19° Reggimento Cavalleggeri "Guide"

Le Onorificenze

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Per segnalare nuove onorificenze, individuali o collettive, ricevute dal 19° Rgt. "Guide" da inserire in questa pagina e contribuire allo sviluppo di questo sito-progetto, è possibile inviare un'e-mail al coordinatore del progetto. Per contatti:

 

 

 

 
I documenti ufficiali delle onorificenze attribuite al Reggimento “Guide” nel corso della sua storia sono custoditi a cura del Comando di Reggimento, presso la Caserma “D’Avossa” di Salerno.  Eccone, tuttavia l'elenco completo.
 Rodolfo Puletti, tuttavia, nel libro che ha dedicato alle "Guide", a quest'elenco aggiunge anche una Medaglia di Bronzo al Valor militare assegnata alle “Guide di Garibaldi” nel 1859 ed una di Bronzo assegnata al “Gruppo Carri Veloci” per il periodo 1934-43.

 

 

Onorificenze collettive

 

 

ALLO STENDARDO:

Medaglia d’Argento al Valor Militare:

“per l’ardimento e lo slancio ammirevoli con cui gli Squadroni del reggimento Cavalleggeri “Guide”, durante la Battaglia di Custoza, il 24 giugno 1866, in difficili frangenti cimentandosi, eseguirono sul nemico assalti e cariche numerose, sempre coronate dal successo, nonostante le gravi perdite subite.

 Custoza, 24 giugno 1866” 

 

L'Atto di concessione è firmato da Sua Maestà il Re il 9 luglio 1910: n. d’ordine 1431/D del Ministero della Guerra - Segretariato Generale, ed è conservato presso Comando Reggimentale, Salerno.

 

   

Medaglia di Bronzo al Valor Militare:

“A piedi e a cavallo si distinse per continue prove di valore e di fermezza. Nella battaglia della riscossa con brillante attacco di alcuni reparti occupava di slancio Sacile, agevolando il passaggio della 4a Divisione di Cavalleria sul Livenza.

Monfalcone, 15-16-17 maggio 1916; Sacile, 31 ottobre 1918”

 

Atto di concessione firmato da Sua Maestà il Re il 2 novembre 1920, n° d’ordine 1437/D del Ministero della Guerra - Segretariato Generale, conservato presso il Comando Reggimento “Guide”, Salerno e relativo al Regio Decreto 31 ottobre 1920.

  

 

Medaglia di Bronzo al Valor Militare:

“Nel primo periodo della Campagna greca, con ammirevole slancio ed alto spirito di sacrificio, si prodigava in fraterna gara con i fanti in combattimenti contro munite posizioni nemiche; durante la fase di ripiegamento a Kastaniani in una eroica difesa, versando generoso tributo di sangue, scriveva una gloriosa pagina della sua storia.

Fronte Greco - albanese: Hani - Delvinaki - Kalibaki - Valle FitoKi - Valle Xerios - Kastaniani, 28 ottobre - 5 dicembre 1940.”

 

Atto di concessione firmato dal Capo Provvisorio dello Stato il 24 febbraio 1948: n° d’ordine 1433/D del Ministero della Difesa, relativo al Decreto del Capo Provvisorio dello Stato del 31 dicembre 1947, conservato presso il Comando Reggimento “Guide”, Salerno.

 

   

 

 

Medaglia d’Argento al Valor Civile:

“Temprato ad ogni arditezza e sacrificio, il “Gruppo Squadroni Cavalleggeri Guide - Divisione “Ariete” - del V Corpo d’Armata, in nobile e fraterna gara con altri reparti dell’Esercito, ha scritto, nel soccorrere, tra insidie e disagi innumeri, le popolazioni colpite dal disastro del Vajont, fulgide pagine di generoso altruismo e di eroica abnegazione.

Zona del Vajont, ottobre 1963.”

 

Atto di concessione firmato dal Presidente della Repubblica il 19 maggio 1964, n° d’ordine 3863/B del Ministro Segretario di Stato per gli Affari dell’Interno, Comando Reggimento “Guide”, Salerno.

 

 

 

Medaglia d’Argento al Valor dell’Esercito:

“Nelle primissime ore successive al sisma in Friuli del 6 maggio 1976, raggiungeva d’iniziativa alcune località disastrate, lontane dalle principali vie di comunicazione, organizzandovi tempestivi soccorsi e ripristinando i collegamenti con l’impiego di squadre eliportate. Con coraggio e generosità, esponendosi a manifesti rischi di ulteriori sommovimenti, si prodigava incessantemente nell’opera di soccorso alle popolazioni colpite, offrendo loro sostegno morale e materiale con fraterna partecipazione e valido contributo alla ripresa degli indispensabili servizi sociali.

Friuli, 6 maggio 1976 - 30 aprile 1977.”

