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VENEZIA
– “Uno stadio memorabile ed
economico, intelligente per i tifosi,
le squadre di calcio e la città,
in connessione con le infrastrutture cittadine
pensate per il turismo”. In parole
povere uno stadio di terza generazione
che per la sua realizzazione trae spunto
dalla struttura architettonica di Piazza
San Marco. Questa è la visione
dell’architetto progettista Lawrence
Nield per il nuovo impianto sportivo che
sorgerà a Tessera. Ma non si tratterà
di un semplice stadio. L’intera
struttura sarà una cittadella dello
sport, con tanto di campi d’allenamento,
parcheggi, nuova sede del Casinò,
albergo a 150 coperti per le squadre e
ristorante collegati al campo di gioco
da un ponte aereo. Attigua al campo l’imponente
torre di 90 metri realizzata sul modello
del campanile di San Marco e dalla quale
si potrà ammirare la laguna.
Lo stadio, invece, sarà adibito
anche a concerti e, oltre al calcio, ospiterà
pure importanti gare di rugby –
l’obiettivo sono gli incontri del
Sei Nazioni – che implicheranno
un allungamento del campo di gioco di
circa venti metri. La capienza prevista
oscilla tra i 23.000 posti, necessari
per l’iscrizione ai campionati nazionali,
e i 30.000, richiesti invece dalla Fifa
per l’organizzazione di eventi internazionali.
Tutti i posti saranno a sedere –
ma sono al vaglio alcune lievi modifiche
strutturali affinché gli ultra
possano vedere le partite in piedi –,
lo stadio sarà alto 25 metri e
il campo di gioco sarà 3 metri
più alto del suolo sia per motivi
di sicurezza sia per una migliore gestione
degli spazi. Il campo di gioco sarà
circondato da un fossato che consentirà
di eliminare la recinzione, così
da garantire un’ottima visibilità
da ogni settore. Il catino degli spalti,
dalla forma molto più rettangolare
e sul modello dello stadio dell’Olympiakos
d’Atene, non supererà i 30
gradi d’inclinazione e sarà
diviso in quattro blocchi intervallati
da torri con ascensori destinati ai disabili
e collegati direttamente alla zona vip.
Diversamente dal primo progetto, lo stadio
non sarà interamente coperto e
soltanto gli spalti avranno delle tettoie
in vetro che potranno essere illuminate
con colori diversi a seconda delle tifoserie
e sopra i tetti agiranno le telecamere
che si sposteranno liberamente per le
riprese televisive. L’attuale progetto
farebbe risparmiare circa il 30 per cento
rispetto alla proposta originaria e circa
l’80 per cento dei costi di gestione
sarebbe coperto dalla vendita degli spazi
pubblicitari, pensati con tabelloni mobili
in continuo spostamento. I costi del solo
stadio, senza l’arredo urbanistico
circostante, dovrebbero aggirarsi sui
28 milioni di euro per un impianto a 23.000
posti e sui 34 milioni per uno a 30.000.
Per quanto riguarda i tempi tecnici, serviranno
almeno nove mesi per rendere esecutivo
il progetto e diciotto per l’effettiva
realizzazione. Intanto bisogna firmare
i protocolli d’intesa con la Regione
sulla viabilità circostante alla
zona e, poiché allo stato attuale
siamo soltanto alla revisione del progetto,
sono ipotizzabili almeno quattro anni
d’attesa.
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