19° Reggimento Cavalleggeri "Guide"

Storia della Cavalleria

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Ecco una breve storia della Cavalleria, dalle origini sino alla prima costituzione del 19° Reggimento Cavalleggeri "Guide" (1859). 

 

 

Le origini tra leggenda e realtà

Nel mondo antico la cavalleria era in genere poca e mal equipaggiata ed il grosso di un esercito era per lo più costituito dalla fanteria. Per esempio, secondo Plutarco (Vita di Alessandro, 15, 2), Alessandro il Macedone, per la prima spedizione in Asia raccolse trentamila fanti e solo quattromila cavalieri (o, secondo altre fonti, quarantatremila fanti e cinquemila cavalieri). Solo a partire dal III millennio in Persia cominciò a diffondersi il carro pesante, usato per il trasporto di armi e merci ed eventualmente del bottino; ma la vera rivoluzione fu l’introduzione del carro leggero, assai più veloce e maneggevole: era trainato da due cavalli e montato da un auriga e da un soldato armato di frecce e dardi. Il loro uso era stato introdotto dagli Hyksos, i quali lo avevano del resto appreso dai Churriti, ed era stato poi adottato un po’ da tutti i popoli antichi, Ittiti, Micenei, Egizi, Assiri, Greci e Persiani; per almeno mille anni sarà, dunque, il carro il nerbo di ogni esercito, tant’è vero che, presso gli Ittiti, i guidatori di carri potevano essere solo nobili e mai soldati mercenari.  

 

E’ indubbio che il giorno in cui qualcuno ha intuito le enormi potenzialità belliche del cavallo (e del carro) si è di fatto avviata una vera rivoluzione nelle tecniche del combattimento, ma anche un autentico progresso “culturale” sulla via della civiltà. Gli stessi Churriti, ad esempio, misero a punto una tecnica che permetteva il perfetto addestramento di un cavallo in soli duecento giorni. Lo stesso carro leggero era un insieme di piccole novità tecniche e di invenzioni: ruote di bronzo a quattro o sei raggi, una cassa di legno leggero con un parapetto di vimini rinforzato da strisce di cuoio e placche metalliche e perfino un timone girevole. Queste nuove tecniche e l’esecuzione in velocità di rapide manovre, nuove armi in bronzo ed il terrore provocato dall’attacco di centinaia di carri consentirono agli Hyksos di sbaragliare con relativa facilità il pur potente esercito egiziano e di acquisire almeno per qualche tempo una poderosa superiorità tecnologica sugli altri popoli. Solo più tardi gli Ittiti acquisirono un’analoga superiorità con la scoperta del ferro, ma si preoccuparono anche di apportare ulteriori migliorie al carro, vero segreto della guerra di movimento, sviluppando in particolare la tecnica dell’attacco ad ondate successive. 

 

 

I Micenei apportarono altre migliorie al carro, rendendolo smontabile per agevolare il trasporto sulle navi, ma lo usarono prevalentemente per il rapido spostamento fino al luogo della battaglia; gli Assiri, invece, trasformarono la costruzione del carro da fatto artigianale in una vera produzione industriale, cui erano addetti fabbri carradori e cuoiai in gran numero, e lasciarono su tavolette importanti nozioni per l’allevamento e l’istruzione dei cavalli, che, insieme al “manuale” ritrovato negli scavi di Hattushash, costituiscono i più antichi testi di ippologia oggi conosciuti. Furono proprio gli Assiri, che si curavano dei cavalli così morbosamente da avviare perfino i primi tentativi per migliorare le razze equine, ad introdurre un nuovo uso del cavallo, non più attaccato al carro ma usato direttamente come cavalcatura: un’altra grande rivoluzione della tecnica militare che consentiva di fatto il dominio assoluto delle steppe asiatiche.  

 

I Medi ed i Persiani, a loro volta, furono tra i primi ad introdurre massicce aliquote di cavalieri e ad assicurare collegamenti rapidi tra le varie regioni del loro immenso impero, istituendo un servizio stabile di corrieri a cavallo, che, grazie ad una fitta rete di stazioni per il cambio delle cavalcature, potevano coprire distanze enormi a velocità impensabili. La cavalleria divenne, in breve, l’arma principale di tutti gli eserciti, sostituendo gradualmente il carro: con Alessandro il Macedone la cavalleria fu anche messa in prima fila nello schieramento per essere lanciata alla carica e guidata alla vittoria dallo stesso futuro imperatore, ma anche usata all’avanguardia con funzione “esplorante”.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 17/07/2004

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