Le siepi, come e perchè

A cura di Luca Robustelli

L'utilità delle siepi per l'intero ecosistema e in particolare per la fauna selvatica è oggi unanimamente riconosciuta principalmente per i seguenti motivi:

- proteggono dal vento e quindi riducono l'evaporazione dell'acqua dal suolo, favoriscono la formazione di rugiada. Gli stomi delle piante coltivate rimangono aperti più a lungo, permettendo di incrementare il processo di fotosintesi e consentendo quindi una crescita più rapida. L'effetto protettivo delle siepi contro il vento è riscontrabile fino ad una distanza pari a 10-15 volte la loro altezza. I raccolti prodotti in aeree protette da siepi risultano maggiorati del 4-48% rispetto a quelli prodotti in aree senza siepi (l'oscillazione è dovuta al tipo di coltura)

- proteggono dall'erosione. Le siepi contribuiscono a stabilizzare le scarpate e le rive dei corsi d'acqua proteggendole dall'azione erosiva delle acque. L'acqua assorbita dalle loro radici viene riceduta all'atmosfera attraverso le foglie: vengono così evitate situazioni climatiche estreme. Le siepi impediscono il dilavamento del terreno e la perdita delle sue preziose componenti fini. Una siepe piantata su una scarpata non deve essere necessariamente potata, ciò diminuisce i costi di manutenzione

- produzione di materie prime. Pali, frutti e bacche, erbe medicinali, legname d'opera e da ardere, miele, costituiscono un altro importante incentivo alla realizzazione delle siepi

- valorizzazione del paesaggio e prevenzione dei danni idrogeologici e agronomici.

Le siepi strutturano organicamente il paesaggio, situate lungo i corsi d'acqua ombreggiano l'acqua contenendone la temperatura e costituiscono un naturale corridoio ecologico per la fauna. Si consideri che in totale sono state censite 1200 specie animali tra insetti, uccelli e mammiferi che prediligono la siepe come habitat. Questo non può che confermare l'enorme valore delle siepi nella lotta biologica per la difesa delle colture. (Nel glossario vedi le varie metodologie di LOTTA chimica, integrata e biologica)

Si consideri che in alcune siepi sono state trovate 110 specie di vespe parassite tutte nemiche naturali di altre specie di insetti. Nelle aree ricche di siepi il 30-40% dei cosiddetti insetti "nocivi" sono colpiti da parassiti, in aree prive solo l'1%.

In presenza di siepi il terreno ospita moltissimi lombrichi e altri insetti impollinatori e offre alla selvaggina rifugio e abbondante cibo.

Nel caso di una siepe composta da 30 specie di cespugli, 12 di alberi e oltre 100 di erbe, in primavera si ha una fioritura diversificata ricca di nettare per le api . Le siepi piantate lungo le strade trattengono parte dei gas di scarico dei veicoli. Questo effetto si riscontra fino ad una distanza superiore 20 volte la loro altezza.

Le siepi trovano ampio impiego anche negli interventi di ripristino delle frane con l'applicazione di tecniche di ingegneria naturalistica.

L' impianto delle siepi richiede sempre uno studio preliminare che valuti:

- la funzione e la scelta del tipo di siepi

- il piano di interventi di manutenzione

- gli accordi con i proprietari dei fondi limitrofi e le prescrizioni in materia di distanze minime

- l'individuazione e il preferenziale utilizzo dei terreni marginali quali scarpate, bordi delle strade, rive dei corsi d'acqua, aree da recuperare esteticamente. La piantumazione dovrà essere progettata evitando l'ombreggiamento dei terreni agricoli, prediligendo la direzione Nord-Sud e comunque in posizione che non ostacoli le lavorazioni meccaniche.

Qui di seguito le tabelle tratte dal RAPPORTO SULLO STATO DELL'AMBIENTE IN TOSCANA 1998

Infrastrutture ecologiche a livello territoriale 1995 (superficie in ettari)

Provincia Boschetti Formazioni Ripariarie Cespuglieti Arbusteti
Arezzo 800,02 1.472,03 128,00 12.672,00
Firenze 1.040,02 1.312,03 528,00 11.904,00
Grosseto 688,01 2.624,05 1.296,00 11.952,00
Livorno 352,01 624,01 560,00 1.248,00
Lucca 320,01 1.456,03 496,00 944,00
Massa-Carrara 416,01 1.024,02 784,00 1.712,00
Pisa 752,02 1.632,03 656,00 4.656,00
Pistoia 112,00 224,00 192,00 352,00
Prato 0,00 64,00 304,00 512,00
Siena 992,02 1.760,04 752,00 11.632,00
Toscana 5.472,11 12.192,25 5.696,00 57.584,00

Infrastrutture ecologiche a livello territoriale (percentuale)

Provincia Boschetti Formazioni Riparie Cespuglieti Arbusteti
Arezzo 14,62 12,07 2,25 22,01
Firenze 19,01 10,76 9,27 20,67
Grosseto 12,57 21,52 22,75 20,76
Livorno 6,43 5,12 9,83 2,17
Lucca 5,85 11,94 8,71 1,64
Massa-Carrara 7,60 8,40 13,76 2,97
Pisa 13,74 13,39 11,52 8,09
Pistoia 2,05 1,84 3,37 0,61
Prato 0,00 0,52 5,34 0,89
Siena 18,13 14,44 13,20 20,20
Toscana 100,00 100,00 100,00 100,00

ELENCO DI CESPUGLI E ALBERI CONSIGLIATI PER

LA REALIZZAZIONE DELLE

SIEPI

In ogni habitat si dovrà considerare attentamente la scelta delle specie vegetali da introdurre rispettando le condizioni ambientali ottimali, le caratteristiche delle specie e del paesaggio nel quale si interviene. Sono sempre da favorire le piante locali o endemiche) presenti naturalmente nell'area dell'intervento, comunque abbiamo elencato anche essenze non endemiche introdotte in Italia in epoche lontane, quindi, acclimatate e inserite nel paesaggio toscano.

