Dopo
aver navigato nel tempestoso e misterioso mare di Internet , scosso
da onde-link alte tre metri e da venti a forza 7 della famossisima
scala Web (Wento Extremamente Bruto), dopo aver rischiato di naufragare
a causa di innumerevoli sirene (e che sirene!), sei finalmente giunto
in un porto sicuro! Qui potrai trovare ristoro per la tua sete di
musica o di conoscenza o per la tua fame di programmi & tanto
altro ancora! EnPlateia, un sito da... leccarsi i baffi!
DAD�CO
sacerdote dei Misteri eleusini, il pi� importante dopo lo ierofante, era a capo
dei lampadofori; veniva sempre scelto di generazione in generazione nella
famiglia ateniese sacerdotale dei Cerici. Portava la fiaccola di Demetra durante
le cerimonie e proclamava i sacri divieti.
DAFNE
Ninfa, figlia di Pen�o
e di Gea. Quando inseguita dal dio Apollo che voleva possederla a tutti i costi,
preg� la madre Gea di salvarla. Allora Gea, la mut� in alloro. Apollo,
innamorato stacc� un ramo dalla pianta, se ne fece un serto e volle che la
pianta le fosse consacrata.
DAFNI
Figlio di Ermes. Molto amato da Apollo, Pan e Artemide, questi d�i insegnarono
molte cose a Dafni che peraltro invent� la poesia bucolica. Condannato alla
cecit� per non essere stato fedele alla ninfa Nomia, ma in questa condizione
non visse a lungo. Allora, Ermes per ricordarlo lo mut� in pietra e a Siracusa
fece nascere una fonte che prese il nome di Dafni, in onore del giovane poeta.
DAMASCO
figlio di Ermes e di Alim�a, ha dato il nome alla citt� omonima della Siria;
fu scorticato vivo da Dionisio per avere tagliato le viti che egli aveva
piantato.
DANAE
Unica figlia di Acrisio
re di Argo e di Euridice.
Acrisio avendo avuto dallo oracolo di Delfi la predizione che un giorno sarebbe
stato ucciso dal nipote, egli rimedi� chiudendo la figlia in una cella
sotterranea con la sola compagnia di una ancella, sicuro cos� che la profezia
non poteva avverarsi. Ma Zeus (gran donnaiolo) affascinato dalla bellezza della
fanciulla sotto forma di raggio di sole la raggiunse e la fece sua dall'unione
nacque Perseo.
Acrisio furibondo per la nascita del nipote che sarebbe stato la causa della sua
morte fece rinchiudere la figlia ed il nipotino in una cassa e li abbandon�
alle onde del mare sicuro cos� di sbarazzarsi dello incomodo nipote, ma Zeus
fece in modo che la cassa con la sua donna e il figlio arrivasse all'isola di
Serifo. L� vivevano i fratelli Ditti e Polidette nipoti di Zeus. Ditti che
faceva il pescatore trov� la cassa sulla spiaggia salv� i due sventurati
e li port� a corte da Polidette dove Perseo crebbe forte e bello. Polidette,
respinto da Danae, che viveva per il figlio, studi� come liberarsi del ragazzo
e lo mand� a uccidere Medusa
e portargliene la testa. Contrariamente alle attese di Polidette, Perseo torn�
vincente. Polidette invidioso della gloria del ragazzo tratt� tutti male, umili�
Danae, tratt� come un servo il fratello e schern� Perseo, allora il ragazzo
grazie al potere della testa di Medusa lo pietrific� con tutti i suoi seguaci e
l'isola di Serifo divenne una sassaia, sola una piccola parte rimase abitabile e
Ditti ne divenne il re. Fatto ci� Perseo con la madre torn� ad Argo per
conoscere il nonno Acrisio.
