Consigli parte 2

 

LE GOMME

Il particolare più determinate per ottenere l'aderenza necessaria ad un dragster sono le gomme, e naturalmente il liquido con cui le trattate. In generale una mescola morbida è sempre preferibile, ma con alte temperature e condizioni di aderenza ottimali l'uso di mescole medie riduce l'usura e permette risultati costanti, laddove gomme morbide consumandosi più in fretta vi costringono a rivedere il rapporto finale per ripristinare l'avanzamento ottimale. C'è poi un particolare: essendo questi modelli privi di differenziale il consumo è asimmetrico, cioè una delle due gomme si consuma più in fretta, di solito la destra, questo genera una deviazione della traiettoria verso il lato dove la ruota è più piccola; una soluzione consiste nell'invertire le gomme appena vi accorgete di questo, e in genere si può continuare a provare senza rischi. In ogni caso portatevi dietro un paio di gomme di ricambio, e se lo avete un tornio per gomme (che è sempre una buona idea).

Veniamo adesso alla preparazione della gomma con l'uso di liquidi di trazione: solo prodotti di tipo professionale, preferibilmente Koford Tire Traction Compound, ma altre marche sono ugualmente valide, purché siano prodotti specifici per dragster.

Questi prodotti sembrano essere simili a quelli usati per le macchinine slot, e non so se li potete reperire in Italia, io li acquisto negli Usa, hanno un costo irrisorio, $3, e durano molto tempo. Se avete difficoltà a trovarli fatemelo sapere, eventualmente posso indirizzarvi al produttore, o cercare di fornirveli io.

Esistono in tre gradazioni, light, medium, e heavy, a seconda della trazione che è necessario ottenere; quindi a seconda delle condizioni del tracciato e della potenza del motore sarà opportuno l'uso di un tipo o dell'altro. In generale l'uso del tipo heavy è riservato a condizioni particolarmente difficili, temperature basse e modelli con elevato numero di celle o con scarsa capacità di trazione. Per l'estate può andare bene anche il tipo medium, e se usate un modello con 6 celle e motore stock, senz'altro vi consiglio di usare il liquido meno denso cioè il light. Ma tutto dipende anche dal tipo di gomma, una mescola più dura potrebbe richiedere l'uso di liquidi più "appiccicosi", e viceversa.

Tenete in considerazione che aumentare la trazione oltre il necessario frenerà il modello nella fase lanciata impedendogli di sviluppare tutta la sua velocità, per cui basatevi sui risultati ottenuti nei test sui sei piedi e una volta che il dragster scatta fin da subito senza perdere trazione, (ve ne accorgete perché il motore sale di giri lentamente, ma la macchina si allontana immediatamente) avete ottenuto il primo obiettivo.

Veniamo adesso alla messa in opera del prodotto, procedura un po’ laboriosa ma necessaria. Iniziate a "tirare" cinque o sei strisce del liquido sulla gomma, in senso trasversale e distanziate tra loro di tre centimetri circa, poi con il pollice cercate di far sprofondare il prodotto nella gomma una striscia alla volta muovendo il dito avanti e indietro dall'esterno verso l'interno della ruota, fino a che tutto il liquido è stato assorbito in modo uniforme e la gomma ha un aspetto lucido e decisamente appiccicosa al tatto, (le dita devono rimanervi incollate). A questo punto il modello è pronto per essere posato sulla linea di partenza, e una volta posizionatolo il più dritto possibile rispetto al traguardo, premete leggermente il retrotreno per far aderire meglio le ruote al tracciato, e dopo non vi resta che prendere la mira e premere il grilletto…

Naturalmente dopo la corsa le gomme avranno raccolto un po’ di polvere, per pulirle usate un pennello a setola dura, poi con una pezzetta imbevuta d'acetone (non usate altri solventi o rovinerete la gomma), strofinate l’intera superficie della gomma tenendo ferma la pezza e ruotandoci sopra la gomma e avete così ripristinato l’aderenza come era dopo appena messo il liquido, e forse anche meglio, dato che l’acetone ammorbidisce ulteriormente la gomma.

Dopo due o tre passaggi al massimo è necessario rimettere i liquidi sulle gomme, ma se notate una perdita d'aderenza già durante il secondo, non insistete oltre, fermate il modello e ripetete la procedura. Naturalmente maggiore è la potenza del modello, e minore il numero di passaggi che si possono effettuare prima di dover rimettere la "colla" sulle gomme.

Tutte queste procedure sono eseguite al meglio senza smontare le ruote dal modello.

Per pulirvi le dita utilizzate trielina, evapora subito e ne basta poca, ma non usatela sulle gomme.

Le considerazioni sono di carattere generale, ma sono particolarmente valide se si usano modelli con più di otto celle; nelle categorie minori, si può cedere qualcosa in aderenza in cambio della scorrevolezza del modello, dato che le prestazioni dei motori sono meno impegnative.

