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  Mitologia romana

AB�ONA              
Divinit� romana protettrice dei viaggiatori, altra divinit� simile era Adeona protettrice di quelli che tornavano.

ABILLIO 
Nome del figlio che nel Ratto delle Sabine, Romolo ebbe da Ersilia.

ABLEGMINA   
Nome dato a quella parte delle viscere degli animali immolati  nei sacrifici che si soleva offrire alla divinit�.

ABNOBA  
Dea silvestre e delle sorgenti,  identificata con Diana col nome di Diana Abnoba.Era venerata nella Foresta Nera.

ABORIGENI       
Questa parola, vuole designare quelli che sono senza origine, e cio� i popoli primitivi di ciascun paese. In questo modo sono chiamati gli abitanti autoctoni del Lazio che, fusisi con i Troiani, si chiamarono poi Latini dal re Latino.

ACATE    
Il fido compagno d'Enea, col quale, approdando alle promesse rive del Lazio, salut� per primo col nome d'Italia.La terra promessa dai fati.

ACCA LARENZIA    
In Acca Larenzia si mescolano mito e leggenda. Da un lato, essa �, un antichissima dea etrusca, acquisita dai Romani come prostituta semidivina protettrice dei plebei. Dopo aver passato una notte di preghiere nel tempio di Eracle, per volere del semidio incontr� un uomo ricchissimo che sposatala, la lasci� erede di una immensa fortuna, che a sua volta lasci� al popolo romano, che festeggiava la donazione con le feste dette Larentali, ricorrevano il 23 dicembre. Acca � anche chiamata Faula o Fabula simbolo latino di donna di facili costumi. Pi� tardi il nome di Acca Larenzia fu attribuito alla moglie del pastore Faustolo che aveva trovato Romolo e Remo. Pur essendo gi� madre di dodici figli, i cosiddetti fratres arvales, Acca Larenzia allatt� e allev� anche Romolo e Remo. Dato che con la parola lupa i romani chiamavano le prostitute, ecco una spiegazione razionale, sebbene meno romantica, per la storia secondo cui Romolo e Remo erano allattati da una lupa.

ACESTE       
Figlio del dio fluviale Crimiso in Sicilia, e di Egesta, nobile donna Troiana, accolse con cordiale ospitalit� Anchise ed Enea, erranti alla faticosa ricerca della patria originaria della loro famiglia. Aceste fece, seppellire con grande onore sul monte �rice, il vecchio padre di Enea, Anchise.

ADEONA       
Divinit� che proteggeva coloro che facevano ritorno dai viaggi.

ADOREA          
Divinit� romana che rappresentava la Vittoria.

AEDES     
Significa casa e per i romani aveva due valori: Sepolcro nel senso di casa del defunto e tempio come casa del dio. Vi � per� una precisa differenza fra Aedes e tempio. L'Aedes dopo la consacrazione del Pontefice era esclusivamente luogo di culto. Il tempio era inaugurato dall'Augure e oltre che per funzioni sacre era usato anche per funzioni civili. Il rito di consacrazione dell'Aedes era chiamato Dedicatio e ogni anno si celebrava la ricorrenza. L'Aedes era protetta dallo stato e l'affidava alle cure dell'Adituus. Anche i privati potevano costruire Aedes che non erano consacrate dal pontefice e non erano sotto la protezione dello stato. Con Aedicula si intendeva il diminuitivo di Aedes, era una specie di cappella che poteva trovarsi anche dentro un tempio o ai crocevia. Con lo stesso nome si designava anche la cappella di famiglia.

AGATODEMONE   
I greci tenevano la sua effigie nelle loro case come buon auspicio poich� era il genio buono. La sua effigie era un piccolo serpente con la testa coronata e la coda con un fiore di loto, oppure come giovane che reggeva la cornucopia in una mano e nell'altra un mazzo di spighe e papaveri. Agatodemonisti erano chiamati dai romani la gente che non beveva altro.

AGENORIA     
Dea dell'Iniziativa, dell'Intraprendenza e dell'Industria. Era venerata dai romani anche col nome di Strenua. Aveva un tempio sull'Aventino.

AGONIUM INDIGETIS     
Vedi Indigeti.

AIO LOCUZIO        
Divinit� latina, era onorata a Roma per dare una speciale forma di culto al dio Ignoto che aveva parlato per avvisare i Romani che i Galli si apprestavano ad invaderli.

ALBUNEA         
Sibilla latina che dava i suoi oracoli vicino a Tivoli e per questo era chiamata Tiburtina.

ALMA            
Epiteto di Cerere che significa la Nutrice.

ALMONE     
Dio fluviale romano ritenuto padre della ninfa Lara.

AMATA            
Moglie del re del Lazio e madre di Lavinia, desiderosa di farle sposare Turno re dei R�tuli invece di Enea al quale il padre Latino l'aveva promessa. Amata incit� Turno perch� facesse guerra al rivale e quando questi lo uccise, Amata si tolse la vita.

AMORE           
Per i Greci Eros, per i Romani Cupido, era rappresentato come un giovanetto nudo di grandissima bellezza armato di un arco col quale scagliava le infallibili frecce dalla cui ferita nasceva il mal d'amore. Era la personificazione della forza irresistibile che spinge gli esseri umani uno verso l'altra. Era venerato non solo come dio dell'amore ma anche come protettore delle amicizie fra gli uomini. Figlio di Afrodite e di Ares appena nacque Zeus al solo guardarlo conobbe quanti guai avrebbe combinato quel bimbo e cerc� di convincere Afrodite a sopprimerlo. Allora Afrodite per salvarlo da Zeus lo fece allevare di nascosto nei boschi dove le bestie feroci lo allevarono e nutrirono. Appena il bimbo crebbe abbastanza da utilizzare un arco se ne costru� uno di frassino e le frecce di cipresso, impar� da solo l'uso dell'arma addestrandosi con gli animali nell'arte di ferire gli uomini e gli d�i. Non risparmi� nemmeno la madre che scoccandole a tradimento una freccia la fece innamorare di Adone (unico amore della dea) che fu ucciso da Ares ingelosito. Afrodite gelosa della bellezza di Psiche preg� Amore perch� la facesse innamorare del pi� povero dei mortali per togliersela davanti. Il dio vedendo la ragazza ne rest� incantato e l'am� senza rivelarle chi egli fosse e senza farsi mai guardare altrimenti lo avrebbe perso. Psiche incitata dalle sorelle non resistette alla tentazione ed una notte accesa una lampada lo guard�, ma il dio svegliatosi di soprassalto per uno schizzo d'olio spar�. Psiche cerc� inutilmente il suo amore anzi Afrodite la umiliava ed angustiava durante le sue ricerche. Infine i due si ritrovarono e Amore ottenne da Zeus che la sua amata fosse posta fra gli immortali. Dalla loro unione nacque la Volutt�.

AMULIO            
Fratello di Numitore spodestato del regno di Alba Longa costrinse la figlia (Rea Silvia) di lui a farsi vestale per non avere da Rea Silvia chi potesse contestargli il trono.