DAN�IDI
le 50 figlie di Danao, re di Argo. Tutte meno una, di nome Ipermestra, uccisero
per ordine del padre i loro mariti figli di Egitto, loro cugino, e furono
perci� condannate da Zeus al Tartaro, ove scontano la loro colpa versando
acqua in eterno in un vaso senza fondo..
DANAO
Figlio di Belo e
di Ancinoe. Aveva altri due fratelli: Egitto e Cefeo. Alla morte del padre che
era re di Chemni, Cefeo si prese la parte meridionale del regno, mentre Danao ed
Egitto litigarono per la spartizione del resto. Allora Egitto aveva cinquanta
figli a titolo di instaurare una alleanza propose a Danao che aveva cinquanta
figlie di unirli in matrimonio in modo da non avere pi� contrasti, ma Danao non
fidandosi prefer� andare in esilio. Cos� costruita una nave part� con le
figlie. Approdato nel Peloponneso dichiar� che gli d�i lo avevano destinato a
divenatare re di Argo, Gelanore re di Argo intimorito da alcuni presagi abdic�
a favore di Danao che divenne il pi� potente re della Grecia.
DARDANO
Figlio di Zeus e
di Elettra, fu
il mitico antenato dei Troiani e, per loro tramite, dei romana. Fond� in Troade
la citt� che prese il suo nome e da lui deriva il anche il nome di Dardanelli,
l'antico Ellesponto.
DATTILI IDEI Rea, nelle doglie
del parto di Zeus per resistere meglio agli spasimi poggi� le mani sulla terra,
da quest'ultima sconvolta dal contatto spuntarono dieci demoni cinque femminili
corrispondenti alle dita della mano sinistra e cinque maschili corrispondenti
alle dita della mano destra. Il nome di Dattili Idei ricorda appunto la loro
origine Daktylos (dito) e dal monte Ida a Creta dove ci�
accadde. Per prima cosa aiutarono la dea a partorire Zeus. I Dattili maschi non
sarebbero altri che i Cureti che con le loro danze rumorose protessero la
culla di Zeus; difatti i confini dell'identit� fra Dattili Idei, Coribanti e
Cureti erano molto instabili. Ma neanche il loro numero era stabilito, cos� si
diceva fossero cento, altrove si diceva venti che erano fabbri, e di trentadue
che erano maghi. Oppure che i maschi erano nati dalla mano destra erano stati
gli inventori della metallurgia, le femmine nate dalla sinistra si stabilirono
nella Samotracia, dove avrebbero insegnato ad Orfeo i misteri della Dea Madre.
Altri raccontano di solo cinque Dattili Idei dandone pure i nomi: Peonio,
Epimede, Giasio, Ida e Eracle (che non era L'eroe forzuto). Si racconta pure di
soli tre Dattili Idei servi della dea madre Cibele: Acmonte l'incudine,
Damnameneo il martello e Chelmi il ferro o il coltello.
Quest'ultimo per aver offeso Rea fu tramutato in ferro o comunque gli altri due
fratelli gli furono ostili. Si parla anche di due soli Dattili Idei Tizia e
Cilleno nati non in conseguenza al parto di Rea ma a quello della Ninfa Anchiale,
ma siccome questa stendendo le mani anzich� stenderle le chiudeva nacque
soltanto un Dattilo per mano. Questi due sarebbero stati compagni di trono di Cibele.
Nonostante tutte le varianti i Dattili altri non sono che strumenti della Grande
Madre: fabbri e stregoni.
D�DALO
Ateniese che era un genio paragonabile a Leonardo da Vinci. Un certo Talo,
suo allievo invent� la sega ed il trapano, allora Dedalo, ingelosito lo uccise,
condannato all'esilio per questo reato, si rifugia a Creta presso re Minosse.
La costruisce la finta mucca, che Pasifae,
moglie di Minosse, user� per soddisfare le sue voglie col toro, della quale si
era innamorata. Dal rapporto animalesco nasce il mostruoso Minotauro.
