ITAS - Az. agr. La Selva - Miglioramenti ambientali - grano tenero e orzo - 1999
MODELLO SCHEDA PER IL RILEVAMENTO DELLA FREQUENTAZIONE DELLE COLTURE (stampare pagina 2)
SCHEDA PER IL RILEVAMENTO DELLA FREQUENTAZIONE DELLE COLTURE |
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| DATA | COLTURA | STADIO VEGETATIVO | N° PARTICELLA | N° PELLETTS |
| AVENA 1 | ||||
| AVENA2 | ||||
| ORZO 1 | ||||
| ORZO 2 | ||||
| FRUMENTO 1 | ||||
| FRUMENTO 2 | ||||
| SEGALE 1 | ||||
| SEGALE2 | ||||
| LOGLIO ITALICO | ||||
| CAVOLO DA FORAGGIO | ||||
| RADICCHIO | ||||
| MEDICA 1 | ||||
| MEDICA 2 | ||||
| LUPINELLA 1 | ||||
| LUPINELLA 2 | ||||
| TRIFOGLIO ALESSANDRINO 1 | ||||
| TRIFOGLIO ALESSANDRINO 2 | ||||
| TRIFOGLIO IBRIDO 1 | ||||
| TRIFOGLIO IBRIDO 2 | ||||
| TRIFOGLIO SOTTERRANEO 1 | ||||
STADIO VEGETATIVO CEREALI: emergenza; accestimento; levata; spigatura; maturazione. |
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STADIO VEGETATIVO LEGUMINOSE: emergenza; stasi invernale; ripresa vegetativa primaverile; fioritura; stasi estiva; ripresa vegetativa dopo lo sfalcio. |
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STADIO VEGETATIVO ALTRE COLTURE: emergenza; accrescimento; fioritura; maturazione |
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PROFESSORE |
DATA |
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CONDIZIONI METEOROLOGICHE sereno coperto pioggia vento debole medio forte |
CONDIZIONI DEL TERRENO asciutto umido bagnato fangoso |
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RILEVATORI: |
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NOTE: |
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ESEMPIO DI
N. particelle |
Condizioni 1998 |
Superficie Ha |
Essenze 1999 |
Essenze 2000 |
315 A |
Incolto |
0.30.00 |
ERBA MEDICA |
ERBA MEDICA |
314 B |
Incolto |
0.02.80 |
ERBA MEDICA |
ERBA MEDICA |
154 B |
Incolto |
0.10.80 |
TRIFOGLIO IBRIDO |
TRIFOGLIO IBRIDO |
138 E 138 F |
Incolto |
0.28.55 |
LUPINELLA ERBA MEDICA |
LUPINELLA ERBA MEDICA |
144 A |
Incolto con ceppaie |
0.34.40 |
SEGALE |
SEGALE |
149 B |
Incolto con ceppaie |
0.23.20 |
SEGALE |
SEGALE |
144 C |
Incolto con ceppaie |
0.14.63 |
ORZO |
ORZO |
144 D |
Incolto con ceppaie |
0.16.00 |
LUPINELLA |
LUPINELLA |
144E |
Incolto con ceppaie |
0.14.40 |
AVENA |
AVENA |
144 F |
Frutteto abbandonato |
0.16.65 |
FRUMENTO TENERO |
TRIFOGLIO ALESSANDRINO |
144 G |
Incolto con ceppaie |
0.09.60 |
Incolto con ceppaie |
Preparazione del terreno |
144 L |
Incolto con ceppaie |
1.12.36 |
FRUMENTO TENERO ORZO AVENA |
FRUMENTO TENERO ORZO AVENA |
144 M |
Frutteto |
0.0810 |
Preparazione del terreno |
CAVOLO |
144 N |
Frutteto |
0.19.60 |
Preparazione del terreno |
RADICCHIO |
134 A |
Oliveto |
0.32.85 |
Inerbimento |
Inerbimento |
152 A |
Incolto con ceppaie |
1.08.26 |
Preparazione del terreno |
FRUMENTO TENERO |
Incolto |
ORZO |
|||
Incolto |
AVENA |