ANCHISE          
Eroe di Troia, figlio di Capi e di Temi cugino di Priamo e padre di Enea, figlio avuto da Afrodite, per essersi vantato del favore della dea fu da lei punito con la cecit�. Dopo la caduta di Troia fu salvato dal figlio che lo port� a spalla. Durante il viaggio verso l'Italia, mor� a Trapani dove il figlio gli diede onorata sepoltura sul monte Erice dove c'era un tempio consacrato ad Afrodite. Enea sceso nell'aldil� incontra il padre che gli d� le profezie sulla grandezza di Roma e l'Eneide cos� recita:

  ... ma tu,
Romano ricorda che i popoli devi al tuo cenno piegare
questa sar� la tua arte
e imporre di pace sicura le norme, e grazia concedere ai vinti
e debellare i superbi
.
(VI)

ANCILI          
Cos� erano chiamati i dodici scudi sacri di cui solo uno era autentico e gli altri imitazioni. Quello autentico era caduto dal cielo a Numa Pompilio quale segno di consenso degli dei ai quali aveva chiesto la protezione di Roma. Per paura che lo scudo potesse essere rubato Numa Pompilio ne fece fare altri undici uguali da Veturio Mamurio. Gli Ancili erano custoditi sul Palatino nella Curia Saliorum e portati in processione dai sacerdoti Salii ogni primo di marzo.

ANGERONA        
Dea romana addetta alla protezione delle tonsille e della angina, aveva pure il compito di proteggere gli amori segreti. Era raffigurata con l'indice della mano destra portato alle labbra, il 21 dicembre si celebravano le sue feste dette angeronalie.

ANNA         
Sorella della fenicia Didone, dopo la morte della quale si ritir� a Malta. Avendo il fratello Pigmalione cercato di farla tornare in Fenicia, essa and� in Italia a sorvegliare Enea per l'abbandono del quale la sorella si era data la morte, ma incappata nella gelosia furiosa di Lavinia (moglie di Enea) si gett� nel fiume Numicio trasformandosi in ninfa.

ANNA PERENNA         
Divinit� latina dell'anno, le sue feste si celebravano con banchetti e giochi, si celebravano a Roma in concomitanza alle Idi di Marzo.

ANNONA          
I romani intendevano con questa parola la raccolta di vettovaglie per l'esercito e la distribuzione dei generi alimentari al popolo da parte dello stato. Per dare maggiore importanza a questa attivit� fu personificata nella dea Annona ancella di Cerere e raffigurata con la Cornucopia il moggio e le spighe di grano.

ANTANDRO         
Porto della Frigia dal quale salp� la flotta di Enea alla volta dell'Italia.

ANTEVORTA      
Aggettivo di Carmenta, divina veggente che secondo la tradizione, sarebbe venuta col figlio Evandro nel Lazio dall'Arcadia. Era invocata per proteggere i bambini dalle Striges, uccelli notturni che si credeva succhiassero il sangue dei bimbi in culla, e delle partorienti nelle doglie. Si credeva che Carmenta conoscesse il passato e il futuro, essa fu pure chiamata Antevorta, Postvorta e Prorsa.

APEMO        
Con questo epiteto che vuol dire: apportatore di ogni bene. Giove aveva un tempio a lui dedicato a Roma.

APOLLO         
Senza dubbio dopo Zeus, Apollo � il dio pi� importante della mitologia greca. Il mito di Apollo � legato a quello di Artemide (sorella gemella di lui) con le differenze sessuali ed ha un carattere parallelo. Latona sedotta da Zeus pellegrin� a lungo sulla terra per sfuggire all'ira di Era, nessuno volle ospitarla per timore della vendetta della tremenda dea, finalmente giunse a uno scoglio errante sul mare che la ospit� e in prossimit� del parto lo scoglio si fiss� al fondo marino con delle colonne diventando cos� l'isola di Delo. Assistita dalla dea Iride Latona partor� i due gemelli Apollo e Artemide dopo un lungo e laborioso travaglio. Le due divinit� hanno un che di misterioso e inavvicinabile che incute rispetto, entrambi munite di arco colpiscono da lontano e chi � colpito dai loro dardi muore senza soffrire. Apollo rappresenta l'autocontrollo, l'autoconoscenza e il senso della misura nel suo tempio a Delfi stava scritto Conosci te stesso. Egli si occupa anche delle espiazioni, delle purificazioni, delle guarigioni e tale compito gli rimane anche dopo avere dato le sue propriet� mediche al figlio Asclepio. Apollo � anche un dio profetico e dio del giusto e della purezza ed anche della musica difatti � rappresentato con la lira a capo delle Muse. Esso fu identificato anche con Elio e era immaginato alla guida d'un carro tirato da quattro cavalli e col quale conduceva il Sole per il cielo. Identificato come un giovane bellissimo e nudo. Il centro del suo culto era Delfi dove c'era anche il suo famoso oracolo e dove ogni quattro anni si celebravano in suo onore i giochi pitici. I romani lo venerarono come protettore della salute e come dio della divinazione in suo onore celebravano i giochi detti Ludi Apollinares.

APONA       
Fontana vicino Padova che guariva tutte le malattie.

AQUILICIO         
Sacrificio agli d�i per ottenere il beneficio della pioggia.

AQUILONE       
Vento freddo di nord-est figlio di Eolo e dell'Aurora, era raffigurato come un vecchio coi capelli bianchi e con la coda di serpente e recava in mano un piatto di olive a simboleggiare le frequenti bufere che scatenava ad Atene citt� di Atena alla quale era consacrato l'olivo.

ARA        
Luogo dove si compivano i sacrifici agli dei per mezzo del fuoco. Presso i romani si intendevano gli altari dedicati agli d�i e in senso estensivo ad ogni monumento commemorativo di una certa dimensione.

ARCULO       
Divinit� che presiedeva alle fortificazioni e alle piccole citt�.

ARGENTINO          
Figlio della dea Pecunia e dio dell'Argento.

ARUNTE      
Guerriero etrusco che con una freccia uccise la guerriera volsca Camilla.

ARVALES FRATRES     
A Roma era un collegio sacerdotale. Erano in numero di 12 (Nei periodi imperiali il loro numero di tanto in tanto era superiore). e ogni anno alla fine di maggio celebravano gli Ambarvalia, feste religiose per la purificazione dei campi e per impetrare il buon raccolto. Nel Museo Capitolino vi sono frammenti degli annali (Acta frarum Arvalium) che essi incidevano su pietra per ricordare i pi� importanti avvenimenti religiosi e politici di Roma.  Gli Arvali si dedicavano al culto della Madre Terra (Dia). La loro sede era sul Palatino e poi fu spostata nel lucus deae Diae (bosco sacro alla dea Dia).I sacerdoti recitando il Carmen Arvale invocavano la protezione dei Lari e di Marte che inizialmente era una divinit� campestre.

ARVALI 
gli dei del Lazio antichissimo che proteggevano l'agricoltura. Fra essi: Dia, Marmar, Cerere, Libero, ecc.

ASCANIO o IULO     
Figlio di Enea e di Cr�usa, continu� la guerra contro gli etruschi ed ucciso il loro re, fond� Alba Longa che fece capitale del suo regno, accolse nella citt� la matrigna Lavinia che temendo di essere odiata da lui vagabondava per i boschi col piccolo figlio Latino Postumo che succedette ad Ascanio.

