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MOTO
PERPETUO Biografia;
FORMAZIONE
ALESSANDRO LUALDI:
TASTIERE
ORAZIO MARTINO:
CHITARRA
COSTANTINO CORBETTA:
BASSO
ROBERTO RAGAZZO:
BATTERIA
Il gruppo nasce nell’estate
del 1996 dall’incontro di quattro musicisti (legati da reciproca stima
e da esperienze musicali comuni) animati dal desiderio di esplorare l’intero
settore di musica strumentale chiamato comunemente Jazz/Fusion. Presto,
i Moto Perpetuo fanno proprio il moderno repertorio Funk/Jazz
e Fusion, senza però trascurare i tradizionali Standard Jazz
(Davis, Shorter, Tyner, Corea).
Nel 1997, grazie anche
all’ispirata vena compositiva di A. Lualdi, inizia la produzione di brani
originali: vengono valorizzate le reali potenzialità strumentali
della band, tenendo conto del naturale background musicale di questi giovani
musicisti, tutti nati nei primissimi anni ‘70. I brani, infatti, si ispirano
sia ai grandi maestri che alle più recenti tendenze del Jazz
americano: strutture jazzistiche, che concedono ampio spazio all’improvvisazione
e ad armonie, melodie e ritmi tipici del genere, si impastano con spunti
tematici di più sicura cantabilità, con sonorità ora
aggressive (Mirrj, Doctor Light…), ora morbide e raffinate (Next Time I
see You, Invite Me). Nelle attuali esibizioni dal vivo il gruppo propone
l’intero repertorio di brani originali (una quindicina), ai quali affianca
alcuni Standard spesso sensibilmente riarrangiati.
L’attività
live dei Moto Perpetuo li ha portati ad esibirsi, ottenendo lusinghieri
riscontri, in vari locali della provincia di Varese, di Novara e di Milano
(Scimmie, Capolinea, ecc.).
Nel 1999, i Moto Perpetuo
realizzano un primo CD live promozionale, di chiara ispirazione jazz-rock
(intitolato "Bad as we are"). Nell’estate del 2000, avendo maturato anche
una sensibilità di segno opposto, i quattro registrano in studio
un proprio progetto, articolato in sette pezzi. L’idea è di raggiungere
un buon livello di gradevolezza ed ascoltabilità nonostante la vocazione
sperimentale e virtuosistica, spesso fine a se stessa, tipica del genere
Fusion. A tal fine mira la varietà d’articolazione del tessuto musicale,
aperta sia a ricerche modali (il referente principale, qui, sono i Tribal
Tech di Scott Henderson), che a digressioni melodiche (Rossini): ritmi
swing (Invite me) si alternano a ritmi occhieggianti alle più diverse
sfumature (dal funky al latin, dal reggae al pop-rock). Il sound, inoltre,
riflette sia un’esigenza acustica, di ritorno al suono puro (si vedano
piano acustico, batteria e chitarra semiacustica), sia un disinvolto avvalersi
del supporto elettronico (si vedano, per esempio, gli impasti timbrici
nei temi e le distorsioni): su questo piano, nitore e semplicità
sono comunque le parole d’ordine.
Attualmente, i Moto
Perpetuo lavorano a nuove composizioni, sia approfondendo direzioni
già intraprese, sia allargando l’orizzonte stilistico, sia accettando,
senza più preconcetti di sorta, anche materiali semplici e melodie
accattivanti.
Intanto, chiunque lo
desiderasse, può richiedere una copia di "Bad as we are" via E-mail,
oppure andando a sentire direttamente la band in concerto.
IL
REPERTORIO:
BRANI FUSION NON
ORIGINALI SUONATI DAGLI ESORDI AD OGGI
(I brani contrassegnati
con asterisco appaiono tuttora a turno nell’attuale repertorio)
C.COREA: Spain
C.COREA: Beneath the
Mask
C.COREA: Eternal Child*
D.WECKL: Crazy Horse
TOTO: Jake to the
Bone
TRIBAL TECH: Stella
by Infra-red High Particle Neutron Beam
S.LUKATHER: Party
in Simon’s Pants
S.LUKATHER: Song for
Jeff
LOS LOBOTOMYS: Big
Bone
S.PHILLIPS: You, Restless
Angel
F.GAMBALE: Credit
Reference Blues*
F.GAMBALE: Spike’s
Song
YELLOWJACKETS: Foreign
Correspondent*
UZEB: Format
UZEB: Time Square
STEPS AHEAD: Sumo
C.WACKERMAN: Tell
Me*
STANDARD DI JAZZ
O BRANI DI JAZZ CONTEMPORANEO IN REPERTORIO
W.SHORTER: Fall*
D.GROLNICK: Nothing
personal*
M.TYNER: You’d be
so nice*
C.COREA: Humpty Dumpty*
M.DAVIS: So what*
M.DAVIS: Solar
C.HADEN: Blues for
Pat*
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