<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Jaime A: punk - hardcore
Leggi i capitoli:
@ 15 Agosto
@ Pensieri preconfezionati
@ Mani
@ Luna
@ La7
@ I signori
@ Telecomando
@ Vacuum
@ Disadattato & Asociale
@ Non cercarmi
@ Aspettando

Pensieri preconfezionati

La strada � una lunga colonna di poveracci (come noi) che se ne tornano in citt� dopo una giornata di verde nelle valli bergamasche. ��stanno fuggendo i cervelli anche il mio si allontana da me��
Il grigio dell�asfalto puntinato dai colori delle vetture stona con il verde commovente dei fianchi delle montagne. ��vivo in un ambiente che omologa i pensieri e inculca opinioni senza dare spiegazioni�� Anche il cantante di questo pezzo stona parecchio, forse pi� dell�asfalto sul verde.

- Che cassetta �?- chiedo, spazientito per essere stato disturbato mentre ammiravo i colori improponibili delle auto che ci precedono.
- E� il demo di un gruppo che abbiamo sentito in concerto qualche tempo fa. Indovina come si chiamano- dice Eos, sul viso un�espressione che mi ricorda vagamente la presa per il culo.
- Caz ne sapr�! Dimmelo tu.
- Dai, prova. Se indovini ti portiamo a casa.
- Scusa perch� dov�� che stiamo andando?- la interrogo preoccupato.
- NOI stiamo andando a casa. Tu� chi pu� saperlo� non avresti voglia di farti due passi, qua in montagna? Dai, indovina. � sussurra Ada, con uno sguardo da mafiosa.
- Va be�, ci provo� ma solo per spirito di iniziativa e non perch� cedo al vostro sporco ricatto. �Infami� � propongo come nome della fantomatica band.
- aha, ci insulta� qualcuno ha voglia di camminare oggi- dice Ada ,senza pi� somigliare ad un mafioso bens� ad un esercito di mafiosi.
- Mi hai frainteso: �Infami� � il mio tentativo!- mi difendo.
- Ok, non ti defenestriamo, ma niente pi� spiritosaggini.
- Dammi almeno un suggerimento!
- E� un nome proprio di persona- dice Eos.
- Mhm� sembrano essere cos� strani da poter aver scelto il tuo nome- dico, accorgendomi che, come al solito, non ho pesato le parole.
-Che simpatico giullare. Pensa un po�: sono cos� strani da aver scelto il TUO nome.
- ?!? -
- !!! -
- In effetti avevo notato da subito abilit� musicale e spessore dei testi- ironizzo.
- Gi��- risponde Eos, non riuscendo ad interpretare il mio squallido umorismo.
- Testi impegnati� molto di moda. � rincaro la dose.
- Mhm� Prendili pure in giro, ma alcune deelle loro canzoni non sono male. Sono piccole provocazioni. Questa che stiamo ascoltando per esempio: ��vivo in un ambiente che omologa i pensieri e inculca opinioni�� Non ti � mai capitato di pensare che il sistema educativo cos� com�� abbia come risultato quello di formare perfetti automi, tutti con le stesse idee, anzi tutti senza idee? E per caso ti � mai successo che a scuola ti chiedessero come la pensassi? Quasi mai vero? Piuttosto ti avranno detto: questo � cos�, non si discute. E non hai mai la sensazione che i mezzi di comunicazione mirino solamente a cancellare ogni autonomia di pensiero, a livellare le opinioni? E...
-Voglio morderti, voglio morderti, non ressisto, smettila di parlare di cose che non capisco e che comunque non ascolto, non ce la faccio a togliere lo sguardo dalle tue labbra cos� rosa, voglio morderti, braccia, collo, voglio mordere quella pelle liscia, voglio morderti, la pancia, voglio morderti, voglio morderti

� Posso morderti? � mi risolvo a dire dopo una aspra lotta interiore - Ti prego posso morderti? � aggiungo.

Eos tronca il discorso e dopo un attimo di imbarazzo scoppia a ridere, non conscia del fatto che io fossi serio. Anche Ada ed Alice ridacchiano, come fosse stato uno scherzo.
Risate, risate, risate.
Dopo poche ore sono gi� pazzo di lei. C�� forse qualcosa da ridere?

