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Essere donna oggi

Frau Margrete Rötkappen (la donna al centro con il cartello, in una recente immagine) ha scritto al nostro dipendente neoassunto Mannironi, attualmente in viaggio d'affari (sta cercando il cranio di un noto rivoluzionario monegasco scomparso in Bolivia). Non potevamo che dare spazio alla presidente e al suo movimento, così noto e rispettato in tutti e sei i continenti. Attendiamo con ansia altri contributi per questa sezione. Gianco Mannarelli, Amm. Del. Uni. Risp. Asfiletteratura, Asfidanken produzioni.

Gentile e stimabile Mr Mannironi,

può far sì che i miei sogni di impenitente promotrice di poesie apolitiche e ricche di dolci e fragorose dichiarazioni di lirico sentimento si realizzino, pubblicando sul suo sempre più celebre sito Asfidanken -da ogni dove le fedeli ancelle del mio movimento Essere donna oggi mi parlano del futuristico utilizzo del coleottero come strumento di difesa dal maschio moderno- questa mia piccola vecchia storiella ?

ringrazio per la generosa attenzione, che confido non verrà mai meno.

Frau Margrete Rötkappen,
fondatrice del movimento Essere donna oggi

Franz - storia tragica


Mi portarono presso il mio cane Franz ma avevo troppo sonno per guardarlo bene in faccia. Non avevo mai sorriso a quel Franz che mi amava -povero scemo- come un servo riconoscente. Sì, mi disse Franz, bisogna che tu risolva questa situazione, bisogna che tu faccia qualcosa. Io accesi in fretta lo stereo e misi la quinta canzone del disco di John Martin. Mi ricordava una cosa che non era mai accaduta. Spesso ho nostalgia delle cose che hanno da avvenire. Franz si accucciò ai miei piedi, tiepido come una mano tenuta in tasca. Lo amavo, in quel momento. Era il mio cane, infondo. E quella canzone mi faceva anche un po’ piangere…ma non di tristezza, no. Non so di che, punto e basta.

 


Shmitz - dissimulazione e orrore

Umiliata e trattenuta, trattata, come solo nei peggiori film si potrebbe trattare, non dico una signora, non un soprammobile, ma una qualsiasi cosa che non sia prodotto escrementizio, come si dovrebbe usare riguardo a una scarpa vecchia, per tutto ciò (ricordi, e rimestamenti di memoria, ed eterni ritorni) ch'essa rappresenta. Mi lasciò invece così, senza alcun tipo di giustificazione, dopo essersi finto maestro e non di vita, ma di musica. Suonava, è vero, ma senza convinzione, e con un terribile accento sloveno, poi, che me lo rendeva insopportabile. Ma la fame era troppa, e come dite voi al sud, "tenghe famigghie". E così, si è arrivati a questo. Scomparso, volato come una bottiglia di etere senza tappo, dissolto in un mare di sciocchezze, partito così com'era venuto, da ladro della mia innocenza. Mia madre non fa che piangere, mentre assiste atterrita al mio donarmi senza sosta al maestro di violino, nuovo costui, e molto preparato, pieno di francesismi nell'archetto (e non solo, capite). Mi concedo all'amore, per poco, e da vecchia, un giorno mi vien da scoprire che, in qualche opera, sono stata riprodotta così, per un gusto cattivo e sadico del mio Shmitz, che si cambia di nome ma non di idiozia. E così, rimango, adesso. Non più umiliata, ma solo stanca, e stanca resterò, sinchè qualcuno non decida altrimenti. Davvero, è difficile per una donna, essere musicista amatoriale, senza incorrere in sventure e patimenti.

Giunta in redazione, abbiamo preferito pubblicare la lettera aperta e il testo del dott. Julius Moebius, così che Frau Margrete possa, da sè medesima e senza mediazioni inutili, sfogare la propria battagliera indole suffragettistica contro il responsabile. Giada Namallire -Asfilett.


Isole Figi,

Gent.ma Frau Margrete Rötkappen, fondatrice del movimento Essere donna oggi,

mia cara, solo oggi purtroppo ho avuto la mia copia dell’ Asfidanken Magazine, del resto è risaputo che il Deutsh Club di Naru Moru non brilla per puntiglio ed efficienza, tutta colpa di questo personale indigeno, razza di idioti, chiedi un ginfizz al maggiordomo e il troglodita di porta un cucciolo di babbuino. Del resto, come capirà, l’africa orientale non è esattamente dietro il portale del palazzo dell’imperatore, questo non giustifica ma insomma, a buon conto per Me è un occasione per approfondire i miei studi sui rapporti craniometrici dei locali. A qualche comodità bisogna pure rinunciare. Ma vengo al dunque.

Infatti i gentiluomini autentici, orgogliosi delle loro convinzioni e sicuri dei loro diritti naturali, hanno il pregio di non nascondersi dietro le parole: sono chiari, espliciti; e non mi sottrarrò Io certo a questa mia convinzione.

Sono scandalizzato, non tanto dai suoi così inopportuni quanto patetici tentativi di scrittura, piuttosto dal fatto che esista qualcuno, o qualcosa, così mentalmente disordinato da licenziare con piombo ed inchiostro cotale accozzaglia di parole informi, così come lette nella sua rubrichetta. Come capirà più oltre, non mi permetterei mai di offendere, con queste mie, la Sua delicata persona. No, cara Dama. Io metterei parimenti alla berlina chi ha saputo, per puri scopi strumentali, abusare della deficienza mentale sua propria, come è propria del sesso cui appartiene.