 

Atto di concessione firmato dal Presidente della Repubblica il 9 febbraio 1978, n° d’ordine 21 del Ministero della Difesa, Comando Reggimento “Guide”, Salerno.

 

 

Encomio Solenne:

“Il Reggimento Cavalleggeri “Guide” (19°) ha partecipato alle operazioni di pace in Somalia, nell’ambito del Contingente “ITALFOR IBIS 2”, con un proprio Squadrone che si è prodigato nelle operazioni di soccorso alla popolazione locale. Pur agendo in uno scenario caratterizzato da gravi difficoltà ambientali ed operative, il personale del Reggimento ha operato con piena dedizione ed elevata professionalità nell’assolvimento del compito affidatogli. Il Reparto, impegnato in azioni di rastrellamento particolarmente rischiose, ha messo in luce, specie quando coinvolto in conflitto a fuoco, piena efficienza e grande determinazione, nonché sicura capacità operativa e  forte motivazione morale. Quadri e Cavalleggeri, con il loro operato, hanno reso onore alle nobilissime tradizioni del Reggimento ed hanno dato lustro all’Esercito Italiano, riscuotendo unanimi consensi da parte delle Autorità nazionali e l’ammirazione dei Contingenti esteri partecipanti all’Operazione.

Somalia, 22 dicembre 1992 - 28 giugno 1993.”

 

Ordine del Giorno all’Esercito firmato dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale Bonifazio Incisa di Camerana, conservato presso il Comando Reggimento Cavalleggeri”Guide”, Salerno.

 

 

 

 

Cittadinanza onoraria:

Comune di Legnano

La città di Legnano, custode di antichi valori di indipendenza espressi dall’eroica figura di Alberto da Giussano, si fa messaggera di onore verso i reparti regolari delle forze armate che hanno combattuto sotto il simbolo di Legnano durante la Guerra di Liberazione conferendo al 19° Gruppo Cavalleggeri “Guide” erede di quei reparti la cittadinanza onoraria.

Legnano, 18 aprile 1988

Il Sindaco.

 

Documento originale conservato presso il Comando Reggimento Cavalleggeri “Guide”, Salerno.

 

    

 

Attestato di riconoscenza:

 

Comune di Longarone

9 ottobre 1983 - XX Anniversario della Tragedia del Vajont

Giornata della Solidarietà

L’Amministrazione Comunale di Longarone

conferisce attestato di riconoscenza per il contributo di solidarietà offerto nei giorni successivi alla tragedia.

Firmato: il Sindaco

 

Documento di alto valore morale riportato a solo titolo esemplificativo di altri attestati analoghi ottenuti dal Reggimento nel corso della sua storia: è attualmente conservato presso il Comando Reggimento “Guide”, Salerno.

 

 

 


Medaglie d'oro individuali

   

 

 

CAMPAGNA D’AFRICA ORIENTALE (1935 - 36)

I protagonisti di quest'episodio appartenevano al X Squadrone Carri Veloci, addestrato, come gli altri reparti analoghi operanti in Africa Orientale, presso la Scuola Carri Veloci e perciò con mostrine praticamente identiche a quelle delle “Guide”.

 

Capitano Ettore CRIPPA:

“Di uno squadrone carri veloci seppe formare un reparto solido, vivace, ardimentoso. Dal Tacazzè a Dembeguinà, in aspro, estenuante e sanguinoso combattimento, mise in valore le sue doti eccelse di comandante abile e risoluto. Sprezzante di ogni pericolo sotto l’imperversare del fuoco nemico, pur di dare il massimo appoggio alle proprie fanterie, non esitò a uscire dal carro per impartire ordini e lanciarsi all’assalto. Colpito a morte tenne contegno eroico e sereno: esempio superbo di cavaliere d’Italia

Dembeguinà 15 dicembre 1935”.

 

Tenente Franco MARTELLI:

“Volontario di guerra, spirito ardente, animatore, trascinatore dei suoi carristi veloci, li condusse alle più ardite ed eroiche gesta nel difficile e sanguinoso combattimento di Dembeguinà. Assunto il comando dello squadrone in seguito alla morte del suo capitano - per rendersi conto della situazione, sotto raffiche intense del fuoco nemico - uscì dal proprio carro, impartì ordini e si lanciò decisamente nella mischia. Ferito a morte tenne contegno eroico incitando i dipendenti nell’aspra lotta. Sparò al grido di Viva il re!

Dembeguinà, 15 dicembre 1935”.

