19° Reggimento Cavalleggeri "Guide"

Le Guide nell'esercito del Regno di Napoli

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L'Esercito del Regno di Napoli è stato il primo in Italia, sotto Gioacchino Murat, ad introdurre le Guide e la nuova funzione della Cavalleria leggera.

 

Esercito borbonico: un ufficiale delle Guide e uno degli Ussari della Guardia (contributo di Vin. Chiu.)

 

Sin dal 1808 è documentata la presenza di “Guide” nell’esercito del Regno di Napoli. In particolare, esse furono inquadrate nel corpo “Treno e regi bagagli”, ovvero nel corpo, di recentissima istituzione, che doveva occuparsi dei trasporti del Sovrano e di quelli dei vari reggimenti dell’Esercito.

Con la riorganizzazione dell’esercito borbonico del 1788, in occasione della quale si abolì la distinzione tra le due specialità della cavalleria, pesante e leggera, pure era stata prevista in ogni Squadrone una squadra di 24 cavalieri, montati “alla leggera” su cavalli calabresi, con funzioni di fiancheggiatori ed armati di carabine rigate. Fin verso gli inizi dell’Ottocento, nell’esercito borbonico, non è esistito un vero e proprio Stato Maggiore, che veniva costituito solo in tempo di guerra con l’unico compito di portarla a termine e possibilmente di vincerla. Nel 1798, ad esempio, ne fu organizzato uno in vista della campagna contro i Francesi nello Stato Pontificio. E’ interessante notare che al suo servizio furono posti, oltre ad un battaglione di fucilieri, anche due Squadroni di “Dragoni dello Stato Maggiore”, per la sicurezza dello S.M., con compiti di scorta e di portaordini.

Lo Stato Maggiore divenne organismo stabile nel 1807. Il 3 aprile 1808, il re approvò anche l’uniforme ed i distintivi degli ufficiali addetti al servizio di Stato Maggiore e, quindi, anche per le Guide. Per gli Ufficiali, l’uniforme prevedeva una giamberga lunga di panno blu con colletto e paramani rossi e falde rivoltate blu. Colletto, paramani, bottoniere e patte delle tasche erano ornate con foglie d’oro ricamate. Al di sotto calzabraghe di panno bianco, con stivali di cavalleria (se montati) e cappello a bicorno. La sciabola era con elsa dorata ed andava portata con la dragona (fiocco) d’argento. Per i servizi montati era previsto uno spencer blu con mostre rosse, analogo a quello della cavalleria. Distintivi particolari, ricami d’oro e d’argento indicavano il grado.

Il 20 dicembre 1809, durante la permanenza della Corte a Palermo, fu formato in Sicilia un corpo di volontari, chiamato “Guide della Real Corona”, col compito di scorta al comandante della spedizione del Principe di Moliterno contro il regno continentale di Napoli, progettata per il 1810 e mai realizzata. Il corpo era formato da compagnie di fanteria e da uno Squadrone di cavalleria e fu sciolto l’anno seguente, poiché, come accennato, non si concretizzò l’operazione per la quale era stato costituito.

All’inizio del 1812, venne istituito un altro plotone “Guide” a cavallo, di circa trenta uomini, al servizio del nuovo Stato Maggiore dell’Esercito, utilizzando il plotone di cacciatori a cavallo che scortava i carriaggi del “treno” e del quale, anzi, conservò molti elementi dell’uniforme. Il nuovo reparto continuò a prestare anche il servizio di scorta.

Per quanto riguarda le comunicazioni, occorre tuttavia notare che tra i corpi di Casa Reale era compresa anche, sin dall’epoca dei Viceré spagnoli, una compagnia di alabardieri, all’inizio con funzioni di vigilanza sul Palazzo Reale e di scorta al re, poi sempre più spesso impiegati per la trasmissione di ordini, dispacci reali e comunicazioni delle Segreterie di Stato.

Anche nel 1839, secondo Fiorentino e Boeri, c’era una “Compagnia delle Guide dello Stato Maggiore Esercito”. Nel loro studio, tuttavia, essi descrivono lo Stato Maggiore del periodo 1856-59 come formato da vari Ufficiali (40 in pace e 72 in guerra) e dalle “Guide” (1 Squadrone in pace e 2 in guerra, di 274 uomini e 250 cavalli in pace e 548 uomini e 500 cavalli in guerra).

Attorno agli anni ‘50 del 1800, lo squadrone “Guide” era ancora inquadrato nello Stato Maggiore dell’Esercito, ed era composto da 274 uomini e 250 cavalli, che dovevano salire rispettivamente a 548 e 500 in caso di guerra.

Su alcune stampe d’epoca sono raffigurate varie “Guide”, ed è perciò possibile ricavare varie notizie sull’uniforme di questo reparto: essa era nera, con pantaloni rossi, presentava una ricca abbottonatura alla giubba, era completata da uno spencer nero e da un colbacco di pelo nero con pennacchio. La foggia degli abiti era definita “alla magiara”, ed infatti, con la sua notevole appariscenza, ricorda moltissimo quella degli Ussari.

L’esistenza del reparto “Guide dello Stato Maggiore” ci è confermata da altri documenti fino agli ultimi giorni di regno dei Borbone. Presente quasi a ranghi completi alla battaglia del Volturno, esso fu definitivamente sciolto nello Stato Pontificio ai primi di novembre del 1860. Una litografia dello Zezon, tuttora esistente, ci permette di conoscere la divisa in uso in quel periodo, per tanti versi simile a quella degli “Ussari”: colbacco di pelo nero, giacchetta ricca di alamari, giubbotto di taglio orientale (spencer) con colletto di pelo, pantaloni con doppia banda, sciabola e borsa da sella per i messaggi

 

 

Ultimo aggiornamento: 17/07/2004

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