Dopo
aver navigato nel tempestoso e misterioso mare di Internet , scosso
da onde-link alte tre metri e da venti a forza 7 della famossisima
scala Web (Wento Extremamente Bruto), dopo aver rischiato di naufragare
a causa di innumerevoli sirene (e che sirene!), sei finalmente giunto
in un porto sicuro! Qui potrai trovare ristoro per la tua sete di
musica o di conoscenza o per la tua fame di programmi & tanto
altro ancora! EnPlateia, un sito da... leccarsi i baffi!
TAIGETE
Figlia di Atlante e una delle tante amanti di Zeus col quale gener�
Lacedemone.
T�LASSA
personificazione del mare, a cui i naviganti facevano sacrifici prima di
salpare.
TALIA
I personaggi con questo nome erano diversi, fra i quali troviamo:
1) una delle Muse;
2) una delle Cariti;
3) una Ninfa compagna di Cir�ne;
4) la madre dei fratelli Palici.
TALO
1) Era il gigante di ferro costruito da Efesto e da Zeus messo a guardia di
Creta quando vi lasci� Europa.
2) Altro Talo fu un'apprendista di Dedalo. Fu ucciso dal maestro geloso perch�
l'allievo aveva inventato la sega ed il trapano.
TANTALO
Figlio di Zeus e della titanessa Pluto la ricchezza, nacque in Lidia e govern�
a Sipilo. Sposo di Dione o di Eurianassa. Tantalo ebbe tre figli: Pelope, Niobe
e Brotea. Tantalo invidiato per le proprie ricchezze non regnava soltanto in
Lidia ma anche sulla Frigia, sul monte Ida, la piana di Troia e sull'isola di
Lesbo. Ammesso alla mensa degli d�i e avendo ascoltato le loro conversazioni
era divenuto immortale. Per contraccambiare l'ospitalit� un giorno invit� gli
d�i ad un banchetto nella sua capitale Sipilo, dove per onorare gli d�i
intervenuti os� imbandire quanto di pi� caro aveva, il figlio Pelope tagliato
a pezzi e fatto bollire. Il gesto fu interpretato con l'intenzione di mettere a
prova l'onniscenza degli d�i e non con l'intenzione di onorare gli d�i con
quanto aveva di pi� prezioso, ma ad ogni modo sia l'una che l'altra intenzione
risultava essere una nefandezza, la prima perch� metteva in dubbio le qualit�
degli d�i, la seconda per il sacrificio umano che gli d�i olimpi avevano
ripudiato e sostituito con sacrifici di animali. Ritornando al banchetto gli d�i
rifiutarono di assaggiare quel piatto, tranne Demetra che ancora sconvolta dal
dolore per la perdita della figlia Persefone, distrattamente mangi� la carne di
una spalla. Ermes and� nell'Ade a prendere Pelope, Rea ricompose i pezzetti e
fece riemergere dal calderone il giovane pi� bello che mai, la spalla mangiata
venne sostituita con una d'avorio. Il sacrificio di Pelope non fu l'unica empiet�
di Tantalo, infatti invitato alla mensa degli d�i egli avrebbe rubato nettare
ed ambrosia per darla ai propri amici mortali ed avrebbe divulgato i segreti
appresi dagli d�i. Per queste offese Tantalo venne relegato nel Tartaro dove
tormentato dalla fame e dalla sete, legato ad un albero da frutto, immerso
nell'acqua di una palude non riesce a berla perch� appena si avvicina l'acqua
si ritrae e ogni volta che cerca di raccogliere un frutto i rami si allontanano
ed inoltre un enorme masso incombe sul suo capo minacciandolo di schiacciargli
il cranio a ogni momento, facendolo cos� vivere in una condizione di perenne
terrore.
TARASSIPPO
demone che faceva imbizzarrire i cavalli nelle curve degli ippodromi.
TARG�LIE
festa che veniva celebrata il 6 e il 7 di targellione, forse in onore di Apollo,
prima del raccolto. Un ateniese, scelto come capro espiatorio, veniva condotto
in processione per le vie della citt�, percosso e poi cacciato. Il giorno dopo
si offrivano al dio le primizie del raccolto.
