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Cenni di biologia della lepre
a cura di Domitilla Nonis
Tratto da: I mammiferi del Farma - Merse e le loro tracce
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Inquadramento tassonomico
Ordine : LAGOMORFI
Famiglia: LEPORIDI
Animali di medie dimensioni e abitudini terrestri. Tutte le specie appartenenti a questo gruppo sono riconoscibili per la forma raccolta del corpo, le zampe posteriori lunghe e la coda corta e tozza. Caratteristica dei Lagomorfi è la presenza nella mascella superiore di un secondo paio di incisivi, molto più piccoli, situati subito dietro al primo paio in modo da esserne completamente nascosti. La dentatura è concepita in funzione di un'alimentazione erbivora: gli incisivi sono prominenti e a crescita continua, i canini sono assenti, i premolari e i molari sono allungati trasversalmente. Durante la masticazione la mandibola compie un movimento trasversale.
Sono plantigradi o semiplantigradi , le zampe anteriori hanno 5 dita e quelle posteriori 4 (il pollice è ridotto ad un unghia, mentre l'alluce è assente del tutto).
Appartengono a questo Ordine: le lepri, i conigli selvatici, le piche o lepri fischianti (Asia e Nord America).
LEPRE COMUNE ( Lepus europaesus)
Identificazione: il pelo è marrone chiaro tendente al grigio, nelle parti superiori del corpo, quasi bianco in quelle inferiori, rossiccio sul collo, sulle spalle e sui fianchi. La coda, corta e cotonosa, è nera superiormente e bianca inferiomente, le orecchie hanno la punta nera. La pianta dei piedi è ricoperta di pelo e priva di callosità. Gli occhi sono rotondi e sporgenti e la pupilla è tonda. Udito e olfatto sono ben sviluppati mentre la vista non è altrettanto acuta.
Dimensioni: Testa-corpo 48-70 cm., coda 7,4-11 cm., orecchie 8,5 -10,5 cm., peso 2,5 -6,5 kg.
Formula dentaria: i2/1, c0/0, pm3/2, m 3/3 =28 denti
Distribuzione: tutta Europa
Habitat: zone aperte, boschi di latifoglie, siepi e margini dei boschi.
Biologia: è in attività prevalentemente nelle ore crepuscolari e notturne durante le quali si alimenta per lo più nei terreni aperti. Si nutre di sostanze vegetali. Di giorno, si rifugia in buche poco profonde ed asciutte, che scava in posti protetti dalla vegetazione. Non va in letargo. E' un animale solitario e stanziale e all'interno del suo territorio uno stesso individuo allestisce più ricoveri. Si riproduce da gennaio ad agosto, la gestazione è di circa sei settimane e gran parte dei piccoli nasce tra marzo e ottobre. In questo periodo una femmina può partorire 3-4 volte, vi può essere infatti una sovrapposizione delle gravidanze. Nascono da 1 a 4 piccoli coperti di pelo e con gli occhi aperti.
N.B. Le immissioni a scopo venatorio, di sottospecie alloctone, hanno causato l'inquinamento genetico delle sottospecie locali endemiche.
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VAI A "STRISCE SULLA LEPRE"
Progetto di gestione faunistica della lepre
DATI DEL RILEVAMENTO PELLETS
(nella foto)
PER LA STIMA DELLA FREQUENTAZIONE DELLE COLTURE
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VAI ALLA SCHEDA PER
INSERIRE I DATI RACCOLTI
Prime valutazioni sulle preferenze alimentari
della lepre in base ai dati di frequentazione
raccolti nel periodo - Febbraio - Aprile 1999
A cura di Giovanni L'Abate
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Da una prima osservazione dei dati raccolti emerge con evidenza una loro disomogeneità dovuta essenzialmente ad una fase di raccolta non sufficientemente pianificata. Si può osservare infatti, come la maggior parte dei rilevamenti si sia concentrata sulle due colture a grano e ad orzo e nelle fasi di accestimento piuttosto che durante le altre fasi colturali. Inoltre il numero di rilevatori risulta essere variabile. Le elaborazioni che ne derivano sono quindi da ritenersi puramente indicative.
Sono stati effettuati un totale di 23 rilevamenti che hanno permesso di rilevare 282 pellets con una media di 12.3 pellets per osservazione, distribuiti come in tabella I.
Coltura\fase |
Emergenza |
Accestimento |
Levata |
Tot. |
Avena |
- |
73 |
- |
73 |
Grano |
4 |
85 |
50 |
139 |
Orzo |
- |
62 |
7 |
69 |
Segale |
- |
0 |
1 |
1 |
Tot. |
4 |
220 |
58 |
282 |
Dai dati così organizzati sembrano risultare più appetibili le colture a grano e successivamente avena ed orzo rispetto alla segale. La fase colturale durate la quale si osserva la maggiore frequentazione sembrerebbe essere quella di accestimento.