Allora il re di Creta ordin� all'inventore di costruire il labirinto. Fu Dedalo
a suggerire ad Arianna
come aiutare Teseo,
quando uccise il Minotauro, Minosse scoperto anche questo imbroglio fece
rinchiudere l'inventore assieme al figlio Icaro
nel labirinto. Dedalo non si scoraggi� e costruite delle ali con delle piume e
della cera dopo avere istrutito il figlio come volare spicc� il volo e fugg�,
ma il viaggio fu fatale per il figlio che volato troppo in alto, le ali si
sciolsero e precipit� in mare, moremdo. Dopo avere sepolto il figlio, Dedalo si
rifugi� in Sicilia presso re Cocalo, dove visse fino a tarda et�.
DEIANIRA
Sposa di Eracle.
Per guadare il fiume �veno accett� di salire in groppa al centauro N�sso, il
quale cerc� di rapire la bella ragazza, allora Eracle con una delle sue frecce
intinte nel sangue dell'Idra uccide il centauro, che prima di morire suggerisce
a Deianira di intingere la veste di Eracle nel suo sangue per avere assicurata
la fedelt� del marito. Quando Eracle si innamor� di I�le, Deianira fece
indossare la veste che aveva intinto nel sangue del centauro, convinta che cos�
Eracle sarebbe ritornato a lei. Ma non appena Eracle indoss� la veste , si sent�
ardere e bruciare il corpo dal veleno contenuto nel sangue del centauro, non
potendo pi� sopportare quell'immenso dolore, l'eroe si fece preparare un rogo e
vi sal�. Deianira dal rimorso e dal dolore della perdita del marito non
volendogli sopravvivere si uccise.
DEIFOBO
Dopo la morte di Paride,
spos� la bella Elena.
Visto che Troia era perduta per farsi perdonare da Menelao,
segretamente lo introdusse con Ulisse,
nella camera matrimoniale, consegnandogli il marito Deifobo, che fu dai due
greci ucciso.
DEINO
Una delle Graie,
il suo nome significa la terribile.
DEI�NE
1) Ninfa che col contributo di Apollo gener� Mileto.
2) Deione o Deioneo, re della Focide, figlio di Eolo. Ebbe da Diomede, figlia di
Xuto, parecchi figli, tra cui Cefalo.
DELFI
Luogo sul versante meridionale del monte Parnaso, dov'era il famoso oracolo
d'Apollo che per molti secoli fu adorato dai Greci e da numerosi altri popoli.
Da una cavit� della roccia uscivano dei vapori tossici che avevano la propriet�
di eccitare chi li respirava. La cavit� era posto nella parte pi� nascosta del
tempio, la si trovava la Pizia, inalando i vapori entrava in trance, con una
esaltazione da arrivare al parossismo, durante questa fase che pensavano fosse
il dio a possederle, parlavano e un sacerdote raccogliendo le loro parole, le
interpretava e dava la risposta ai pellegrini che andavano ad interrogare il
dio.
DELFINA
Mostro met� donna e met� serpe, avrebbe custodito Zeus, quando Tifone
imprigionatolo gli aveva tagliato i tendini delle mani e dei piedi.
DELFINO
Poseidone per la ricerca di Anfitrite mand� Delfino il quale trovatala fu tanto
persuasivo nel convincere la giovane alle nozze col dio, che per compensarlo lo
mise fra le costellazioni.
DELO
Una delle pi� piccole isole delle Cicladi, fatta spuntare dagli abissi del mare
dal tridente di Poseidone e rimasta vagante fin quando Latona
vi partor� Artemide e Apollo. Prima dell'evento divino l'isoletta si chiamava
Asteria e anche Ortigia.
DEMETRA
Nota presso i Romani col nome di Cerere,
apparteneva alla prima generazione divina degli dei Olimpi, come i fratelli
Zeus, Ade e Poseidone e le sorelle Era ed Estia.