TARTARO
figlio dell'Etere e della Terra, padre dei Giganti dei tempi primordiali. I
Greci chiamarono Tartaro il luogo sotterraneo in cui Zeus precipit� e imprigion�
i Titani. Il nome indic� poi quella parte dell'Inferno in cui i malvagi
subivano atroci tormenti, e anche, in generale, l'Inferno, o Ade, o Erebo
Dall'unione di Tartaro con Gea nacque Tifone.
TAUMANTE
Figlio di Gea e del P�nto. Padre di Iride e delle Arpie avute dalla sua unione
con l'Oceanina Elettra.
TEA
Figlia di Oceano e di Teti e madre di Elio, di Selene e di Eos (Il sole, la luna
e l'aurora). Altra Tea fu la profetessa figlia di Chirone che sedotta da Eolo fu
mutata da Poseidone nella cavalla Euippe per sottrarla alle ire del padre, nelle
spoglie di cavalla partor� la puledra Melanippe.
TEBE
Figlia di Asopo e di Metope e sposa di Zeto che per amore diede il nome della
moglie alla citt� che fino a quel momento era chiamata Cadmea.
TELEFO
Figlio di Eracle e di Auge, esposto da bambino fu nutrito da una cerva. Da
adulto spos� Argiope. Si oppose al passaggio attraverso le sue terre
dell'esercito greco, ma Achille lo fer� con la sua lancia, dal cui colpo non si
poteva guarire se non per il contatto con la stessa. Dato che l'oracolo aveva
predetto che Troia non poteva essere presa se Telefo non fosse stato in campo
coi Greci, Ulisse fece un medicamento nel quale aveva mischiato un po' della
ruggine raschiata dalla lancia di Achille e lo fece guarire e cos� diede dei
validi consigli ai Greci.
TELEGONO
Figlio di Ulisse e di Circe. Cos� come aveva vaticinato Tiresia fu parricida
inconsapevolmente. Inviato da Circe alla ricerca di Ulisse per farsi da lui
conoscere, approd� ad Itaca e per sfamare l'equipaggio della sua nave sfornita
di viveri cominci� a devastare la campagna, provocando l'intervento di Ulisse
che fu da lui ferito a morte. Ulisse morente ricordando la predizione di Tiresia
si fece condurre davanti lo straniero e cos� ebbe la spiegazione del tragico
evento. Atena accorsa inutilmente in aiuto del suo protetto non pot� fare altro
che confortarlo e convincerlo ad arrendersi ai voleri del Fato. Morto Ulisse,
Atena volle che Telegono sposasse Penelope, dalla quale ebbe Itaco che fu
fondatore di Preneste e di Tuscolo.
TELEMACO
Figlio di Ulisse e di Penelope. Quando il padre part� per la guerra di
Troia, Telemaco era appena nato, poi, mentre Ulisse era tenuto lontano da Itaca
dall'odio di Poseidone, tenne a bada i pretendenti della madre e si mise in
viaggio per raccogliere notizie su di lui. Quando Ulisse rientr� in patria, fu
al suo fianco nel cacciare gli arroganti pretendenti e preg� il padre perch�
risparmiasse la vita al cantore Femio e all'araldo Medonte.
TELESFORO
Era il dio dei convalescenti, accompagnava Asclepio.
TEMI
1) Figlia di Urano e di Gea, fu la prima moglie di Zeus col quale ebbe le
Ore e le Moire. Tra Temi ed Era, seconda moglie di Zeus stranamente esistevano
rapporti molto cordiali. Temi non � la dea della Giustizia come erroneamente si
crede, ma la dea delle leggi naturali e perci� vigila su quanto � lecito ed
illecito, regola la convivenza fra gli d�i, fra i mortali e i due sessi. La
Giustizia invece � rappresentata da una delle Ore, Dike (figlia di Temi).
2) Si chiam� Temi anche una Ninfa figlia di Ladone e madre di Evandro per
volere di Ermes.
TEOFANE
figlia del re di Tracia Bisalte, amata da Posidone che la rap� e la condusse
nell'isola di Crumissa. Posidone aveva trasformato se stesso in un ariete e
Teofane in una pecora; dalla loro unione nacque un ariete dal vello d'oro.
