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Derby
doveva essere e derby è stato.
La partita, che molti veneziani attendevano
sin da Agosto, quando sono stati stilati
i calendari delle partite, ha visto come
protagonista principale, non i 22 giocatori
ma la cornice di pubblico, finalmente
un po’ più numerosa del solito.
Si capiva che questa era una partita molto
sentita, infatti oltre da una curva numerosa
già alle ore 14, ma anche dagli
ultras della curva Morosini in fermento
da qualche settimana per preparare le
2 coreografie, costate tanta fatica e
denaro.
La prima coreografia, molto bella ed allo
stesso tempo da stimolo alla squadra,
si presentava così al fischio d’inizio
dell’arbitro Bolognino: ai lati
della sud comparivano due enormi bandiere,
simbolo di Venezia e Mestre, da una parte
il gonfalone di San Marco, dall’altra
lo stemma di Mestre, nel mezzo comparivano
dei lenzuoli arancio e verdi alternati
con una lettera bianca che andava a formare
la parola: C A R I C A, il tutto accompagnato
dal pope, inno della tifoseria lagunare.
Sul versante opposto, i tifosi trevigiani
non hanno combinato nulla di speciale,
infatti sono comparsi tutti insieme all’inizio
del match, per dare un effetto numeroso
e di compatezza, anche se in realtà
non erano moltissimi, infatti la questura
di Venezia ne ha stimati circa 400 unità.
Durante la prima frazione di gioco, la
Sud non ha mai smesso di sostenere la
squadra, incitandola a più non
posso con colore e passione sfrenata,
mentre i biancoblu si facevano notare
per qualche bel battimani e coro verso
l’undici di Buffoni.
Ore 16, inizia il secondo tempo, ed ecco
che la Morosini esibisce una seconda ironica
coreografia, fatta da tanti palloncini
blu a forma di coniglio, prendendo in
giro la tifoseria trevigiana, esibendo
inoltre uno striscione critico verso la
mentalità ultras dei tifosi giunti
dalla Marca, protagonisti della consegna
alla polizia di un ragazzo che, in occasione
di Treviso-Verona, lanciò una bomba
carta, ferendo il proprio portiere Gillet.
I tifosi del Treviso rispondono ai veneziani
accendendo tre torce ed esibendo 2 striscioni
sfottò:”1987 in curva con
i vostri nemici”,”il radicchio
na tradision Ve-Me na stasion”.
Mentre la partita si avvia alla conclusione,
i trevigiani si esibiscono in una sciarpata,
a cui risponde la Sud con una contro sciarpata
ancor più perentoria e colorata.
Al fischio finale di Bolognino, le 2 tifoserie
sfollano, ma alla stazione di Mogliano,
quando sta per arrivare il treno delle
18.40, inizia una fitta sassaiola tra
veneziani residenti a Mogliano ed i supporters
della Marca. Vengono lanciati dal treno
alcuni pannelli e sedili divelti, pezzi
di water distrutti ed alcune torce. Risultato
finale di queste scene da far-west sono:
alcuni punti luce del sottopasso pedonale
distrutti, alcuni vagoni del treno sfasciati
completamente, tre macchine danneggiate,
una signora anziana ferita ad una gamba
ed infine un tifoso ferito alle mani ed
alla testa.
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