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Franco Cordero è un giurista, nel senso più ottocentesco e tradizionalista che vi venga in mente. E' autore anche di un manuale di Penale, credo, e di altre opere. Ciò che colpisce uno studente (studioso) di letteratura, nella sua analisi dei sistemi penali, è paradossalmente lo stile. Come diceva il protagonista di una tremenda fiction al suo dipendente che curava l'amministrazione: "avvocatizzami questo". Cordero brocardizza, latineggia, in una lingua che è davvero straordinaria, e che non può non ricordare libracci quali "La cognizione del dolore", o Cèlinate in ordine sparso. Per chi si interessa all'aspetto tecnico, le analisi storiche e testuali sono molto interessanti: consiglio specialmente la parte dedicata agli anni della Rivoluzione Francese.

Franco Cordero, Criminalia, nascita dei sistemi penali, Laterza, Bari 1986.

Francia, anni Cinquanta. Alcuni scrittori iniziano a scrivere noirs ambientati soprattutto a Parigi (Pantin), con protagonisti criminali. Uso dell'argot, visione disincantata della vita, impossibile non rivedere certo Chandler (o Hammet, ancora meglio). Problemi tra criminali parigini e nuova malavita maghrebina, sparatorie, colpi bassi, donne bellissime. Non fatevi ingannare dalla copertina (la collana è una cosa come "i classici di Diabolik"), il libro vale la lettura. Apre, insieme a Auguste Le breton (un ex durista diventato scrittore) la generazione noir francese, che porterà così tanti film strepitosi (il cosiddetto Polar). Il film, con Jean Gabin e Jeanne Moureau, esce nel 1954, regia di Jacques Becker. Non è facile da trovare, ma con un po' di fortuna...

Albert Simonin, Grisbi. (tit. originale, Touchez pas au grisbi), Sonzogno 2004(?)

Balzac e gli scrittori della sua generazione devono moltissimo a questo strano individuo, prima ragazzo irrequieto, poi accusato di falso, che passò metà della sua vita a evadere e a sfuggire alla polizia. A leggere, sembra che spesso lavori di fantasia. Utilizzò una caterva di ghost writers, che forse hanno dato il tocco peggiore. Dopo che lo presero per l'ennesima volta, passò dall'altra parte della barricata, diventando capo della SÛreté, proprio quella dove lavora Maigret. Nel Poliziesco al microscopio si descrive una cena in casa di Vidocq, con Balzac, Dumas padre e Sanson il boia (figlio del decapitatore di Mariantonietta e di zio Luigi XVI). Il più scandalizzato era proprio il carnefice, per i modi sboccati e senza rispetto degli altri tre.

 

 

Vidocq, François : Mémoires de Vidocq, chef de la police de Sûreté, jusqu'en 1827

lo trovate su http://gallica.bnf.fr/

La sezione on-line della Biblioteca Nazionale di Francia. In formato Pdf

La banda della Comasina negli anni di maggior prestigio faceva i blocchi stradali alle volanti della polizia. Scendevano dalla macchina e Renato gridava "sono Vallanzasca". La maggior parte delle volte erano gli sbirri ad andare via. Vallanzasca (il bel René), oltre a rapinare banche, organizzava anche sequestri di "diverse categorie". Se il rapito pagava, poteva avere (secondo i complici del bandito) cocaina, donne, champagne ogni giorno. Lui ridimensiona alcuni episodi, tra cui l'uso di cocaina, che pare non approvare. Entrato in conflitto con Francis Turatello(faccia d'angelo), il gestore delle bische clandestine più importante di Milano, inizia una guerra tra bande che si concluderà soltanto quando, entrambi in carcere, decideranno di rappacificarsi. A sancire definitivamente l'avvicinamento, Renato decide di sposarsi per far fare il testimone a Turatello. Poco tempo dopo Turatello viene ucciso selvaggiamente nel carcere di Nuoro.





Carlo Bonini, Renato Vallanzasca; Il fiore del male; Banditi a milano; Tropea, 1999

 

 

E' il necessario accompagnamento al romanzo: non toglie nulla, anche perchè Zio Ed era nel cast ed è co-sceneggiatore. Provate a indovinare chi è l'attore che interpreta l'omosessuale compagno di cella di Furlong.


 

Steve Buscemi, Animal Factory, con Willem Dafoe, Ed Furlong, Mickey Rourke

Un romanzo di formazione con una strana ambientazione: un carcere americano. Fondamentale per capire la scrittura di Bunker, e la realtà carceraria americana, divisa da profonde spaccature razziali (in Italia problemi di ben altra attualità). Un giovane borghese messo dentro per spaccio di stupefacenti, trova in un adulto "nato in matricola" (da sempre in galera) protezione e consiglio. Le ultime righe sono da imparare a memoria. Qua e là compare il sistema della libertà provvisoria americano, a chi lo ha letto, ricorderà i fratelli di Soledad.


Edward Bunker, Animal Factory, Einaudi, Torino 2004 (ma il libro era uscito già per Mondadori un paio di anni fa)

 

Emilio Quadrelli, con Alessandro Dal Lago, aveva già scritto sui criminali un bellissimo volume dal titolo "La città e le ombre", in cui analizzavano il milieu criminale di Genova oggi, con notevoli rimandi alla situazione venutasi a creare in Italia negli anni Settanta. Insieme al fenomeno del terrorismo e della lotta armata, infatti, in quegli anni esplode il fenomeno della rapina in banca. Quadrelli descrive i bravi ragazzi grazie anche a una quantità impressionante di interviste. Ne viene fuori una spiccata differenza con le altre realtà criminali di quegli anni. La logica della sfida, l'individualismo esasperato, insieme a una grande solidarietà tra loro e verso i più deboli; le lotte carcerarie contro i cutoliani, che tentavano in quegli anni di prendere il predominio sulla massa detenuta. Zio Emilio legge molto, e grazie a Dio si è accorto della letteratura di genere: la bibliografia è una miniera d'oro.


Emilio Quadrelli: Andare ai Resti, Derive Approdi, Roma 2004

Criminali

Questa sezione è dedicata al crimine. Non a tutti i tipi di crimine. Niente Mafia, niente serial killer. Quelli che ci interessano sono i tipacci che del delitto vivono e soprattutto, scrivono. E naturalmente, di tutti coloro che di questi hanno scritto o stanno scrivendo. Non è un caso: su questi argomenti sto bazzicando da almeno tre anni, e l'interesse lo devo alla passione che ha colpito diversi fratelli. Ecco alcuni "blues", da leggere e degustare.

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