TERAMBO
Figlio di Poseidone, per avere insultato delle Ninfe fu da loro mutato in
scarafaggio.
TESEO
Figlio di Egeo re di Atene e di Etra figlia di Pitteo re di Trezene. Per motivi
a noi sconosciuti Pitteo volle che il matrimonio restasse segreto. Egeo non
potendo rimanere a corte da Pitteo dovette ritornare ad Atene per curare gli
affari dello stato, nel momento di partire disse ad Etra che il figlio che
sarebbe nato doveva essere chiamato Teseo e quando avrebbe avuto la forza e l'et�
per andare a conoscere il padre doveva portarlo dinanzi all'enorme macigno sotto
il quale Egeo aveva riposto la sua spada e i suoi sandali: il figlio avrebbe
dovuto sollevare il macigno con le proprie forze e se fosse stato capace di
tanto avrebbe dovuto prendere spada e sandali e andare dal padre ad Atene.
Qualche tempo dopo nacque Teseo. Allevato a Trezene nella casa del nonno, aveva
appena sette anni quando giunse Eracle che per presentarsi al re aveva tolto la
pelle del leone Nemeo che l'eroe era solito indossare sopra la tunica. Teseo che
stava giocando coi suoi coetanei entr� con essi in quella stanza: nel vedere la
pelle del leone la scambiarono per un leone vivo e fuggirono spaventati, meno
Teseo che impugnata una scure che si trovava l� per caso si avvent� contro la
belva per ucciderla, ma quando fu vicino si accorse dell'equivoco e scoppi� a
ridere. A sedici anni fu condotto dalla madre dinanzi al macigno sotto il quale
il padre aveva riposto la spada e i sandali. Il giovane senza sforzo sollev� il
macigno e presi sandali e spada li indoss� e part� alla volta di Atene per
andare a conoscere il padre Egeo. La strada che da Trezene portava ad Atene era
infestata dai briganti e nei pressi di Epidauro s'imbatt� nel terribile gigante
Perifete che con una mazza di bronzo assaliva e uccideva i passanti per
derubarli. Il brigante si slanci� contro Teseo per fargli fare la stessa fine,
ma stavolta fu Perifete ad avere la peggio e caduto a terra morto Teseo gli lev�
la mazza di mano facendone la sua arma preferita. Pi� avanti si imbatt� in un
altro gigante, Sini che uccideva i passanti squartandoli con l'ausilio di due
pini che piegava e legava quindi i malcapitati alle cime dei due alberi che
riprendendo la posizione originaria squartavano il malcapitato. Teseo gli fece
fare la stessa fine che egli riservava alle sue vittime. Oltre Megaride, Teseo
nel passare per uno stretto sentiero di montagna che correva sul ciglio di un
precipizio si imbatt� con un'altro brigante, Scirone che fermava i viaggiatori
li costringeva a lavargli i piedi e poi con un calcio li precipitava nel
burrone. Anche a costui Teseo inflisse la stessa fine. Nelle vicinanze di Eleusi,
Teseo dovette affrontare Procuste. Questi fermava i passanti e dopo averli
derubati li faceva stendere su un letto e tagliava tutto quello che fuoriusciva
dal letto se invece non arrivavano alla misura del letto legandoli con delle
corde li stirava finch� non arrivavano a toccare la sponda inferiore. Teseo
vendic� tutti i malcapitati facendo fare a Procuste la fine che il bandito
faceva fare alle sue vittime. Dopo queste imprese Teseo giunse ad Atene e si rec�
subito a corte facendosi annunciare come un ospite straniero. Sebbene fosse
sera, Egeo lo ricevette e lo accolse benignamente e siccome il giovane gli riusc�
simpatico ordin� per il giorno successivo un banchetto in suo onore. Medea che
era moglie di Egeo convinse il vecchio re che il giovane era venuto per
ucciderlo e cos� prepar� una coppa di vino avvelenata e durante il banchetto