Acero campestre (Acer campestre) Agrifoglio (Ilex aquifolium)
Albicocco (Prunus armeniaca) Alloro (Laurus nobilis)
Biancospino comune (Crataegus monogyna) Castagno (Castanea sativa)
Carpino bianco (Carpinus betulus) Carpino nero (Ostrya carpinifolia)
Ciliegio (Prunus avium avium, Prunus cerasus) Corbezzolo (Arbutus unedo)
Corniolo (Cornus mas) Cotogno (Cydonia vulgaris)
Cotognastro (Cotoneaster integerrimus) Edera (Hedera helix)
Farnia (Quercus robur) Fico (Ficus carica)
Frangola (Frangula alnus) Fusaggine (Euonymus europaeus)
Gelso (Morus alba) Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius)
Ginepro (Juniperus communis) Giuggiolo (Ziziphus jujuba)
Ligustro (Ligustrum vulgare) Kaki (Diospyros kaki)
Mandorlo (Prunus amygdalus) Melo selvatico (Malus sylvestris)
Melo (Malus communis) Melo cotogno (Cydonia oblonga)
Melograno (Punica granatum) Mirtillo (Vaccinium myrtillus)
Mirto ( Myrthus communis) Moro (Morus nigra)
Nespolo (Mespilus germanica) Noce (Juglans regia)
Nocciolo (Corylus avellana) Olivastro (Phillyrea latifolia)
Olmo campestre (Ulmus campestris) Pallone di maggio (Viburnum opulus)
Pero selvatico (Pyrus pyraster) Pioppo nero (Populus nigra)
Rosmarino (Rosmarinus officinalis) Salice bianco (Salix alba)
Sambuco nero (Sambucus nigra) Sanguinello (Cornus sanguinea)
Sorbo selvatico (Sorbus torminalis) Sorbo rosso degli uccellatori (Sorbus aucuparia)
Susino domestico (Prunus domestica) Susino selvatico (Prunus selvatico)
Tamaro (Tamus communis) Uva spina (Ribes uva-crispa)
Vinco (Salix viminalis) Favorire il Vischio (Viscum album)
Vite (Vitis vinifera)  

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ELENCO

ASSOCIAZIONI DI ESSENZE ERBACEE

CONSIGLIATE PER LA GESTIONE FAUNISTICA

Estratto da: I miglioramenti ambientali a fini faunistici. - M. Genghini (INFS)

e Prontuario per il miglioramento dell’ambiente a fini faunistici. - J. Simonetta; modificati.

Miscuglio

Quantità kg/ha

Periodo della semina

Caratteristiche principali

Avena, Veccia villosa, Pisello da foraggio, Grano tenero

90-120

fine settembre

alimentazione verde invernale

Pisello da foraggio

100-130

settembre - ottobre

alimentazione verde invernale

Colza, Romolaccio, Rapa da foraggio

6-8

agosto

alimentazione verde invernale

Cavolo da foraggio, Rapa da foraggio, Panico

18-20

aprile-luglio

alimentazione

Favino, Avena, Veccia villosa

90-100

settembre-ottobre

per favorire la presenza di insetti, alimentazione verde invernale

Erba medica, Erba mazzolina, Trifoglio violetto

15-20

marzo

alimentazione, sito di nidificazione, per favorire la presenza di insetti

Erba medica, Panico, Miglio

18-22

marzo-aprile

alimentazione, sito di nidificazione, per favorire la presenza di insetti

Mais, Miglio, Panico

20-22

aprile-maggio

alimentazione

Panico, Cavolo da foraggio, Grano saraceno

30-40

maggio-luglio

alimentazione

Senape, Avena

80

settembre

alimentazione, verde invernale

Pisello da foraggio, Avena, Segale

100-120

settembre-ottobre

alimentazione, verde invernale

Erba mazzolina, Loglio perenne, Lupinella

100-120

aprile

sito di nidificazione, alimentazione

Grano saraceno, Miglio, Panico

30-50

maggio

alimentazione

Segale, Veccia villosa, Panico

60-70

settembre

alimentazione

Sorgo da granella, Miglio, Panico

15-20

maggio

alimentazione, rifugio

Loglio perenne, Loglio italico, Trifoglio incarnato, Trifoglio pratense

22-25

autunno

alimentazione, sito di nidificazione, per favorire la presenza di insetti

Sulla, Trifoglio pratese, Favino, Veccia villosa

60-70

autunno

alimentazione, sito di nidificazione, per favorire la presenza di insetti

 

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