Mosso da un sincero sentimento d’obbligo nei confronti del più cristallino spirito scientista e positivista, e più in generale spinto da una profonda e motivata fede nel metodo scientifico, le invierò cèlere, a sostegno di quanto sopra asserito, alcuni miei scritti, parte di un lavoro che mi ha impegnato urbi et orbi, il quale conto di raccogliere e editare quanto prima in un'unica pubblicazione, sempre che il mio editore di Vienna si decida una buona volta, a ché tutti abbiano a illustrarsi su quanto dedotto dai miei esperimenti scientifici e conseguenti riflessioni filosofiche.

Suo devoto

Paul Julius Moebius


 

Gent.ma Frau Margrete Rötkappen, fondatrice del movimento Essere donna oggi,

mia cara,
come promesso, le mando, in questi due fogli, il sunto di alcune cartelle parte di una mia prossima pubblicazione, che ho deciso di intitolare, grazie anche alla ispirazione derivataMi dalla lettura delle sue cosucce, L’INFERIORITA‘ MENTALE DELLA DONNA.

Suo devoto

Paul Julius Moebius


Si può parlare di deficienza mentale fisiologica della donna in due significati.


I.

Non è facile spiegare che cosa sia deficienza mentale. Si potrebbe dire: è ciò che sta fra l’imbecillità e lo stato normale, tuttavia la difficoltà sta per l’appunto nel delimitare la deficienza mentale dallo stato normale. Per designare quest’ultimo non abbiamo un’unica parola appropriata. Nella vita comune sono in uso i termini contrapposti: intelligente e stupido. Intelligente è colui che è capace di ben discernere; allo stupido, invece, fa difetto la capacità critica.
In pratica non si dovrebbe fare una differenza essenziale fra la stupidità e le forme leggere di deficienza mentale. Non si obbietti che la stupidità può rientrare nel normale mentre la deficienza mentale rientra già tra le forme di malattia, poiché questa contrapposizione di termini è usata volgarmente mal a proposito e trae origine da un’inconsulta confusione di apprezzamenti.
Dal punto di vista scientifico, ciò che volgarmente si chiama stupidità può essere considerato tanto una vera anomalia morbosa, quanto una abnorme ristrettezza o debolezza del discernimento. D’altro canto esiste realmente una deficienza fisiologica, in quanto il fanciullo è deficiente a confronto dell’adulto, e similmente, in quanto la senilità non si può ritenere una malattia (a malgrado del detto: senectus ipsa morbus), mentre, ciò non di meno, alla senilità presto o tardi s’accompagna una diminuzione delle facoltà mentali.
Del resto è dell’uso comune la parola stupido anche per designare alterazioni morbose, così si dice: è istupidito dal vino; ovvero: è diventato stupido per una malattia febbrile. Frattanto, anche se noi vogliamo far rientrare la stupidità nella deficienza mentale, non per questo avremo scartato la difficoltà, poiché non restano fissati i limiti della stupidità verso il normale. Da un certo punto di vista ognuno è stupido: questi nella musica, quegli nelle matematiche, un terzo nelle lingue, nel commercio, ecc., per cui si dovrebbe distinguere una deficienza parziale ed una generale.
Non a torto si dirà che i talenti speciali qui non contano e che sarebbe invece desiderabile di esser forniti di una media di buone capacità, ma per l’appunto, che cosa significa questa media? Dove tracceremo i limiti del normale?
Anche in questo caso, come tutte le volte che si tratta di determinare le più sottili distinzioni patologiche, che non si possono definire con i dati grossolani della clinica giornaliera, noi urtiamo contro la mancanza di un canone mentale.

……………………per fortuna non siamo ridotti a una tale rinunzia; per poco che ci si dia la pena, si riescirà a stabilire un canone approssimativo e quindi a limitare le incertezze, se non a rimuoverle del tutto.

In generale, e altresì nella fattispecie, sarà giustamente applicato il concetto di deficienza mentale, quando questo non verrà riferito senz’altro agli uomini, ma soltanto a determinate specie di uomini, e cioè a persone d’una determinata età, di uno o dell’altro sesso, di questo o di quel popolo. Il comportamento normale del fanciullo è patologico nell’adulto, così quello della donna nell’uomo, quello del negro nell’europeo.
E’ quindi, molto importante porre a confronto i vari gruppi, poiché, solo in tal modo, noi potremo sapere ciò che è lecito aspettarci da un membro di un dato gruppo ed eviteremo il pericolo di giudicare un uomo come stupido sol perché egli non arriva dove arriva un altro uomo preso a caso. In altre parole, deficienza mentale è una relazione, e l’espressione “deficienza mentale” non acquista significato se non in paragone. Così mentre non si può paragonare un membro di un dato gruppo ad un membro d’un altro gruppo, si possono benissimo porre a raffronto gruppi diversi. Un eschimese che non sa contare al di là di cento, come eschimese non è un deficiente, ma, appunto perché è tale, l’eschimese, posto a confronto con un tedesco o un francese, è un deficiente. * [tratto da “Sulla deficienza mentale fisiologica della donna” – 1900 - Lipsia ?]

Paul Julius Moebius

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