Egeo porse al giovane la coppa avvelenata. Teseo presa la coppa in mano
nell'alzarsi per fare il brindisi con la spada urt� il tavolo attirando cos�
l'attenzione dei presenti sulla spada, Egeo riconobbe subito la spada e cap�
che Teseo era suo figlio, allora con una manata fece cadere la coppa fatale e
abbracci� teneramente il figlio. Egeo riconosciuta cos� la malvagit� della
sposa la allontan� dalla reggia e dal paese. Teseo fu cinto della regalit� del
padre e il giovane si avvalse del potere per consolidare sul suo popolo il
potere che con suo padre era diventato vacillante. Teseo libera Atene dal
tributo che doveva pagare al re di Creta Minosse, mandando periodicamente sette
giovanetti e sette fanciulle per essere dati in pasto al Minotauro: aiutato da
Arianna, la bella figlia del re Minosse Teseo riesce a entrare nel Labirinto,
uccide il mostro e porta in salvo gli ostaggi e Arianna, che promette di
sposare. Invece nel viaggio di ritorno, abbandona la giovane dormiente
nell'isola di Nasso. Dimentico di sostituire alla nave che lo porta la vela nera
con una bianca lascia credere al padre Egeo che il figlio sia morto; il vecchio
dalla disperazione gi getta nel mare che da allora porta il suo nome. Teseo fa
una spedizione contro le Amazzoni e s'impadronisce di molte di queste donne col
tradimento. Sposa poi una di esse, Antiope da cui ha un figlio, Ippolito. Morta
Antiope, Teseo sposa Fedra la quale s'incapriccia di Ippolito; poich� questi la
respinge, la perfida donna l'accusa presso il padre. Teseo maledice il figlio
che per effetto di tale maledizione subisce una tragica fine; Fedra vinta dai
rimorsi, si uccide. Fatta amicizia con Piritoo, re dei Lapiti, Teseo prende
parte alla lite dei Lapiti coi Centauri. Accompagna poi Piritoo nell'Erebo,
quando costui vi scende per rapire Persefone. L'impresa finisce male; Teseo
viene poi liberato da Eracle e torna ad Atene. Il suo trono � occupato da un
usurpatore, il suo popolo non lo vuole pi�. Triste si rifugia a Sciro, il re
dell'isola, Licomede, lo uccide a tradimento. Dopo secoli le sue spoglie vengono
riportate ad Atene e il popolo lo venera come l'eroe nazionale della stirpe
ionica.
TESPIO
Quando Eracle stava cacciando il leone Nemeo era ospite di re T�spio, il povero
re aveva cinquanta figlie molto irrequiete e temendo che potevano darsi ad amori
sconvenienti decise di approfittare della presenza di Eracle per fargli fare un
figlio ad ognuna. Gli offr� perci� la primogenita Procri come compagna di
letto ed Eracle ben felice non disdegn� tanta ospitalit�. Ma T�spio ogni
notte gli mandava una figlia diversa tranne l'ultima che volle serbare vergine.
Un'altra versione dice che Eracle le possedette tutte in una notte.
TETI
Due sono i personaggi col nome di Teti;
1) una � Tethys che fu sposa di Oceano e madre dei fiumi e delle Oceanine.
2) L'altra � Thetis (una oceanina) detta anche Tetide, figlia di Nereo e di
Doride e perci� nipote di Tethys. Thetis accolse il piccolo Efesto quando fu
gettato dalla madre dall'Olimpo. Thetis spos� Peleo e dalla loro unione nacque
Achille, Efesto per sdebitarsi forgi� l'armatura del pelide.
THANATOS
Personificazione della Morte, era figlio della Notte e fratello di Ipno (il
Sonno).
TICHE
Dea del destino aveva il potere di decidere la fortuna dei singoli e della
collettivit�. I Romani la identificarono con la dea Fortuna.Ogni citt� aveva
la propria dea Tiche figurata con una corona turrita in capo e con in mano dei
simboli di buon augurio.