Era quindi figlia di Crono,
che la inghiott�, e di Rea. Alter-ego della madre ed anche di Gea, era, come
loro, venerata come Madre Terra; ma mentre Gea rappresentava l'elemento
primordiale e Rea la potenza generatrice, Demetra era la divinit� della terra
coltivata, la dea del grano. Con il dono dell'agricoltura, fondamento di civilt�,
Demetra dette agli uomini anche le regole del vivere civile e, di conseguenza,
le leggi. Nel doppio aspetto di Rea/Demetra, le storie orfiche accennano al suo
congiungimento con Zeus dal quale sarebbe nata Core o Persefone, l'unica figlia
di Demetra secondo la tradizione classica. Nella leggenda, come nel culto,
Demetra era strettamente legata alla figlia Persefone che fu rapita da Ade.
Nella disperata ricerca della figlia, la dea abbandon� l'Olimpo e rinunci�
alle sue funzioni divine, tanto che la terra deper� e smise di dare frutti
finch� la figlia non le venne resa, almeno per un periodo dell'anno. Gli
antichi videro adombrati in questo mito riferimenti impliciti ai cicli della
natura, delle stagioni, dei raccolti, in particolare ai frutti della terra che
trascorrono parte dell'anno nascosti sotto la superficie per poi sbocciare e
fruttificare. Non mancano richiami (messi in evidenza in pi� di un testo
filosofico e, molto probabilmente, anche nei misteri) al destino dell'uomo, il
cui corpo, sepolto sotto terra come Persefone, non impedisce all'anima di
raggiungere l'immortalit� in una continua dialettica di morte e rinascita. Al
nucleo centrale della leggenda di Demetra, il cui significato era rivelato solo
agli iniziati dei Misteri di Eleusi, si aggiunsero in varie epoche miti
secondari, come quello della violenza che sub� da Poseidone. Un'altra leggenda
vuole che Demetra si sia innamorata di Iasione
dal quale ebbe Pluto,
la ricchezza. Tutti i miti, anche se contraddittori, sono comunque
concordi nel non attribuire un marito a Demetra, che gener� i suoi figli al di
fuori di ogni vincolo coniugale. Quando Demetra sent�, con un acuto dolore al cuore, il grido della figlia
Persefone strappata al mondo dei vivi dalla fiamma amorosa di Ade, vol� come un
uccello sopra le terre e le acque alla sua ricerca, vagando per nove giorni e
nove notti con due fiaccole accese nelle mani; non volle toccare n� nettare n�
ambrosia, che sono il cibo degli dei, e non sost� neppure per bagnarsi il
corpo. Adirata con l'Olimpo intero, il cruccio di Demetra si tramut� in furore
quando, al decimo giorno delle sue peregrinazioni, Poseidone os� violentarla.
Decise allora di non risalire pi� in Cielo e di abdicare alla sua funzione
divina provocando cos� l'inaridimento generale della terra che non dava pi�
frutti. Zeus fu costretto a inviare Ermes nel mondo dei morti con l'incarico di
riportare Persefone alla madre ma, per avere ingerito del cibo mentre era
nell'Ade (un seme di melagrano datole ad arte dal marito) Persefone fu obbligata
a passare un terzo dell'anno negli Inferi, rimanendo invece sulla terra con la
madre il resto dell'anno.
