave strategica dalle nuove tecnologie, uno dei settori maggiormente in evoluzione è il mercato dell'e-learning, comprendendo con questo termine tutte le nuove forme di apprendimento. Innanzitutto, sono completamente saltati i parametri che hanno caratterizzato il mercato in questi anni; i confini fra informazione , formazione e consulenza risultano difficili da distinguere , aprendo forme e attori nel mercato del training provenienti da altri background, con risorse tecnologiche e finanziarie insolite per questo mercato.

Le previsioni di mercato potenziale sul e -learning indicano consistenze di assoluto rilievo.

La variabile che sembra aver subito le trasformazioni più significative è la domanda di formazione.

La necessità di ampliare le conoscenze, le abilità e le capacità individuali diventa un elemento indispensabile per il miglioramento della struttura delle organizzazioni: è noto come il vantaggio competitivo aziendale venga giocato nell'ambito delle risorse umane. E il gioco del continuo sviluppo delle competenze , in qualche maniera il capriccio manageriale degli ultimi anni in termini di politiche di direzione e di sviluppo del personale , si collega in maniera forte al tema della formazione , più o meno continua, che riguarda tutti i livelli di popolazione attiva, dai ruoli più tecnici ai ruoli più squisitamente manageriali.

La formazione, nonostante vi sia consapevolezza diffusa della sua importanza, gioca sempre una dimensione "cenerentola" nelle organizzazioni.

Rimane sempre la leva più citata e meno utilizzata dalle aziende: il tempo speso in formazione viene spesso percepito a livello aziendale come sottrazione di tempo destinato al lavoro. In questo equivoco e in questo dilemma si consumano necessità emergenti, illusioni di crescita professionale e bisogni di competenze mai soddisfatti.

La richiesta di formazione meno costosa (ovvero di una formazione che implichi meno giornate d'aula e non richieda residenzialità) ma sempre più personalizzata rispetto ai bisogni specifici di ogni soggetto partecipante, è in costante crescita.

La personalizzazione dei percorsi formativi è un elemento al quale le organizzazioni prestano molta attenzione in quanto permette investire in formazione altamente mirata e specifica rispetto ai bisogni dei singoli partecipanti.

I problemi di limiti di tempo, di riduzione di costo, di necessaria personalizzazione degli interventi formativi trovano una risposta soddisfacente nei vantaggi dalla formazione a distanza.

Le esigenze formative del personale in servizio nelle PMI sono estremamente variegate, interessando diversi ruoli e professionalità all'interno di diversi tipi di impresa, e spaziando dalla necessità di acquisire competenze relative a ruoli nuovi per il singolo individuo, alla necessità di apprendere tecniche e metodi più efficaci o più efficienti di quelli attualmente usati nello svolgimento del proprio lavoro, fino a quelle che potremmo definire esigenze informative piuttosto che formative, in quanto consistono nel bisogno di accedere in tempo reale a informazioni necessarie allo svolgimento delle attività dell'azienda.

Di conseguenza, un progetto che si ponga l'obiettivo di rendere più efficace e flessibile l'offerta formativa ed informativa nei confronti delle PMI non può prescindere da una analisi preliminare dei bisogni che, a grandi linee, consenta di classificare e in qualche misura quantificare tali esigenze di formazione in base a criteri quali i contenuti e gli obiettivi della formazione, i vincoli del contesto, le esigenze, le caratteristiche e le competenze della popolazione interessata.

Approfondimento

CONTRIBUTO ALLA RIFLESSIONE SUL FABBISOGNO FORMATIVO E PROFESSIONALE ITALIANO

 

 

 

 



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