DALLA SUPERCREMA GIANDUJOT ALLA NUTELLA


Considerando la ricchezza della cucina locale, non meraviglia che proprio ad Alba siano nate la Nutella e la Ferrero, quarto gruppo mondiale nella produzione di dolci. Ripercorrerne la storia significa seguire la storia della città a partire dell'ultima guerra: grazie al successo dei prodotti Ferrero, Alba ha invertito la direzione di marcia, passando da terra di emigrazione e commerci locali a una delle piccole capitali d'Italia.
Pietro Ferrero nacque a Farigliano, all'estremità occidentale delle Langhe, sul finire dello scorso secolo. Con la moglie Piera aveva gestito una pasticceria a Dogliani, ma fu ad Alba, nel laboratorio di via Urbano Rattazzi, quando la guerra era ancora in corso, che iniziò a costruire la sua fortuna. Provò a sostituire l'introvabile cacao con le nocciole, un prodotto tipico delle Langhe per poter offrire al più ampio numero di consumatori un alimento dolce, nutriente e poco costoso, che potesse sostituire il cioccolato, considerato allora un prodotto di prestigio riservato alle classi sociali benestanti. Fece nascere la Pasta Gianduia, o Giandujot, che si presentava in pani avvolti nella carta stagnola, si tagliava a fette ed era soprattutto economica. Era un prodotto strettamente autarchico, tutti gli ingredienti erano di facile reperibilità: è per questo che era in vendita a 600 lire al chilo quando il cioccolato costava cinque volte tanto. Fu l'inizio della fortuna industriale dei Ferrero e poi di quella del suo prodotto più amato e diffuso nel mondo, la Nutella.
Nell'estate del 1949 la leggenda narra che a causa del grande caldo i pani di Giandujot cominciarono a sciogliersi, trasformandosi in crema. Pare che i negozianti cominciarono a venderla come merenda da spalmare. Altri invece raccontano che il prodotto si sciolse in un magazzino di Alba costringendo a travasarlo in barattoli. Da quel momento la Ferrero modificò la formula del suo prodotto rendendola più morbida e spalmabile. Cominciò ad essere venduta in barattoli e venne chiamata Supercrema.
Ma il suo successo di un prodotto è anche quello del suo marchio e così solamente nel 1964 venne alla luce quello che ancor oggi è il
barattolo con scritto sull'etichetta Nutella (si pensò alla materia prima, la nocciola, tradotta con il termine inglese nut alla quale venne agganciata la desinenza ella che evocava attributi positivi e poteva essere facilmente pronunciata a qualsiasi latitudine). L'Italia intanto era cambiata, si trovava in pieno boom economico ed i consumi cominciavano a vivere grazie anche alla pubblicità indirizzata dal bambino alla mamma, considerata la principale responsabile delle scelte nutrizionali e di acquisto. Da quel momento fu una ascesa inarrestabile destinata a trasformarsi nel mito della Nutella, buona da spalmare, deliziosa da gustare, semplice da mangiare.

 

 

 

 

 

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