|||
176 |
Incolto |
0.62.12 |
Preparazione del terreno |
SEGALE |
162 C |
Oliveto |
0.50.80 |
LOGLIO ITALICO |
LOGLIO ITALICO |
162 F |
Oliveto |
1.50.40 |
LOGLIO ITALICO |
LOGLIO ITALICO |
117 A |
Seminativo a Set-aside |
4.02.50 |
Preparazione del terreno |
Preparazione delle autorizzazioni |
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245 A |
Oliveto |
0.71.90 |
Preparazione del terreno |
TRIFOGLIO SOTTERRANEO |
| Superficie totale ettari | Tot. 1999 5.04.99 |
Tot. 2000 11.89.92 |
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Piano colturale degli apprestamenti pabulari
MIGLIORAMENTI AMBIENTALI A BENEFICIO DELLA LEPRE |
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| ESSENZE | LAVORAZIONE | SEMINA | SFALCIO | |
| 1 | Frumento tenero | Sett.->Ott. | Ott>Nov | |
| 2 | Orzo | Sett.->Ott. | Ott>Nov | |
| 3 | Avena | Sett.->Ott. | Ott>Nov | |
| 4 | Segale | Sett.->Ott. | Ott>Nov | |
| 5 | Loietto | Sett.->Ott. | Ott>Nov | Giugno |
| 6 | Cavolo | Sett.->Ott. | Ott>Nov | |
| 7 | Radicchio | Sett.->Ott. | Ott>Nov | |
| 8 | Medica | Sett.->Ott. | Ott. o Apr. | se necessario luglio |
| 9 | Lupinella | Sett.->Ott. | Ott. o Apr. | se necessario luglio |
| 10 | Trifoglio Alessandrino | Dic>Genn. | Ott. o Apr. | se necessario luglio |
| 11 | Trifoglio ibrido | Dic>Genn. | Ott. o Apr. | se necessario luglio |
| 12 | Trifoglio Sotterraneo | Dic>Genn. | Ott. o Apr. | se necessario luglio |
| Vedi Inquadramento climatico | ||||
ARPAT
Dipartimento Provinciale di Siena
U.0. Tutela della Risorsa Idrica
Via E. Bastianini 18 - 53100 SIENA
Tel. 0577248311 Fax 0577248326
Prot. 3866
Siena,03/09/99
Al Responsabile del progetto Legambiente S.V.A. Luca Robustelli
Oggetto :Parere di fattibilità al progetto di fitodepurazione delle acque reflue civili
Si esprime parere favorevole al progetto in oggetto a condizione che un corretto funzionamento della tecnica adottata, in alternativa a quella classica a fanghi attivi, rispetti i limiti di emissione previsti dalla Tab.1 (con nota ) dell'Allegato 5 dei D.lgs.152/99 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 29/05/99.
La nuova tecnica che le S. V. intendono adottare è conforme agli indirizzi del punto 3 commi 5, 6 e 7 del suddetto decreto.
Si ricorda inoltre che potendo prevedere un ríutílízzo di acqua depurata, adeguatamente trattata, sia per i servizi igienici, sia a scopo irriguo, sia per scopi di antiincendio, attività collegate con l'esercizio della scuola in oggetto, le S.V. potrebbero usufruire da parte dei gestore del servizio integrato degli incentivi e/o agevolazioni previsti dagli art.25 e 26 del su menzionato decreto. Si ricorda infine che ai sensi dell'art.45 D.lgs.152/99 e della circolare Assessorato all'Ambiente Toscano prot.104/30904 dei 29/07/99 il progetto in oggetto dovrà essere presentato al Comune di competenza per l'autorizzazione allo scarico.
Distinti saluti.
