articolo 3
Fasismo e democrazia
Fascismo e democrazia non sono che due forme in cui si manifesta la dittatura del capitale, quindi per la classe operaia non si pone lalternativa tra democrazia e fascismo ma tra dittatura capitalistica (sfruttamento della classe operaia da parte della borghesia) e dittatura proletaria (ascesa al potere della classe operaia).
Mai come oggi la democrazia è riuscita ad esprimere al meglio gli interessi della classe borghese cioè, come affermò Lenin, ad essere il miglior involucro del capitalismo. Questo perché riflette una relativa stabilità del ciclo capitalistico di produzione e conseguentemente fa in modo che la lotta di classe possa essere contenuta entro dei "limiti di sicurezza" per il sistema vigente. Sempre in questa stabilità mette solide radici lopportunismo (la corrente borghese riformista) che egemonizza la lotta di classe e la fa "impantanare nelle sabbie mobili" della democrazia.
Da ciò non bisogna concludere che il fascismo non sia il miglior contenitore per il capitalismo e che in una situazione fascista la classe operaia trovi meno ostacoli da spianare sulla strada della rivoluzione. Infatti, instaurato il fascismo, la classe operaia si trova ad essere imprigionata nella dittatura borghese quanto in quella democratica.
Perché la dittatura del capitale in certe situazioni prende le forme fasciste? Perché la classe dominante scarta la democrazia, che aveva funzionato come il suo migliore involucro?
La situazione in cui si verifica questo mutamento è una situazione di crisi economica e politica :
I partiti opportunisti, quindi, non riescono più a svolgere la loro funzione controrivoluzionaria di controllo e contenimento della classe operaia; conseguentemente il partito leninista rivoluzionario può prendere la direzione della lotta operaia perché può dare ad essa uno sbocco politico e di potere. Conseguenza che la classe dominante non può accettare ostacolandola con una forma controrivoluzionaria come quella fascista.
Il fascismo poi non riuscirà a superare la crisi economica e politica che lo ha partorito, ma riuscirà a superarne il punto più pericoloso per il sistema capitalistico e, soprattutto, ad impedire che si verifichi il collegamento tra lotta operaia e partito rivoluzionario. Mancando il polo dattrazione costituito dal partito leninista, la classe operaia rimane allo stadio massimalistico e non riesce ad elevarsi ad una più alta consapevolezza del problema del potere. Mancando il partito leninista la disgregazione dei partiti opportunisti si ricompone in partiti centristi, movimenti spontaneisti che altro non sono che una variante socialdemocratica. Quindi nuove forme controrivoluzionarie che permettono al capitalismo di non aver più bisogno del fascismo e di contenere la sua crisi dentro la forma democratica.
Il problema non è quello della scelta tra fascismo e democrazia ma quello di scatenare la battaglia rivoluzionaria nel momento della crisi politica ed economica, nel momento in cui la democrazia non è più possibile ed il fascismo non è ancora possibile.
Oggi il capitalismo riesce a dominare con la controrivoluzione democratica : i gruppi fondamentali del capitalismo (dalla destra alla sinistra parlamentare) hanno da tempo scelto la linea riformistica che corrisponde sia alle loro esigenze interne sia a quelle esterne di espansione capitalistica.
Il proletariato deve saper combattere contemporaneamente democrazia e fascismo, deve saperlo fare in ogni momento ma soprattutto nel momento in cui la democrazia si trasforma in fascismo.