| La
trasferta in terra pugliese rappresenta
per il Venezia l’occasione per riscattare
la deludente prova nel derby. Fra le squadre
sospese nel limbo della cadetteria, il
Bari è sicuramente una sorpresa
negativa. Partiti con ben altre aspirazioni,
i galletti si trovano da inizio anno a
lottare per la permanenza in B e neppure
il cambio tecnico, con la panchina affidata
al trevigiano Bepi
Pillon subentrato a
Tardelli, ha portato
giovamento alla squadra. A ciò
va aggiunta la cattiva gestione del caso
Spinesi,
attaccante da molto tempo fuori rosa ma
che sarebbe servito come pochi alla causa
barese. Pillon, straordinario artefice
dei successi trevigiani, sembra essersi
rassegnato alla situazione della squadra
e, dopo un inizio promettente, ha dovuto
rinunciare al suo calcio spettacolo per
dare un’impronta di gioco più
concreta. Statistiche alla mano, lo scorso
anno il Venezia ottenne a Bari una fondamentale
vittoria (0-1 autorete di Neqrouz): chissà
che quest’anno non sia l’occasione
per la prima vittoria in trasferta.
Al San Nicola, il Bari ha raccolto 26
dei 34 punti totali, conquistando 7 vittorie
e 5 pareggi ma perdendo ben 5 volte. 21
i gol realizzati e 18 quelli subiti: numeri
che lasciano ben sperare. La squadra è
un perfetto mix d’esperienza e gioventù,
impreziositi dall’estro sudamericano
delle sue stelle. Fra i pali l’esperto
Battistini,
già portiere di Udinese, Verona
e Treviso. La difesa a quattro ruota attorno
al capitano Gaetano
De Rosa, esperto centrale
vecchia maniera con uno spiccato senso
del gol e già autore, quest’anno,
di 5 realizzazioni. Al suo fianco l’esuberanza
e la possanza fisica del senegalese Doudou.
Sugli esterni Giuseppe
Ingrosso dovrebbe sostituire
l’ex Emanuele
Brioschi, infortunatosi
domenica scorsa, mentre Anaclerio,
prodotto del vivaio, o Nicola Mora, già
nazionale Under 21 e in grado di giocare
pure sulla mediana, dovrebbero occupare
la corsia sinistra. Il centrocampo si
basa sulla tecnica del cileno Cordova,
8 reti realizzate e micidiale sui calci
di punizione, e sulla quantità
di Antonio
Bellavista, grintoso interditore.
Sulle fasce giostrano il veneziano Mattia
Collauto, importante uomo
assist e ottimo crossatore, e l’altro
ex Ivone
De Franceschi che, dopo
i numerosi infortuni, è alla ricerca
della forma migliore per dimostrare tutto
il suo valore, finora non espresso in
pieno. L’alternativa sulla mediana
è rappresentata dallo svizzero
Pizzinat.
In attacco, accantonato il bomber Spinesi,
la squadra si affida alle reti di Salvatore
Bruno, potente ariete
dai piedi ruvidi ma dotato di straordinaria
grinta, già autore di un ottimo
campionato di B con la maglia dell’Ascoli.
Al suo fianco trova spazio la fantasia
del cileno Valdes,
trequartista poco prolifico sotto porta
ma dai piedi raffinati. Non è da
escludere che al fianco di Bruno possano
trovare spazio o la punta pesante Simone
Motta o l’uruguaiano
Lipatin.
Giacomo Garbisa
PROBABILE
FORMAZIONE:
Battistini – Ingrosso; De
Rosa; Doudou; Anaclerio – Collauto;
Cordova; Bellavista; De Franceschi –
Bruno; Valdes (Motta)
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1
1,75 |
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SNAI: |
X
2,65 |
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2
5,30 |
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