La Falconeria in Italia

Le attrezzature

Tratto da:
Il manuale dell'apprendista falconiere
Edito dallo Yarak, club di Falconeria

  

 

     La bacinella del bagno : generalmente i falchi amano l'acqua, quindi la bacinella dovrebbe essere sempre a loro disposizione, o comunque deve essergli offerta spesso; in ogni stagione. Quando in inverno l'acqua gela, vuotate la vaschetta e riempitela nuovamente: alcuni falchi si fanno il bagno anche con tempereture molto rigide, oppure desiderano solo bere. Cambiate l'acqua spesso, specie in estate. La vaschetta per il bagno deve essere sufficientemente grossa da contenere tutto il corpo del falco, dal becco alla coda. L'altezza della vaschetta e quindi il livello dell'acqua, non dovrebbero superare i 15 cm. Dovete far fare il bagno ad un falco, non ad un'anatra!! Il falco rimane in piedi dentro l'acqua e si immerge da questa posizione, non si tuffa! Esistono in commercio delle bacinelle di plastica che si adattano benissimo allo scopo. Qualcuno adotta il sistema di far fare la doccia al falco. Per questo può essere sistemato un irrigatore che faccia un effetto pioggia vicino al posatoio del falco in giardino, oppure può essere bagnato dolcemente con uno spruzzino.

Queste operazioni risultano particolarmente indicate con quei falchi che si bagnano talmente di rado da diventare sporchi o quando si vuole raffreddare il falco nelle giornate afose. Vogliamo anche mettervi in guardia dal lasciare il falco troppo esposto al sole in estate: se non ha a disposizione una parte ombreggiata dove spostarsi e lo vedete col becco aperto per il caldo, sarà opportuno bagnarlo o meglio spostarlo all'ombra.

  

  

 

     Radiotelemetro : questo è sicuramente lo strumento più costoso che ha a disposizione il falconiere moderno: in qualche caso il suo costo supera addirittura quello del falco stesso, ma quando grazie al suo aiuto si ritrova il falco, i soldi spesi per acquistarlo diventano irrilevanti. E' uno strumento che i vecchi falconieri ovviamente non avevano a disposizione ed offre una buona possibilità di ritrovare il falco se questo dovesse perdersi. Il falconiere deve essere spinto a cercare di ritrovare il falco perso con tutti i mezzi. Oltre all'impegno morale che un falconiere si assume verso la salute di qualsiasi falco e a maggior ragione del proprio, che ha comperato e addestrato con pazienza, c'è certamente anche una componente affettiva e un non trascurabile dispendio di tempo e di denaro. Sconsiglieremmo qualsiasi persona di volare un falco d'alto volo o forse anche un'Astore senza la "radio", ma anche in questo caso la Codarossa rappresenta un'eccezione. Grazie alla loro estrema affidabilità riteniamo che sia uno dei pochi falchi, assieme al falco di Harris, a non avere l'assoluta necessità di una apparecchiatura radiotelemetrica. La "radio" si compone essenzialmente di due parti: il trasmettitore, uno strumento di pochi grammi, che va attaccato al falco e che emette un segnale a breve intermittenza; ed il sistema ricevente-antenna direzionale che è in grado di localizzare la direzione dalla quale proviene il segnale. Seguendo la direzione indicata, e facendo diverse rilevazioni, si dovrebbe arrivare nella zona dove si trova il falco e qui richiamarlo con il sistema abituale (pugno o logoro). Con Codarossa e Harris, ripetiamo, solo con questi, possono essere sufficenti anche solo due buoni campanelli e una targhetta di identificazione (comunque se volete mettere la radio, nulla vieta una precauzione aggiuntiva).

  

  

Falco con il trasmettitore.  Foto di P.Cavendish

 

     Targhetta identificativa : questo piccolo oggetto può offrire una ultima possibilità di ritrovare il falco. Infatti, visto che i nostri falchi vengono abituati ad aver confidenza con l'uomo, sarà molto probabile che cerchino il cibo da qualche persona, se per errore dovessero perdersi. Questa targhetta sarà la prima cosa che verrà notata da una persona non esperta di falconeria che venga in possesso del falco. E' più complicato, ma sarebbe possibile anche risalire al proprietario del falco tramite il numero d'anello del falco visto che dal 1992 tutti i falchi introdotti sul territorio nazionale devono essere denunciati all'Ufficio CITES e in questa sede viene tenuto un archivio di tutti i falchi ed i relativi proprietari, ma questo prevede un minimo di competenza da parte di chi trova il falco ed è una strada che non viene quasi mai percorsa. Noi suggeriamo di fare una targhetta con scritto il proprio numero di telefono da una parte e dall'altra la scritta "ricompensa" che in alcuni casi potrà invogliare a fare una telefonata. Gli artigiani che fanno targhe e timbri ve la stamperanno per circa 5000 lire. Le dimensioni sono di 1 x 4 cm con i bordi arrotondati. Noi preferiamo i colori brillanti: rosso con scritta bianca sarà ben visibile. Potrà essere sistemata al falco assieme al campanello.

  

  

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