|
GUIDE
Tradizione
e innovazione
Storia
della cavalleria
Storia
dell'unità
Guide
negli eserciti preunitari
Imprese
civili
Imprese
militari
Uniformi
Armi
Sedi
Comandanti
Testimonianze
Foto
Onorificenze
Echi
di stampa
Bibliografia
Glossario
Link
Contatti
Leggi
i commenti
Invia
i tuoi commenti
AVVISO
Per
segnalare testi e materiale documentario non inserito tra el Armi e contribuire allo sviluppo di questo sito-progetto, inviare un'e-mail al coordinatore del progetto. Per contatti:

|
|
Nuovi
mezzi blindo-corazzati
Nel
Secondo Dopoguerra, al reparto sono stati assegnati vari mezzi blindo -
corazzati, sia trasporti - truppa, sia carri cingolati leggeri e medi, sia
autoblindo gommati. Si è trattato spesso di mezzi di notevoli
caratteristiche costruttive ed il cui pregio era costituito più che dalla
blindatura, soprattutto dalla velocità, sempre privilegiata per
consentire di salvaguardare le tradizionali doti di celerità della
cavalleria. Così, ad esempio, il semicingolato da trasporto truppa Half
Truck M5 degli anni Sessanta, di 7,5 tonnellate di peso e con una
corazzatura di 15 millimetri, raggiungeva i 70 Km/h. Il carro cingolato
leggero M5 A1 Stuart degli anni Cinquanta, di 16 tonnellate e con 43 mm di
protezione, toccava i 64 Km/h; il carro cingolato medio Leopard, di 40
tonnellate e con 70 mm di protezione, armato con cannone da 105/51 e due
mitragliatrici 7,62 (in uso tra il 1989 ed il 1991) viaggiava ad una
velocità di 65 Km/h. L’M-47 Patton era un carro armato
medio con armamento pesante e con un basso rapporto di pressione
specifica (il rapporto tra il peso del carro e la superficie di appoggio
al suolo) di 0.935, non lontana, dunque, dall’optimum
di valore 1.0; la blindatura variava da 25 mm. del fondo a 102 mm. del
frontale; era armata con 1 cannone 90/50 e due o tre mitragliatrici; col
suo propulsore da 30.000 cm3 arrivava alla velocità di 48
Km/h. Con
i carri medi M-47 Patton e gli M5A1-Stuart, in pratica, si riuscì a
ricreare reparti corazzati nell’Esercito Italiano dopo la sconfitta
della II Guerra Mondiale: essi furono perciò assegnati sia alle
“Guide” (e ad altri reparti di Cavalleria) sia ai nuovi reggimenti
completamente su “tanks”, il 1°, il 3° ed il 4° Reggimento
“Carristi”.
Tra
i trasporti truppa vanno ricordati anche l’M3-A1 “White”, a 4 ruote,
in uso tra il ‘46 ed il ‘58 (velocità massima, 89 Km/h) e l’M 113,
cingolato da 10 tonnellate capace di viaggiare fino a 64 Km/h e che le
“Guide” hanno usato dal 1963 al 1995. Si noti che l’M113 ed una
versione successiva dell’M3 sono stati tra i pochissimi tipi di
trasporti blindati usati dall’esercito degli Stati Uniti per più di metà
della Guerra del Vietnam, in quanto ritenuti gli unici adatti
all’impiego nelle jungle indocinesi.
Le
autoblindo M8 Greyhound a sei ruote motrici, armate con un cannoncino da
37/54 e con velocità massima di 90 Km/h, sono state utilizzate fino al
1963.
Le
blindo Centauro
Dal 1992 sono state fornite al Reggimento le nuovissime Blindo
“Centauro”, le più avanzate in dotazione all’Esercito Italiano e di
cui vanno giustamente fieri i soldati delle “Guide”.

Si tratta di
autoblindo ad otto ruote motrici, del peso di 24 tonnellate, con velocità
massima di 105 km/ora. I quattro uomini di equipaggio possono
impiegare il cannone da 105/51 o le due mitragliatrici da 7,62. Le sue
doti anfibie consentono al mezzo una mobilità su qualsiasi terreno ed una
velocità assolutamente sconosciute a qualsiasi carro armato. I suoi
indiscutibili pregi ne fanno un mezzo “invidiatoci
da tutti i più forti eserciti del mondo”. Il giudizio è di Rodolfo
Puletti, "Guide", vedi bibliografia.
|