TIFONE
personificazione del vento impetuoso del Sud, il mito � originario dell'Asia
meridionale, da dove pass� in Egitto e poi in Grecia. Gli Egizi lo
chiamarono Set o Seteh. Per i Greci era un essere mostruoso dalle
cento teste e dalla forza immane, chiamato anche Tifeo era figlio di Gea e di
Ade. Unitosi con Echidna gener� altri esseri mostruosi come lui i quali erano:
il cane Cerbero, l'Idra di Lerna, Ladone e Ortro. Il mito di Tifone � molto
complesso e ha numerose varianti di cui una, data da Omero, fa del mostro un
Titano con 100 teste di serpente, vomitanti fuoco e fiamme e ciascuna con occhi
di bragia (si tratta dunque di una personificazione dei fenomeni vulcanici). Per
avere osato contendere a Zeus l'impero sul mondo, questo Tifone di Omero venne
fulminato e poi sepolto sotto l'Etna, dove non cess� di agitarsi
formidabilmente. Altro Tifeo fu il figlio che Era ebbe senza partecipazione
maschile.
TIIA o THYIE
Figlia di Castalio o del fiume Celso, fu la prima sacerdotessa di Dioniso. Dalla
sua unione con Apollo nacque Delfo che diede il suo nome alla citt� divenuta
famosa per l'oracolo.
TINDAREO
Eroe greco dalla incerta genealogia. Fu re di Sparta e marito di Leda amata da
Zeus in forma di cigno. Cedette il suo trono a Menelao, sposo di Elena.
TION�O
(dal greco Thyonaios), epiteto di Dioniso (figlio di Tione).
TIRESIA
Indovino tebano al quale vengono attribuite le pi� strane avventure. Un giorno
mentre era sul monte Citerone gli capit� di vedere due serpi avvinghiate e
uccidendo la femmina fu nello stesso punto mutato in donna e divenne una
prostituta rinomata, sette anni dopo nello stesso punto gli capit� di uccidere
il maschio di serpe e divenne nuovamente uomo. Dato che lui era stato sia uomo
che donna, fu chiamato al cospetto di Era e di Zeus perch� volevano sapere
nell'amplesso amoroso chi godesse di pi�; e Tiresia sentenzi� che fatte le
parti del piacere amoroso pari a dieci, la donna ne riporta tre volte tre e
l'uomo una sola. A questa sentenza Era si arrabbi� e tolse la vista a Tiresia,
allora Zeus per compensarlo gli diede il dono della profezia e la capacit� di
capire il linguaggio degli uccelli. Anche dopo morto ottenne da Ade di
conservare i suoi poteri e di potersene servire, infatti quando Ulisse scese nel
Tartaro, l'ombra di Tiresia lo mise a conoscenza che Poseidone gli era ostile e
che sarebbe riuscito ugualmente a giungere ad Itaca. Si dice anche che fu
Artemide a togliergli la vista perch� sorpresa da lui mentre si vestiva e che
fu sempre Zeus a fargli dono del vaticinio.
TITANI
I Titani erano delle divinit� antichissime, tanto antiche che presso i Greci
non avevano pi� culto, fatta eccezione per Elio e Crono. I Titani erano figli
di Urano e di Gea, erano sei maschi e sei femmine i loro nomi sono: Coio,
Crio, Crono, Giapeto, Iperione e Oceano; Febe, Mnemosine, Teia, Temi, Teti e Rea.
Sposatisi tra di loro da Teia e Iperione nacquero: Elio, Selene ed Eos; da Febe
e Coio nacquero: Apollo, Artemide ed Ecate; da Rea e Crono nacquero:
Demetra, Era, Estia, Ade, Poseidone e Zeus. A sua volta Crono fu spodestato da
Zeus, causando cos� la rivolta dei Titani che il giovane dio mitig� con
l'aiuto dei Ciclopi e dei Centimani. Come si pu� notare le geniture a volte
sono molto contrastate.
TITONE
o Tit�nio, figlio di Laomedonte re di Troia; per la sua bellezza fu amato e
rapito da Eos (l'Aurora), che ottenne da Zeus la sua immortalit�, ma dimentic�
di chiedere che rimanesse eternamente giovane e bello. Perci� Titone invecchi�,
il suo corpo si dissecc�, e per intercessione di Eos, rimasta a lui
affezionata, gli dei lo mutarono in una cicala.