DEMOFONTE
Quando Demetra percorreva la terra in sembianze di comune mortale alla ricerca
disperata della figlia Persefone rapita da Ade, fu accolta nella reggia di
Eleusi da re Celeo e dalla moglie Metanira. Per ringraziarli della loro
benevolenza cerc� di rendere immortale l'ultimo nato della casa, il bambino
Demofonte, e, per distruggere le sue parti mortali, ogni notte lo esponeva in
segreto alla forza del fuoco. Ma l'umana apprensione di Metanira caus� la
rovina del figlio. Una notte, spiando nella stanza, la madre vide il trattamento
a cui era sottoposto il bambino e, gridando alti lamenti, si avvent� contro
Demetra. La dea riboll� di sdegno e lasci� consumare il piccolo tra le fiamme,
ma per ripagare i genitori di quella perdita, rivers� i suoi favori su un altro
dei loro figli, Trittolemo, al quale fece dono di un carro trainato da dragoni
alati e di una scorta di sementi. Con questi doni Trittolemo insegn� agli
uomini a coltivare i campi e a conoscere i benefici dell'agricoltura.
DEMOG�RGONE
Antichissimo dio della Terra. Personaggio che si incontra nel De genealogiis
deorum gentilium di Boccaccio, ed � descritto come misterioso padre degli
dei pagani. Si rincontra anche in opere rinascimentali (Ariosto, Folengo, ecc.)
come figura infernale.
D�MOS
Uno dei cavalli di Ares.
DEUCALIONE
Figlio di Prom�teo.
Per volont� di Zeus, costru� un'arca nella quale chiusosi con la moglie Pirra,
aspett� il diluvio col quale il sommo dio ripul� il mondo dall'umanit�
malvagia. Riusc� a restare a galla per nove giorni e nove notti finch� la
barca non si aren� nella cima del monte Parnaso. Qui aspettarono che le acque
si ritirassero e quando scesero a valle come da istruzioni avute tirarono delle
pietre dietro le loro spalle, dalle pietre di Pirra nascevano delle donne,
invece, da quelle tirate da Deucalione gli uomini, cos� la specie umana
continu�. Quando Deucalione mor� venne sepolto vicino al tempio di Zeus
in Atene.
DICE o
DIKE
Dea della Giustizia, detta anche Astrea, figlia di Zeus e Temi, fu considerata
il principio fondamentale per lo sviluppo di ogni societ� civile. Era una delle
Ore, stanca degli errori degli uomini si trasfer� in cielo diventando la
costellazione della Vergine.
DIDONE
o Elissa o Elisa, figlia del re Mutto di Tiro, che divenne regina e spos� lo
zio Sicheo. Avendole suo fratello Pigmalione ucciso il marito e iniziato una
persecuzione contro di lei, si rifugi� in Africa ove fond� la citt� fenicia
che prese il nome di Cartagine, ben presto prospera per i commerci. Qui approd�
Enea, secondo le leggende antiche raccolte e rinnovate da Virgilio, e Didone,
commuovendosi per le sventure dell'eroe, divenne sua moglie. Ma dovendo Enea
adempiere il suo fato, l'abbandon�. Didone, disperata, si uccise (Eneide, IV -
Heroides). Altre leggende raccontano diversamente i fatti.
DIOM�DA
Schiava di Achille, con la quale si consol� dopo che Agamennone gli aveva
sottratto la bella Bris�ide.
DIOMEDE
1) Re della Tracia, figlio di Ares e di Cirene famoso per le sue cavalle
alle quali dava in pasto gli stranieri che si avventuravano nella sua terra. Per
questo fu ucciso da Eracle e il suo corpo dato in pasto alle cavalle. Gli
animali furono poi dispersi sul monte Olimpo. Ebbe culto in Tracia, poi in
tutto il mondo ellenico; a lui venivano sacrificate vittime umane.
2) uno dei principali eroi dell'Iliade, re di Argo, figlio di Tideo e
di Deipile, partecip� alla guerra degli Epigoni per la conquista di Tebe e poi
alla guerra troiana. Come nei poemi omerici � raccontato, con la protezione di
Atena, fer� Ares e Afrodite, partecip� ad imprese rischiose insieme a
Ulisse, uccise Reso re dei Traci e s'impadron� delle frecce fatali di Filottete.
