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Giuseppe Prezzolini |
L'italiano ha un tale culto
per la furbizia, che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a
suo danno.
(Codice della vita italiana,1921) Nel 2001 ogni riferimento al presidente del consiglio è puntualmente corretto |
| Perugia 27.1.1882 - Lugano 14.7.1982 |
Autodidatta, organizzatore di cultura, da un lato sprovincializza collegandosi con correnti europee, dall'altro esalta il fattore nazionale: il suo contributo 1903-05 alla prima rivista nazionalistica, Il Regno di Enrico Corradini, è esplicitamente diretto a sostenere "i diritti della borghesia contro il socialismo" (Enciclopedia italiana, 1949, s.v.). In esso portò "la prima affermazione delle teorie antidemocratiche di Mosca e Vilfredo Pareto che, con la teoria delle aristocrazie e con spirito sacrilego verso le illusioni e le ipocrisie del socialismo ... e del parlamentarismo, offrì una protezione intellettuale ai giovani individualisti italiani che, come me, lottarono nello stesso senso".
Nel 1903 fondò - chiamandovi a collaborare tra gli altri Giovanni Vailati e Giovanni Amendola - il settimanale Il Leonardo, in cui sostenne un antirazionalismo misticheggiante (promosse senza concludere una collezione di Poetae philosophi et philosophi minores) e riprese posizioni pragmatistiche e intuizionistiche desunte da William James ed Henri Bergson. Di quest'ultimo riprendeva spesso il concetto secondo il quale l'arte è la migliore forma di conoscenza. Nel 1906 con Papini aveva presentato La coltura italiana, una crociata contro la cultura ufficiale, in particolare il positivismo. Fece riferimento al pragmatismo metafisico di James, che si prestava (come indica Abbagnano 1996,III,587) ad essere diffuso come "moda", piuttosto che a quello metodologico di Peirce Dewey Mead, tant'è vero che quelli maggiormente influenzati dal valore oggettivo della scienza (come Vailati, allievo di Peano) quasi subito si staccarono dalle sue posizioni.
Dal 1908 al '14 fondò e diresse con Papini il periodico La Voce. Uno dei primi abbonati fu Mussolini. Nello stesso periodo si dichiara idealista (pubblicò contributi di Croce e di Gentile ancora poco conosciuto). Sulla rivista scrissero tutti gli intellettuali dell'epoca: Luigi Ambrosini, Giovanni Amendola, De Robertis, De Ruggiero, Einaudi, Jahier, Giuseppe Lombardo Radice "il più sincero e pronto degli attivisti dell'idealismo pedagogico di Gentile", Sbarbaro, Renato Serra, Slataper, Stuparich, Ungaretti. Nella "Libreria della Voce" (a Firenze dal 1911, a Roma dal 1919) comparvero libri dei collaboratori e opere divulgative d'arte curate da Soffici). Si avvicina al modernismo [1908] e anche al sorelismo [1909], è interventista nel '14. Il suo è un nazionalismo sentimentale-religioso (la "religione della patria") a costante sfondo autoritario, esercitato per tutto l'arco della sua vita.
Nel '21 raccolse anche luoghi comuni dell'Italia borghese ("gli italiani si dividono in furbi e fessi", "In Italia nulla è stabile fuorché il provvisorio"), presentati come aforismi (cercava un linguaggio essenziale, quasi ad imitazione del telegramma).
Nel settembre '22 pubblica su "La Rivoluzione Liberale"di Piero Gobetti l'articolo Per una società degli Apoti in cui teorizza l'isolamento degli intellettuali (coloro che "non bevono" le bugie della politica) e l'indifferentismo politico e morale. Nel '25 non volendo aderire al fascismo lasciò a Curzio Malaparte la direzione della casa editrice (rilevata nel '28 da Leo Longanesi) e si trasferì a Parigi all'Istituto Internazionale per la Cooperazione Intellettuale (precursore dell'UNESCO) presieduto da Henri Bergson. Nel 1960 (In "Ritratti su misura-autobiografie a c. F. Accrocca, VE:Sodalizio del libro) si definisce un "anarchico conservatore". Dal '31 insegna letteratura italiana alla Columbia University (qui fu accusato dai fuorusciti - senza esito - di essere un agente del fascismo), nel '40 prende la cittadinanza americana. Torna qualche anno in Italia dal '62 (appartato a Vietri sul mare), e infine si stabilisce dal '68 a Lugano dove muore ultracentenario il 14 luglio 1982 lasciando il suo archivio alla biblioteca cantonale.
1904 Il linguaggio come causa d'errore - H. Bergson, FI:Spinelli
1906 La coltura italiana, FI:Lumachi (ediz. accresciuta FI:La Voce 1923)
1908 Il cattolicismo rosso: studio sul presente movimento di riforma nel cattolicismo, NA:Ricciardi
1909 Benedetto Croce, NA:Ricciardi
1909 La teoria sindacalista, NA:Perrella
1921 Codice della vita italiana, FI:La Voce 1921
1924 Benito Mussolini, Roma:Formiggini
1925 Giovanni Amendola, Roma:Formiggini
1925 Le fascisme, Paris:Bossard (opera mai circolata in Italia
1927 Vita di Niccolò Machiavelli fiorentino, MI:Mondadori (ove esalta il ruolo del "manganello" fascista)
1953 L'Italiano inutile: memoria letterarie di Francia Italia e America, MI:Longanesi
1978 Intervista sulla destra,MI:Borghese
1984 L'ombra di Dio,MI:Rusconi
referenze
ABBAGNANO-FORNERO 1996 Nicola Abbagnano - Giovanni Fornero Protagonisti e testi della filosofia, TO:Paravia 1996
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