TIZIO
gigante, figlio di Zeus e di Elara. Secondo una tradizione fu ucciso da Apollo e
Artemide per aver tentato di violentare Latona. Nell'Ade fu condannato a
rimanere immobile mentre due avvoltoi gli rodevano il fegato
TRITONE
Figlio di Anfitrite e di Poseidone. Uomo nella parte superiore e pesce nella
parte inferiore. Abitava i mari era un abile amatore ed era circondato dalle
Nereidi, rivolse le sue attenzioni anche ad Ecate. Con la Buccina soffiandoci
dentro poteva sollevare tempeste o placare le acque.
TRITT�LEMO
figlio di Celeo, re di Eleusie, allevato da Demetra, per riconoscenza verso
Celeo che l'aveva ospitata nella sua casa quando, durante il suo pellegrinaggio
alla ricerca della figlia Persefone, si era presentata sotto l'aspetto d'una
povera vecchia. Per ricompensarlo, la dea insegn� a Trittolemo le pratiche
dell'agricoltura, affidandogli l'incarico di diffondere nel mondo questo
insegnamento.
TROIA
Citt� della Troade, chiamata propriamente Ilio dai Greci, teatro della
decennale guerra. Secondo la leggenda sarebbe stata fondata da Troe, nipote di
Dardano e padre di Ilo. Le sue mura sarebbero state costruite da Apollo e da
Poseidone come espiazione per il tentativo di rovesciare Zeus. La rocca di Troia
aveva il nome di Pergamo. Negli ultimi decenni del secolo scorso Heinrich
Schliemann esegu� scavi l� dove riteneva dovessero trovarsi i resti
dell'antica Troia e in uno degli strati archeologici rinvenuti credette di poter
identificare le rovine della citt� descritta da Omero. Nuovi scavi furono
successivamente eseguiti da altri archeologi (soprattutto da Dorpfel), i quali,
pur con alcune varianti, confermarono la tesi di Schliemann. Gli studiosi
ritengono ormai concordemente che la Troia omerica sia veramente esistita e
abbia raggiunto un notevole grado di civilt�, e che il conflitto coi popoli
greco asiatici fu certo determinato da rivalit� economico-commerciali.
TROILO
l'ultimo dei cinquanta figli di Priamo. Era destino che Troia non fosse presa
finch� Troilo vivesse, ma egli, temerariamente, volle combattere con Achille,
che lo uccise; poco dopo la citt� fu presa dai Greci.
X�NIA
termine con cui venivano definiti i doni che si scambiavano gli ospiti greci e
romani.
ULISSE
Il vero nome di questo eroe era Odisseo, nome dal significato formidabile
datogli dal nonno. Ulisse che significa Lo zoppo in riferimento alla
ferita riportata alla coscia in una battuta di caccia, fu l'epiteto che i
romani preferirono usare per questo personaggio. Figlio di Anticlea e di
Laerte, da parte materna Ulisse � nipote di Ermes. Secondo una leggenda,
diversa da quella omerica, Ulisse, dopo l'uccisione dei Proci, avrebbe lasciato
il regno a Telemaco e si sarebbe esiliato nelle selve dell'isola, per sfuggire
alla profezia dell'oracolo secondo la quale sarebbe morto per mano di un suo
figlio; Ulisse infatti voleva evitare che Telemaco si macchiasse d'un delitto
tanto atroce. Ma (al Fato non si sfugge) la profezia, secondo questa leggenda,
si sarebbe avverata ugualmente, poich� Ulisse sarebbe stato ucciso da Telegono,
figlio suo e di Circe, che non aveva riconosciuto in lui il padre. Non stiamo a
dilungarci nelle imprese di questo eroe in quanto largamente note e
studiate a scuola nella famosa Odissea.
UR�NIA
1) una delle nove Muse: quella dell'Astronomia e della Poesia didascalica,
figlia di Zeus e di Mnemosine. Secondo altri mitografi essa sarebbe invece
figlia di Urano e di Gea.
2) epiteto di Afrodite, come dea dell'amore puro celestiale, opposta ad Afrodite
Pandemia, dea dell'amore materiale, volgare.
