comitato per la Rappresentanza Etnica italiana a cominciare dal Comune di Milano col Regolamento Municipale deliberato il 14 aprile 2016

CENSIMENTO [ pagina.5 ]

Primo strumento giuridico per la costituzione della Rappresentanza etnica è la Convenzione sulla eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale (A/Res.2106.XX.1406 del 21.12.1965 con la Legge di ratifica n.654 del 13.10.1975) dove all'Art.1 paragrafo.1 le parole "origine nazionale o etnica" sono usate come sinonimi: vale a dire che le parole "origine nazionale" e le parole "origine etnica" sono equivalenti cioè hanno lo stesso valore e significato.

Per questa Convenzione (Art.1 paragrafo.2) non sono discriminazioni le distinzioni esclusioni restrizioni o preferenze tra cittadini e non-cittadini ed all'Art.1 paragrafo.3 non sono discriminazioni le distinzioni esclusioni restrizioni o preferenze per nazionalità cittadinanza naturalizzazione quando beninteso le distinzioni non siano contro una particolare nazionalità: vale a dire che queste qualità umane di regola nel loro complesso non sono mai discriminazioni.

Difatti l'Art.1 paragrafo.1 condanna le varie distinzioni solo quando "hanno lo scopo o l'effetto di annullare o impedire l'esercizio dei diritti umani e libertà fondamentali" vale a dire che le stesse distinzioni con altri scopi o effetti non sono discriminazioni ma son considerate distinzioni utili o positive e comunque normali. Cosicchè l'Art.1 condannando quello scopo o effetto negativo ha elencato positivamente proteggibili in sé e per sé le distinzioni di "razza, colore, nascita, origine nazionale o etnica, cittadini, non-cittadini, nazionalità, cittadinanza, naturalizzazione" ripetendo poi all'Art.5 lo stesso elenco.

All'Art.5 si condanna quindi la discriminazione in tutte le sue forme elencando (tutte) le distinzioni garantite eguali "davanti alla legge" e si elencano 19 diritti proteggibili tra i quali (Art.5 paragrafo.1 lettera.d capoverso.iii) la nazionalità cioè la origine nazionale o etnica come l'Art.1 anticipava.

Giocoforza quando lo Stato si trova a gestire diverse nazionalità si trova anche soggetto alla detta Convenzione (a rigore Art.3 del Codice Penale e Art.3 Legge Cost. 18 ottobre 2001) che garantisce "tutte" le nazionalità ivi compresa quella italiana cioè comprese tutte le (antiche) nazionalità degli Stati risorgimentali che oggi confluiscono nella attuale nazionalità italiana

e allora il Comune di Milano che già impone ai cittadini le famose "consulte" aliene deve dedicarsi oggi anche alla nostra Rappresentanza etnica prima di tutto perchè esistono rapporti civili tra le une e le altre etnie (ivi compresa la nostra) a rigore Art.4 della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti umani degli individui che non sono connazionali del paese in cui vivono (13 dicembre 1985) dove gli alieni oltre ad osservare le leggi dello Stato in cui risiedono o sono presenti devono riguardare con rispetto le costumanze e le tradizioni del popolo (esattamente del popolo) di quello Stato in cui essi vivono...

ovvero rispettare le costumanze e le tradizioni delle (antiche) nazionalità oggi confluite nella nazionalità italiana indipendentemente dal fatto che essi alieni vi abbiano acquisito cittadinanza: l'Art.4 esige espressamente il rispetto di costumanze e tradizioni del popolo che è del posto.

Non a caso nel Regolamento Municipale deliberato a Milano il 14 aprile 2016 si prevedono (Art.2 paragrafo.4) comitati consultivi "a tutela dell'identità storica e delle tradizioni di (questi) singoli territori" che è appunto la qualità identificata dalla Convenzione UNESCO (32nd) del 17 ottobre 2003 ratificata da Legge 23 ottobre 2008 n.167 con la definizione di "eredità culturale intangibile" vale a dire la tradizione del posto e alla fine la dimensione intoccabile ovvero nazionale o etnica di qualsiasi popolazione come vien giustamente protetta dal Art.1 della Convenzione sulla eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale da noi citata qua di sopra.

Allora cosa sia la dimensione etnica italiana diventa evidente: sono i figli di quei che con le quattro guerre d'indipendenza trapassano dalla loro precedente nazionalità all'attuale nazionalità

che è il momento della loro origine nazionale o etnica a rigore Art.1 della Convenzione sulla eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale cioè formalmente i figli di chi si è trovato nel censimento dell'anno 1931 al termine dei Trattati che chiudono la prima guerra mondiale ovvero quarta guerra d'indipendenza.

Anche diventa evidente cosa sia la Rappresentanza etnica italiana formalmente: equivale all'ultimo censimento prima del trapasso dalla monarchia all'attuale Repubblica cioè il censimento dell'anno 1936 quando gli (eredi) attuali cittadini fanno istanza di associare la loro personale posizione anagrafica al censimento di quei loro antenati...

e questa istanza la si capisce sopratutto quando sia presentata in massa.

www.mediolanum.club - questa pagina allestita il 10 febbraio 2020 a cura di eugeniomario Venturini

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