ASCLEPIO         
Asclepio per i Greci, Esculapio per i Romani, era il dio della medicina. Dalle origini incerte non � chiaro se in origine fosse una divinit� sotterranea della Tracia o se come nel caso di Imhotep in Egitto, un uomo realmente esistito che per la sua bravura in tale scienza fu elevato a divinit�. Pindaro racconta che Asclepio era stato generato da Apollo e Coronide figlia di Plegia, re dei Tessali. Coronide prima di partorire si innamor� di un comune mortale di nome Ischi. Apollo furioso per il tradimento fece trafiggere l'infedele dalla sorella Artemide con una delle sue frecce. Quando la salma di Coronide si stava consumando nel rogo, Apollo le strapp� dal grembo il frutto del loro amore, Asclepio. Apollo salvato che ebbe il figlio lo affid� alle cure del centauro Chitone che lo educher� all'arte medica e all'uso delle armi. Per� fattosi adulto Asclepio sceglier� di alleviare le sofferenze umane con la medicina. La leggenda afferma che Egli avrebbe guarito le Pretidi dalla pazzia, i Fineidi dalla cecit� e Eracle dalle ferite. Crescendo la sua notoriet�, cresce pure la sua ambizione e cos� vuole sconfiggere la morte. Cos� inizia a resuscitare i morti: Orione, Ippolito, Capaneo e tanti altri. Con questo egli per� supera i limiti imposti da Zeus, il quale irato lo fulmina. La morte del figlio causa l'ira di Apollo che in un momento di collera uccide i Ciclopi rei di aver forgiato le saette a Zeus, fatto questo abbandon� per molto tempo l'Olimpo. Asclepio ebbe da Lampezia quattro figlie: Panac�a (guariva tutti i mali), Iaso (provocava le malattie), Ig�a (personificazione della salute) ed Egle. Gli attributi di Asclepio erano: lo scettro, la verga e il rotolo di libro. Gli erano sacri il serpente, il cane, le oche e il gallo.

ASILO         
Immunit� data da un luogo sacro e poi il luogo stesso. Questa usanza era molto diffusa presso i Greci, essi pensavano che la santit� di un luogo, tempio o bosco si trasmettesse a chi vi si trovasse e perci� diveniva sacro ed inviolabile. Pare che l'Asilo fosse inizialmente sconosciuto ai Romani. Augusto lo concesse al tempio del divo Giulio. Gli Imperatori erano avversi a tale usanza e perci� limitavano il diritto d'Asilo.

AUGURI  
Nella Roma antica il collegio sacerdotale degli Auguri ebbe grande influenza e rispetto. Il loro compito consisteva nell'interpretare la volont� degli d�i, traendo l'auspicio dal canto, dal volo e dal modo di mangiare degli uccelli, e da ogni fenomeno naturale (tuoni, fulmini, piogge, temporali ecc.). L'augure si metteva con la faccia rivolta verso sud, figurando di stare al centro di un cerchio. La met� alle sue spalle era la pars postica, quella davanti a lui era la pars antica, a sinistra la pars familiaris (lato fausto) a destra la pars hostilis (lato infausto). Quindi un tuono che veniva da sinistra era un buon segno. Gli auguri allevavano pure dei polli per trarne auspici dal modo di beccare. I Romani non intraprendevano nessuna azione senza aver prima consultato gli auguri.

AURORA  
Nome latino di Eos.

AVERNO   
Palude della Campania, cinta da irte rupi scoscese. La leggenda poneva la l'entrata agli inferi.

AVERUNCI    
D�i che i Romani invocavano per essere preservati dalle sciagure e dai mali.

BACCO    
Uno dei tanti nomi per indicare il dio Dioniso. Gli erano sacre le foreste e le vallate dove viveva freneticamente. Fu dio della forza fecondatrice della natura, venerato dalle donne. La sua origine � alquanto complessa, quindi ci limitiamo a queste brevi righe onde evitare grandi confusioni.

BELLONA        
Antica divinit� della guerra a Roma. Il suo culto era legato a quello di Marte. A Roma aveva un tempio dove il Senato riceveva i generali vittoriosi e gli ambasciatori stranieri. Bellona era raffigurata ricoperta da un'armatura e con l'asta in mano.

B�VIA          
Dea romana che custodiva gli incroci delle strade.

BONA DEA    
Vedi Fauna.

BUB�NA         
Divinit� romana che si occupava di proteggere i buoi.

CABIRI     
Erano i servitori della Grande Madre Cibele. Erano considerati i protettori dei marinai che li invocavano chiamandoli Megaloi theoi, mentre i romani li chiamavano Dii magni potentes valentes, sull'isola di Lemno, erano chiamati Haphaistoi.

CACA e CACO    
Caca, fu un'antica divinit� del fuoco. Caco, invece era di statura enorme e ladro patentato di armenti, fu ucciso da Ercole perch� il gigante mentre l'eroe riposava gli aveva rubato parte della mandria (i buoi di Geri�ne), quando al risveglio Ercole scopr� di essere stato derubato si mise alla ricerca del maltolto e scoprendo che il ladro era Caco nella lotta che ne deriv� l'uccise.

CAM�NE         
Antiche divinit� latine che davano predizioni. Erano fatte offerte di latte e acqua.

CAMILLO           
Con questo nome i Romani chiamavano i bambini che assistevano i sacerdoti durante il rito.

CARDA           
Anche detta Cardea proteggeva di notte le case per tenere lontani i vampiri Striges.

CARNA  
Divinit� Romana degli inferi e dei riti funebri.

CARRI DEL SOLE E DELLA LUNA
Il concetto della Luna e del Sole come carri. Gli antichi immaginavano che questi corpi celesti erano dei carri che volavano nel firmamento. L'idea del carro del sole e della luna si ritrova nella cosmogonia di molti popoli, quali: Egizi, indiani d'America, germanici, Indiani, Israeliti, Greci,
Romani ecc. ecc..

CATIO o CAUTO  
I Romani invocavano questa divinit� per avere il dono dello spirito e della sagacia.

CERERE 
Fu presso i Romani la divinit� della vegetazione dei cereali e dei lavori agricoli. Fu associata alla Demetra dei Greci.

CLIT�NNO       
Fiume dell'Umbria, presso le sue fonti sorgeva un tempio dedicato al dio fluviale, che rendeva oracoli.

COLLINI        
Sacerdoti Romani, istituiti da Servio Tullio. Furono anche detti Quirinali, perch� il loro tempio era sul Quirinale.

CONCORDIA      
Figlia di Giove e di T�mi e ovviamente sorella della Pace. Presiedeva alla unione delle famiglie, dei cittadini e delle case.

CONSENTI DEI   
I Romani avevano il culto di dodici grandi divinit�, chiamate d�i noti o d�i consentes, essi erano:
Giove, Giunone, Apollo, Diana, Marte, Venere, Nettuno, Minerva, Mercurio, Cerere, Vulcano, Vesta. Questi d�i riconosciuti massimi, avevano come contrapposti gli d�i ignoti.

CONSEVIO             
Divinit� di origine Romana che presiedeva al concepimento umano.

C�NSO   
Divinit� Latina protettrice della terra e dell'agricoltura.

COPIA  
Dea Romana dell'abbondanza, identificata con la greca Amaltea. Era spesso confusa con la dea Fortuna, errore dettato dal fatto che entrambi le dee avevano le cornucopie come attributi.

C�BA   
Presso i Romani era la divinit� che si occupava di conciliare il sonno ai bambini.

