Andrew Blake incoronato dalle sue attrici. Dahlia Grey è alla sua sinistra.

 


Il cinema di ANDREW BLAKE - Parte Prima


    Esiste un grande fotografo. Il suo nome è Helmut Newton.

    Lo conosciamo tutti. Tutti conosciamo la sua grande arte, le sue fotografie che ci fanno sognare mondi altri, il suo bianco e nero scolpito, più forte della Verità, le sue donne vere e forti che ci aggrediscono allo stomaco.

    Eppure, le sue fotografie hanno un limite. Alzi la mano chi non ha mai sentito questo limite.

    Le sue foto sono sicuramente "narrative" (nel senso semiologico del termine). Spesso, dato il contesto in cui sono ambientate - palazzi lussuosi, giardini, monumenti - ci fanno immaginare una storia, anche se si tratta di mere foto di moda. Ci fanno sentire che esiste un prima e un dopo. Ma, crudelmente, di questo prima e dopo non ci dicono nulla; possiamo vedere una donna sensuale abbracciata a un uomo che la bacia, possiamo quasi sentire sulla nostra pelle la sua eccitazione che sale e che la bagna, ma non vediamo nulla di come vi sia arrivata. Né possiamo vedere nulla di ciò che segue: abiti sfilati e lasciati cadere, corpo offerto tra baci, brividi e carezze, labbra che si cercano e si rispondono, attenzione agli orgasmi altrui e propri, sperma che bagna, che gocciola e che onora la bellezza… tutto questo non lo vediamo. Possiamo immaginarlo, ma, crudelmente, non ci è dato di vederlo.

    Fino ad oggi. Perché  in America, in California, c'è un regista - si dice, proveniente dalla pubblicità; quindi proprio dallo stesso mondo che per ampi tratti è comune a Newton - che ha voluto e saputo fare suoi gli stilemi newtoniani, aggiungere ad essi una terza, una  quarta o un'ennesima dimensione, tracciare delle linee attorno all'immagine per esplicitare la storia, e farci conoscere questa storia; che spesso è e resta una storia molto onirica, fatta più di intuizione che di narrazione (…poesia?); molto sensuale e sottile, molto sognata e sognante…

    Questo regista si chiama Andrew Blake. Abbiamo anche una sua fotografia, circondato da alcune delle sue attrici: loro nude, lui vestito di nero, barba bianca corta e occhiali tondi, più che un maestro del cinema sembra un intellettuale esistenzialista…

    Del cinema. Perché Blake non gira in elettronico, come oggi si fa nella quasi totalità dei video XXX; ma utilizza gli strumenti del cinema di sempre. Pellicola, cineprese, e tutto ciò che serve: strumenti di illuminazione, carrelli, dolly, eccetera… E, ovviamente, stuoli di costumisti e di truccatori, per esaltare ancor più la già straordinaria bellezza delle sue attrici.

    Film onirici. In essi si parla pochissimo, o non si parla proprio. Solo musiche, mai banali, appositamente composte. Le vicende, quando ci sono, sono raccontate per sommi capi; le immagini fanno un grande uso di tecniche di elaborazione - primo fra tutte il ralenty - che in qualche modo danno alle medesime una dimensione ferocemente fotografica (e riecco Newton). Non a caso, almeno in due dei suoi films - Night Trips, e House of Deams - l'onirico, dichiaratamente tale, assume uno spazio e un'importanza senza limiti. Nel primo, una ragazza dal sonno tormentato decide di sottoporsi ad un esperimento: degli elettrodi applicati al suo capo mentre dorme permetteranno a dei medici di visualizzare i suoi sogni, e di individuare una terapia… non è difficile immaginare cosa verrà fuori dall'esperimento. Nel secondo, un'altra ragazza, in una grandissima villa moderna e deserta (già sogno proibito di chissà quale grande architetto e arredatore), in riva al mare californiano, sogna, e i suoi sogni prendono lentamente corpo, si muovono alla ricerca di altri corpi, femminili o maschili (e tra i secondi incontriamo anche un irriconoscibile Rocco Riffredi, damerino impomatato lontano mille miglia dal biondastro buzzurrone selvaggio e appassionato, seduttore di timide fanciulle dell'Est, che abbiamo conosciuto in altri films).