Valutazioni più attendibili possono essere ottenute in seguito a "normalizzazione" dei dati. In particolare si ritiene necessario normalizzare i dati in relazione al numero di rilevamenti per coltura (tab. III) e per fase colturale rilevata (tab. IV). Si tralascia di normalizzare i dati rispetto al numero di rilevatori, assumendo quindi che siano stati osservati la totalità dei pellets presenti sulle varie colture. Altra normalizzazione da effettuare sarebbe quella relativa alle superfici coltivate le quali, comunque, grossomodo si eguagliano (circa 2 ha).
Coltura |
Pellets |
Osserv. |
Pell. Norm. |
Perc. |
Avena |
73 |
5 |
100 |
36% |
Grano |
139 |
8 |
119 |
42% |
Orzo |
69 |
8 |
59 |
21% |
Segale |
1 |
2 |
3 |
1% |
Tot. |
282 |
23 |
282 |
100% |
Dalla osservazione dei dati normalizzati si ottiene una generale conferma delle valutazioni preliminari effettuate, avendo ottenuto solo correzioni delle percentuali senza perciò aver alterato l'ordine di preferenza già descritto.
Si nota, comunque, che le colture preferite siano grano ed avena e solo secondariamente l'orzo. La segale sembra assolutamente non interessante nel periodo delle osservazioni.
Fase colturale |
N° pell. |
N° ril. |
Pell. Norm. |
Perc. |
Emergenza |
4 |
1 |
40 |
14% |
Accestimento |
173 |
17 |
128 |
45% |
Levata |
19 |
5 |
115 |
41% |
Tot. |
282 |
23 |
282 |
100% |
Riguardo alla fase colturale preferita si nota come anche la fase di levata registri buone frequentazioni.
Al fine di analizzare una eventuale correlazione tra tipologia colturale e fase colturale maggiormente frequentata viene di seguito applicato il test di indipendenza (del chi quadro c2: in blu i valori stimati dalla distribuzione osservata) alle sole fasi di accestimento e levata, escludendo le colture avena e segale in quanto non confrontabili per le ragioni sopra esposte:
Coltura\fase |
Accestimento |
Levata |
Tot. |
||
n |
n* |
n |
n* |
||
Grano |
85 |
97 |
50 |
38 |
135 |
Orzo |
62 |
50 |
7 |
19 |
69 |
Tot. |
147 |
57 |
204 |
||
Q = S (n-n*)2/n* = 16,29
0.05c21 = 3,84
R: { Q > 0.05c22}
Si rifiuta l'ipotesi di indipendenza delle variabili: in base al test effettuato emerge una dipendenza tra tipologia colturale e fase maggiormente frequentata.
In particolare si può osservare come l'orzo sia notevolmente preferito nella fase di accestimento mentre il grano registri notevole frequentazione anche durante la fase di levata.
clicca per vedere una foto degli apprestamenti pabulari e le schede di rilevamento
Andamento delle popolazioni
di lepre in provincia di Siena
a cura di:
Lucia Burrini - Amm.Prov.le di Siena
Francesco Matteucci - Centro Cellule Germinali C.N.R. Siena
Roberto Mazzoni della Stella - Amm.Prov.le di Siena Servizio Risorse Faunistiche
Valter Trocchi - Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (I.N.F.S.-Ozzano dell'Emilia)
Tratto da: INDAGINE SUI CARNIERI DI LEPRE IN PROVINCIA DI SIENA - 1997
La lepre è una delle specie maggiormente colpite dalle profonde trasformazioni ambientali verificatesi negli ultimi decenni. Il declino delle popolazioni di questo Lagomorfo è aumentato parallelamente all'affermarsi di tecniche agricole sempre più caratterizzate dalla meccanizzazione e dal largo impiego di pesticidi. In particolare il diffondersi delle monocolture, la sistematica distruzione degli elementi fissi del paesaggio rurale (siepi ecc.), l'impiego di sostanze ad alta tossicità biologica , ma anche l'abbandono di ampie fasce di territorio collinare e montano, sono alcuni tra i fattori più significativi che in Europa sono ritenuti all'origine della generalizzata flessione delle popolazioni di lepre.
In Italia a tale condizione ambientale sfavorevole si è aggiunto, negli stessi anni, un forte aumento della pressione venatoria, sia per il maggior numero di cacciatori che del tempo che questi possono dedicare alla passione cinegetica. Dal punto di vista faunistico non si può inoltre dimenticare la diffusa inadeguatezza dei criteri di gestione delle popolazioni di lepre nel nostro paese, che, non tenendo conto dell'effettiva consistenza delle popolazioni e del tasso riproduttivo di ciascun anno, non ha consentito di raccordare il prelievo reale a quello possibile.
L'importanza di quest'ultimo aspetto è evidente, basti pensare come il rapporto giovani/adulti all'apertura della caccia (terza domenica di settembre) possa variare da 0,5 a 4,5 con conseguente ripercussione sull'incremento delle popolazioni al termine della stagione riproduttiva (agosto) e sull'entità del prelievo compatibile con la conservazione del patrimonio dei riproduttori.