Il Responsabile U.0. Tutela della Risorsa Idrica
Escursione alla Riserva Naturale Alto Merse
Spett. Istituto Tecnico Agrario Statale di Siena
Via Scacciapensieri, 8 Siena
A seguito della Vostra cortese richiesta si invia il programma per l' escursione alla Riserva Naturale Alto Merse.
Orario di partenza dalla scuola ore 8,20 e rientro a scuola alle 17,30.
Arrivo allo scivolo di Brenna ore 9,15 circa
Inizio escursione ore 9,30;
L'escursione sarà impostata per avviare i ragazzi al concetto di Biodiversità.
Saranno in particolare evidenziate:
- le forme di vita acquatica;
- il riconoscimento di specie animali (avvistamento, riconoscimento, impronte e tracce);
- il riconoscimento di specie vegetali delle fascie riparie;
- il significato di corridoio ecologico che ogni fiume svolge.
E' auspicabile avviare i ragazzi all'escursione prima dello svolgimento illustrando loro il tema e alcune regole di comportamento.
Ore 12,30 Pranzo al sacco sulle spiaggette presso lo scivolo di Brenna.
Ore 13,30 Formazione dei gruppi di lavoro per l' analisi dei dati raccolti e la pulizia dell'area.
Potrebbero essere utili:
1 lente di ingrandimento ogni 5 alunni;
1 rotolino di scotc trasparente ogni 10 alunni;
1 contenitore trasparente (bottiglia di plastica dell'acqua) ogni 2 alunni
E' necessario che sia presente almeno 1 insegnante ogni 10 alunni che dovranno essere tutti muniti di:
Pranzo leggero al sacco, acqua, un piccolo notes per gli appunti + lapis. Stivali o scarpe idonee per entrare nell'acqua.
Un altro zaino contenente un cambio completo per ciascun alunno verrà lasciato al campo base presso lo scivolo di Brenna e utilizzato solo in caso di necessità.
Regole di comportamento:
- nei boschi non ci sono pericoli solo se si stà attenti a dove si mettono mani e piedi;
- il silenzio è una componente essenziale per osservare la natura senza essere notati.
Legambiente fornirà:
Una pubblicazione realizzata in collaborazione con l'Assessorato alla Protezione Civile dell'Amministrazione provinciale di Siena "L'Amico Fiume", un cappellino, uno zainetto in tela, i sacchi neri per la raccolta dei rifiuti, sono disponibili anche i guanti di taglia media, tre agenti volontari di Legambiente Servizio Vigilanza Ambientale e un esperto.
Legambiente declina ogni responsabilità per eventuali danni a cose o persone che si dovessero verificare durante lo svolgimento dell'escursione.
LEGAMBIENTE SERVIZIO VIGILANZA AMBIENTALE
NUCLEO PROVINCIALE DI SIENA
|
La lepre d'argento di Guido Gozzano |
Quando il filtro e la
sortiera
preparavano gl'incanti
(ascoltate tutti quanti!)
c'era, allora, c'era... c'era...
... un principe chiamato Aquilino, che aveva vent'anni e
voleva condurre in moglie la più bella principessa del mondo.
Pubblicò un bando di nozze e giunsero centinaia di ritratti,
ch'egli fece esporre nelle gallerie del castello; e là meditava
sulle belle sorridenti dalle grandi cornici dorate.
La scelta cadde su Nazzarena, principessa di
Bikarìa, e per mezzo ad ambasciatori furono concertate le nozze.
Nel castello di Aquilino si fecero grandi preparativi
per la cerimonia e all'alba del giorno sospirato il principe era
già sulla torre più alta, alle vedette. Il corteo doveva
giungere tra poco; tra poco avrebbe visto per la prima volta
quella bellezza famosa.
Ma il corteo non giungeva.
Si vide apparire una sola carrozza e ne scese un
vecchietto gobbuto e barbuto.
- Io sono il Re di Bikarìa. E questa è la mia
figliuola Nazzarena che chiedete per moglie.