URANO
Figlio e sposo di Gea, padre dei Titani, dei Ciclopi e degli Ecatonchiri. Il
figlio Crono per spodestarlo si arm� di una falce e nascostosi evir� Urano
mentre stava per accoppiarsi con Gea; dal sangue uscito Gea concep� le Erinni,
i Giganti e le Ninfe Melie, mentre dai genitali caduti in mare nacque Afrodite.
VELLO D'ORO
Era la pelle dell'ariete nato da Teofane e da Poseidone, donato poi da Ermes a
Nefele, moglie di Atamante e madre di Frisso e di Elle. Quando per gli intrighi
di Ino i due ragazzi dovettero essere sacrificati, la madre li fece fuggire in
groppa al sacro animale; durante il viaggio Elle cadde e mor� nel mare che da
allora ne porta il nome (Ellesponto), ma Frisso giunse in Asia Minore dove
sacrific� il montone a Zeus. Il vello, che arrecava ricchezza e potenza a chi
lo possedeva, fu donato a Eeto re di Colchide, e appeso a una quercia del bosco
sacro di Ares, sorvegliato notte e giorno da un dragone. Proprio per riportare
in Grecia questo prezioso cimelio fu organizzata la spedizione di Giasone e
degli Argonauti.
V�NTI
Figli di Urano e di Gea, erano sotto il dominio di Eolo loro re. Il loro regno
era ubicato a Lipari dove Eolo teneva i V�nti racchiusi in una caverna, dopo
che avevano arrecato grandi danni alla Sicilia staccandola dal continente.
ZACORI
Erano molto simili ai nostri sagrestani. Il loro compito era quello di curare la
manutenzione, la pulizia e la custodia dei templi. In seguito divennero
aiuto-sacerdoti con manzioni di ispettori ed economi dei templi. A questa carica
potevano accedere anche le donne.
ZEFIRO
Il Vento occidentale, figlio del titano Astreo e di Eos. Accolse Afrodite
alla sua nascita e la port� prima a Citera, poi a Cipro, e fu lo unico vento
lasciato libero da Eolo perch� spingesse la nave di Ulisse verso Itaca. Rap�
Flora, che lo rese padre di Carpos, dio dei frutti. Provoc� per gelosia la
morte del fanciullo Giacinto che gli preferiva Apollo. A volte viene definito
come il padre dei cavalli immortali di Achille e sposo dell'arpia Podarge.
Z�TO
figlio di Zeus e di Antiope, gemello di Anfione, che simboleggia la forza
fisica. Vendic� la madre dai torti subiti da Lico e da Dirce, costru� le mura
di Tebe.
ZEUS
In tutta la tradizione letteraria greca, e successivamente nel mondo latino
dove assunse il nome di Giove, Zeus appare come il pi� importante e potente
tra gli immortali, colui al quale tutti devono obbedienza. Per sua volont�
il bene e il male era distribuito tra gli uomini che Prometeo aveva creato
col fango, ma anche Zeus era sottoposto al Fato. La sua sede naturale era la
vetta del monte Olimpo; armato del tuono e del fulmine il Tuonante o
il Saettatore, Zeus poteva scatenare la tempesta scuotendo il proprio
scudo, e al suo intervento diretto furono attribuiti, almeno fino all'et�
classica, molti fenomeni naturali. Gli era sacra la quercia e attraverso lo
stormire delle sue fronde egli si manifestava nel santuario oracolare di
Dodona. Altro suo oracolo era il boschetto di Olimpia chiamato Altis.
