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Considerazioni finali

 
 
 

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Considerazioni finali

 

 

 

 

 

Si è tentato di offrire in questa breve ricerca una presentazione del fenomeno dei diari virtuali nell’area del Medio Oriente, cercando di sottolinearne le novità introdotte per i giovani arabi e mediorientali nelle possibilità di espressione e negli stimoli apportati al dialogo tra i paesi di quest’area e il resto del mondo. Si è visto infatti come blogger iraniani, iracheni, sauditi e palestinesi abbiano notevolmente ampliato le loro possibilità di espressione diffondendo le proprie opinioni riguardo alla politica dei paesi in cui vivono, esternando i propri sentimenti e descrivendo i propri interessi. Si è visto inoltre come per questi blogger si sia prospettata la possibilità di entrare finalmente a contatto diretto con l’esterno e di creare quindi un confronto ed un dialogo che ha permesso lo scambio di opinioni e un notevole approfondimento nelle conoscenze tra realtà molto distanti.

Sorgono spontaneamente, alla luce delle osservazioni fatte, alcune questioni necessarie a chiarire la funzione e la natura stessa dei blog nell’ambito dei paesi analizzati e di tutta l’area del Medio Oriente. Qual è effettivamente l’impatto culturale che i blog hanno sulle società? In che misura e con quali modalità l’origine socioculturale dei blogger, nonché le loro posizioni riguardo alla religione e alla politica sono relazionabili alla maggioranza della popolazione? Si tratta di realtà totalmente distaccate, parallele, comunicanti? Sono domande a cui non è facile dare una risposta univoca e del tutto esauriente.

È indubbio che i blogger abbiano apportato, come si è visto, importanti novità nelle modalità di espressione e nelle possibilità di dialogo con l’esterno. Si tratta tuttavia di novità introdotte di fatto soltanto nel mondo della comunicazione virtuale, attraverso Internet. L’impatto culturale dei blog in Medio Oriente sulle società, come si è cercato di spiegare nella prima parte di questo lavoro, è infatti ancora estremamente ridotto e si limita in apparizioni sporadiche sulla stampa locale, senza che di fatto venga coinvolta o influenzata in alcun modo l’opinione pubblica. È stato più volte sottolineato inoltre che l’origine socioculturale dei blogger è quella di un’élite benestante e acculturata, che ha maggiori possibilità di usufruire di Internet e che molto spesso è venuta a contatto diretto con l’occidente dal quale è stata, attraverso diverse sfumature, influenzata e talvolta affascinata. Non è difficile immaginare che pochi siano i punti di contatto, nell’ambito culturale, tra i ceti medio-bassi o bassi che compongono le popolazioni del Medio Oriente e questa stretta cerchia di giovani studenti e universitari. I blogger mediorientali - quelli che scrivono in lingua inglese – si presentano infatti come pensatori moderati e riformisti dal punto di vista politico e religioso, fortemente sostenitori della separazione tra stato e religione, promotori di democrazia e decisamente contrari ad ogni forma di estremismo religioso e di terrorismo. È difficile pensare che i popoli di paesi come Iraq e Arabia Saudita condividano tutti questi valori, particolarmente in un momento concitato come questo, nell’Islam del post-11 Settembre che vede un forte ritorno al fondamentalismo e un particolare attaccamento alla religione come strumento di conservazione della propria identità. Viene da chiedersi dunque se il contributo dei blog possa effettivamente essere considerato tale, vista la loro natura quasi esclusivamente elitaria. Del resto, appare evidente che la laicità e la propensione per un tipo di religione moderata dei blogger siano frutto di un contatto diretto con l’occidente, e non, come sarebbe auspicabile, di una maturazione interna al proprio contesto socioculturale. Si tratta qui di una questione estremamente complessa, che pone una riflessione sulla natura e sulla diffusione dell’Islam spesso troppo semplicisticamente definito “moderato”. Nell’ambito dei blog è possibile fare alcune considerazioni: se si esclude il caso particolare dell’Iran, in cui i giovani si dimostrano piuttosto disillusi e poco fiduciosi nei confronti della religione, i blogger del Medio Oriente hanno verso la religione un notevole attaccamento, anche se con sfumature molto diverse da quella che si può supporre sia la posizione dei ceti medio-bassi. Non bisogna in ogni caso pensare che i blogger vivano in un mondo a parte, senza alcun contatto con il proprio paese: come essi sono influenzati dall’occidente, si sentono ugualmente attaccati ad una realtà culturale, storica e religiosa ben definite. Si può dunque parlare, tenendo sempre presenti le specificità dei paesi presi in considerazione, di una sorta di doppia identità di questi blogger, attratti dal moderno ma consapevoli al tempo stessi di appartenere ad una realtà e ad un’origine proprie.

Come si vede dunque blogosfera e globosfera in Medio Oriente non sono mondi distaccati e senza possibilità di contatto. Si può parlare piuttosto di realtà parallele, il cui contatto tuttavia si limita nel passaggio da mondo “reale” a mondo “virtuale” e non viceversa. Qual è allora il contributo effettivo apportato nell’ambito politico, sociale e culturale dai blogger del Medio Oriente alle società di cui essi fanno parte? Si è cercato di dimostrare che in una situazione particolare come l’Iran, dove i blog sono davvero numerosi, i diari virtuali siano serviti oltre che come mezzo di espressione personale, politica o artistica, anche come strumento di creazione di relazioni al di fuori di un contesto sociale particolarmente rigido. Ma al di là di questa realtà particolare, è mio parere che il contributo dei blog alle società sia ad oggi poco visibile e limitato. Con questo non si vuole sminuire la portata rivoluzionaria dei diari virtuali nell’ambito delle comunicazioni tra occidente e mondo musulmano, né si vuole negare il fatto che i blog siano diventati mezzo di espressione forte ed efficace per i giovani mediorientali che hanno la possibilità di sfruttare questo mezzo. Semplicemente, con questa affermazione si vuole sottolineare la natura elitaria del fenomeno. Una natura elitaria che non impedisce tuttavia a noi di trovare il mondo dei blog mediorientali estremamente utile oltre che affascinante, e che probabilmente è destinata a trasformarsi, vista la rapidissima crescita del fenomeno.

 

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