La principessa era nana, pallida, vizza, per nulla
rassomigliante al ritratto della scelta.
Il vecchietto se n'avvide.
- La stanchezza del viaggio e l'emozione l'hanno
sfinita. Si rimetterà e la ritroverete bella.
Aquilino voleva disdire le nozze, ma la parola era
data e bisognava mantenerla.
Chiese che la cerimonia fosse rimandata di due giorni
e ospitò il vecchio e la figlia nel castello.
Al mattino seguente, per distrarsi dallo sconcerto e
dalla delusione, uscì a caccia, solo, con una bella spingarda
d'oro, costellata di gemme. Camminò per campi e prati, giunse in
una foresta millenaria.
Attraverso un sentiero gli apparve una lepre
d'argento che brucava l'erba e lo guardava fisso, per nulla
spaurita di lui.
Il principe puntò l'arma e fece fuoco. Ma il fumo
del fuoco si dissipò e la lepre riapparve al medesimo posto,
incolume e tranquilla.
Il principe s'avanzò. La lepre fuggì, si arrestò
dopo un tratto, fissandolo coi suoi calmi occhi umani. Aquilino
sparò ancora. Il fumo si dileguò e la lepre riapparve ancora
calma ed intatta, seduta sulle sue zampe, un orecchio su e
l'altro giù, con gli occhi supplichevoli, col muso palpitante,
proteso verso di lui. Ma come il principe gettò l'arme e
s'avanzò, essa dié un balzo e disparve fra i tronchi degli
abeti. Aquilino restò perplesso.
Si trattava di un malefizio.
S'appoggiò al tronco d'un albero gigantesco,
ripensando lo sguardo dolce della vittima invulnerabile. E gli
parve di sentire dietro di sé, dall'interno del tronco, una eco
lontana di musiche e di voci; si volse, fece il giro dell'albero:
nessuno. Si riappoggiò al tronco. E riudì il suono e le voci.
Picchiò la corteccia col pugno impaziente.
La corteccia cigolò, s'aprì a due battenti, e al
principe sbigottito apparve una scala abbagliante. Egli salì i
primi scalini, trasognato, udì il colpo della porta che si
chiudeva. Il palazzo era immenso. Le scale, gli atrii, i
corridoi, le logge, le sale si succedevano senza fine, ricche di
marmi, di porfido, di diaspro, di gemme. Aquilino s'avanzava
trasognato.
Si faceva notte e nessuno appariva nel palazzo
incantato. Solo due mani lo precedevano: l'una recando una
lucerna, l'altra facendogli segno di seguirla. Giunsero così in
una sala vastissima da pranzo; Aquilino si sedette a tavola. E le
due mani cominciarono a recar cibi e vini prelibati.
Egli guardava quelle due mani isolate, volanti,
cercava di afferrarle quando le aveva vicine, ma quelle
deponevano i piatti e guizzavano via come farfalle. Mangiò, poi
si sentì prendere dal sonno, s'alzò per andare a dormire. Le
due mani lo precedettero in una camera di damasco vermiglio, gli
fecero un gesto d'addio e d'augurio, disparvero.
Egli si cacciò fra le lenzuola fini, e si
addormentò. Sognava di riveder la principessa Nazzarena, non
quella condotta dal gobbo barbuto, ma quale gli era apparsa nel
quadro, bellissima e bionda.
Quand'ecco uno schiamazzo lo svegliò. Socchiuse gli
occhi. La stanza era illuminata e molte paia di mani, eguali a
quelle della sera prima, guizzavano, s'intrecciavano, accennando
verso di lui.
- A che giuoco si gioca?
- Alla palla.
- Giochiamo alla palla con quel tale che dorme?
- Chi dorme?
- Là, nel letto, non lo vedete?
E attraverso le ciglia socchiuse, il principe vide le
mani avvicinarsi. Afferrarono le lenzuola e, tenendole tese agli
orli, cominciarono a farlo sbalzare con risa rauche e sibili
acuti.
