
Anonimo
Penso che nessuna frase possa adattarsi meglio, quale epigrafe per questa serie di conversazioni, di quella testé posta in capo alla pagina.
Parleremo di videocassette. Ovviamente, non si tratterà di quelle di Rambo, Rambo 2 o Rambo 625; né tanto meno di Heimat, o dei films di Dreyer o di Truffaut. Ma, almeno per il momento, non ho intenzione di parlare nemmeno del cinema cosiddetto "erotico", quello di Jaekin, di Borowczyk, o - Dio ce ne scampi - di Tinto Brass. Di questo cinema se ne è già fin troppo parlato nei canali di informazione "ufficiali", forse più ieri che oggi, sobria "pruderie" intellettualistica che - al di là, qua e là, di qualche capolavoro che tra le sue file si può pure rintracciare - non è abbastanza "bagnato" da poter entrare degnamente in queste pagine. Né nelle mie personali preferenze.
Agli intellettuali lasciamo anche il compito di tracciar discrimini tra quello che è artistico e quello che non lo è, quello che è bello e quello che è solo seducente, quello che contiene un "messaggio" e quello che è sterile tecnicismo. A noi interessa solo quello che arrapa, quello che eccita, quello che manda ormoni e organi sessuali di chi guarda - maschili o femminili che siano - in fibrillazione.
Siamo d'accordo. Nulla più di questo è personalissimo. Ognuno di noi ha le sue precise e ben definite preferenze sessuali; ciò che può mandare qualcuno sulle stelle, può sembrare sommamente irrilevante, o addirittura fastidioso, per qualcun altro. E' per questo che converseremo di quello che, nella mia frequentazione dei video che per comodità chiameremo, stante la comoda classificazione americana, "XXX", a me più è piaciuto, più mi ha emozionato, più, soprattutto, mi ha eccitato, facendomi desiderare di condividere questa mia esperienza con altre ed altri.
In effetti, proprio questa mia annosa frequentazione dei video XXX, e dei luoghi dove possono essere rintracciati - le videoteche specializzate, o i sex shop - mi ha ben presto reso edotto di un fatto: che i prodotti di qualità esistono, ma sono sommersi da tonnellate di schifezze. Che, per un video girato bene, con belle scenografie, buone sceneggiature, una fotografia e un éclairage degni di questo nome, con attrici e attori che visibilmente credono in quello che fanno e lo fanno con gusto e passione, con dialoghi che abbiano un minimo di senso, ne esistono almeno cinquanta in cui è sempre notte, la macchina da presa fa movimenti che nemmeno nello strutturalismo russo si erano permessi tanto, le trame, quando ci sono, sembrano scritte da pazzi psicotici, i dialoghi sono la fiera del turpiloquio fine a sé stesso (…dicono che c'è qualcuno che con le parolacce si eccita. Sarà…), chi ci lavora lo fa visibilmente solo per sbarcare il lunario, e magari manco ci riesce. Queste conversazioni avranno l'unico scopo di mettere anche altri cercatori (e altre cercatrici) d'oro e di passione sulla traccia dei rari, ma bellissimi, momenti epifanici, che possono offrirci istanti d'estasi, da soli o insieme alle selezionate persone con cui abbiamo scelto di condividerli.
Colgo l'occasione per ringraziare la bellissima, gentilissima e competente signora Mara, proprietaria della mia videoteca preferita, Drop Out, il cui consiglio e la cui guida mi sono stati, in questo cammino di scoperta, molto preziosi.
Clicca qui sotto per leggere i capitoli successivi delle mie Conversazioni...