Un'azione di miglioramento ambientale delle aree agricole, a cui la lepre è particolarmente legata, è certamente dovuta ...(...) E' possibile una migliore gestione delle popolazioni di lepre, considerando che nelle nostre aree di caccia, di norma, si osserva una densità della specie inferiore rispetto alla capacità portante del territorio (densità potenziale sostenibile).
Dalle conclusioni dell'indagine durata tre anni emerge che le popolazioni di lepre della provincia di Siena benché siano caratterizzate da densità generalmente basse, conservano discrete potenzialità di ripresa numerica. Tuttavia tale obiettivo appare fortemente condizionato, nel breve periodo, dall'adozione di concreti interventi di tutela e dall'effettivo miglioramento dei modelli di gestione venatoria. Nondimeno la realizzazione di una serie di interventi ambientali atti a limitare le perdite, soprattutto a carico dei leprotti, e a migliorare la capacità portante del territorio appare indipensabile nel contesto di una strategia di gestione a medio e lungo periodo.
I dati della gestione faunistica della lepre
in provincia di Siena
a cura di Lucia Burrini, Francesco Matteucci, Roberto Mazzoni della Stella, Valter Trocchi
DISTRIBUZIONE DELLE NASCITE |
|||||||||||||
Periodo |
n.° nati 1992 |
N.° nati 1992 % |
n.° nati 1993 |
N.° nati 1993 % |
n.° nati 1994 |
N.° nati 1994 % |
|||||||
Gennaio - Febbraio |
44 |
14,57 |
42 |
10,10 |
40 |
10,44 |
|||||||
Marzo - Aprile |
66 |
21,85 |
105 |
25,24 |
67 |
17,49 |
|||||||
Maggio - Giugno |
83 |
27,48 |
111 |
26,68 |
111 |
28,98 |
|||||||
Luglio - Agosto |
88 |
29,14 |
121 |
29,09 |
111 |
28,98 |
|||||||
Settembre - Ottobre |
21 |
6,95 |
37 |
8,89 |
54 |
14,10 |
|||||||
Novembre - Dicembre |
0 |
0,00 |
0 |
0,00 |
0 |
0,00 |
|||||||
Totale |
302 |
100,00 |
416 |
100,00 |
383 |
100,00 |
|||||||
RAPPORTO TRA I SESSI |
|||||||||||||
ADULTI |
GIOVANI |
||||||||||||
Anno |
maschi |
femmine |
m/f |
maschi |
femmine |
m/f |
|||||||
1993 |
94 |
140 |
0,67 |
202 |
211 |
0,96 |
|||||||
1994 |
117 |
116 |
1,01 |
195 |
201 |
0,97 |
|||||||
1995 |
106 |
128 |
0,82 |
199 |
206 |
0,96 |
|||||||
DIVISIONE IN CLASSE DI ETA DEI CAPI ABBATTUTI NEI 3 ANNI CONSIDERATI SECONDO 4 CLASSI DI ETA |
|||||||||||||
età inferiore ad 1 anno % |
1 anno % |
2 anni % |
superiore a 2 anni % |
||||||||||
1992 |
64,12 |
19,75 |
11,68 |
4,46 |
|||||||||
1993 |
60,55 |
18,92 |
12,52 |
8,01 |
|||||||||
1994 |
61,05 |
25,28 |
9,86 |
3,82 |
|||||||||
Media |
61,67 |
21,38 |
11,36 |
5,60 |
|||||||||
PERCENTUALI DI PRELIEVO DELLE LEPRI NEI DIVERSI PERIODI DELLA STAGIONE VENATORIA |
|||||||||||||
Totale 1992 |
% |
Totale 1993 |
% |
Totale 1994 |
% |
||||||||
Settembre |
196 |
41,6 |
285 |
41,4 |
279 |
44,4 |
|||||||
1-15 Ottobre |
106 |
22,5 |
149 |
21,7 |
126 |
20,0 |
|||||||
16-31 Ottobre |
71 |
15,1 |
103 |
15,0 |
105 |
16,7 |
|||||||
1-15 Novembre |
45 |
9,6 |
67 |
9,7 |
41 |
6,5 |
|||||||
16-30 Novembre |
38 |
8,1 |
48 |
7,0 |
37 |
5,9 |
|||||||
Dicembre |
15 |
3,2 |
36 |
5,2 |
41 |
6,5 |
|||||||
Totale |
471 |
100,0 |
688 |
100,0 |
629 |
100,0 |
|||||||
tratto da: Habitat Mensile di Gestione Faunistica n.89 del marzo1999 pag.1-2-3
Statistiche di caccia austriache
(A quando quelle italiane?)
Puramente a titolo informativo e per comprendere meglio la situazione di forte crisi delle popolazioni di lepri, causata dai grandi mutamenti ambientali, dall'inquinamento genetico della specie, e infine dal pesante ritardo nell'applicazione di corretti metodi di gestione della fauna selvatica, riportiamo il seguente grafico. N. capi abbattuti x anno.
Si ringrazia in modo particolare il Direttore del Mensile di Gestione Faunistica Habitat Dr. Franco Nobile per lautorizzazione concessa alla riproduzione dei dati rielaborati e qui pubblicati.