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IL DERBY DELLA RISALITA

Il derby più atteso, il derby storico, il derby delle coreografie ma soprattutto il derby dei punti per la salvezza. Quello di domenica al Penzo sarà uno scontro diretto tra due squadre coinvolte nei bassi fondi. Il Venezia è reduce dalla pesantissima sconfitta di Palermo; il Treviso dall’insperato pareggio interno con il Piacenza arrivato nelle battute conclusive. Inutile dilungarci qui sulla rivalità che oppone le due tifoserie. Concentriamoci sull’avversario. Il Treviso, dopo un avvio di stagione scoppiettante, è inevitabilmente crollato: da nove turni non vince e in questo lasso di tempo ha raccolto la pochezza di quattro punti. Si potrebbe parlare di crisi, ma prima di emettere verdetti bisognerà ottenere i tre punti sul campo e sorpassare così gli “odiati” cugini della Marca.
In trasferta, gli uomini di Adriano Buffoni e Marco Giampaolo hanno ottenuto 10 punti, frutto di una vittoria e sette pareggi. Assieme ai lagunari, vantano uno degli attacchi meno prolifici fuori casa (10 le reti siglate) mentre la difesa ha incassato 20 gol. Nel più classico di 4-4-2, la squadra sfrutta molto le corsie esterne, con verticalizzazioni e sovrapposizioni per mettere in movimento le due punte che giocano negli spazi e partecipano molto alla manovra collettiva. Da supporre che al Penzo i trevigiani giocheranno una gara d’attesa, impostata sul contropiede, cercando di portare a casa almeno un pareggio e mantenere due punti di vantaggio.
Tra i pali gioca il l’esperto belga Gillet, portiere che talvolta pecca in plasticità e non è sempre sicuro sulle palle alte. La difesa a quattro, punto di forza della squadra, è ben collaudata e fisicamente vigorosa, potendo sfruttare i centimetri dei due centrali, insuperabili nel gioco aereo ma lenti nel breve. Gli esterni sono, a destra, Francesco Galeoto e, a sinistra, Lanzara, esordiente nella categoria. Centrali giocano Paolo Bianco, pericoloso per il suo tempismo negli inserimenti, e l’ex di turno Matteo Centurioni, gigante mestrino temibile nel gioco aereo. A centrocampo, i cross dalle fasce sono competenza di Roberto Chiappara, veloce ala offensiva, e di Massimo Gobbi, funambolo mancino dotato di eccelsa tecnica e di un ottimo scatto. Tutti i palloni della squadra passano per i piedi di Fabio Gallo, geometra del centrocampo con illustri trascorsi in A e pericolosissimo sui calci di punizione e i tiri dalla distanza. Al suo fianco si alternano Daniele Bellotto, ruba-palloni dal fisico imponente, e Francesco Parravicini, esile ma dotato di buona tecnica. Le altre alternative sono rappresentate da Monticciolo e Dundjerski, slavo pericoloso in fase realizzativa. In attacco, dopo l’exploit del talentuoso ma discontinuo Luigi Anaclerio, la fiducia è stata riversata sulla coppia Massimo Ganci e Massimiliano Varricchio. Il primo, dotato di una tecnica raffinata e già autore di 9 reti, fa della velocità e dell’opportunismo le sue doti migliori. Il secondo, che in passato ha rischiato di finire in laguna, integra centimetri e potenza. L’alternativa è rappresentata dal brasiliano Reginaldo.


Giacomo Garbisa

PROBABILE FORMAZIONE: Gillet – Galeoto; Bianco; Pianu; Lanzara – Chiappara; Gallo; Parravicini; Gobbi – D'Agostino; Varricchio.

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QUOTE SNAI: X 2.45
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