CULTRARI    
Nome degli assistenti dei sacerdoti durante i sacrifici.

CUNINA   
Dea che vigilava le culle dei bambini.

C�RA     
Dea romana dell'inquietudine.

D�CUMA  o FATA 
Era una delle Parche latine. Le altre erano: N�na e M�rta.

DEVERONA 
Divinit� latina, chiamata anche Dev�rra, si occupava di proteggere la casa e le propriet�, di assistere alla nascita dei bambini e alla pulizia.

DIALE   
Sacerdote addetto al culto di Giove.

DIANA   
Dea protettrice dei boschi e della selvaggina, col nome di Lucina proteggeva le donne partorienti. Era pure invocata dagli schiavi e dalla plebe per averne protezione. Era identificata con la Greca Afrodite. 

DIDONE  
Come racconta Timeo, Didone in origine si chiamava Elissa, sposa di Sicarba e figlia di Muttone, re di Sidone. Quando il padre mor�, lasci� il regno in parti uguali a lei e al fratello Pigmalione. Il fratello avido di potere, uccide e mantiene segreta la morte di Sicarba, sacerdote del dio Melkart. Una notte Sicarba appare in sogno alla moglie e racconta come il fratello di lei l'aveva ucciso, allora Didone temendo di essere uccisa a sua volta, carica tutti i suoi tesori su una nave e con un gruppo di fedeli fugg�, approdando in Africa settentrionale. Accolta benevolmente, Elissa fu dagli indigeni chiamata Didone. Le posero la condizione che poteva acquistare tanto terreno quanto ne poteva circondare una pelle di bue, allora Didone la tagli� a strisce cos� sottili da coprire una vastissima fascia di terreno. Quindi procedette a costruire una citt� che chiam� Cartagine, presto la citt� allacci� rapporti commerciali con altri popoli e divenne molto potente. Didone cos� divenne un partito molto ricercato fra i principi locali, considerando che era la Sovrana di Cartagine. Ma la donna volendosi mantenere fedele al ricordo di Sicarba, rifiutava tutti i pretendenti, finch� il pi� forte Giarba di Massitania, non le d� un ultimatum: o lo sposa, o lui gli far� guerra. Allora Didone con la scusa di fare un ultimo sacrificio funebre a Sicarba, si getta nel rogo ardente, eliminando cosi il pericolo di guerra alla citt� e mantenendosi fedele al marito.

DINA   
Ercole la liber� da C�co. Era figlia di Evandro.

DITE   
Divinit� Latina degli inferi. Era figlio di Saturno e di Opi.

DOLICHENO   
Divinit� Ittita, equivalente a Giove. Era raffigurato come uomo barbuto, sopra  un toro con un fulmine in una mano e una bipenne nell'altra.

DOMICIO  
Divinit� Romana, era pregata affinch� la sposa non abbandonasse la casa.

DRAGO
o dragone, mostro favoloso che si ritrova in tutte le antiche mitologie. Rettile alato con ali di pipistrello, con testa di cane, zampe di leone, e bocca con una o pi� lingue che vomita fuoco e fiamme. Nella letteratura e nell'arte cinese, � uno degli elementi pi� comuni, ed � considerato un essere benefico. Nella tradizione occidentale, invece, � generalmente identificato con un'entit� malvagia e nemica dell'uomo, che solo un eroe pu� sconfiggere. Secondo la mitologia greca, trainava il carro di Cerere, e un drago dalle cento teste custodiva l'ingresso dell'Orto delle Esperidi e il Vello d'oro. Nella mitologia nordica e germanica, il Lindwurm, stava a custodia del tesoro dei Nibelunghi, finch� non fu ucciso da Sigfrido. Nelle antiche leggende cristiane e cavalleresche � una delle incarnazioni del demonio: lo si raffigura lottante e sopraffatto dall'arcangelo Michele e da s. Giorgio.

DUBIA      
Era la dea Fortuna, che a Roma era chiamata anche col nome sopra.

DUELLONA  
Altro nome della dea Bellona.

EDITUO   
Presso i Romani era il custode del tempio. L'Edituo abitava nel tempio e si occupava della conservazione dei testi sacri, dei valori e faceva da assistente nei riti.

�DUCA  
Divinit� che si occupava dell'educazione dei giovani.

�DULA     
Divinit� Romana che si occupava delle carni commestibili. Altri suoi nomi erano: Ed�lia, Ed�sia.

EGERIA 
Ninfa delle acque e delle sorgenti, era protettrice delle puerpere.

EQUIT�  
Dea della correttezza nel campo finanziario e monetario. I Romani la chiamavano Aequitas.

ERCOLE          
Nome romano di Eracle.

ERES      
Divinit� che presiedeva al conio delle monete. Altri suoi nomi erano: Es ed Escul�no.

ERSILIA        
Sposa di Romolo. Dopo la sua morte le furono tributati onori divini col nome di Ora Hora Quirini.

EVANDRO 
Figlio della ninfa Carmenta e di Mercurio. Re laziale della citt� di Pallant�a. Ospit� Eracle che liber� il suo territorio dal terribile Caco.

FABIO 
Figlio che Eracle ebbe da una figlia di Evandro, quando fu suo ospite. Fu il capostipite della gente Fabia.

FABULINO   
Nome del dio Romano che educava i bambini a pronunciare le prime parole.

FAME      
Demone personificazione della fame. Abitava l'ingresso dell'Ade in compagnia del Bisogno, dei Morbi e della Paura.

FANUM  
Riferito ai sacerdoti di Bellona e Cibele che durante i riti con danze e autolesioni cadevano in trance.

FAS      
I Romani con questa parola indicavano la volont� divina data dall'oracolo. Fas � tutto ci� che � lecito, Nefas invece tutto ci� che � illecito.

FASCINO  
Con Fascinum i Romani intendevano un incanto malefico simile al nostro malocchio. Come protezione da tale iettatura si portavano amuleti, il pi� usato era il segno fallico di Priapo, detto Fascinus. L'amuleto era appeso al collo dei bambini.

FATO      
Divinit� superiore agli d�i, alla quale nessuno pu� sfuggire e disubbidire. Gli d�i altri non erano che dei collaboratori del Fato e nulla potevano fare per cambiarne le decisioni. I Greci personificarono il Fato, nelle Moire. I Romani nelle None e Decume.

FAUNO e FAUNA
Divinit� pastorali, i loro figli erano i Fauni, demoni silvestri pelosi e dall'aspetto caprino. Fauno era adorato come dio campestre che difendeva le greggi dai lupi, capace di incutere terrore.

FAUSTOLO       
Nome del pastore che raccolse Romolo e Remo.

FEBBRE   
Divinit� personificazione della febbre febris.

FEBRUO  
Divinit� patrona del mese di febbraio e delle purificazioni.

FEDE       
Divinit� che personificava la lealt� e l'onest� nella vita pubblica e privata.

FELICIT� 
Personificazione della buona sorte, protettrice dell'imperatore.

FERENTINA  
Divinit� Latina delle fonti.

FERONIA  
Dea latina dei boschi, degli orti e delle fonti. Gli schiavi liberati andavano nel suo tempio a prendere il cappello che li contrassegnava come liberi.

FESSONIA 
Era la dea che era invocata dai viaggiatori stanchi, per essere aiutati.

