N.R. Hanson
Feyerabend e il caso Galileo
mondo che gira
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Personaggi

Dove se ne parla:

 

N.R. Hanson
(1924-1967)

Nel suo Pattern on Discovery (1958) ha sostenuto - con costanti riferimenti al pensiero di Wittgenstein - la tesi della natura attiva dell'osservazione, affermando che le nostre presupposizioni teoriche non possono essere districate dai risultati osservativi, così che è lecito dubitare che Keplero e Tycho Brahe, ipoteticamente assorti nella contemplazione di un'alba, vedano la stessa cosa.
Non c'è osservazione pura e di conseguenza neppure un linguaggio osservativo neutro (come sostengono anche alcuni linguisti e antropologi).

Questo aspetto è noto già a convenzionalisti come Poincaré e Duhem e a positivisti come Neurath e Popper. Hanson però aggiunge che, come mostra il caso di Tycho e Keplero, nel vedere c'è un fattore linguistico:

"se la visione fosse soltanto un processo ottico chimico, nulla di ciò che vediamo sarebbe mai rilevante per ciò che sappiamo e nulla di ciò che sappiamo potrebbe avere significato per ciò che vediamo".

Ne consegue che i pretesi termini osservativi sono carichi di teoria [theory laden]; i significati di tali termini sono funzioni di schemi concettuali [conceptual patterns] che ineriscono ai linguaggi. Tra Brahe e Keplero non si erge il tribunale dell'esperienza 'pura', ma il complesso intreccio di differenti modi di vedere. Una rivoluzione scientifica consiste nello slittamento da uno all'altro.

(Adattato da G. Girello, Introduzione alla filosofia della scienza, Bompiani, Milano 1994).

 
 

Copyright Tiziana Valtolina - 2002.
Ultimo aggiornamento:13-jan-02

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