Tornato in patria e insidiato dalla infedele moglie Egialea, riprese il mare,
approd� nelle coste dell'Italia meridionale, divenne re della Daunia fondandovi
Argos, Hippios e altre citt�. I suoi compagni furono tramutati in uccelli.
DIONE
ninfa figlia di Urano e di Gea (o, secondo altri, di Oceano e di Teti) che,
amata da Zeus, divenne la madre (Secondo una delle varianti della leggenda) di
Afrodite o Venere. Nel tempio di Dodona veniva venerata insieme a Zeus; anche in
Atene e in altre citt� ebbe culto antichissimo. Veniva chiamata anche Dion�a.
DIOSCURI
Dios kuroi, significa figli di Zeus. Nella mitologia greca ci sono due coppie di
gemelli a portare questo nome; Anfione e Zeto, chiamati Di�scuri tebani;
Castore e Polluce i Di�scuri spartani. In ogni caso i Di�scuri cantati dai
poeti per l'amore fraterno e l'inseparabilit� erano quest'ultimi. I Di�scuri
aiutarono gli d�i nella lotta contro i Giganti. I due fratelli sarebbero nati
dall'uovo che Leda aveva concepito quando Zeus nelle spoglie di un cigno la fece
sua. Castore nacque mortale, mentre Polluce era immortale. Quando decisero di
prendere moglie, i divini gemelli rapirono le figlie di Leucippo, per� le
ragazze erano promesse a Ida e Linceo, anch'essi gemelli e cugini dei Dioscuri.
Ida e Linceo giurarono vendetta nei confronti di Castore e Polluce, cos� nella
lite che ne segu�, Castore fu ucciso da Ida. Polluce inferocito dal dolore
della perdita del fratello, insegu� i due e raggiuntoli uccide Linceo, intanto
Ida stava per scagliare una stele contro Polluce, ma viene da Zeus incenerito
con un fulmine per difendere il figlio. Polluce che amava il fratello chiese a
Zeus di togliergli il dono dell'immortalit� per potere stare col fratello e
siccome questo non era possibile, Zeus gli offr� di vivere un giorno con
Castore sull'Olimpo, e un giorno con Castore sottoterra. La leggenda dice che
non potendo fare pi� nulla per la sorella Elena, si misero a proteggere la nave
che trasportava Elena. Cavalcandole affianco, proteggevano la sorella e la nave
dalla potenza delle onde. Per cui furono molto venerati dai marinai.
DITIRAMBO
nell'antica poesia greca di tradizione dorica, canto corale in onore di Dioniso;
per estensione, qualunque composizione di ispirazione orgiastica. Il ditirambo �
un poema lirico intonato all'entusiasmo e alla gioia. Questo genere poetico
fu coltivato da Simonide, Bacchilide, Pindaro e altri minori, e, secondo Erodoto,
sarebbe stato inventato da Arione di Metimma. Secondo Aristotele, seguito da
quasi tutti i moderni, dall'antico ditirambo si sarebbe sviluppata la tragedia
greca.
DODONA
antica citt� dell'Epiro. sede di uno dei pi� famosi santuari, sacro a Zeus,
dove il dio dava i suoi responsi a mezzo dei sacerdoti e delle sacerdotesse che
ascoltavano lo stormire delle foglie delle querce del vicino bosco sacro, dal
volo delle colombe che vi avevano il nido e dal suono dei grandi cembali di
bronzo mossi dal vento. .
DOLICO
D�lico presso gli antichi Greci, la pi� lunga delle gare di corsa. Fu
disputata per la prima volta durante la quindicesima Olimpiade (716-712 a.C.).
DORI
1) Figlia di Oc�ano e di T�ti. Spos� il fratello Ner�o ed ebbe cinquanta
figlie, le Nereidi.
