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NELLA TANA DELLA CAPOLISTA

Nella più classica delle rievocazioni in stile amarcord, la trasferta palermitana rappresenta per il Venezia un faccia a faccia col passato. Un passato pieno di gioie ma anche di delusioni. Un passato personificato dal presidente-padrone Maurizio Zamparini, l’uomo che ha fatto grande il Venezia ma che lo ha anche gettato nella polvere.
Parlare dei punti di forza del Palermo ed analizzare i suoi giocatori è superfluo, tant’è la forza della corazzata rosa-nero. Quasi sicuramente a fine anno arriverà la promozione, ma la palla è rotonda e nei 90 minuti le motivazioni possono sopperire alle doti tecniche. Lo scorso anno fu così: dati per spacciati, tornammo in laguna coi tre punti e anche all’andata, con maggiore lucidità, avremmo fatta nostra tutta la posta in palio. Ora il Palermo è cambiato, è diventato più cinico, magari meno bello ma è rimasto un indiscusso protagonista.
Alla “Favorita” i siciliani difficilmente regalano punti: 10 vittorie, 4 pareggi e 1 sola sconfitta. Macchina da gol (26 centri sui 45 totali), difficilmente in casa subisce l’avversario (soltanto 11 gol subiti) e, dopo l’esonero dello spumeggiante Baldini – uno che per fortuna ha detto liberamente cosa pensasse del presidente –, con Guidolin la squadra è diventata ancor più concreta. La rosa è un perfetto mix d’esperienza e fantasia. Persi Zauli per infortunio e Nastase per squalifica, Guidolin può comunque contare su una rosa completa in tutti i reparti.
Tra i pali l’espertissimo Gianluca Berti, pupillo di Baldini ma uomo reparto per qualunque allenatore. La difesa a quattro è formata dagli esterni Conteh, granitico e corretto difensore – uno dei pochi superstiti della migrazione zampariniana –, e Fabio Grosso, ex perugino dai piedi vellutati, temibilissimo sui calci da fermo e nei cross dalla trequarti. I centrali sono Giuseppe Biava, prelevato a stagione in corso dall’AlbinoLeffe, e Pietro Accardi, elemento del vivaio. Le alternative, titolari a più riprese, sono rappresentate da Gianluca Atzori, espertissimo centrale, e Michele Ferri, potente fluidificante. Dopo averlo strappato alla serie A con un contratto faraonico, a centrocampo tutto ruota attorno a Eugenio Corini, cervello dai piedi buoni e infallibile rigorista, già autore di 10 reti. La sostanza è garantita da Massimo Mutarelli, motorino inesauribile, e dai gemelli Filippini, oltre all’altro ex Soligo. La classe e la fantasia partono dai piedi di Daniele Di Donato e di Andrea Gasbarroni, impiegato a ridosso delle punte o sulla linea degli attaccanti. Pedine importanti sono anche l’ex arancioneroverde Masiello e il guizzante Gaetano Vasari. Ma la forza del Palermo è sicuramente rappresentata dall’attacco. Bomber di razza, potente ariete e cecchino infallibile è quel Luca Toni (17 le reti realizzate fin qui), in passato accostato al nome del Venezia, che ha fatto le scarpe anche a Pippo Maniero. Al suo fianco giostra la fantasia e la tecnica sopraffina di Jeda, ex vicentino, giunto in Sicilia per fornire assist a Toni e formare con quest’ultimo una delle più forti coppie gol della serie B. La terza punta è il giovane e promettente Simone Pepe, che a gennaio sembrava in procinto di trasferirsi in laguna.

Giacomo Garbisa

Squalificati e indisponibili: Zauli e Nastase

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3): Berti – Conteh (Ferri); Accardi; Biava; Grosso – Mutarelli; Corini; A. Filippini – Gasbarroni; Jeda; Toni.

 

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QUOTE SNAI:

1 1,38

X 3,60

2 7,50

 

 

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