 

 

II GUERRA MONDIALE (1940-45)

Sottotenente Luigi Alberto dei conti FUMI:

“Durante oltre un mese di ininterrotti combattimenti, dava costantemente esempio di audacia e sereno sprezzo del pericolo. Nel corso di ardite ricognizioni sulle rive del Kalamas e successivamente in altre azioni strenuamente condotte per respingere il nemico più volte superiore in uomini e mezzi faceva rifulgere le sue magnifiche qualità di soldato, trascinando infine i suoi uomini con la parola e con l’esempio in un deciso attacco alla baionetta. In fase di ripiegamento, col plotone ridotto a pochi uomini, rimaneva ultimo a trattenere col fuoco delle sue armi il nemico imbaldanzito dal successo. Accortosi di una grave minaccia di accerchiamento, si lanciava, di propria iniziativa, all’assalto mettendo in fuga l’avversario. Nel corso di tale eroica azione veniva colpito a morte. Fulgido esempio di altissime virtù militari.

Kastaniani (Fronte Greco - albanese), 23 novembre 1940”.

 

Il documento d’epoca, con stampa litografata, è riprodotto nel volume di Rodolfo dedicato alle "Guide".

   

 

Guida Giuseppe FELICE:

“Gregario di una squadra alla difesa di importante posizione avanzata, assalita da soverchianti forze nemiche, con elevato spirito combattivo ed alto sentimento del dovere, incitava i camerati all’estrema resistenza. Rimasto unico superstite del reparto, impugnava il fucile mitragliatore e, fedele alla consegna di non arretrare, sosteneva da solo l’impari lotta, continuando a sparare con calma ed efficacia. Mentre ritto sulla posizione, falciava con la sua arma un nucleo di nemici, colpito a morte cadeva stretto alla sua arma che con tanto eroismo aveva impiegato fino all’ultimo: Fulgido esempio di indomito valore, di sereno sprezzo del pericolo e di sublimi virtù militari.

Kodra-Luges (Fronte Yugoslavo, 12-15 aprile 1941”.

 

Il documento d’epoca con stampa litografata, è riprodotto nel volume di Rodolfo Puletti dedicato alle "Guide".

 

   

 

Sottotenente Giovanni BONETTO:

“Comandante di plotone di una avanguardia, allo scopo di proteggere tutta la colonna investita da violento fuoco di armi automatiche, decideva di conquistare alla baionetta la postazione nemica più vicina e, incurante delle raffiche che decimavano il reparto muoveva primo tra tutti all’assalto e, con indomito coraggio, balzava di roccia in roccia. Abbattuto da una raffica prima che gli ultimi sbalzi di roccia fossero superati, steso al suolo, perfettamente cosciente della prossima fine, con nobili parole inneggianti alla Patria lontana, incitava ancora i suoi uomini che gli si erano stretti intorno. Rifiutava le cure che un prete ortodosso ribelle si apprestava a prodigargli ordinando che fossero curati prima di lui i cavalleggeri feriti. La morte lo coglieva mentre con voce ormai spenta esortava i superstiti a comportarsi valorosamente. Fulgido esempio di preclare virtù militari e di alto senso del dovere spinto fino al sacrificio.

Burelli, 5 agosto 1943”.

 

   

 

Tenente Eudo GIULIOLI:

“Comandante di unità mitraglieri di formazione, assegnato di rinforzo ad un’avanguardia, della quale aveva chiesto ed ottenuto di far parte, nel corso di un attacco di soverchianti forze ribelli che, favorite dal terreno, falciavano la colonna, con l’ardimento già dimostrato in precedenti azioni, reagiva prontamente col fuoco delle sue armi postate in avanti ed allo scoperto. Decimato il plotone di testa e caduto il suo comandante, lo sostituiva nel comando e con i superstiti persisteva con ardore nell’impari lotta. Accerchiato ed invitato ad arrendersi, contrassaltava con lancio di bombe a mano e all’arma bianca, consentendo così a gran parte dei superstiti di aprirsi un varco e di ricongiungersi ai reparti retrostanti. Ferito, ad una nuova intimazione di resa rispondeva col fuoco di una mitragliatrice che era riuscito a far funzionare, finche colpito in fronte moriva abbracciato all’arma. Luminoso esempio di valore e di senso del dovere spinto al supremo sacrificio.

Burelli, 5 agosto 1943”.

 

    

 

Generale Ugo DE CAROLIS:

“Nobile figura di soldato e di comandante durante cinque mesi di guerra era di costante e luminoso esempio per ardimento e sprezzo del pericolo. Comandante della fanteria di una divisione, durante un’accanita battaglia durata sette giorni, visse tutte le ore tra i suoi soldati. Alla settima giornata della strenua lotta, mentre come sempre, in prima linea coi fanti li animava con l’esempio e con l’azione, una raffica di mitragliatrice ne troncava la vita. Suggellava col supremo sacrificio sul campo la sua nobile esistenza tutta dedicata al dovere ed all’ideale della Patria.

Fronte russo, luglio-dicembre 1941”.

 

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Ultimo aggiornamento: 22/11/2001

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