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serramenti: vetri
Il vetro costituisce la parte del serramento essenziale a garantire il passaggio della luce, e nell'architettura attuale si privilegia la grande dimensione delle finestre proprio per sfruttare massimamente questa sua preziosa trasparenza.
La tecnologia del vetro, che l'uomo conosce da tempi antichissimi e adoperato in edilizia fin da epoca romana, ha fatto proprio negli ultimi 50 anni una grandissima evoluzione per tecnologie di produzione e di trasformazione, così che oggi si ha la possibilità di avere una grande quantità di possibili soluzioni alle varie esigenze dimensionali e funzionali che si richiedono a questo prodotto.
I vetri normali float sono quelli costituiti da una semplice lastra incolori od anche colorati con spessori variabili dai 2 ai 19mm. In genere per l'uso sui serramenti si usano spessori da 4 a 10 mm.;altri vetri colati sono quelli greggi stampati con varie tipologie di colorazione e disegni a rilievo ottenuti per laminazione ed i vetri retinati con una rete interna di metallo inclusa.
A questi vetri può essere applicato il processo di tempra per aumentarne la resistenza all'urto con il vantaggio che in caso di rottura essa avverrà con la caratteristica frantumazione e quindi con pericolo inferiore per le persone.
Il termine float deriva dal processo di fabbricazione floating (galleggiante) perché la lastra viene ottenuta per colatura su un bagno di stagno fuso sul quale il vetro allo stato liquido galleggia, questo processo di fabbricazione fu brevettato in Inghilterra alla fine degli anni '50.
Il vetro può rompersi non solo a causa di un urto ma anche per gli effetti di trazione differenziati fra punti differenti della stessa dovuti all'irraggiamento solare non uniforme sulla lastra, oppure per impianti di condizionamento che irradiano con aria fredda la lastra mentre all'esterno è irradiata dal sole, sono tutte cause che provocano la rottura per shock termico. Il vetro temprato resiste a differenze di temperatura fino ai 200°C.
Si definiscono vetri speciali quelli in cui una delle facce viene rivestita con un deposito trasparente a base di metallo od ossido metallico, per dar loro qualità di riflettenza o bassa-emissività modificando in tal modo per i primi le caratteristiche di trasmissione e assorbimento dell'energia luminosa, mentre per i secondi si ha il doppio effetto della riflessione (oltre il 90%) del calore interno del locale e di trasmissione delle radiazioni solari. I vetri a bassa emissione possono essere usati solo con i vetrocamera, poiché è necessario che la parte rivestita con il deposito di ossidi metallici sia protetta e quindi posta sulla faccia interna dell'intercapedine.
I vetrocamera sono quelli che danno i migliori risultati da un punto di vista energetico e sono composti da almeno due o più lastre separate da una intercapedine riempita d'aria o di gas ed uniti con una cornice di solito metallica contenete sali igroscopici al fine ed incollati perimentralmente con prodotti siliconici che ne assicurano la tenuta. E' possibile ottenere moltissime tipologie di vetrocamera variando le caratteristiche della lastre interna od esterna per sfruttarne le differenti prestazioni ed esaltare le doti di isolamento termico ed acustico.
I stratificati sono costituiti da due o più lastre accoppiate con l'interposizione di speciali pellicole di materiale plastico solitamente PVB (polivinil-butirrale). In questo modo si ottengono vetri che vanno da uno spessore minimo di 6/7mm. definiti anti-infortunio, fino a spessori di qualche centimetro per i vetri anti-crimine in grado di resistere alle armi da fuoco.
Per approfondimenti: Controllo della trasmissione termica (in costruzione)
  
                          Isolamento termico (in costruzione)
 

 
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