Gli irriducibili dello studio di Trescore si riconoscono nei momenti cruciali.
Il 20 agosto, quando l�ondata di caldo ancora estorce litri di sudore all�uomo medio, la biblioteca si popola di una forma di vita piuttosto comune in questo periodo: il Discipulos Coloratus (Studente Abbronzato).

Il primo esemplare lo incontro in emeroteca: � il mitico Van, studente modello al terzo anno di Giurisprudenza. Van non � il diminutivo di Giovanni, come qualcuno sarebbe portato a pensare. E� invece il soprannome che da anni gli abbiamo affibbiato vista la sua passione (perversa) per Vincent Van Gogh. Ed egli stesso dipinge, come � dimostrato dalla macchia di tempera gialla che ha su di una guancia e come � dimostrato da tre dei suoi quadri che sono l�orgoglio di casa mia. Naturalmente sta sfogliando la rivista �Arte�.

- C�era un bel sole all�Orsay - � il mio saluto, notando il suo colorito da nord africano che mal si concilia con le vacanze a Parigi che sapevo avrebbe fatto.
- Il solito rompipalle. E� che dopo 10 giorni di musei ci siamo concessi qualche giorno al mare, a Saint Tropez-.

�La luna si sveglia con te� penso io, tacendo per non ricevere una sediata sui denti.

-Come hai trovato le mus�e d�Orsay? � gli chiedo sapendo che quel museo era l�unica vera ragione del suo viaggio a Parigi
- E� indescrivibile! Stupendo! Che emozione� ne sono uscito stordito. Ho passato un pomeriggio intero all�ultimo piano, quello dedicato all�impressionismo e al neo impressionismo: Gauguin, Signac, Monet, Manet, Degas, Seurat, naturalmente Van Gogh, Renoir�
-Ok, ok, ok, ok. Fermati ti prego! Ne parliamo dopo. Vado a studiare.

La biblioteca si sviluppa su tre piani. Come sempre mi dirigo verso l�ultimo, romanzi e saggistica per adulti. Ci sono diverse grandi scrivanie sparse negli spazi vuoti. Io scelgo quella pi� isolata e mi ci siedo rivolgendo la schiena a tutte le altre, in modo da avere lo sguardo fisso al muro ed evitare di distrarmi continuamente.
La biblioteca ha infatti tre gravi difetti che nuocciono alla mia concentrazione. Il primo: varia gente ci si muove dentro e spesso rimango a contemplarne il movimento. Il secondo: � sita sulla sommit� di una collinetta, l�ultima prima che inizi la pianura; la vista dalla finestra � mozzafiato. L�ultimo e pi� rilevante difetto: in questo periodo dell�anno le ragazze ci vengono poco vestite.

- Posso sedermi qui? �

Mio Dio cosa ci fa qua? E� stupenda. I miei occhi non rispondono ai comandi del cervello e autonomamente percorrono il suo corpo, interamente. Capelli raccolti in due codini, maglietta aderente, gonna in jeans corta, sandali. Anche i piedi sono perfetti! Cerco di liberarmi dall� ipnosi e di risponderle.

- Ciao Eos�certo che puoi sederti qui- le rispondo mentre faccio un po� di spazio sul tavolo perch� vi possa mettere i libri.
- Come mai in biblioteca oggi? -
- Settimana prossima ricomincio l�universiit� e devo consegnare un lavoro. A casa non riuscivo a concentrarmi et voil�. Sono qua.
- Settimana prossima?
- Si. I corsi cominciano il 28.

Ebbene s�. Eos studia Giornalismo a Toronto. E se ne torna in Canada tra pochi giorni. Cerco di non mostrare la mia disperazione e di continuare il dialogo.

- L�altro giorno non abbiamo nemmeno parlaato di come va laggi�. Anzi lass�. Come stai nella casetta in Canad�? Hai amici? E la scuola? E la citt�?
- Quante domande! Allora� la mia �casetta in Canad�� � un gran grattacielo, ed � proprio di fronte all�universit�. Vivo con tre ragazze, Susana dal Cile, Gabrielle dagli States, Naima dall� India. Ormai siamo sorelle. A scuola me la cavo. Per la verit� il primo anno ho avuto qualche difficolt� con l�inglese; sai com�� sono alla facolt� di giornalismo e conoscere bene l�inglese non � un dettaglio. Il secondo anno � stato molto meglio. Il terzo� si vedr�. Toronto � molto bella, freddina d�inverno ma ci si sta davvero bene. Ho detto tutto? Sono una brava giornalista? Che voto mi dai?
- 6 meno. Di un po�, non ti spiace lasciarre di nuovo la tua famiglia?
- E� stato bello tornare in Italia qualchee settimana, rivedere i familiari, rivedere i vecchi amici. Ma ora non vedo l�ora di partire-

Vorrei davvero conoscerla meglio.
Vorrei.