2) Stirpe ellenica che avrebbe avuto per capostipite Doro. Dalla Tessaglia, dove
si erano dapprima stanziati, essi discesero nel Peloponneso: secondo la leggenda
questa migrazione dorica sarebbe avvenuta nel 1104 a.C., sotto la guida degli
Eraclidi. I reperti archeologici e la critica storica fanno risalire invece
l'infiltrazione dorica tra le popolazioni preellene e tra le altre stirpi
elleniche (Eoli, Joni) che si erano stanziate in Grecia, almeno al XIV sec. a.C.
Con l'insediamento dei Dori, popolo rude e barbarico, in Grecia comincia il
periodo che si suol chiamare Medioevo ellenico, che segna la fine dell'et�
micenea ed un decadimento generalizzato delle arti e della letteratura. Quale
contributo abbiano portato gli invasori alla civilt� greca, � difficile
stabilire nei particolari, ma in complesso non fu cospicuo. Delle citt� che
occuparono o che fondarono, Sparta fu quella che si distinse: proverbiali la
rigidit� della disciplina militare ed i modi di vita gregari adottati dagli
spartani. La religione primitiva dei Dori denuncia l'influenza di correnti e
concezioni religiose della civilt� mediterranea arcaica. I Dori fondarono
colonie in Asia Minore, in Africa, in Sicilia e nell'Italia meridionale.
DORIDE
Figlia di Oceano e Teti, fu sposa di Nereo e madre delle Nereidi. Nella poesia
latina, la personificazione dell'acqua salsa.
DORO
figlio di Elleno e della ninfa Orseide, fratello di Eolo, fu il capostipite del
popolo che da lui prese il nome. Dopo una serie di migrazioni, si stabil� nel
Peloponneso, sede storica dei Dori..
DRAGO
o dragone, mostro favoloso che si ritrova in tutte le antiche mitologie. Rettile
alato con ali di pipistrello, con testa di cane, zampe di leone, e bocca con una
o pi� lingue che vomita fuoco e fiamme. Nella letteratura e nell'arte cinese,
� uno degli elementi pi� comuni, ed � considerato un essere benefico. Nella
tradizione occidentale, invece, � generalmente identificato con un'entit�
malvagia e nemica dell'uomo, che solo un eroe pu� sconfiggere. Secondo la
mitologia greca, trainava il carro di Cerere, e un drago dalle cento teste
custodiva l'ingresso dell'Orto delle Esperidi e il Vello d'oro. Nella mitologia
nordica e germanica, il Lindwurm, stava a custodia del tesoro dei
Nibelunghi, finch� non fu ucciso da Sigfrido. Nelle antiche leggende cristiane
e cavalleresche � una delle incarnazioni del demonio: lo si raffigura lottante
e sopraffatto dall'arcangelo Michele e da s. Giorgio.
DRIADI
Dette anche Amadr�adi, erano le ninfe dei boschi, figlie di Dori e di Ner�o.
Vivevano nelle foreste in simbiosi con le piante e ne seguivano la sorte.
DRIOPE
1) ninfa dell'Arcadia,accopiatasi con Ermes, divenne madre di Pan. Fu
mutata da Bacco in driade e quindi in albero.
2) eroe mitologico, figlio di Spercheo e Polidora, fondatore della stirpe dei
Driopi e tra i primi abitanti della Grecia.
3) nella mitologia greca, figlia del re Driope, compagna delle ninfe amadriadi. Apollo
si infatu� di essa e per possederla si mut� in tartaruga quando Driope la
strinse al petto, il dio si mut� prima in vipera, facendo fuggire le compagne
della ninfa e rimasti da soli la fece sua, dalla unione nacque Anfisso. Dopo il
suo matrimonio con Andremone, fu rapita dalle amadriadi e non fece mai pi�
ritorno. Nel luogo della sua scomparsa sorse un pino nero.
Giochi
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Alcuni manifesti truccati del Grande Biscione Traduzioni
Difficolt� con i testi greci o latini? Ecco le traduzioni!
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Ci ha scritto Vittorio Emanuele di Savoia in persona!!!
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