L'ALETTONE

Particolare d'estrema importanza l'alettone conferisce stabilità al modello durante la fase lanciata, cioè quando la pressione aerodinamica è maggiore; alle velocità inferiori ai sessanta Kmh non aggiunge molto al lavoro che fanno i liquidi sulle gomme e l'acqua zuccherata sul tracciato. Ma non è possibile farne a meno se il modello ha una certa potenza. In linea generale l'inclinazione dovrebbe essere di circa due gradi, ma a seconda dei risultati può essere necessario aumentarne o diminuirne l'effetto. Un alettone troppo carico, potrebbe frenare il modello nell'allungo, impedendogli di sviluppare tutta la sua velocità; all'estremo opposto un alettone scarico renderà il modello privo di stabilità alle velocità elevate, con la tendenza a scartare di lato con il retrotreno, vanificando la prestazione del modello, effetto dovuto alla mancanza di differenziale, cosa ancora più evidente se il tracciato ha una pendenza laterale. Un particolare importante: l'alettone deve essere rigidamente fissato al retrotreno, se flette serve a ben poco.

IL CRONOMETRAGGIO

Questo è un tasto dolente, dato che non ha senso effettuare test o gare d'accelerazione senza poter confrontare i risultati per mezzo dei tempi ottenuti dal modello.

L'ideale sarebbe un'apparecchiatura professionale, dotata di rilevamento dei tempi e delle velocità d'uscita del modello, ma i costi d'esercizio salgono, a meno di non essere un gruppo di quattro modellisti o più. Io dispongo di un sistema di cronometraggio Raceamerica computerizzato, dotato di fotocellule ad infrarossi e consolle per la gestione dei dati, tale dispositivo se collegato ad un semaforo apposito e a sei coppie di fotocellule è capace di gestire la gara d'accelerazione fornendo il via ai modelli tramite la luce verde del semaforo, e rilevare i tempi di entrambi i concorrenti con le relative velocità d'uscita;

Le altre sue caratteristiche sono:

Rilevamento del tempo di reazione dei concorrenti allo scattare del verde. Cioè quanto passa tra lo spegnimento del giallo e l'interruzione della fotocellula che attiva il cronometraggio. Questo è in realtà il risultato della somma dei vostri riflessi e l'accelerazione del modellino.

Segnalazione di falsa partenza di un concorrente tramite l'accensione del rosso sul semaforo al momento del via, la vittoria passa così immediatamente all'avversario.

Segnalazione del concorrente che ha vinto la corsa tramite l'accensione del verde a fine gara.

Segnalazione del modello che ha ottenuto la velocità d'uscita più alta tramite l'accensione del rosso a fine gara.

I tempi sono rilevati al millesimo di secondo, le velocità in miglia orarie

Possibilità di collegare una stampante alla consolle per avere i risultati memorizzati su carta.

La consolle legge velocità fino a 99 miglia, cioè 160 Kmh

Naturalmente tutta questa tecnologia ha un prezzo salatissimo: oltre $1400 per l'apparecchio completo di semaforo e fotocellule. Per il rilevamento della velocità d'uscita bisogna acquistare altre due coppie di fotocellule per $300 circa.

Esiste un modello ancora più sofisticato, che include molte funzioni aggiuntive come l'allineamento dei modelli sulla linea di partenza, tabellone con display luminoso, rilevazione dei tempi di passaggio ai 6 piedi (1,83m) e 60 piedi (optional), e velocità d'uscita fino a 250 miglia, praticamente è utilizzabile anche per gare di vetture vere. Ma il prezzo è abbordabile solo se si gestisce un vero e proprio club di almeno una decina di modellisti: $2600 esclusi gli optional.

Torniamo con i piedi per terra, per chi come me ha iniziato questa attività da solo, a meno di non essere un Rockfeller, bisogna accontentarsi di qualcosa di meno: ho acquistato per circa £1300.000 la consolle con tre coppie di fotocellule, per i tempi e il rilevamento della velocità, ma per una sola corsia, è stato un sacrificio lo ammetto, ma ne è valsa la pena; se un domani riuscissi a creare un club di "dragsteristi", basterebbe comprare il semaforo e altre tre coppie di fotocellule, con poco più di un milione di lire avremo tutto il necessario per gareggiare.

Ma è evidente che non tutti vogliono spendere una cifra simile, quindi munitevi di un buon cronometro e di un amico con l'occhio fino che vi cronometrerà il modello stando alla linea d'arrivo, se è bravo lo scarto dovrebbe essere di due decimi di secondo in più rispetto al cronometraggio automatico. Per le velocità d'uscita è arduo avere un'idea delle reali capacità del modello, abbassate di un buon 20% la vostra impressione…mi è capitato di cronometrare modelli con motore a scoppio il cui proprietario era convinto superassero gli ottanta all'ora, le fotocellule hanno ridotto di oltre venti chilometri le sue ottimistiche impressioni. Naturalmente per rilevamenti su distanze brevi è impossibile essere precisi, quindi lasciate perdere il cronometro e affidatevi all'impressione che vi fa il modello quando parte, se al via sembra spiccare un balzo, siete sulla buona strada.

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