FLORA  
Divinit� dei fiori, della giovent� e delle partorienti. Durante la sua festa le fanciulle che la celebravano a un certo momento della festa dovevano spogliarsi del tutto nude.

FLORO 
Era l'equivalente maschile della dea Flora.

FORCULO  
Dio che si occupava della custodia delle porte, compito che assolveva assieme a Card�a e Lim�ntico.

FORNACE 
Dea protettrice dei forni per la panificazione.

FORTUNA 
Dea dispensatrice di beni e di mali, arbitra delle sorti umane.

FURRINA 
Dea romana simile alle Furie, aveva un tempio sul Gianicolo.

GENIO 
Simbolo della creativit� dell'uomo, divenne in seguito l'essenza dell'individuo, che lo accompagnava dalla nascita fino alla fine come protettore. Il Genio per� non muore con l'individuo ma gli sopravvive. In pratica il Genio romano ha affinit� col d�mone dei Greci.

GIANO
In latino Cancello o barbacane. Dio romano del principio, della forza dei cancelli e di ogni passaggio. Raffigurato con due volti (a volte anche quattro)che guardano in direzioni opposte. Appare raramente nei miti. Ovidio ci narra la storia della ninfa Carna, la quale ingannava i suoi spasimanti inducendoli ad entrare in una caverna con la promessa di raggiungerli poco dopo e di giacere con loro: ed invece fuggiva rapidamente.Con Giano questo trucco non funzion� in quanto il dio la vide con l'altro volto, perci� fu costretta a concedergli i suoi favori, in cambio ebbe da Giano il dono di potere allontanare gli incubi della Notte, potere che us� per salvare il figlio Proca (futuro re di Alba Longa). Quando Tarpea trad� i Romani nella guerra contro i Sabini, Giano ferm� i nemici allagando il passaggio. Ospit� Crono quando fu scacciato dall'Olimpo. Quale bifronte considerato che una faccia guarda avanti e l'altra dietro (quindi Futuro e Passato) considerato un dio del tempo e anche dio del sole (Levante e Ponente) e considerando che i movimenti del sole erano figurati come dei passaggi Giano divenne pure diodelle porte.Era figurato con una grande chiave in mano ed un bastone.

GIOVE       
Con Marte e Quirino form� la triade della religione romana. Dio del cielo e della luce, protettore dello Stato romano. Divenuto dio del trionfo e della vittoria, tutti i generali vittoriosi si recavano al suo tempio per deporre l'alloro della vittoria. Protettore del bene tutelava il diritto e la fede,
dispensatore di pioggia e di cibi. I suoi attributi erano: l'aquila e la quercia. I Romani lo identificarono con Zeus.

GIUNONE      
Identificata con la Greca Era, fu sorella e sposa di Giove. Giunone era una divinit� lunare, dea della fecondit�, del matrimonio e della fedelt� coniugale, protettrice della purezza e della castit� delle spose, assistente ai parti. Le erano sacre le oche e le giovenche bianche. Rappresentata come donna di grandissima bellezza e di grande dignit� reale.

GIUTURNA 
Divinit� delle fonti e delle sorgenti, moglie di Giano e madre di Fonto.

GRADIVO 
Cos� era chiamato Marte nella sua invisibilit� quando precedeva gli eserciti nella loro marcia di guerra.

GRAZIE      
Nome latino delle Cariti.

HERENTAS  
Per gli Oschi era una divinit� simile a Venere.

HONOS  
Divinit� raffigurante l'Onoratezza, insieme a Virtus (il Valore) era associato al culto di Marte.

HONTUS JOVIUS 
Dio italico del Cielo venerato in Umbria. Menzionato nelle tabulae iguvinae le sette tavole di bronzo ritrovate nei sotterranei del teatro romano di Gubbio.

HYPNOS  
Dio del Sonno era fratello gemello di Thanatos, la morte. Figlio della Notte, Hypnos era un dio benefico e dava il meritato riposo facendo uso della sua verga magica. I Romani lo chiamarono Somnus.

IGNOTI DEI
I Romani nel loro scrupolo religioso per paura di non avere compreso nella lunga lista qualche divinit�, usavano adorare gli d�i Ignoti, divinit� che comprendeva tutte quelle che sconoscevano e quindi facendo sacrifici al dio Ignoto, evitavano di fare offese a quella divinit� eventualmente sconosciuta. Vedi Consenti d�i.

IMPORCITOR  
Divinit� minore dell'agricoltura, si occupava di tutti quei lavori che venivano dopo la semina.

INCUBO  
Appellativo di Fauno e personificazione dei sogni cattivi e angosciosi, si credeva fossero provocati da contatti anche sessuali con un essere demoniaco.

INDIGETI            
I romani distinguevano le loro divinit� in d�i indigeti (Indigeni) e d�i novensides (Immigrati). Non esiste un criterio per questa distinzione perci� il campo � aperto a tutte le speculazioni degli esperti, ma nessuna soddisfa a pieno. C'� chi vede negli indigeti gli eroi divinizzati (usanza greca), altri vedono i novensides come gli d�i consentes (usanza greco-etrusca) Sta di fatto che i romani per le divinit� novensides erano di larga manica e per gli indigeti qualche divinit� ebbe l'appellativo anche individualmente quale l'Agonium Indigetis identificato con Sol Indiges che aveva un tempio sul Quirinale.

INDIGITAMENTA 
Erano le formule sacre che erano usate per invocare correttamente le varie divinit�. Era convinzione che se la formula non fosse stata formulata correttamente o non fossero recitati tutti gli epiteti del dio, il dio non avrebbe ascoltato o avrebbe fatto finta di non sentire o non si sarebbe commosso. Chiamandolo invece come si doveva il dio era costretto a intervenire. Perci� era compito del Pontefice Massimo dettare queste formule al sacrificante, magistrato o sacerdote che fosse. Le formule erano custodite gelosamente perch� si credeva che se cadessero nelle mani dei nemici potevano usarle per invocare gli d�i contro gli stessi romani.

INFERI DEI  
I Romani con questo nome intendevano tutte quelle divinit� sotterranee quali: Ade, Tartaro, Averno, Carna, Larenta, Laverna e Tarpea. In contrapposizione con le divinit� celesti D�i Superi e con le divinit� della terra divinit� ctoniche. Dispater regnava il mondo sotterraneo sua sposa era Proserpina. Il regno degli Inferi era popolato da: Lemuri, Lari, Larve, Genii e Mani.

INFERNO  
L'Inferno romano rispecchiava l'Ade dei Greci, per cui era la dimora dei morti e non necessariamente luogo di pena, infatti, potevano esserci prati, fiumi, boschi e buoni e cattivi potevano convivere. Successivamente furono introdotti i Campi Elisi che facevano lo stesso parte dell'Inferno.

INSITOR 
Divinit� agricola minore, suo compito era proteggere la semina.

INTERCIDONA  
Divinit� che tutelava e proteggeva tutti i lavori che si fanno con la scure.

IUVILA    
Re degli d�i degli Oschi. Simile a Giove.

LACTURNO    
Divinit� latina che presiedeva alla conservazione della biada e alla prosperit�.

LARA  
Ninfa chiacchierona, gli d�i per farla tacere incaricarono Mercurio di portarla negli inferi (ne sarebbe divenuta la dea), ma per strada il dio approfitt� della ninfa rendendola madre dei Lari.

