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titolo: Chianti e dintorni
   

Proverbi toscani
Casa e cucina

Casa mia, donna mia, pane e aglio, vita mia”
Sono il minimo necessario per sopravvivere. Rappresentano la vita felice e semplice di campagna.

“La casa è piccola, ma la quiete è grande”
Proverbio usato per scusarsi della modestia della casa. Si trova scritto nelle placche di coccio che ornano l’ingresso delle case.

“E’ meglio un piatto di buon viso che un pranzo senza amore”
E’ un detto volto a rendere nobile anche una tavola povera, ma rallegrata dalla buona compagnia. Come invito a una tavola si usa offrire ‘un piatto di buon viso’.

uva

 

 

Vedi anche:
la cucina toscana
 

“Chi non carneggia, non festeggia”
Nella tradizione toscana la carne, specie l’arrosto, è il piatto che connota la festa nella cucina toscana perché è la portata più ricca.

“Levarsi la sete col prosciutto”
Il prosciutto toscano per tradizione è salato. Il proverbio indica chi vuol risolvere un problema adottando delle azioni che hanno invece l’effetto di peggiorarlo. Questo detto è usato anche come minaccia a significare che si accontenterà una persona a tal punto da creargli un problema opposto a quello che voleva fosse risolto.

“Prete spretato e cavolo riscaldato non fu mai buono”
Non si può tornare su certe decisioni o situazioni se considerate irreversibili.

“A biscottini non si campa”
I soli biscotti non sono un alimento sufficiente per vivere, così come le cose secondarie e accessorie non devono essere il principale motivo di preoccupazione.

“Costa più la salvia del tordo”
Il tordo veniva fatto arrosto con una foglia di salvia per dargli l’aroma. Il proverbio vuol indicare che costa più l’involucro dell’oggetto.

“La salsa di San Bernardo fa sembrare i cibi buoni”
Questa salsa è la fame!

“Chi mangia senza bere mura a secco”
Metafora presa dal mestiere dei muratori: chi volesse costruire un muro senza calcina sbaglierebbe, così sbaglia chi mangia senza bere.

“Fanne meno e condiscila meglio!”
E’ detto per l’insalata, ma in senso metaforico è detto contro chi vuol fare tante cose insieme senza un buon risultato. Lo si esorta a fare meno ma meglio.

“ ‘Tutti onesti, ma il cacio manca’. Disse la massaia”
Usato in situazioni in cui un danno è evidente ma non si sa di chi è la colpa.

“Fare come l’ova. Che più che bollono e più che assodano”
Nel folklore toscano questo proverbio si riferisce ai duri di comprendonio che lo diventano sempre più nonostante le esperienze che fanno, perché da esse non traggono alcun insegnamento.
[Vedi anche:proverbi sulle usanze, credenze e folklore toscano]

“Essere come il ceppo del battuto. Che le busca sempre”
Il legno sul quale si battono e tritano le verdure della cucina prende molti colpi. In senso metaforico indica la persona a cui tutto va male.

“La coscienza è come la trippa. La viene da tutte le parti”
La trippa ha una forma malleabile, tirandola prende la forma che si vuole. Così la voce della coscienza si tranquillizza anche troppo facilmente.

  Tutti i proverbi qui riportati sono tratti da: Alessandro Falassi, “Proverbi toscani commentati”, ed. Mida, 1990
 
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Le immagini sono di Tiziana Valtolina
Ultimo aggiornamento: 26-Apr-2004
   
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