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Un pò di Storia | |
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La falconeria vanta origini antichissime, presumibilmente preistoriche, perché ben si concilia con la vita nomade dei pastori pur richiedendo un certo livello di cultura e di mezzi di sussistenza. Non e stata infatti inventata in un solo paese o continente, ma in molti luoghi diversi, fra cui la Mongolia. Sappiamo anche, per esempio, che in Cina, ai tempi della dinastia Hia (iniziata nel 2205 a.C.), esisteva l'uso di donare falchi ai principi, anche se non si può dire con certezza se tali uccelli venissero effettivamente usati per la caccia. Secondo Harting (autore di Bibliotheca Accipitaria, 1891), la documentazione più antica riguardante con certezza la falconeria risale al 1700 a. C. ed e un bassorilievo raffigurante un falconiere, scoperto da Sir Henry Layard tra le rovine della citth di Khorsbad, in Mesopotamia. Della falconeria in Asia centrale scrive anche Ctesia (medico di corte del re Artaserse, vissuto intorno al 400 a. C.), il quale precisa tuttavia che essa non veniva praticata in Persia. Notizie molto più dettagliate ci giungono dal Giappone dove, a quanto pare, i primi rapaci addestrati furono alcuni astori importati dalla Cina nel 244 d. C., anche se si dovette attendere il regno dell'imperatore Nintoku (355 d. C.) per assistere a una notevole diffusione della nuova arte. Per molti secoli, i falchi vennero costantemente tenuti in altissima considerazione, tanto che una curiosa legge giapponese del 1487 obbligava i proprietari dei rapaci a nutrirli di carne di mammiferi e uccelli proibendo esplicitamente l'uso di carne di serpenti o tartarughe. La pena prevista era il dimezzamento dello stipendio per i samurai, la morte per la gente comune. Nei primi secoli dopo Cristo, la falconeria si diffuse sempre più verso ovest. In Arabia veniva certamente praticata dalle tribù nomadi prima di Maometto e, forse, fu proprio con l'espansione degli arabi verso Occidente che essa si diffuse in Europa, dove però aveva già alcuni cultori. Risale infatti al 500 d. C. circa un mosaico raffigurante una scena di falconeria nella cosiddetta Villa del Falconiere di Argos, in Grecia. Nell'ottavo secolo la caccia col falco era già ampiamente diffusa in Inghilterra e, nel dodicesimo secolo, annoverava tra i suoi cultori in Germania l'imperatore Federico Barbarossa. |
| In Italia, la storia della falconeria e particolarmente legata alla figura dell'imperatore Federico II di Svevia, nipote del Barbarossa, e autore della famosa opera in sei libri "De arte venandi cum avibus", elaborata e pubblicata nella prima meta del secolo XIII. A parte gli scrittori moderni (alcuni dei quali molto incisivi e informativi), il "De arte venandi" resta tuttora un'opera di grande importanza non soltanto storica, ma anche tecnica. Le illustrazioni degli uccelli che compaiono nel primo libro (che è un trattato generale di ornitologia) potrebbero benissimo figurare in una moderna guida specialistica da campo. |
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Nel secolo XV, la falconeria era diventata tanto importante in Europa da costituire una delle materie di studio per la formazione dei regnanti e della nobiltà. I falchi stessi divennero un segno di distinzione talmente qualificante da essere riservati - a seconda della specie - a persone di rango adeguato: in Inghilterra, per possedere un girfalco bisognava essere re, per possedere un pellegrino bisognava essere almeno conte, per un falco sacro cavaliere e per un falco lanario signore. Donne, giovani, preti e servi non potevano andare, rispettivamente, oltre lo smeriglio, il lodolaio, lo sparviero e il gheppio. |
Del tutto indipendentemente dall'Europa, la falconeria si era sviluppata anche nell'America precolombiana: all'inizio del sedicesimo secolo, l'avventuriero spagnolo Hernan Cortés riferì di aver visto alla corte del re azteco Montezuma un gruppo di uccelli da preda che venivano addestrati e mantenuti per la caccia. Oggi, la falconeria ha ancora molti cultori in alcuni paesi arabi, dove talvolta la si pratica con grande dovizia di mezzi. Altrove e generalmente rappresentata da poche decine di appassionati che tuttavia sono numericamente stabili e appaiono disposti ad affrontare enormi sacrifici per poter continuare a praticare questa arte tradizionale e straordinariamente emozionante. Un'eccezione e forse costituita da Germania e Regno Unito, dove i proprietari di falchi si contano ormai a migliaia e appartengono a tutti gli strati sociali. A Newet (Gloucestershire) e anche attivo, dal 1967, il Falconery Centre di Phillip Glasier che organizza corsi per principianti. Si tratta - a giudizio degli esperti - di un'iniziativa indispensabile per garantire la formazione tecnica e culturale di autentici falconieri, nel pieno senso che questa parola dovrebbe comportare. (R.M. da Alisei N.2 Nov.1992)
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