LARI 
Assieme a Vesta e ai Penati, facevano parte a quelle divinit� del culto familiare.

LARUNDA 
Misteriosa e antica divinit� sabina assimilabile a Lara e quindi considerata madre dei Lari.

LARVE   
Erano gli spiriti dei morti che in vita erano stati malvagi. Tormentavano e spaventavano i vivi, per tenerle lontane dalla casa in capofamiglia a mezzanotte per nove volte spargeva delle fave nere davanti la porta di casa.

LATERCULO  
Dio del focolare.

LATTURCINA 
Dea del Grano che secondo i Romani si occupava di fare formare le spighe.

LAVERNA 
Dea probabilmente infernale, protettrice dei profitti leciti e non, dei ladri e truffatori e delle selve. I suoi luoghi di culto si trovano in boschi mal frequentati e dall'atmosfera sinistra.

LEMURI   
Erano le anime dei morti.

LIBERO e LIBERA 
Divinit� italiche della fecondit�, Libero era anche il dio della Vite.

LIBITINA  
Divinit� che presiedeva ai funerali. Essa deve il suo nome alla libagione che si faceva sulla tomba del defunto.

LUA  
Divinit� romana che presiedeva alle purificazioni e ai sacrifici espiatori.

LUCINA  
Con questo nome le partorienti evocavano l'aiuto e l'assistenza di Giunone.

LUPERCA  
Divinit� che proteggeva i pastori e i greggi dai lupi.

MAIA 
Nome di diversi personaggi:
1) Figlia di Atlante e di Pleione e madre di Ermes;
2) La Maia dei Romani era moglie di Vulcano e annunciava la primavera;
3) La Maia indiana era madre della Trimurti e del dio dell'amore Kamadewa.

MANI   
I Romani chiamavano cos� le anime dei morti, erano gli spiriti purificati divenuti tutelari della famiglia. Avevano culto particolare in famiglia.

MARICA  
Ninfa dei boschi ne aveva uno a lei sacro presso il fiume Liri.

MARTE  
Dio Romano della guerra, dei campi, degli agricoltori e della vegetazione primaverile. A Marte erano sacri il toro, il picchio, la quercia, il lupo e il cavallo. Le sue armi sono lo scudo e la lancia. Al suo seguito ci sono Pavor e pallor gli d�i rispettivamente della paura e del pallido terrore. Quando il popolo era colpito da carestie o epidemie si offrivano a Marte le primizie della terra, del bestiame e degli uomini per placare il dio. I primogeniti che erano offerti al dio, divenuti adulti dovevano cercare nuovi territori guidati da Marte.

MATER MATUTA  
Divinit� dell'alba compagna di Giano perch� Pater matutinus. Era venerata anche come protettrice delle partorienti.

MATRONE   
Dee protettrici delle fattorie. Raffigurate sedute, avvolte in mantelli chiusi sul petto da una fibbia e con ampie cuffie. Erano venerate in tutta la Renania dalla svizzera all'Olanda.

MEDITRINA   
Dea della medicina.

MEFITIS   
Divinit� dell'Italia centro meridionale, le erano dedicate le puzzose esalazioni del vulcano.

MELISSA   
Figlia di Melisseo, assieme alla sorella Amaltea allev� il piccolo Zeus.

MENTE     
Venerata come una divinit� era la personificazione della ragione.

MERCURIO  
Dio del commercio e protettore dei guadagni. Suoi attributi sono: il cappello alato, il caduceo, il gallo, lo scorpione e la sfinge.

MESSOR   
Divinit� agricola che proteggeva la mietitura.

MINERVA   
Dea delle arti e dei mestieri, protettrice dei musici e degli scritturali nonch� dei medici e della citt� di Roma. Identificata con Atena, non ne condivide le caratteristiche guerriere della collega greca.

MINUZIO  
Dio che veniva in aiuto nelle piccole necessit� della vita.

MUTA  
Ninfa che gener� con Mercurio gli d�i Lari. Era chiamata anche col nome di T�cita.

MUTINO  
Dio della fertilit� dei campi.

NASCIO  
Dio che si occupava di assistere alla nascita dei bambini. Era detto anche Nazio.

NETTUNO  
Inizialmente fu dio delle fonti e delle acque. In seguito acquis� anche il mare e i fiumi divenendo simile a Poseidone.

NIMBO   
Disco luminoso che era posto sul capo delle divinit� della luce, quali Elio e Selene. Divenuto in seguito attributo dei santi cristiani.

NOREIA  
Dea protettrice della colonia romana di Norico (grosso modo l'Austria attuale).

NOTODO  
Dio romano del grano nel momento un cui la piantina incominciava a mettere rami alla base del fusto.

NUMERIA    
Dea dell'aritmetica.

OBARATOR  
Dio agricolo che presiedeva all'aratura delle terre.

OCCATORE  
Dio protettore di coloro che spianavano il terreno facendo uso dell'�rpice.

ONORE  
Divinit� allegorica della comitiva di Marte. Figurato come un giovane armato di lancia nella destra e con una cornucopia nella sinistra. Era particolarmente adorato dai soldati.

OPI  
Dea sposa di Saturno, aveva il compito di proteggere il grano mietuto e posto nei granai.

ORBONA   
Dea romana alla quale era attribuita la morte dei bambini, per cui era invocata dai genitori perch� tenesse lontana le malattie dai loro figli. Essa proteggeva gli orfani.

ORCO  
Dio romano che rappresentava la Morte.

OSCINES    
Con questo nome era designato il gruppo di uccelli dal quale gli aruspici traevano le loro divinazioni. Questi uccelli erano: il gallo, la civetta, il picchio, la cornacchia e il corvo.

OSTIA   
Era il nome dell'offerta fatta agli d�i nei sacrifici di animali e a volte di uomini.

OSTILINA  
Dea della raccolta della Biada.

PACE  
Divinit� nata dopo la guerra civile del 44 a.C. che segn� l'inizio di un lungo periodo di pace. La Pace dei Romani non aveva nulla in comune, se non il significato con la Irene dei Greci. Era figurata come giovane donna recante in una mano un ramoscello di ulivo e la cornucopia nell'altra.

PALE  
Dea protettrice dei greggi e dei pastori. Da lei prese nome il Palatino, dove abitarono i primi pastori che formarono il primo nucleo di popolazione.

PANDA  
A Roma era la dea che teneva libere le strade.

PARCHE   
Divinit� latine simili alle Moire greche.

PATALENA  
Divinit� secondaria che presiedeva alla raccolta della biada.

PAVENZIA 
Divinit� romana invocata dalle mamme e dalle balie per liberare i bambini dalla paura.

PENATI  
Erano i numi tutelari della casa e del focolare. Proteggevano la casa e badavano al suo benessere, ogni famiglia aveva i suoi Penati. Ogni comunit�, quartiere e citt� aveva i Penati ovvero demoni protettori ed erano legati al culto del fuoco sacro di Vesta.

PERTUNDA  
Dea protettrice dei matrimoni, la sua statuetta era messa nella camera nuziale nel giorno delle nozze.

PETA 
Divinit� alla quale era chiesto il modo di rivolgersi agli d�i per avere il loro aiuto.