Apre i suoi libri e comincia a scarabocchiare fogli con la sua grafia tondeggiante e disordinata. Cerco di concentrarmi sulla grammatica francese parcheggiata sotto le mie mani.
E� chiaro che oggi lo studio sar� una tortura. Nel suo profumo riconosco l�essenza di muschio bianco e vaniglia. Il mix mi d� i brividi. Ogni volta che si muove, che si sfiora i capelli, che fa frusciare i libri, una scossa mi percorre la schiena. Potrei rimanere anni prigioniero di questo incantesimo. Mi dester� soltanto il soave bacio di una principessa incantata.

- Pausa Jaime?- Invece mi ha desta Van, ill mitico, il quale mi propone una pausa, appunto.

Scendo a prendermi un caff� mentre Vanni spiega in dettaglio le emozioni che le varie tele gli hanno causato. Dopo mezz�ora di orazione se ne esce con questa:

- Dopo l�Orsay non ho pi� resistito. Dovevvo vedere anche il Van Gogh Museum. Una mattina ho preso il treno che andava ad Amsterdam, ho passato tutto il giorno al museo e la sera sono tornato a Parigi.
- ?!? Sei un folle! Saranno mille chilometri!
- Mille esatti in linea d�aria. Mille e ceento in treno, passando per Bruxelles. Ma ne � valsa la pena. Avessi visto�- e procede con la sua orazione, che non riesco pi� a seguire a causa delle mie limitate facolt� mentali, ulteriormente limitate dal problema che mi assilla: cercare di rubare un po� di tempo ad Eos.

Torno di sopra immerso nell�elaborazione di un piano che mi permetta di rivedere Eos nei prossimi giorni. Purtroppo sono veramente a corto di idee. Avessi avuto una collezione di farfalle! L�avrei potuta invitare con l�espediente pi� citato dalla cinematografia americana di ultima categoria (quelli sui nerds, per intenderci).

Insomma: idee zero. Cercher� di improvvisare. So che sar� pessimo.
Eos non � al tavolo. Non mi preoccupo perch� i suoi libri sono sparpagliati per tutta la scrivania e lei deve star� a girovagando qua vicino.
Infatti arriva, tutta uno sbuffo:

-Niente da leggere. Non hanno niente in frrancese. Solo qualche stupido libro per bambini e poesie di Jacques Pr�vert.
-Non ti piace Pr�vert?
-Mi piace, non � questo il punto. Vorrei lleggere qualcosa in francese in questi giorni, prima di tornare all�inglese per altri 10 mesi. Non riesco a trovare nulla di interessante � Hei tu studi francese! Hai niente di carino da prestarmi?-

Benedico l�attimo in cui ho deciso che il francese era la mia lingua preferita e, gi� che ci sono, benedico anche il momento in cui ho deciso che avrei studiato francese all�universit�.

-Certo. Qualcosa ce l�ho. Alcuni classici,, Hugo, Zola and company. I �maledetti� Baudelaire e Mallarm�. Ho parecchi autori contemporanei, ma soprattutto ho tutti i libri del mio amore di sempre: Daniel Pennac.
-Pennac?!? Lo adoro. Voglio leggere il suoo ultimo romanzo �Messieurs les enfants�. Per caso ce l�hai?-

Benedico Fabrizio che anni fa mi consigli� il primo libro di Pennac nonostante sapesse che l�unica cosa che leggevo era la Gazzetta dello Sport. Benedico l�omino della libreria internazionale che mi procura le prime uscite dei libri stranieri pur facendomele pagare a peso d�oro. Benedico Pennac, tutti gli scrittori d�oltralpe e la letteratura in generale.

-Certo. Ce l�ho. A casa mia. Puoi passare a prenderlo se vuoi.

Hosted by www.Geocities.ws

1