    Corpi maschili e femminili, si diceva. Più questi che quelli, aggiungiamo. Infatti i films di Blake sono un'adorazione senza limiti per il corpo e la bellezza femminile. In essi, i rari uomini sono una presenza rara e strumentale al piacere, alla pienezza della soddisfazione erotica delle donne. Tanto che spesso il loro posto viene preso da eleganti e ben torniti falli di cristallo, che le ragazze splendide si passano l'un l'altra con attenzione e rispetto. Nei films di Blake c'è raramente una tensione feroce e indispensabile verso l'orgasmo, ma prevale invece una dimensione atemporale - onirica, appunto - in cui l'obiettivo da raggiungere, se ne esiste uno, non è la soddisfazione dell'uomo, non è il maschile possesso e trionfo di possedere e di sottomettere. (Ancora da House of Dreams, mi viene in mente una sequenza eiaculatoria di una bellezza sconvolgente: lo sperma del nostro Rocco bagna un piede femminile, calzato da una splendida scarpa, e da questo gocciola sul viso di un'altra ragazza che gli è sdraiata immediatamente sotto, che lo accoglie ad occhi chiusi e labbra aperte. Ebbene, quel viso estatico non sembra volere altro piacere, e la sorgente dello sperma - l'eroico  Rocco - è fuori campo, non si vede e non parla; ha compiuto il suo dovere, ora non è più necessario. La sorgente dello sperma - e del piacere che esso coimplica - non è più un pene, non è più il maschio, ma è un piede femminile ben calzato: è, in sostanza, un'altra donna. Tutta l'attenzione è per il piede di una ragazza, per il viso di un'altra, e tutto risuona di loro, non c'è bisogno di null'altro).

    Possesso e sottomissione che, peraltro, non sono certo assenti dai films di Blake. Ma, attenzione, sempre su un livello di gioco consensuale. E sempre giocati da una donna nei confronti di un'altra donna. E per meglio simboleggiare - i simboli, come si è capito, in Blake sono importantissimi - questi ruoli, si fa uso di un insieme incredibile, per quanto mai ridondante, di oggetti e di abbigliamenti studiati ad hoc. Preziosi monili d'argento che circondano i capezzoli o le grandi labbra di una ragazza, esaltandone la bellezza sua e loro. Finimenti di cuoio o di pelle ornati con catene, talmente raffinati da allontanarsi mille miglia dalla grossolanità degli attrezzi da sex shop che siamo abituati a vedere (e a usare). Scarpe dai tacchi altissimi, a volte di plastica trasparente, indossate quasi sempre senza calze (grazie, Andrew, per aver capito che i piedi femminili sono belli, e che la loro bellezza deve poter risuonare libera, senza compromettersi con velature e mascheramenti). Crinoline settecentesche, grandi gabbie attorno a lunghe gambe, ma senza l'accessoria copertura di una gonna. Fruste lunghe e morbide, palette corte ed elaborate, mai usate con ferocia. Morsetti applicati a seni e vulve non per dare dolore, ma per abbellire e stimolare.

    Ecco l'elenco dei films di Blake. Questa lista potrebbe essere parziale, in quanto sono gli unici di cui io sono a conoscenza; inoltre i titoli potrebbero non essere originali, in quanto modificati dal distributore.. né sono in ordine cronologico. Ma ho saputo che la casa editrice Castelvecchi ha in programma la pubblicazione di una monografia su Blake: sicuramente lì potremo trovare risposta a tutte le nostre domande. Informazioni più complete si possono trovare sul suo sito, www.andrewblake.com


- House of Dreams. Con Zara Whites, Raven, Jeanna Fine, Rocco Siffredi
- Ninfomani (odioso titolo sicuramente non originale; in Francia è distribuito come "Liberté"). Con Selena (non Selen!), Laura Palmer ed Asia Carrera
- Secrets. Con Ashlin Gere, Zara Whites, Jeanna Fine, Rocco Siffredi
- Paris Chic. Con Léa Martini, Coralie, Anita Blond
- Night Trips. Con Tori Welles, Porsche Lynn, Victoria Paris
- Fetish Fantasies (Captured Beauty). Con Dalhia Grey.
- Hidden obsessions. Con Janine Lindemulder, Heather Hart, Julia Ann.
- Sensual Exposure (Hidden Obsessions II). Con Kelly O'Dell, Raven, P.J. Sparxx.
- Dark Angel. Con Dalhia Grey, Léa Martini e Jill Kelly
- Night Trips II. Con Paula Price, Racquel Darrian, Caméo.

Nella prossima Conversazione parleremo ancora, più nello specifico, di alcuni films di Blake. Parleremo anche della sua attrice più bella e straordinaria, Dalhia Grey.

Grazie per l'attenzione.

Anacreonte
 

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