PICO 
Dio profetico della cerchia di Marte. Giovane bellissimo di lui si innamorarono tutte le ninfe dei boschi e delle sorgenti, ma Pico am� solamente Canente figlia di Giano. Un giorno mentre cacciava incontr� la maga Circe che vedendolo se ne innamora e lo vuole a tutti i costi ma Pico essendo innamorato di Canente, respinge la maga che risentita lo muta in picchio ed ancora oggi l'uccello picchia i tronchi degli alberi perch� non riesce a sciogliere l'incantesimo che lo lega a quelle forme.

PIETAS 
Personificazione della virt� del compimento dei propri doveri verso gli d�i, lo stato, i genitori e i figli, virt� diversa da quella indicata dalla nostra piet�.

PILUNNO 
Dio protettore della casa e propiziatore di numerosa discendenza.

PLUTONE   
Figlio di Crono e di Rea. Quando i fratelli si spartirono il governo del mondo a lui tocc� il mondo sotterraneo. Raramente egli lascia il suo regno per incontrare gli altri d�i, invece incontra spesso Ermes che aveva il compito di accompagnare le anime dei defunti. Plutone andava nel mondo dei vivi per cercare la compagnia femminile. La sua uscita pi� famosa � stata quella in cui and� a rapire Persefone per farne la sua sposa. Chiamato anche Ade col tempo divenne il nome degli Inferi.

POMONA 
Dea che si occupava della maturazione dei frutti e della coltura dei giardini e degli orti. Era sposa di Vert�nno anch'egli dio dei frutti e dei cambiamenti di stagione. Era figurata come giovane donna con in mano una cornucopia piena di ogni sorta di frutta e nell'altra un ramo fiorito.

PONTIFICII LIBRI
Libro nel quale era contenuta la lista degli d�i e dei libri che narravano il culto ch'era dovuto alle divinit�.

POPI  
I Romani chiamavano cos� gli inservienti dei templi che portavano all'ara sacrificale le vittime.

PORTUNO  
Dio protettore delle case, delle porte e di chi entrava ed usciva. In seguito divent� anche protettore dei porti.

PRIAPO  
Figlio di Afrodite e di Dioniso. Nato deforme con pancia enorme, lingua lunga e membro mostruosamente smisurato. Nascendo cos� brutto Afrodite lo rinneg� e lo abbandon�. Lo allevarono dei pastori che dalla sua mostruosit� fallica ne avevano tratto dei buoni auspici per la fertilit� dei campi e dei greggi. Cos� Priapo divenne il dio dell'amore pratico e della fertilit� delle campagne. Gli era sacro l'asino ed era figurato come vecchio barbuto seminudo con un enorme membro eretto e munito di falce. Proteggeva inoltre gli orti e le vigne dai ladri, dai golosi e dagli uccelli. Ispir� la poesia Priapea dai versi e dai contenuti alquanto sconci. A noi sono giunti all'incirca 80 carmi priapei.

PRODOMEE  
Divinit� che assistevano alla costruzione degli edifici.

PROSERPINA  
Divinit� romana dall'origine incerta, il suo culto si istitu� durante una pestilenza presso il Campo di Marte. Non ebbe grande venerazione a Roma e molto rare sono le iscrizioni dove appare il nome della dea che invece appare molto frequentemente nella poesia dove per� � identificata con la Persefone dei Greci.

PUDICIZIA  
Divinit� Romana che presiedeva alla castit� coniugale, il suo culto fu associato a quello della famiglia imperiale. A Roma aveva due templi.

PULVINARE  
A Roma erano i letti sui quali durante le cerimonie religiose erano sistemate le immagini degli d�i per dare l'impressione che assistessero ai giochi sacri o ai banchetti.

QUIES   
Dio romano della Quiete e del Riposo, i suoi sacerdoti erano chiamati Silenziosi.

QUIRINO  
Dio sabino a volte confuso con Marte. Diede il suo nome a uno dei sette colli di Roma, il Quirinale. Fu anche identificato con Romolo e quindi venerato come eroe nazionale. A Quirino furono associate le divinit� minori Virities Quirini.

REA SILVIA  
Leggendaria madre di Romolo e Remo, forse era una dea dei boschi adorata sui colli albani.

REDICOLO  
Dio che proteggeva il ritorno. Fu questo dio che indusse Annibale a fare marcia indietro quando fu giunto sotto le mura di Roma.

REX SACRORUM  
A Roma i re oltre al potere politico esercitavano il potere religioso e in tale veste erano chiamati Rex Sacrorum.

ROBIGO 
Dio romano che proteggeva il grano dalla ruggine.

ROMA  
Dio personificante la citt� di Roma. In suo onore molte citt� dell'Asia minore e della Grecia celebravano delle feste per mostrare la loro lealt� alla dominatrice Roma.

ROSARIE   
I romani celebravano queste feste in onore dei defunti e durante le quali erano distribuite ai presenti delle rose che poi erano sparse sulle tombe. Queste feste erano chiamate anche Rosalie.

RUMINA  
Divinit� che proteggeva le greggi nella stagione dell'allattamento.

RUNCINA  
Dea romana della mietitura e del taglio del fieno.

RURINA  
Divinit� protettrice dei campi.

RUSORE 
Altra divinit� protettrice dei campi.

RUSTICI  
Soprannome delle divinit� dei campi.

SACELLO  
Nome che era dato ai luoghi consacrati e recinti allo scoperto con al centro l'altare.

SACRA  
Termine che era dato alle festivit� religiose.

SACRARIO  
era chiamato sacrario il luogo destinato alla conservazione degli oggetti sacri.

SALACIA  
Dea del mare mosso ritenuta moglie di Nettuno.

SALUS o SALUTE 
divinit� della mitologia romana preposta alla salvezza pubblica e privata a cui venne dedicato un tempio sul Quirinale. Fu in seguito (293 a.C.) identificata con la dea greca Igea, connessa col culto di Esculapio.

SATURNO  
Divinit� romana identificata con Crono. Dio dell'agricoltura. La leggenda narra che Saturno spodestato da Giove approda sulle coste del Lazio dove � accolto da Giano, per sdebitarsi dell'ospitalit� Saturno insegna al popolo i segreti dell'agricoltura. Giano per ricambiare a sua volta divise il suo regno con Saturno.

SECESPITA  
Era il coltello triangolare a base larga e con manico cilindrico che i romani usavano nei sacrifici.

SEGEZIA  
Divinit� dei campi, invocata durante la maturazione delle messi. Era chiamata anche col nome di Segesta.

SEIA 
Divinit� dei campi invocata durante il periodo della germinazione sotterranea dei semi.

SEMITALI  
Divinit� che custodivano le strade. Oggi occorrerebbero per i cavalcavia autostradali.

SEMO SANCUS DIUS FIDIUS 
Divinit� della cerchia di Giove, era garante nei giuramenti, nei patti e nei matrimoni. Il suo nome � dato dalla fusione di Dius Fidius e di Semo Sancus.

SENIO  
Dio protettore della vecchiaia.

SENTINA  
Dea che aveva il potere di ispirare agli uomini i sentimenti e i pensieri. Era chiamata anche col nome di S�nzia.

SIBILLE   
Vergini che avevano avuto dagli d�i il dono del vaticinio.

SILVANI      
Divinit� inferiori dei campi e delle foreste, erano confusi coi Satiri e coi F�uni a causa del loro aspetto, in quanto anche i Silv�ni avevano gambe caprine e due corni in fronte.

