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Questa pagina propone una
breve rassegna delle armi e dell'equipaggiamento utilizzato dal 19°
Reggimento Cavalleggeri "Guide" nel corso della sua
storia.
Il
significato di alcuni termini tecnici è indicato nella pagina Glossario.
La vera e
la prima arma della cavalleria è sempre stata considerata la cavalcatura:
l’animale, ancor prima della sciabola, della lancia o del moschetto, è
stato per secoli il vero mezzo di difesa e di offesa, nonché il migliore
amico del soldato che lo doveva montare. Per questo motivo il cavaliere,
anche se al termine di una marcia lunga e massacrante, si è sempre
occupato prima di dissellare, ripulire, asciugare e foraggiare il
quadrupede e di prepararlo per la notte, e solo al termine si è,
eventualmente, occupato di sé stesso. Lo stesso sport equestre, più che
un vezzo, è da considerarsi un fondamentale complemento dell’attività
addestrativa, dal momento che l’allenamento mirava principalmente a
formare una perfetta intesa tra il cavallo ed il cavaliere, necessaria sia
allo svolgimento del gesto atletico, sia, soprattutto, all’efficacia del
gesto bellico.
Nel
1859 L’armamento individuale prevedeva una pistola ed una sciabola
ricurva ad una sola elsa, del cosiddetto modello artiglieria a cavallo; i
soldati ed i caporali avevano anche una custodia di cuoio per la
conservazione dei dispacci, detta sabretache.
A
partire dal 1860 in tutta la cavalleria vennero introdotte le nuove armi
mod. 1860: nuovi moschetti e pistoloni a canna rigata (al posto dei mod.
1829 e 1843) e nuove sciabole con fodero in acciaio e con la
caratteristica elsa ricurva da cavalleria. Nel 1871 fu introdotto il
Wetterly ‘70, un nuovo moschetto a retrocarica, poi, dal 1893, il famoso
moschetto “modello 91”; sciabola e lancia furono invece cambiate
rispettivamente nel 1900 e nel 1902.

Un carro
Lancia Ansaldo IZ del 1918
Nel
periodo tra le due Guerre Mondiali, ad alcune aliquote del reparto furono
distribuiti fucile mitragliatore tipo Breda 30 e mitragliatrice Breda 37,
con le quali furono poi armate la 737esima e la 738esima Compagnia
mitragliatrici, rese autonome durante la Prima Guerra Mondiale.
Intorno
agli anni Trenta il Reggimento divenne Scuola Carri Veloci, col compito di
addestrare il personale da impiegare sui nuovi mezzi corazzati: furono
perciò introdotti, dapprima tra le “Guide” e poi in tutti i
reggimenti, i nuovi carri leggeri Fiat-Ansaldo mod. 35, armati con due
mitragliatrici Fiat analoghe a quelle assegnate ad alcuni plotoni di ogni
reggimento di cavalleria.
In una
tavola di Viotti, celebre artista specializzato in dipinti uniformologici
sulla cavalleria, è riprodotto un carro armato L/3, detto veloce, poi
d’assalto. Il carro al momento della sua introduzione in servizio era
sufficientemente moderno. Di costruzione italiana (Breda) su licenza
britannica (Carden Lloyd) venne conservato in servizio per lunghi anni,
divenendo quindi ben presto superato e tristemente noto, nella Seconda
Guerra Mondiale, come scatola di
sardine. La tavola è visibile nel volume di Rodolfo Puletti Caricat!,
a pagina 286.
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