|
Mani
Se avessi una bacchetta magica un destriero bianco mi starebbe aspettando fuori dalla biblioteca. Ci salirei con Eos e partirei al galoppo, verso il mio castello, sito in una piovosa e verde landa.
Se avessi una bacchetta magica le offrirei una cena davvero speciale: esotica, piccante, fatta di ricette create per lei.
Se avessi una bacchetta magica, preparerei un filtro magico; lei diverrebbe pazza di me, almeno quanto io lo sono di lei.
-A cosa pensi?- mi chiede lei mentre scendiamo le scale della biblioteca, accorgendosi del mio assenteismo psicospirituale. Forse d� nell�occhio il fatto che cammino ad un metro da terra? Eos sta per venire a casa mia! D�accordo, solo a prendere un libro. Per� ci andiamo a piedi, e me la godo per dieci minuti almeno. E poi dovr� anche restituirmelo, o no? Anzi no, gielo regalo, con tanto di dedica, cos� se lo porta in Canada e ogni tanto mi pensa. Le rispondo:
- Penso a cosa farei se avessi una bacchetta magica.-
- Cosa faresti?-
- Quadruplicherei Max Gazz�. L�uomo pi� bello del mondo.
- ?!? Ottimi gusti.- commenta, in tono ironico direi.
Caz, voglio stare con te ecco a cosa sto pensando. Rimani da me stasera. Ti prego.
- Rimani a cena da me-.
La mia voce � un incrocio tra un ordine impartito da un generale e la richiesta di grazia fatta ad un boia con la sciabola in mano. Suona un po� come potrebbe suonare quella di un dittatore-mendicante (ho in mente qualcuno che corrisponde a questa definizione;-) ).
- Stai da me a cena� continuo -Te ne vai settimana prossima e poi non ti vedr� pi� per almeno un anno. E in questa settimana non ci incontreremo pi�, probabilmente. Gente da salutare, cose da preparare� cena da me�ti prepar�-
Eos mi tappa la bocca, sorride e dice:
-ho diritto di parola o pensi di continuarre il comizio a lungo? Stasera sono sola a casa. Volevo chiederti di prendere una pizza e venire da me. Ma come rifiutare il tuo cos� galante invito?
Ho l�impressione che mi prenda un pochetto per il culo, ma intanto ci avviamo verso casa mia.
Casa mia � una specie di monolocale, o meglio di stanzone ricavato in una vecchia cascina barcollante. Per andare al bagno occorre scendere le scale ed attraversare un cortile, il che non � propriamente comodo quando le intemperie trasformano tal cortile in stagno per ochette o in pista da sci.
Ma mi sembra una reggia. Letto in noce tarmato vecchio di cent�anni e scaffali Ikea in acciao ed abete. Pieni di libri di cucina, arte, massaggi, poesie, romanzi, politica, storia, informatica (caz di gusti ho?). Stufa a legna di quelle che si usavano prima della grande guerra, quelle che servivano anche come forno e piano cottura (che pizze fenomenali in inverno!). Angolo cottura raffazzonato, lavandino Castorama, lavatrice salvata da una discarica e verniciata di blu stellato, tavolone, anche lui in puro noce tarmato. Il paradiso si completa con l�angolo arte, in fondo alla stanza, al di l� di un telo dipinto a tramonti e donne nude (accostamento non propriamente comune) e sorretto da una trave che attraversa il monolocale . Il mio basso elettrico Peavy, i miei attrezzi per la scultura, le tele di Van, che spesso viene a dipingere da me. E il Mac del sommo artista mio amico, con il quale si diletta in grafica e del quale approfitto sistematicamente per ogni tipo di necessit� internet.
- da quanto abiti qui?- mi chiede Eos alla fine della visita guidata alla reggia Arnaiziana.
- da quando i miei hanno deciso di tornare in Spagna. Alla casa in cui vivevamo ho preferito questo postaccio. Mi divertiva l�idea il costruire da zero uno spaziotuttomio.
Andiamo a prendere il libro di Pennac e vede i libri di cucina etnica. Vuole che le prepari un piatto marocchino, mi dice.
Ma non mi lascia cucinare.
Schiaccia le sue labbra sulle mie, la sua pancia contro la mia.
Una danza lenta, di abiti sul pavimento e corpi incantati.
Le mie mani sulla sua schiena.
Un lento esplorare la sua pelle chiara, i suoi brividi caldi.
Solletico leggero di un massaggio Tao.
L�esplodere di energie sincrone.
Sentirsi perfetti, e perfettamente al centro di un universo che �trama per te�.
|