SILVANO  
Dio che custodiva gli armenti, i campi e la loro fecondit�. Era figurato come vecchio con una corona di pino sulla testa, un ramo della stessa pianta e una forbice da giardiniere nell'altra con accanto un cane. Difendeva le greggi dagli attacchi dei lupi che spaventava con urli bestiali. Dal suo culto erano escluse le donne.

SPES     
Era la dea della speranza quindi la personificazione dell'attesa fiduciosa di lieti eventi. Figurata come una ragazza in piedi con un fiore in mano.

SPINOSA  
Divinit� latina dei campi, era invocata per liberare le messi dalle spine.

STATA  
Divinit� romana invocata in aiuto al sorgere di incendi.

STATANO  
Divinit� che aiutava i bimbi ad avere forza sulle gambe e quindi a camminare speditamente.

STERCUZIO  
Chiamato anche Sterculo era il dio della concimazione dei campi.

STRENIA O STRENUA  
Dea sabina che proteggeva la salute pubblica e lo scambio di doni per capodanno. L'usanza risale a Tito Tazio che ad ogni anno nuovo usava offrire rami tagliati dal bosco sacro a Str�nia, da ci� viene il nome di strenne. Era chiamata anche col nome di Strenua e come dea della salute pubblica fu sostituita da Igea.

SUBIGO  
Divinit� minore latina che assisteva al matrimonio.

SUCCUBI    
Sogni che prendevano la forma di donna.

SUPERI  
Erano gli d�i contrapposti agli d�i Inferi. Erano chiamati anche d�i del cielo.

TACITA    
Divinit� nella quale forma � adorato il divino silenzio. Era chiamata anche col nome di M�ta.

TALASSIO 
O Talassione, dio romano delle nozze, corrispondente all'Imene dei Greci. Il suo nome veniva invocato e ripetuto a gran voce nelle cerimonie nuziali.

TARPEA   
Figlia di Spurio Tarpeio, quando i Sabini guidati da Tito Tazio attaccarono la fortezza capitolina, Tarp�a ottenne di parlare con Tazio e gli propose di consegnargli le chiavi della fortezza in cambio di tutto ci� che i soldati indossavano sul braccio sinistro. Lasci� entrare i Sabini durante la notte costringendo i difensori ad allontanarsi e quando i Sabini ebbero il controllo della collina a Tarp�a furono consegnati gli scudi (indossati sul braccio sinistro dei soldati) che coprendola la uccisero. Tarp�a era anche il nome di una divinit� degli Inferi.

TELLUS  
Dea della semina e delle messi, ritenuta anche divinit� degli Inferi. Fu identificata con Demetra e Cerere e in seguito con la Terra Mater. Chiamata anche col nome di Tellure � raffigurata come donna sdraiata che reca nelle braccia la cornucopia.

TENSA    
Era cos� chiamato il carro riccamente intarsiato d'oro e d'avorio e sul quale erano portati in processione i simulacri degli d�i per le contrade di Roma. 

TERMINE  o Terminus 
Dio custode delle propriet� terriere e dei confini dello stato, vendicatore delle usurpazioni territoriali. Di probabile origine sabina aveva un altare nel tempio di Minerva sul Campidoglio. A lui erano sacre le pietre che segnavano i confini tra le propriet� e presero il nome di Termini, a volte in queste pietre era figurata una testa. Secondo la tradizione, il culto sarebbe stato introdotto da Numa Pompilio. In suo onore si celebravano le feste terminalie. Durante le feste Terminali erano offerte al dio focacce e corone.

TIBERINO  
Con questo nome era adorato il dio fluviale Tevere. Ritenuto figlio di Giano fu re di Alba, affogatosi nel Tevere diede il nome al fiume che era chiamato Albula.

TRESTONIA  
I Romani che si mettevano in viaggio usavano invocare questa dea se si sentivano stanchi o avevano qualche incidente.

TUTILINA  
Divinit� romana che si occupava di sorvegliare le messi e i prodotti della terra dopo che erano stati raccolti. In altre parole fungeva da magazziniere.

VAC�NA    
Chiamata anche Vacu�na era la dea che presiedeva al riposo della gente di campagna.

VAGIT�NO  
Divinit� latina che presiedeva ai primi vagiti dei bambini.

VAL�NZIA  
Era il nome sacro di Roma e tenuto nascosto dagli Auguri perch� nessuno potesse imprecarlo.

VEDI�VIS  
Dio degli Inferi, figurato come uomo con frecce e una capra.

VENERE   
Dea della primavera, protettrice della fioritura nei giardini e negli orti, ma anche dea dell'amore, del desiderio e della bramosia. Identificata con la Afrodite dei Greci.

V�NTI  
Figli di Urano e di Gea, erano sotto il dominio di Eolo loro re. Il loro regno era ubicato a Lipari dove Eolo teneva i V�nti racchiusi in una caverna, dopo che avevano arrecato grandi danni alla Sicilia staccandola dal continente.

VESTA o ESTIA   
ESTIA (per i greci) o VESTA (per i romani).Primogenita di Crono e di Rea, fu inghiottita e vomitata dal padre come gli altri fratelli (Ade e Poseidone) e sorelle (Era e Demetra) liberati da Zeus. Era perci� una delle grandi divinit� dell'Olimpo dal quale non si mosse mai, al contrario degli altri dei che andavano e venivano per il mondo. Rifiut� l'amore di Apollo e di Poseidone e ottenne da Zeus di serbare eternamente la verginit�. Era preposta alla protezione del focolare domestico e il suo fuoco sacro ardeva in tutti i templi. I Romani la chiamarono Vesta.

VERIT� 
dea allegorica dei Romani, figlia di Crono, o di Giove, e madre della Virt� e della Giustizia. Era raffigurata quasi nuda, con in mano uno specchio o una palma.

VERTUMNO  
Dio della primavera e della natura. Innamoratosi di Pomona per convincerla a sposarlo si mut� in vecchia e quando con buoni consigli riusc� a convincerla riprese le sue sembianze e si fece sposare. Arrivati alla vecchiaia Vertunno si ringiovan� e ringiovan� pure Pomona senza mai tradirla.

VI�LI  
Divinit� latine che si occupavano della custodia delle strade pi� battute.

VIRGIN�LE  
Divinit� invocata dai romani quando scioglievano la cintura verginale alla loro sposa.

VIRTUS   
Personificazione del valore in battaglia fu assimilata da Bellona. Era solita accompagnare Marte.

VITTORIA  
Dea personificante la Vittoria in battaglia, identificata con la greca Nike e figurata come giovane donna alata. A Roma aveva un tempio sul Palatino.

VULCANO  
1) Dio del fuoco terrestre e del fuoco celeste e protettore dai fulmini. Col tempo Vulcano fu identificato con Efesto e quindi divenne anche lui fabbro, la sua officina era posta nell'isola dallo stesso nome in prossimit� della Sicilia.
2) VULCANO � l'antica Hiera Thermessa o Volcana, che, nella mitologia romana, era la dimora di Eolo, padre dei Venti. L'economia si basa principalmente sulla coltivazione di olivi e viti, sull'attiviit� della pesca e sul turismo.


Dizionari di mitologia
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Romana:  Principale

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