Figlio del titano Crono e di Rea, Zeus apparteneva alla seconda generazione
divina. Crono, messo in guardia da un oracolo che uno dei suoi figli lo avrebbe
spodestato, divorava la sua prole man mano che veniva al mondo, ma Rea, dopo
avergli dato in pasto Poseidone, Ade, Estia, Demetra ed Era, quando doveva
mettere alla luce Zeus, si rivolse a Urano e Gea perch� lo aiutassero a salvare
la vita del nascituro. Gli antichi dei trasferirono perci� Rea a Lictos,
nell'isola di Creta, dove la madre partor� il bambino divino nel segreto di una
grotta del monte Ida. Dopo la nascita di Zeus, Rea trasse in inganno Crono
presentandogli una grossa pietra avvolta in un panno, che egli inghiott�
convinto di essersi liberato di un altro possibile rivale. La ninfa (o la capra)
Amaltea allev� il futuro re degli dei col latte, mentre la ninfa Melissa lo
nutriva col miele. In ottemperanza allo oracolo, raggiunta l'et� adulta, Zeus
volle impadronirsi del potere detenuto da Crono. Su consiglio di Gea o di Metide, fece ingerire al padre una droga che lo obblig� a vomitare i figli che
aveva inghiottito, e primo fra tutti il sasso che gli era stato presentato al
suo posto. Tale macigno venne successivamente posto dallo stesso Zeus a Delfi
dove divenne oggetto di venerazione come omphalos, ombelico o centro della terra
e del mondo. Appoggiato dai fratelli e dalle sorelle riportati in vita, Zeus
spodest� Crono, quindi combatt� i Titani; dopo la vittoria ebbe in sorte il
cielo, mentre ai fratelli Poseidone e Ade andarono rispettivamente il mare e il
regno dei morti; la terra rimase dominio comune. Dopo aver domato la rivolta dei
Giganti che avevano attaccato il cielo, come ultima prova e per ottenere il
dominio assoluto sul mondo, Zeus affront� in una lotta grandiosa il mostro
Tifone. Dio provvidenziale, cosciente della propria responsabilit�, Zeus non si
lasciava trasportare dai propri capricci come gli altri dei dell'Olimpo, a meno
che non si trattasse di capricci amorosi. Dalle sue unioni divine nacquero dei e
dee che sedettero nel gran consesso degli Olimpi; i suoi amori con donne mortali
generarono altri dei o stirpi di eroi. La prima delle spose di Zeus in ordine di
tempo fu Metide, quindi venne Temi. Quest'ultimo matrimonio ha un evidente
valore simbolico perch� gener� l'Ordine eterno e la Legge. Una tradizione
vuole Zeus unito a Dione che gli avrebbe partorito Afrodite. Le unioni divine
continuano con Ermione, Demetra, Mnemosine e Latona. Soltanto a questo
punto si pose il matrimonio sacro di Zeus con la sorella Era, la
sposa ufficiale. Anche le passeggere unioni di Zeus con donne mortali furono
innumerevoli. Tra i figli avuti, i pi� famosi, a parte Eracle e Dioniso che
vennero accolti tra gli Olimpi, furono gli eroi Tantalo e Perseo. Non vi era
regione del mondo ellenico che non si vantasse di avere come eponimo un figlio
nato dagli amori di Zeus: i Lacedemoni si dicevano discendenti del dio e della
ninfa Taigete; gli Argivi si riconoscevano in Argo, i Cretesi vantavano la loro
origine dai figli di Europa. Allo stesso modo i grandi protagonisti delle
leggende e molti degli eroi si ricollegavano a lui: � il caso di Menelao che
discendeva da Tantalo, o di Achille discendente di Eaco. Il padrone del mondo
spesso sceglieva a capriccio le sue amanti e le prendeva con grande malizia e
furbizia, cambiando aspetto o forma, lasciando poi le sue vittime esposte alla
vendetta della gelosa e oltraggiata moglie Era. E' quanto accadde alla tenera
Io, a Callisto, o a Europa; accadde anche a Semele che pure gli concep� il
divino Dioniso. Altre volte, nella volont� di Zeus di dare figli a donne
mortali, i poeti e i mitografi hanno voluto ricercare un atto provvidenziale:
Leda che egli fecond� sotto forma di cigno, doveva partorire Elena affinch�
provocasse un conflitto sanguinoso che facesse diminuire la popolazione troppo
numerosa della Grecia e dell'Asia; dall'inganno perpetrato nei riguardi di
Alcmena nascer� Eracle, l'eroe destinato a liberare il mondo dai mostri.
L'iconografia ci presenta il dio in vari atteggiamenti: nudo mentre scaglia la
folgore; tranquillo mentre impugna la folgore e si appoggia allo scettro; eretto
col corpo parzialmente avvolto nelle vesti; seduto, impugnante con la destra lo
scettro sormontato da un'aquila e recante con la sinistra protesa una Nike.
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