Egli teneva le ciglia chiuse, fingendo di dormire.
- Non vuole svegliarsi!
- Lo sveglieremo! Lo sveglieremo!
E raddoppiarono la foga del gioco crudele.
Al primo canto del gallo le mani lo sbalzarono nel
letto e disparvero.
Aquilino si palpava le ossa indolenzite, quando udì
un fruscio e si vide accanto la lepre d'argento. Invece delle
quattro zampe aveva due piedi e due mani bianchissime di donna.
- Principe Aquilino, io sono la principessa
Nazzarena, quella che il vostro cuore scelse per compagna. Quando
giunsi col mio corteo nel bosco, un mago mi trasformò,
imprigionandomi con la mia gente in questo castello. Sarò salva
se passerete qui dentro tre notti simili a questa. Il mago è
quegli stesso che si presentò al vostro cospetto tentando di
farvi sposare la sua nanerottola.
La lepre disparve.
Aquilino attese ansioso la seconda sera. Mangiò,
servito dalle due mani volanti, andò a letto, s'addormentò. Si
svegliò allo schiamazzo: molte mani lo ripresero dal letto,
sollevarono le lenzuola, cominciarono il gioco, più furenti
della sera innanzi.
- Non vuole svegliarsi!
- Se non si sveglia siamo perduti!...
Allora le mani lo sbalzarono un'ultima volta,
appiccandolo a un chiodo delle travi. E disparvero sibilando.
Aquilino aprì gli occhi, vide la lepre d'argento.
Aveva ormai tutto il corpo di donna; solo la testa restava di
lepre e lo guardava con dolci occhi umani.
- Povero principe! Soffrite per amor mio ancora una
notte e saremo salvi.
Giunse la terza notte. Riapparvero le mani più
furiose che mai.
- Si gioca?
- Giochiamo!
- Ma questa notte dobbiamo finirlo!
- Dobbiamo finirlo!
E cominciò il rimbalzello crudele.
Aquilino giungeva al soffitto, picchiava, restava
aderente come una tartina di pasta, ricadeva nel lenzuolo teso,
rimbalzava ancora tra le risa infernali. E non apriva gli occhi
per amor di Nazzarena.
- Non si sveglia! Siamo perduti!
- Siamo perduti!
- È l'alba! Siamo perduti!
Le mani furibonde s'appressarono alla finestra,
tesero le lenzuola, sbalzarono Aquilino ad un'altezza
vertiginosa. Egli salì, salì, cadde per dieci minuti, picchiò
sull'erba, si tastò le ossa peste, aprì gli occhi, ancora vivo.
Si trovava ai piedi dell'albero incantato.
Presso di lui stava la sua vera fidanzata Nazzarena,
bella di una bellezza mai più vista. E aveva il suo seguito di
carrozze, di dame, di cavalieri liberati con lei dal malefizio
del mago.
Il principe li condusse al suo castello, adunò tutta
la Corte nella sala del Gran Consiglio, fece condurre il gobbo
barbuto e la figliuola laida, e rivoltosi ai ministri disse:
- Avevo ordinato un cofano d'oro e di gemme; un
malandrino me lo tolse strada facendo e lo sostituì con un altro
di legno tarlato. Fortuna vuole che io ritrovi il primo. A quale
darò la preferenza?
- Al primo! - sentenziò la Corte.
- E del ladro e del cofano tarlato che dovrò farne?
- Bruciarli sulla stessa catasta!
Così fu fatto. E la sentenza e le nozze ebbero luogo
fra gli applausi di tutto il popolo.
Racconto tratto dall'URL http://boas5.bo.astro.it/~stefano/gozzano/index.html contenente altri racconti dello stesso autore.
Altra lettura consigliata: L'ANNO DELLA LEPRE di Arto Paasilinna - Ed. IPERBOREA
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A cura di Luca Robustelli aggiornato il 08/02/00